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Parco Nazionale della Val Grande: la wilderness alle spalle del Lago Maggiore

Aggiornato a ottobre 2026

Una valle selvaggia di boschi fitti e creste rocciose, con un torrente che scorre in fondo

Il Parco Nazionale della Val Grande si trova in Piemonte, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, tra il Lago Maggiore, la Val d'Ossola e la Val Vigezzo. È un'area protetta dal 1992 ed è considerata una delle zone selvagge più estese delle Alpi: un intreccio di valli profonde, boschi fitti, torrenti e creste rocciose, quasi senza strade e con un solo piccolo nucleo abitato all'interno, Cicogna.

Per secoli queste montagne sono state abitate da pastori, boscaioli e carbonai, che salivano agli alpeggi con le bestie in estate. Dopo la seconda guerra mondiale gli alpeggi sono stati abbandonati e il bosco ha ripreso gli spazi: oggi muri a secco, baite e mulattiere affiorano tra la vegetazione. Durante la guerra la valle ospitò formazioni partigiane, colpite da un duro rastrellamento nazifascista. È per questo che si parla di wilderness di ritorno: una natura che si è ripresa il territorio dopo l'uomo.

In breve

Cosa aspettarti: un parco per escursionisti esperti, con sentieri lunghi, ripidi e poco segnalati nelle zone interne, pochi punti d'acqua e nessun servizio. Accessi principali: Cicogna (dal lato del Lago Maggiore), Malesco (Val Vigezzo) e Premosello-Chiovenda (Val d'Ossola). Da vedere anche: le fortificazioni della Linea Cadorna sul margine meridionale del parco. Periodo migliore: da giugno a ottobre, evitando i giorni più caldi e i periodi di siccità. Informazioni e avvisi sul sito ufficiale parcovalgrande.it.

Da sapere prima di partire
Nei periodi di siccità o di alto rischio incendi il parco può limitare o sospendere le escursioni, e dopo frane o temporali alcuni sentieri possono restare chiusi. Anche l'apertura dei bivacchi può cambiare. Controlla sempre gli avvisi sul sito ufficiale del parco e verifica prima di partire.

Cosa vedere nella Val Grande

Cicogna, l'unico paese del parco

Cicogna, frazione di Cossogno, è l'unico nucleo abitato all'interno del parco, con pochissimi residenti. Si raggiunge in auto da Verbania risalendo la valle del San Bernardino lungo una strada stretta e tortuosa. Il paese, con case in pietra e tetti in piode, è la porta d'ingresso più usata dal lato del lago: da qui partono sentieri verso gli alpeggi abbandonati e, per i più allenati, verso il cuore della valle.

Malesco e la Val Vigezzo

A nord il parco confina con la Val Vigezzo, la valle percorsa dal treno Vigezzina-Centovalli tra Domodossola e Locarno. Malesco è il punto di accesso da questo lato: dal paese si sale verso la Val Loana e gli alpeggi, con panorami sulle cime del parco. A Malesco si trovano anche testimonianze della presenza umana più antica, con reperti e incisioni rupestri che risalgono all'età del Ferro.

Premosello e la Val d'Ossola

A ovest, sopra la piana del Toce, il parco si raggiunge da Premosello-Chiovenda, in Val d'Ossola. Da qui i sentieri salgono con forti dislivelli verso gli alpeggi e la zona della Colma di Premosello, una delle porte storiche della valle. È il lato più ripido e impegnativo: le salite sono lunghe e richiedono buon allenamento.

La Linea Cadorna

Sul margine meridionale del parco, tra le alture che dominano il Lago Maggiore, si trovano i resti della Linea Cadorna, il sistema di fortificazioni costruito durante la prima guerra mondiale lungo il confine con la Svizzera, per difendere la pianura da un possibile attacco da nord. Trincee, postazioni d'artiglieria, gallerie e strade militari si visitano lungo percorsi più facili rispetto a quelli dell'interno del parco e offrono ampie viste sul lago. È la parte della Val Grande più adatta a una gita di una giornata anche per escursionisti meno esperti.

