Aggiornato a ottobre 2026
Arles è una città sul Rodano, nel sud della Provenza, proprio dove il fiume si divide in due bracci e comincia la Camargue. Conserva monumenti romani di prima grandezza, chiese romaniche e i luoghi dove dipinse Vincent van Gogh; oggi è anche una città della fotografia e dell'arte contemporanea.
A sud di Arles si apre la Camargue, il grande delta del Rodano: stagni, saline, risaie, canneti e spiagge selvagge, protetti in gran parte da un parco naturale regionale. È la terra dei fenicotteri rosa, dei cavalli bianchi e dei tori neri. Insieme, la città e il delta si visitano bene in tre o quattro giorni, anche insieme ad Avignone o ad Aix-en-Provence.
Da non perdere: l'anfiteatro e il teatro romano, il chiostro di Saint-Trophime, gli Alyscamps, una giornata tra gli stagni della Camargue per vedere i fenicotteri, Saintes-Maries-de-la-Mer e le mura di Aigues-Mortes. Periodo migliore: primavera e inizio autunno; d'estate fa caldo e in Camargue le zanzare sono numerose. Per la Camargue serve quasi sempre un'auto o una bicicletta.
È il monumento simbolo della città: un anfiteatro romano a due ordini di arcate, nel cuore del centro storico. Nel Medioevo divenne una cittadella fortificata e ne restano alcune torri. Ancora oggi ospita spettacoli, corse camarghesi e, durante le feste, corride: controlla il calendario.
A pochi passi dall'anfiteatro restano le gradinate e due colonne della scena del teatro romano. È meno conservato, ma d'estate torna a ospitare spettacoli. Anfiteatro e teatro si visitano spesso con un biglietto unico.
Sulla Place de la République, con l'obelisco al centro, sorge la chiesa di Saint-Trophime, con un portale romanico scolpito tra i più belli della Provenza. Accanto, il chiostro unisce gallerie romaniche e gotiche, con capitelli finemente scolpiti.
Fuori dalle mura si trova l'antica necropoli degli Alyscamps, un viale di sarcofagi di pietra sotto gli alberi che porta a una chiesa romanica. Van Gogh e Gauguin lo dipinsero entrambi durante il loro soggiorno ad Arles.
Questi monumenti, insieme all'anfiteatro, al teatro, agli Alyscamps e a Saint-Trophime, fanno parte del sito UNESCO Arles, monumenti romani e romanici. L'ufficio del turismo propone pass che riuniscono più monumenti e musei.
Van Gogh arrivò ad Arles nel 1888 e vi rimase poco più di un anno, il periodo più produttivo della sua vita: girasoli, notti stellate sul Rodano, ponti, caffè, campi di grano. Qui lo raggiunse Gauguin e qui avvenne la crisi in cui si ferì all'orecchio. La casa gialla non esiste più e in città non ci sono collezioni permanenti dei suoi quadri, ma restano i luoghi: il cortile dell'antico ospedale, oggi Espace Van Gogh, con il giardino come nel suo dipinto, la piazza del Foro con il caffè che ritrasse di notte, le rive del Rodano.
La Fondation Vincent van Gogh Arles organizza mostre che mettono in dialogo il pittore con artisti moderni e contemporanei. Tra una mostra e l'altra chiude per alcune settimane: controlla il programma.
A sud-est del centro, nell'area delle ex officine ferroviarie, è nato il Parc des Ateliers di LUMA Arles: capannoni restaurati, un grande parco e la Torre LUMA di Frank Gehry, rivestita di pannelli metallici che cambiano con la luce. Alcuni spazi sono ad accesso libero, le mostre richiedono un biglietto.
Ogni estate la città diventa la capitale della fotografia con i Rencontres d'Arles, il festival nato nel 1970: decine di mostre in chiese, palazzi e capannoni, da luglio a inizio ottobre.
La Camargue è un territorio piatto e luminoso tra il Grande e il Piccolo Rodano, fatto di acqua dolce e salata. Il Parco naturale regionale della Camargue ne protegge gran parte; al centro c'è il grande stagno di Vaccarès, una riserva naturale.
