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Nikko: il Toshogu, il ponte Shinkyo e i laghi di Okunikko

Aggiornato a ottobre 2026

Gli edifici laccati e decorati d'oro del santuario Toshogu di Nikko tra i grandi cedri e gli aceri rossi d'autunno

Nikko è una cittadina di montagna della prefettura di Tochigi, a nord di Tokyo, ed è una delle gite più classiche per chi visita il Giappone. Qui, in mezzo a una foresta di cedri, si trovano i santuari e i templi che dal 1999 sono patrimonio dell'umanità UNESCO: il Toshogu, mausoleo di Tokugawa Ieyasu, fondatore dello shogunato che governò il paese per oltre due secoli, il santuario Futarasan e il tempio Rinno-ji.

Sopra la città, oltre i tornanti della strada Irohazaka, comincia Okunikko, l'altopiano del parco nazionale di Nikko: il lago Chuzenji, le cascate Kegon, la palude di Senjogahara e le terme di Yumoto. In un giorno da Tokyo si riesce a vedere bene la zona dei santuari; per aggiungere anche i laghi e le cascate conviene fermarsi almeno una notte, soprattutto in autunno, quando il foliage attira moltissimi visitatori e il traffico sulla strada di montagna può diventare pesante.

In breve

Ideale per: chi ama l'arte e l'architettura religiosa giapponese, la natura di montagna e le terme. Da vedere: il Toshogu con la porta Yomeimon, il Rinno-ji e il mausoleo Taiyuin, il santuario Futarasan, il ponte Shinkyo, la gola di Kanmangafuchi, il lago Chuzenji, le cascate Kegon, Senjogahara e Yumoto Onsen. Periodo più piacevole: l'autunno, con i colori che scendono dall'altopiano alla città tra fine settembre e metà novembre, e la tarda primavera; meglio evitare i fine settimana di punta.

Cosa vedere e cosa fare

Il santuario Toshogu

Il Toshogu è il santuario dedicato a Tokugawa Ieyasu, divinizzato dopo la morte. Nato come un mausoleo relativamente semplice, fu trasformato nel complesso sontuoso che si vede oggi dal nipote, lo shogun Tokugawa Iemitsu, nella prima metà del Seicento. Il simbolo è la porta Yomeimon, coperta da centinaia di intagli, riaperta nel 2017 dopo un lungo restauro. Da non perdere i tre scimmiotti che "non vedono, non sentono e non parlano", il gatto addormentato (Nemuri-neko) sopra la porta Sakashitamon, da cui una scalinata nel bosco sale alla tomba di Ieyasu, e il drago dipinto sul soffitto della sala Honjido, che "piange" quando un monaco batte due legnetti sotto la sua testa. Orari e biglietti cambiano con le stagioni: verificateli sul sito ufficiale del Toshogu.

Il tempio Rinno-ji e il mausoleo Taiyuin

Il Rinno-ji è il principale tempio buddhista di Nikko, legato al monaco Shodo Shonin, che portò il buddhismo in questa zona nell'VIII secolo. La grande sala Sanbutsudo, riaperta nel 2019 dopo circa dieci anni di lavori, custodisce tre enormi statue di legno laccato d'oro: Amida, la Kannon dalle mille braccia e la Kannon con la testa di cavallo, considerate le forme buddhiste delle divinità delle tre montagne sacre di Nikko. Di fronte c'è il museo del tesoro con il giardino Shoyoen, bello con gli aceri d'autunno. Poco più in là si trova il Taiyuin, il mausoleo di Iemitsu: simile al Toshogu nella disposizione, è stato costruito in forme un po' più sobrie, si dice per rispetto verso il nonno.

Il santuario Futarasan

Il Futarasan, fondato anch'esso da Shodo Shonin, è il santuario delle divinità dei tre monti sacri di Nikko: il Nantai, il Nyoho e il Taro. Si trova vicino al Taiyuin, in un'atmosfera più raccolta, e ha altre due sedi: sulla riva del lago Chuzenji, da cui parte il sentiero per il monte Nantai, e sulla vetta. Al Futarasan appartiene anche il ponte Shinkyo. In tutto il sito UNESCO conta 103 edifici, tra cui 9 tesori nazionali.

Il ponte Shinkyo

Il ponte Shinkyo, laccato di rosso, attraversa il fiume Daiya all'ingresso della zona dei santuari ed è l'immagine più fotografata di Nikko. È aperto al pubblico solo dal 1973 e si attraversa pagando un biglietto; per una buona foto basta però il ponte stradale accanto.

La gola di Kanmangafuchi

Un breve sentiero lungo il fiume Daiya, a circa mezz'ora a piedi dal Toshogu, porta alla gola di Kanmangafuchi, formata da un'antica eruzione del monte Nantai. Il luogo è noto per la fila di circa settanta statue di pietra di Jizo, il bodhisattva protettore dei viaggiatori e dei bambini: la leggenda dice che contandole si ottiene ogni volta un numero diverso, per questo sono chiamate anche Bake Jizo, "i Jizo fantasma". Sulla parete rocciosa ci sono caratteri sanscriti attribuiti al monaco Kobo Daishi.

