Aggiornato a ottobre 2026
Mombasa è la seconda città del Kenya e il suo porto principale. Il centro storico sorge su un'isola collegata alla terraferma da ponti, da una strada rialzata e, verso sud, dal traghetto di Likoni. Da secoli è un crocevia di commerci tra Africa, Arabia, India ed Europa, e questa storia si legge ancora nelle sue strade: la fortezza portoghese, le moschee, le case swahili con i balconi in legno e le porte intagliate, i quartieri commerciali di origine indiana.
Molti viaggiatori la attraversano soltanto, diretti alle spiagge di Diani a sud o di Watamu e Malindi a nord. Vale invece almeno una giornata piena: il Fort Jesus, patrimonio dell'umanità UNESCO, e la città vecchia che lo circonda sono il luogo migliore della costa per capire la cultura swahili. Mombasa è anche una base comoda per escursioni nei parchi del Tsavo e nella riserva di Shimba Hills.
Ideale per: chi vuole unire al mare e ai safari un po' di storia e di vita di città, e chi arriva in treno da Nairobi. Da vedere: il Fort Jesus e il suo museo, le stradine della città vecchia, la moschea Mandhry, il porto antico, le Zanne di Moi Avenue, il lungomare di Mama Ngina e le spiagge a nord dell'isola. Periodo più piacevole: le stagioni più asciutte, cioè all'incirca da luglio a ottobre e da gennaio a marzo; per le visite a piedi meglio la mattina presto o il tardo pomeriggio.
Il Fort Jesus fu costruito dai portoghesi tra il 1593 e il 1596 per controllare il porto di Mombasa, su progetto dell'architetto italiano Giovanni Battista Cairati. La pianta, con cinque bastioni e un fossato, segue le teorie militari del Rinascimento ed è considerata uno degli esempi meglio conservati di fortificazione portoghese del Cinquecento. Nei secoli successivi il forte cambiò padrone molte volte: lo presero gli omaniti nel 1698, dopo un lungo assedio cominciato nel 1696, e durante il dominio britannico fu usato come prigione fino al 1958, anno in cui divenne museo nazionale. Dal 2011 è iscritto nella lista del patrimonio mondiale UNESCO.
La visita comprende i camminamenti sulle mura, con la vista sul canale e sul porto antico, la cosiddetta Casa omanita, residenza dei governatori del periodo arabo, e un piccolo museo con reperti legati alla storia della costa swahili. Il forte è gestito dai National Museums of Kenya: orari e biglietti cambiano, quindi verificateli prima della visita. Le guide autorizzate che si trovano all'ingresso possono rendere la visita più interessante; accordatevi sempre sul prezzo prima di cominciare.
Alle spalle del forte si stende la città vecchia (Old Town), che l'UNESCO considera parte integrante del contesto storico del Fort Jesus. È un intrico di vicoli stretti, piccole moschee, botteghe di spezie e di tessuti, case con le tipiche porte di legno intagliato e i balconi chiusi da grate. Ndia Kuu, una delle vie principali, sale dal forte verso la zona del porto antico e aiuta a orientarsi; il resto si scopre camminando senza fretta. Ricordate che è un quartiere abitato, in gran parte musulmano: vestitevi in modo sobrio, chiedete il permesso prima di fotografare le persone e rispettate i momenti di preghiera.
La moschea Mandhry, nel cuore della città vecchia, fu costruita nel 1570 ed è considerata la più antica di Mombasa ancora in uso. Si riconosce dal minareto arrotondato, una forma rara lungo la costa swahili. È un luogo di culto attivo: si osserva dall'esterno, e per entrare bisogna chiedere il permesso. Poco più avanti si arriva al porto antico (Old Port), dove un tempo attraccavano i dhow, le barche a vela dei commerci con l'Arabia e l'India, e alle Leven Steps, una scalinata che scende verso l'acqua. Oggi il traffico commerciale si svolge nel porto moderno di Kilindini, sul lato opposto dell'isola, ma da qui si ha una bella vista sul canale.
Le Zanne (Mombasa Tusks), due coppie di zanne stilizzate che formano un arco sopra Moi Avenue, furono costruite per la visita della futura regina Elisabetta II nel 1952 e sono diventate il simbolo della città. Intorno si trova il centro commerciale, con mercati, negozi di stoffe e kanga, templi indù e chiese. Il mercato coperto di Marikiti è il posto giusto per vedere frutta tropicale e spezie; è molto affollato, quindi tenete d'occhio borse e telefono.
Il lungomare di Mama Ngina Drive, sul lato sud dell'isola, è il luogo dove gli abitanti di Mombasa vanno a passeggiare la sera, a guardare le navi che entrano nel porto e a mangiare spiedini e pannocchie arrostite sulle bancarelle. È un buon modo per chiudere la giornata dopo la visita alla città vecchia.
Le spiagge vere e proprie sono sulla terraferma, a nord dell'isola: Nyali, Bamburi e Shanzu si affacciano su una laguna protetta dalla barriera corallina. Davanti a questo tratto di costa si trova il parco marino nazionale di Mombasa, gestito dal Kenya Wildlife Service, dove si fanno uscite in barca e snorkeling: le condizioni dipendono dalle maree. A Bamburi c'è anche Haller Park, un parco naturalistico nato dal recupero di una vecchia cava di cemento, dove si vedono giraffe, ippopotami, tartarughe e molti uccelli.
La cucina di Mombasa è quella swahili della costa, con influenze arabe e indiane: riso pilau speziato, biryani, pesce al cocco, chapati, samosa e, la sera, lo street food delle bancarelle come gli spiedini di carne e le patate fritte in pastella. Per saperne di più leggete la nostra guida alla cucina keniota.
L'aeroporto internazionale Moi si trova sulla terraferma, a ovest dell'isola, ed è collegato con voli nazionali da Nairobi e con alcuni voli internazionali e charter dall'Europa, più frequenti in alta stagione. Da Nairobi si arriva anche con il treno Madaraka Express sulla ferrovia a scartamento standard (SGR), che attraversa la savana passando accanto ai parchi del Tsavo: è il modo più comodo e panoramico per raggiungere la costa. Il terminal ferroviario di Mombasa è fuori città, a Miritini; da settembre 2025 un treno pendolare lo collega alla vecchia stazione nel centro, in alternativa ai taxi. Le corse vanno prenotate in anticipo, soprattutto nei periodi di festa. Per entrare in Kenya serve l'autorizzazione elettronica eTA, da richiedere sul portale ufficiale etakenya.go.ke (vedi i consigli pratici).
La città vecchia e il Fort Jesus si visitano a piedi. Per gli spostamenti più lunghi si usano i taxi, le app di trasporto con auto private, i tuk-tuk e i matatu, i minibus collettivi, che sono economici ma affollati e poco adatti a chi non conosce la città. Verso nord si attraversa il ponte di Nyali; verso sud si prende il traghetto di Likoni, gratuito per i pedoni ma spesso con lunghe code nelle ore di punta. Dopo il tramonto è meglio spostarsi in taxi o con un'auto prenotata.
Il clima è caldo e umido tutto l'anno. I mesi più piacevoli sono quelli più asciutti e ventilati, all'incirca da luglio a ottobre e da gennaio a marzo; le "piogge lunghe" cadono di solito tra aprile e giugno, con maggio in genere il mese più piovoso, mentre le "piogge brevi" arrivano tra novembre e dicembre. Durante il Ramadan la città vecchia ha un ritmo diverso: di giorno molti locali sono chiusi, mentre la sera le strade si animano. Per altre idee sui periodi leggete dove andare a gennaio e dove andare a settembre.