Aggiornato a ottobre 2026
Triora è un borgo di pietra dell'entroterra di Imperia, arroccato a quasi 800 metri di quota in alta Valle Argentina. Dalla costa della Riviera di Ponente si sale in meno di un'ora, ma il paesaggio cambia del tutto: boschi di castagni e di conifere, pascoli, gole profonde e, sullo sfondo, le cime delle Alpi Liguri al confine con la Francia.
Il paese è noto in tutta Italia come il paese delle streghe, per i processi per stregoneria che lo sconvolsero alla fine del Cinquecento. Oggi questa storia vive nel museo, nei vicoli, nelle botteghe e negli eventi a tema. Ma Triora è anche un buon punto di partenza per le escursioni in montagna e per scoprire le frazioni più alte della valle, Realdo e Verdeggia.
Triora è ideale per chi ama i borghi di montagna, la storia e le passeggiate, e per una gita in giornata da Sanremo o da Imperia. Da vedere: il centro storico con i suoi passaggi coperti, il Museo etnografico e della stregoneria, la Collegiata, la Cabotina, il ponte di Loreto e le frazioni di Realdo e Verdeggia. Il periodo migliore va dalla primavera all'autunno; il periodo di Halloween è il più animato, ma anche il più affollato. Da prenotare: l'alloggio nei fine settimana di fine ottobre e d'estate, e le eventuali visite guidate.
Tra il 1587 e il 1589 Triora, allora un importante centro della Repubblica di Genova, fu teatro di uno dei più noti processi per stregoneria d'Italia. Dopo un periodo di carestia, una parte della popolazione attribuì le disgrazie a un gruppo di donne del paese, chiamate nel dialetto locale bagiue. Seguirono denunce, arresti, interrogatori e torture, con l'intervento di autorità civili ed ecclesiastiche. Alcune delle accusate morirono durante la detenzione.
La vicenda è documentata negli archivi e ha dato a Triora il soprannome di Salem d'Europa, anche se precede di un secolo i fatti americani. Oggi la storia viene raccontata con attenzione al suo lato più umano: quello di donne, spesso povere o sole, diventate il capro espiatorio di una comunità in crisi.
Il borgo si scopre a piedi, salendo e scendendo per vicoli lastricati, scalinate e passaggi coperti (i carruggi e i chibi), tra case in pietra addossate l'una all'altra, portali scolpiti e resti delle antiche fortificazioni. Lungo il percorso si incontrano botteghe di prodotti tipici e di oggetti a tema stregonesco. Il centro è in pendenza: servono scarpe comode.
La chiesa principale del paese custodisce opere d'arte di rilievo, tra cui un Battesimo di Cristo di Taddeo di Bartolo, pittore senese di fine Trecento: un pezzo raro per una chiesa di montagna. Accanto si trova l'oratorio di San Giovanni Battista. L'apertura delle chiese può variare: in caso di funzioni la visita va rimandata.
Appena fuori dalle mura c'è la Cabotina, un gruppo di ruderi dove, secondo la tradizione, si riunivano le streghe. È un luogo semplice, ma con una bella vista sulla valle, ed è una tappa classica di chi segue la storia dei processi.
Il Museo regionale etnografico e della stregoneria si trova in Corso Italia, nel cuore del paese, ed è la prima tappa per capire Triora. Le sale dei piani superiori raccontano la vita contadina della Valle Argentina: attrezzi agricoli, abiti tradizionali, oggetti di uso domestico, testimonianze della religiosità popolare. Nei locali sotterranei è ricostruita la vicenda dei processi alle streghe, con documenti e ambientazioni che ricordano accuse, interrogatori e condanne.
Il portale turistico nazionale Italia.it segnala che la sezione sulla stregoneria è in fase di ampliamento e che in futuro dovrebbe trasferirsi nel Palazzo Stella, sempre a Triora: tempi e modalità non sono ancora definiti. Orari e giorni di apertura cambiano con le stagioni: controllali sul sito ufficiale del museo o con il Comune di Triora prima di partire.
