Aggiornato a ottobre 2026
Ceresole Reale è l'ultimo paese della Valle dell'Orco, in provincia di Torino, a oltre 1.500 metri di quota, ed è la principale porta piemontese del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Il paese si allunga intorno a un grande lago artificiale dalle acque verdi e azzurre, creato con una diga sul torrente Orco costruita a partire dal 1925 dall'azienda elettrica di Torino. Il titolo di "Reale" risale al 1862, quando Vittorio Emanuele II lo concesse al comune, che gli aveva ceduto il diritto di caccia sulle sue montagne.
Da Ceresole parte la strada che sale al Colle del Nivolet, un valico alpino al confine con la Valsavarenche valdostana. Il paese fa parte delle Alpine Pearls, la rete di località alpine che puntano sulla mobilità senza auto, ed è conosciuto dagli arrampicatori per le pareti di granito della valle. In estate si viene per il lago, le escursioni e il Nivolet; in inverno per lo sci di fondo, le ciaspole e le cascate di ghiaccio.
Ideale per: escursionisti, famiglie, ciclisti, arrampicatori, appassionati di fauna e di cieli stellati. Da vedere: il lago e il sentiero che lo costeggia, il centro visitatori Homo et Ibex, la strada e l'altopiano del Nivolet con i laghi Serrù e Agnel, la cascata di Noasca, la casa di caccia del Gran Piano. Periodo più piacevole: da fine giugno a settembre, quando la strada del Nivolet è aperta; da dicembre a marzo per fondo e ciaspole.
Il lago è il cuore del paese. Intorno corre un percorso ad anello per camminare, la passeggiata più semplice per chi arriva per la prima volta. In estate sul lago si praticano vela, windsurf, kayak e canottaggio, e si possono noleggiare barche a remi e pedalò; anche le biciclette, comprese quelle elettriche, si trovano a noleggio in paese. I servizi di noleggio sono stagionali: verificate quali sono attivi prima di partire.
Nella frazione di Prese, negli spazi dell'antico Grand Hotel di Ceresole, il Parco ha allestito il centro visitatori Homo et Ibex, dedicato al rapporto tra l'uomo e lo stambecco, l'animale simbolo del Gran Paradiso. Il percorso va dalla preistoria a oggi, con ricostruzioni come una grotta con disegni preistorici e scene di caccia, oggetti della vita quotidiana, fotografie, dipinti, miti e leggende. È una tappa utile anche con i bambini, magari in una giornata di brutto tempo. Gli orari di apertura cambiano con le stagioni: controllateli sul sito del Parco prima della visita.
Da Ceresole la strada provinciale 50 sale fino ai 2.612 metri del Colle del Nivolet, passando accanto ai laghi artificiali Serrù e Agnel. Oltre il colle si apre l'altopiano del Nivolet, una distesa di pascoli lunga diversi chilometri in cui la Dora del Nivolet scorre in meandri tra paludi e torbiere. È un ambiente ricco di acqua, frequentato da camosci, marmotte e uccelli, e considerato uno dei luoghi con il cielo più buio d'Italia, per questo amato dagli astrofili. La strada è chiusa al traffico in inverno e si percorre solo nella stagione estiva. Dal colle partono i sentieri verso i laghi dell'altopiano e verso la Valsavarenche, che dal versante valdostano si raggiunge solo a piedi.
Per proteggere l'altopiano, negli ultimi anni il Parco ha regolamentato il traffico sull'ultimo tratto della strada, oltre il lago Serrù. Nell'estate 2026, nei fine settimana di luglio, ogni giorno da fine luglio a fine agosto e nei primi fine settimana di settembre, per salire in auto o in moto era necessario prenotare in anticipo su una piattaforma del Parco, con un numero massimo di veicoli al giorno; in alternativa c'era un servizio di navette, su cui si possono caricare anche le biciclette. Alcune giornate erano riservate solo a chi saliva a piedi o in bicicletta. Le regole, i periodi e le tariffe vengono decisi ogni anno: prima di partire controllate le indicazioni aggiornate sulla pagina del Parco dedicata al Nivolet.
La Valle dell'Orco è molto frequentata dagli arrampicatori. Intorno a Ceresole si arrampica sulle pareti di gneiss granitico del Sergent e del Caporal, mentre i principianti possono provare in falesie più facili come quelle della diga e di Pian della Balma. Nella vicina valle di Piantonetto, dominata dalle pareti del Becco di Valsoera e dei Becchi della Tribolazione, l'arrampicata è più alpinistica. In inverno, con il freddo giusto, nei dintorni del paese si formano numerose cascate di ghiaccio per gli esperti di piolet traction. Per chi non ha esperienza è indispensabile rivolgersi a una guida alpina.
Tra le camminate più frequentate ci sono quelle verso il lago e la cascata del Dres, quelle verso il lago Rosset e i laghi Trebecchi sull'altopiano del Nivolet e la salita al Colle Sià. Da qui, attraversando il versante, si arriva alla casa di caccia del Gran Piano, un'antica casa reale di caccia su un pianoro, restaurata dal Parco e in parte usata come bivacco non custodito e punto di sorveglianza dei guardaparco; il giro può scendere fino a Noasca. Molti sentieri del Parco seguono le vecchie strade di caccia costruite per il re. Le escursioni in quota vanno programmate con attenzione a meteo e quota.
Scendendo lungo la valle si incontra Noasca, un piccolo paese noto per la cascata che si raggiunge in pochi minuti a piedi dal centro, seguendo un sentiero breve lungo l'Orco. Qui il Parco ha un centro visitatori con una mostra dedicata al paesaggio glaciale della valle e un centro di educazione ambientale con visite guidate e laboratori su prenotazione. Nel paese si trova anche la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta.
In inverno Ceresole diventa una meta tranquilla per lo sci di fondo, con un tracciato intorno al lago, corsi e noleggio dell'attrezzatura. Si fanno anche escursioni con le ciaspole e gite di scialpinismo, sempre controllando il bollettino valanghe. Per altre idee sulla stagione fredda c'è la nostra selezione su dove andare a gennaio.
In auto da Torino si raggiunge Cuorgnè e si risale tutta la Valle dell'Orco sulla strada provinciale 460, passando per Locana e Noasca fino a Ceresole. È una strada di montagna che dopo forti piogge può essere interrotta da frane, come accaduto a fine giugno 2024 tra Locana e Noasca: in caso di maltempo verificate la viabilità prima di partire. Con i mezzi pubblici si prende il treno da Torino fino a Rivarolo Canavese e si prosegue con l'autobus extraurbano per Ceresole; le corse sono poche e cambiano con le stagioni, quindi controllate gli orari. L'aeroporto più vicino è quello di Torino.
L'auto è comoda per spostarsi lungo la valle, ma nel paese molte cose si fanno a piedi o in bicicletta. In estate le navette del Parco per il Nivolet permettono di salire al colle senza auto, con la bici al seguito. In alta stagione i parcheggi lungo il lago e verso il Nivolet si riempiono presto, quindi conviene muoversi la mattina.
Da fine giugno a settembre la strada del Nivolet è aperta, i rifugi funzionano e il lago è al suo meglio; a luglio i pascoli sono in fiore, mentre a settembre, finita la regolamentazione di punta, l'altopiano è più tranquillo. In autunno i larici si colorano e la valle si svuota, ma la strada del colle chiude con le prime nevicate. In inverno Ceresole è innevata e silenziosa, adatta a fondo e ciaspole; a primavera la neve resta a lungo in quota.