Viaggi e Racconti

Maramureș: chiese di legno e villaggi della Romania contadina

Aggiornato a ottobre 2026

Una chiesa di legno con un altissimo campanile appuntito in un prato verde, con colline e covoni di fieno

Il Maramureș è una regione storica nel nord della Romania, al confine con l'Ucraina, chiusa tra i fiumi e le montagne dei Carpazi orientali. Le sue valli, quelle dell'Iza, del Mara, del Cosău e del Vișeu, sono rimaste a lungo isolate, e per questo hanno conservato un modo di vivere che altrove in Europa è quasi scomparso: case e chiese in legno, campi falciati a mano, covoni di fieno, carri trainati dai cavalli e costumi tradizionali indossati la domenica.

La regione è famosa soprattutto per le chiese di legno dai campanili altissimi, otto delle quali sono Patrimonio dell'Umanità UNESCO, e per il Cimitero Allegro di Săpânța, con le sue croci dipinte. Il suo fascino sta nel tempo lento dei villaggi e nei paesaggi di colline e boschi.

In breve

Da non perdere: le chiese di legno UNESCO di villaggi come Ieud, Bârsana, Șurdești e Poienile Izei, il Cimitero Allegro di Săpânța, il monastero di Bârsana, il trenino a vapore Mocănița sulla valle del Vaser e, a Sighetu Marmației, il Memoriale delle vittime del comunismo. Periodo migliore: da maggio a ottobre, oppure a Natale e a Pasqua per le tradizioni. Serve un'auto per girare tra i villaggi.

Cosa vedere nel Maramureș

Le chiese di legno Patrimonio UNESCO

Le chiese di legno del Maramureș sono state costruite soprattutto tra il XVII e il XIX secolo, con tronchi massicci, grandi tetti a doppio spiovente e un campanile alto e sottile sopra l'ingresso, che ricorda le guglie gotiche delle chiese in pietra. All'interno le pareti sono coperte di pitture con scene della Bibbia, realizzate da pittori locali in uno stile semplice e vivace. Nel 1999 l'UNESCO ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale otto di queste chiese:

Le chiese sono ancora luoghi di culto: spesso sono chiuse e bisogna chiedere la chiave al custode o al parroco, che di solito abitano vicino. Chiedi prima di fotografare gli interni.

Il Cimitero Allegro di Săpânța

A Săpânța, vicino al fiume Tibisco e al confine con l'Ucraina, si trova il Cimitero Allegro (Cimitirul Vesel), il luogo più famoso del Maramureș. Le tombe sono segnate da croci di legno scolpite e dipinte in un azzurro intenso, ognuna con un'immagine ingenua e una breve poesia in rima che racconta, spesso con ironia, la vita, il mestiere o i difetti del defunto. La tradizione è nata nel Novecento dall'opera di un artigiano del villaggio, Stan Ioan Pătraș, ed è stata portata avanti dai suoi allievi. Poco fuori dal paese sorge il monastero di Săpânța-Peri, con una chiesa di legno dal campanile altissimo.

Il monastero di Bârsana

Sulla collina all'ingresso di Bârsana sorge il monastero ortodosso, un complesso costruito a partire dagli anni Novanta del Novecento nello stile tradizionale della regione: una chiesa con il campanile altissimo, la casa delle monache, altari, porte scolpite e giardini fioriti. È recente, ma mostra bene come l'arte del legno sia ancora viva. Si può visitare insieme alla vecchia chiesa del villaggio, quella iscritta nella lista UNESCO.

Sighetu Marmației e il Memoriale delle vittime del comunismo

Sighetu Marmației, sul fiume Tibisco, è la città principale del Maramureș storico. Qui l'ex carcere, dove negli anni del regime comunista furono rinchiusi e morirono politici, intellettuali e religiosi oppositori, ospita il Memoriale delle vittime del comunismo e della resistenza: un museo che racconta la repressione in Romania e nell'Europa dell'Est attraverso le celle, i documenti e le testimonianze. In città si trova anche la casa natale dello scrittore Elie Wiesel, premio Nobel per la pace.