Alpeggi, boschi e fauna

Il paesaggio interno è fatto di faggete, castagneti e boschi misti che salgono fino alle praterie d'alta quota, di torrenti con pozze limpide e di creste rocciose. Negli alpeggi abbandonati si incontrano ruderi di baite e stalle. La fauna è ricca: camosci, cervi, caprioli, cinghiali, volpi e anche il lupo, tornato in queste montagne; tra gli uccelli ci sono rapaci come l'aquila reale. All'interno del parco si trovano anche due riserve naturali, tra cui quella del Monte Mottac.

Sentieri ed escursioni

La Val Grande non è un parco per passeggiate improvvisate. I sentieri dell'interno sono lunghi, ripidi, a tratti esposti, con segnaletica spesso scarsa e tratti invasi dalla vegetazione. Le traversate richiedono più giorni, con pernottamento nei bivacchi, e una buona capacità di orientamento con carta e bussola o GPS. Tra i percorsi più noti c'è il Sentiero Bove, una traversata in cresta di più giorni riservata a escursionisti molto esperti.

Per chi ha meno esperienza ci sono percorsi più semplici ai margini del parco: i sentieri della Linea Cadorna, le passeggiate attorno a Cicogna e alcuni anelli nella zona di Malesco. Il parco propone anche escursioni accompagnate dalle guide ufficiali: è il modo migliore per conoscere la valle in sicurezza. Se ami la montagna selvaggia, leggi anche la guida ai Monti Sibillini.

Bivacchi e rifugi

Nella Val Grande ci sono numerosi bivacchi, spesso ricavati da vecchie baite d'alpeggio, e alcuni rifugi ai margini del parco. I bivacchi sono strutture essenziali, non custodite, con posti letto limitati: non si prenotano e non è garantito trovare posto. Porta sempre con te sacco a pelo, fornello e cibo per tutta la durata del giro, e lascia il bivacco pulito e in ordine. Verifica sul sito del parco quali strutture sono aperte e in quali condizioni.

Come arrivare

In auto: dall'autostrada A26 si esce a Gravellona Toce; per Cicogna si prosegue verso Verbania e poi si sale verso Cossogno; per Premosello si segue la statale della Val d'Ossola verso Domodossola; per Malesco si sale in Val Vigezzo da Domodossola. In treno: la linea Milano-Domodossola ferma a Verbania-Pallanza e a Premosello-Chiovenda; da Domodossola il treno Vigezzina-Centovalli raggiunge Malesco e la Val Vigezzo. In aereo: l'aeroporto più vicino è Milano Malpensa. Il parco si combina bene con un viaggio a Milano e sul lago.

Come muoversi

I punti di accesso sono lontani tra loro e collegati solo da strade che girano attorno al parco: per una traversata conviene organizzare il rientro in anticipo, con due auto o con i mezzi pubblici. Gli autobus locali collegano Verbania con le valli, ma le corse sono poche, soprattutto nei giorni festivi e fuori stagione: verifica gli orari. All'interno del parco ci si muove solo a piedi.

Quando andare

La stagione migliore va da giugno a ottobre. La tarda primavera porta torrenti pieni d'acqua e fioriture, ma alle quote alte può esserci ancora neve. L'estate è calda e umida nei fondovalle, con temporali frequenti nel pomeriggio: parti presto. L'autunno, con i colori dei faggi e dei castagni, è forse il periodo più bello. In inverno i sentieri alti sono innevati e adatti solo a chi ha esperienza di montagna invernale. Per altre idee leggi dove andare a settembre e dove andare a ottobre.

Dove dormire

Se vuoi alternare montagna e lago, puoi dormire a Stresa o sul Lago d'Orta, a breve distanza in auto.

Consigli pratici

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