I fenicotteri rosa si vedono negli stagni e nelle saline, a volte in gruppi molto numerosi; i momenti migliori sono il mattino presto e il tardo pomeriggio. Vicino a Saintes-Maries-de-la-Mer un parco ornitologico permette di osservarli da vicino. I cavalli bianchi della Camargue e i tori neri vivono nelle manades, gli allevamenti tradizionali, sorvegliati dai gardians. Alcune accolgono i visitatori.
La tradizione locale è la corsa camarghese: giovani a piedi, i raseteurs, cercano di strappare dei nastri fissati tra le corna del toro, che non viene ucciso.
A sud, verso Salin-de-Giraud, e intorno ad Aigues-Mortes si estendono grandi saline, con vasche che in certi periodi prendono riflessi rosati e montagne di sale bianco.
Il paese sul mare della Camargue è dominato da una chiesa fortificata romanica. Secondo la tradizione, qui approdarono su una barca Maria Jacobé e Maria Salomé, legate alla storia di Gesù, insieme a Sara, che i gitani venerano come loro patrona. Nella cripta si trova la statua di Sara. Ogni anno, il 24 e il 25 maggio, il pellegrinaggio dei gitani richiama fedeli da tutta Europa: processioni portano le statue fino al mare, accompagnate dai gardians a cavallo. Il paese è affollatissimo: è una festa religiosa da vivere con rispetto. Un'altra festa delle Sante si tiene in ottobre.
Ai margini occidentali della Camargue, già nella regione Occitania, Aigues-Mortes è una città medievale chiusa da mura intatte, voluta da re Luigi IX come porto per le crociate. Si può camminare sui bastioni per oltre un chilometro e mezzo e salire sulla Torre di Costanza, che fu anche prigione. Orari e biglietti sono sul sito del Centre des monuments nationaux.
Le spiagge della Camargue sono ampie e selvagge, spesso senza servizi: Beauduc e Piémanson a sud, quelle di Saintes-Maries e l'Espiguette vicino al Grau-du-Roi. Dopo mareggiate o lavori l'accesso può essere limitato.
A breve distanza in auto da Arles, sulle colline delle Alpilles, Les Baux-de-Provence è un villaggio di pietra arroccato su uno sperone roccioso, con le rovine del castello e un panorama ampio sulla pianura. Ai piedi del paese, nelle antiche cave, le Carrières des Lumières propongono mostre immersive di immagini e musica. In estate meglio andare al mattino presto.
La Camargue produce un riso rinomato, anche rosso e integrale. Il piatto tipico è la gardiane de taureau, uno stufato di carne di toro al vino rosso servito con il riso. Da assaggiare anche le tellines, piccole vongole della costa, il saucisson d'Arles e il fior di sale. Ad Arles il mercato del sabato mattina lungo i boulevard è grande e animato.
In auto dall'Italia: si segue l'autostrada da Ventimiglia lungo la Costa Azzurra verso Marsiglia e Aix-en-Provence, poi si prosegue verso Salon-de-Provence e Arles. Le autostrade francesi sono a pedaggio.
In treno: Arles ha una stazione sulla linea tra Marsiglia e Avignone, con treni regionali; da Avignone e Marsiglia arrivano i collegamenti ad alta velocità da Parigi e da altre città.
In aereo: gli aeroporti più comodi sono Marsiglia, Nîmes e Montpellier.
Il centro di Arles si gira a piedi: i monumenti sono vicini. Per la Camargue l'auto è la soluzione più pratica; esistono autobus regionali da Arles verso Saintes-Maries-de-la-Mer e Salin-de-Giraud, ma con corse limitate da verificare. Per attraversare il Grande Rodano verso Salin-de-Giraud si usa un piccolo traghetto fluviale: controlla gli orari.
Primavera e settembre-ottobre sono i mesi migliori: luce bella, temperature miti, molti uccelli in Camargue. Maggio è il mese del pellegrinaggio di Saintes-Maries e delle feste tradizionali (vedi dove andare a maggio). Luglio e agosto sono caldi e affollati, ma è il periodo dei Rencontres. In settembre Arles celebra la tradizionale festa del riso (vedi dove andare a settembre). In inverno è tutto più tranquillo, ma soffia spesso il mistral.