Il lago Chuzenji e la strada Irohazaka

Per salire a Okunikko si percorre la Irohazaka, due strade separate, una in salita e una in discesa, con 48 tornanti in totale. In cima si apre il lago Chuzenji, a 1.269 metri di quota, nato da un'eruzione del monte Nantai. Sulla riva ci sono il tempio Chuzenji, con una statua di Kannon scolpita in un albero ancora radicato nel terreno, il santuario Futarasan e le ville estive delle ambasciate d'Italia e del Regno Unito, oggi visitabili tranne in inverno. Da metà aprile a novembre girano i battelli turistici. Attenzione: la funivia di Akechidaira è chiusa per rinnovo dal 16 gennaio 2026 fino a circa settembre 2027.

Le cascate Kegon

Le cascate Kegon, alte quasi cento metri, sono l'unico emissario del lago Chuzenji e si trovano a pochi passi dalla fermata degli autobus di Chuzenji Onsen. Oltre al belvedere gratuito, un ascensore a pagamento scende a una piattaforma più in basso. In autunno gli alberi intorno si colorano di solito tra metà e fine ottobre; in pieno inverno la cascata può gelare quasi del tutto.

Senjogahara e le terme di Yumoto

Oltre il lago, a circa 1.400 metri, si stende Senjogahara, un altopiano di paludi e boschi attraversato da un sentiero lungo il fiume Yukawa, tra la cascata Ryuzu, vicino al lago, e Yumoto Onsen: il percorso completo richiede circa due ore e mezza-tre ore e si può accorciare partendo dalla fermata di Akanuma. In fondo alla valle c'è Yumoto Onsen, un piccolo paese termale sul lago Yunoko, con un forte odore di zolfo e acqua calda che sgorga dal terreno. Vicino al lago scende la cascata Yudaki, alta circa 70 metri. Da dicembre a marzo la neve copre spesso i sentieri.

Il foliage autunnale

A Nikko i colori arrivano prima in alto e poi scendono verso la città. Indicativamente: zona di Yumoto e del lago Yunoko tra fine settembre e metà ottobre, Senjogahara e il lago Chuzenji da metà a fine ottobre, la Irohazaka tra metà ottobre e inizio novembre, i santuari in città tra inizio e metà novembre. Le date cambiano ogni anno. Nei fine settimana di punta la Irohazaka, che di norma si percorre in una ventina di minuti, può richiedere ore: partite con i primi autobus del mattino, preferite i giorni feriali e lasciate un ampio margine prima del treno di ritorno. In autunno ci sono illuminazioni serali, come al giardino Shoyoen: verificate le date. Per altre mete di stagione vedete dove andare a ottobre e dove andare a novembre.

Come arrivare

Da Tokyo ci sono due strade principali. La più usata è la ferrovia privata Tobu da Asakusa: i treni espressi limitati arrivano a Tobu-Nikko in circa due ore, alcuni con cambio a Shimo-Imaichi. Il più recente è lo Spacia X, in servizio dal 2023, con varie classi di posto, prenotabile da un mese prima. Il Japan Rail Pass non vale sui treni Tobu. L'alternativa JR è lo shinkansen da Tokyo o Ueno fino a Utsunomiya e poi la linea JR Nikko fino alla stazione JR Nikko: è coperta dal Japan Rail Pass. Ci sono anche pochi treni diretti al giorno da Shinjuku che usano binari JR e Tobu, coperti solo in parte dal Japan Rail Pass.

Come muoversi

I santuari sono a circa due chilometri dalle stazioni: si possono raggiungere a piedi in 30-40 minuti oppure con gli autobus locali, compreso il circolare che fa il giro dei siti del patrimonio mondiale. Per Okunikko si prendono gli autobus Tobu verso Chuzenji Onsen (circa 50 minuti) e Yumoto Onsen (circa un'ora e venti), che però condividono la strada con le auto e nei giorni di traffico accumulano forti ritardi. Tobu vende ai turisti stranieri i pass NIKKO PASS, in due versioni: una per la zona dei santuari e una più ampia che include anche gli autobus per Okunikko. I pass non coprono il supplemento dei treni espressi né gli ingressi a santuari e templi: verificate prezzi e condizioni prima di partire.

Quando andare

L'autunno è la stagione più spettacolare ma anche la più affollata. Primavera e inizio estate sono più tranquilli, e d'estate l'altopiano è più fresco di Tokyo. L'inverno porta neve a Okunikko e paesaggi suggestivi, con la cascata Kegon in parte ghiacciata, ma alcuni servizi, come le ville delle ambasciate, sono chiusi. Conviene sempre visitare i santuari al mattino presto.

Dove dormire

Consigli pratici

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