La Valle Argentina prende il nome dal torrente che scende dalle Alpi Liguri e sfocia in mare ad Arma di Taggia. Salendo da Taggia si attraversano borghi come Badalucco e Molini di Triora, che deve il nome agli antichi mulini ad acqua, prima di arrivare a Triora. Il fondovalle è stretto e verde, con pareti di roccia, ponti in pietra e piccole pozze dove d'estate si cerca un po' di fresco.
Poco oltre Triora, verso Realdo, si incontra il ponte di Loreto, un altissimo ponte ad arco sopra la gola del torrente. Dal ponte la vista sul vuoto è impressionante: si attraversa con calma e senza sporgersi.
Le frazioni più alte del comune hanno una storia particolare. Realdo, costruito su uno sperone di roccia a strapiombo sulla valle, e Verdeggia, ai piedi del Monte Saccarello, appartenevano un tempo al territorio di Briga Marittima. Quando nel 1947 Briga passò alla Francia, i due paesi rimasero in Italia e furono uniti al comune di Triora.
Qui sopravvive la cultura brigasca, una comunità di pastori di montagna con una lingua, usanze e architetture proprie. I due borghi sono piccoli e silenziosi, abitati da poche persone soprattutto d'inverno: si visitano con rispetto, come luoghi di vita prima che come attrazioni. La strada che sale è stretta e tortuosa.
Il prodotto simbolo del paese è il pane di Triora: una pagnotta rotonda, scura, con la crosta spessa, fatta con farine poco raffinate e un po' di crusca. Nasce come pane di montagna, pensato per durare a lungo, e ancora oggi si conserva per diversi giorni. Si compra nei forni del paese e accompagna bene i formaggi e i salumi locali.
La cucina della valle è quella dell'entroterra ligure: castagne, funghi nella stagione giusta, formaggi d'alpeggio, torte di verdure, piatti a base di erbe di campo. Più in basso, verso la costa, dominano l'olio d'oliva e le olive taggiasche, che prendono il nome proprio da Taggia.
Il territorio di Triora rientra nel Parco naturale regionale delle Alpi Liguri e offre sentieri per tutti i livelli. Alcune idee:
Prima di partire verifica lo stato dei sentieri con il Parco o con le sezioni del CAI della zona: dopo forti piogge alcuni tratti possono essere danneggiati o chiusi. In quota il tempo cambia in fretta e l'autunno porta le prime nevi. Per altre idee sulle escursioni in quota guarda la sezione Montagna.
Il modo più comodo è l'auto. Dall'autostrada A10 Genova-Ventimiglia si esce ad Arma di Taggia e si risale la Valle Argentina sulla strada provinciale che passa per Taggia, Badalucco e Molini di Triora: sono una trentina di chilometri, con curve frequenti nell'ultimo tratto. Da Triora una strada più stretta prosegue verso Loreto, Realdo e Verdeggia.
All'ingresso del paese ci sono aree di parcheggio; il centro storico si gira solo a piedi. Nei giorni degli eventi i posti si esauriscono presto: conviene arrivare la mattina. Chi viaggia senza auto può scendere alla stazione di Taggia-Arma e proseguire con gli autobus di linea per la valle, che però hanno corse limitate: controlla gli orari in anticipo. Dopo forti piogge informati sulla viabilità della valle prima di metterti in strada.
Primavera e inizio estate sono ideali per le escursioni, con prati fioriti e temperature miti. D'estate Triora è una fuga dal caldo della costa. L'autunno è forse la stagione più suggestiva, con i colori dei boschi e le castagne; intorno a Halloween il paese organizza da anni eventi a tema stregonesco e richiama molti visitatori, quindi traffico e folla sono garantiti. Il calendario cambia ogni anno: verificalo sul sito del Comune. D'inverno il borgo è molto tranquillo e alcune attività chiudono. Per altre mete di stagione leggi dove andare a ottobre.