La Mocănița della valle del Vaser

A Vișeu de Sus parte la Mocănița, un trenino a scartamento ridotto trainato da locomotive a vapore che risale la valle del Vaser (Valea Vaserului) tra boschi e torrenti, fino alla stazione di Paltin, per oltre venti chilometri. È una ferrovia forestale nata per il trasporto del legname e ancora oggi è considerata una delle ultime di questo tipo in Europa. La gita dura buona parte della giornata, con una sosta lungo il percorso. Nei mesi estivi è molto richiesta: prenota con anticipo e verifica sul sito ufficiale orari, giorni di circolazione e stagione.

Porte di legno, villaggi e tradizioni contadine

Il simbolo dei villaggi del Maramureș sono le porte di legno (porți maramureșene): grandi portali scolpiti con un piccolo tetto, decorati con motivi come la corda intrecciata, il sole e l'albero della vita, che segnano l'ingresso delle case e un tempo indicavano il prestigio della famiglia. Ne vedrai di bellissime a Vadu Izei, a Ieud e lungo la valle dell'Iza e del Mara. Tra i villaggi più tradizionali c'è Breb, con le sue case in legno e i mulini. Nella valle del Cosău sopravvivono antichi mulini ad acqua. Chiedi sempre il permesso prima di fotografare le persone.

Escursioni in montagna

A est della regione si alzano i monti Rodna, protetti da un parco nazionale, con creste, laghi glaciali e la vetta più alta dei Carpazi orientali; la base per le escursioni è Borșa. Anche qui vivono orsi e lupi: leggi i consigli sulla sicurezza nella guida ai Carpazi.

Feste e tradizioni

Il Maramureș dà il meglio di sé durante le feste religiose. A Natale nei villaggi si cantano le colinde, i canti tradizionali, e per strada sfilano maschere e gruppi in costume. A Pasqua le famiglie vanno in chiesa con gli abiti tradizionali e i cesti di cibo da benedire. Le date cambiano ogni anno: informati presso gli uffici turistici locali.

Cosa mangiare

La cucina è contadina e sostanziosa: la mămăligă, la polenta servita con formaggio di pecora e panna acida, il balmoș, polenta cotta con formaggio di pecora, i sarmale, involtini di foglie di cavolo con carne e riso, e le zuppe acidule (ciorbă). Il distillato tipico è la horincă, un'acquavite di prugne distillata due volte, più forte della țuică del resto della Romania: viene offerta spesso agli ospiti come segno di benvenuto.

Come arrivare

In aereo: dall'Italia ci sono voli diretti per Cluj-Napoca, l'aeroporto più comodo, da cui si raggiunge il Maramureș in auto in alcune ore. Più vicini sono gli aeroporti di Baia Mare e Satu Mare, con meno collegamenti. Le rotte cambiano spesso: controlla le compagnie in servizio.

In treno e autobus: esistono collegamenti ferroviari verso Sighetu Marmației e Vișeu de Sus, anche da Bucarest e Cluj-Napoca, ma i viaggi sono lunghi. Autobus e minibus collegano Baia Mare e Sighetu Marmației con i centri principali.

In auto: dall'Italia il viaggio è lungo e attraversa Slovenia e Ungheria o Austria e Ungheria; molti scelgono di unire il Maramureș a un itinerario in Transilvania, passando da Sighișoara, Brașov e Sibiu.

Come muoversi

Per visitare le chiese e i villaggi l'auto è quasi indispensabile: i mezzi pubblici sono rari e poco adatti a chi vuole fermarsi in più paesi nella stessa giornata. Nei villaggi si incontrano carri, animali e pedoni: guida con prudenza, soprattutto la sera.

Quando andare

Il periodo migliore va da maggio a ottobre, con la fienagione in estate e i colori dei boschi in autunno. L'inverno è freddo e nevoso, ma Natale e Capodanno sono il momento più autentico per le tradizioni; anche la Pasqua ortodossa, che spesso cade in una data diversa da quella cattolica, è un'occasione speciale. Per altre idee leggi dove andare a settembre e dove andare a ottobre.

Dove dormire

Consigli pratici

Da sapere prima di partire
Il Maramureș confina con l'Ucraina, Paese in guerra: il sito Viaggiare Sicuri della Farnesina sconsiglia di recarsi in Ucraina, quindi non attraversare il confine, per esempio dal ponte sul Tibisco a Sighetu Marmației. Dal 3 agosto 2026 la carta d'identità cartacea non è più valida per l'espatrio: serve la carta d'identità elettronica (CIE) o il passaporto. Verifica prima di partire la scheda aggiornata sulla Romania.

Altre guide sulle montagne europee