Aggiornato a ottobre 2026
Vivara è il piccolo isolotto a forma di mezzaluna che si stacca dalla punta sud-occidentale di Procida, nel golfo di Napoli. È disabitata, coperta di macchia mediterranea e collegata a Procida da un lungo ponte pedonale che parte dal promontorio di Santa Margherita, sopra la marina della Chiaiolella. Dal 2002 è una riserva naturale statale e si visita solo con le visite guidate organizzate dalla Riserva.
In uno spazio minuscolo, meno di mezzo chilometro quadrato, Vivara racchiude molte storie: è ciò che resta di un antico cratere vulcanico, ha ospitato un villaggio dell'età del Bronzo in contatto con i navigatori micenei, è stata riserva di caccia dei Borbone ed è oggi una tappa importante per gli uccelli migratori. Dalla sommità, a circa 110 metri sul mare, si guardano Procida, Ischia e il canale che le separa.
Avviso (ottobre 2026): dopo un periodo di chiusura, le visite guidate sono riprese il 28 agosto 2026 con prenotazione solo online. Per l'autunno 2026 la Riserva ha pubblicato un calendario ridotto, con visite in alcuni giorni della settimana fino all'inizio di novembre; le visite possono essere annullate in caso di allerta meteo. Il 9 ottobre 2026 è stata firmata la nuova convenzione con il Ministero dell'Ambiente che regola la gestione della Riserva. Date, turni e regole vanno verificati sul sito ufficiale della Riserva di Vivara prima di partire.
Da non perdere: la traversata del ponte da Santa Margherita, il sentiero tra lecci, roverelle e corbezzoli, la vista sul golfo di Genito (il cratere sommerso), l'area del villaggio dell'età del Bronzo a Punta d'Alaca, il panorama su Ischia e, dopo la visita, il tramonto alla Chiaiolella. Si entra solo con visita guidata prenotata online, in gruppi piccoli e con scarpe da trekking.
Il ponte che unisce Vivara a Procida fu costruito nel 1957 per far passare la condotta dell'acquedotto che porta l'acqua a Ischia. È stretto, percorribile solo a piedi e lungo circa 360 metri: attraversarlo sospesi sul mare è già una piccola emozione. Il punto di ritrovo per le visite è all'inizio del ponte, in via Santa Margherita. Il promontorio di Santa Margherita, che domina la Chiaiolella, è a sua volta un belvedere sul canale di Procida, su Ischia e sulla costa flegrea.
Vivara è il bordo occidentale di un antico cratere vulcanico formatosi decine di migliaia di anni fa e oggi quasi tutto sommerso; il bordo orientale è proprio il promontorio di Santa Margherita. Lo specchio d'acqua quasi circolare tra le due isole, il golfo di Genito, è l'interno del cratere invaso dal mare. Vivara appartiene allo stesso sistema vulcanico dei Campi Flegrei e ne spiega bene la forma: una mezzaluna di roccia con coste alte e ripide quasi ovunque, che non permettono di sbarcare dal mare.
Le tracce di un abitato preistorico furono individuate negli anni Trenta dall'archeologo Giorgio Buchner; le ricerche sistematiche, a terra e in mare, sono iniziate nel 1975 e proseguono ancora, con l'Università Suor Orsola Benincasa e la Soprintendenza. Il sito più importante è sulla terrazza di Punta d'Alaca, sul lato occidentale: qui c'era un villaggio di case rettangolari su terrazzamenti, abitato tra la fine del XVII e la prima metà del XV secolo a.C. e poi sigillato da colate di fango.
All'epoca il mare era più basso di oggi e Vivara era unita a Procida: il cratere formava un porto naturale in un punto strategico all'ingresso del golfo di Napoli. Per questo l'isola divenne uno scalo dei navigatori egei. Tra i reperti ci sono ceramiche micenee fini e dipinte, prodotti egiziani e levantini, oggetti in bronzo, perline di pasta vitrea e una lamina d'oro. Vivara era un anello della rete che portava metalli come rame e stagno tra il Mediterraneo orientale e l'Occidente. Parte delle strutture, come le scale scavate nel tufo verso l'approdo, si trova oggi sott'acqua.
Dopo l'età del Bronzo l'isola rimase a lungo senza abitanti stabili. Nel 1681 fu costruita sul pianoro sommitale la casa padronale, ancora oggi l'unico edificio rilevante dell'isola. Nel Settecento Carlo di Borbone fece di Vivara una riserva di caccia; più tardi l'isola fu coltivata a terrazzi con vigne e ulivi, fino all'abbandono dell'agricoltura nel Novecento. Le vasche per il vino della casa e gli ulivi inselvatichiti ricordano quel periodo.
Abbandonati i campi, la vegetazione si è ripresa l'isola. Nella parte nord, più fresca, c'è l'alta macchia di corbezzolo ed erica arborea; sul pianoro crescono roverelle e lecci; ai margini, lentisco, mirto e oleastro formano una macchia fitta. Verso sud, a Punta Mezzogiorno, domina la gariga con l'euforbia arborea. In primavera nelle radure fioriscono cisti e orchidee selvatiche. L'elenco della flora dell'isola conta quasi 500 entità.
Vivara è soprattutto un'isola di uccelli. In primavera e in autunno vi sostano molte specie migratrici, e sull'isola è attiva una stazione di inanellamento inserita nel progetto nazionale di monitoraggio dell'ISPRA. Tra i nidificanti ci sono l'occhiocotto, lo scricciolo e il colombaccio; lungo la costa di Punta Mezzogiorno si riproduce il gabbiano corso, specie protetta a livello europeo. Ci sono anche pipistrelli e il coniglio selvatico. Il mare intorno fa parte dell'Area marina protetta Regno di Nettuno, che tutela le acque di Ischia, Procida e Vivara.
La Marina di Chiaiolella, all'estremità sud di Procida, è il punto di partenza naturale per Vivara. Ha un porticciolo turistico, locali sul lungomare e una spiaggia ampia e attrezzata rivolta verso Ischia, una delle più comode dell'isola per le famiglie e tra le migliori per il tramonto. Verso nord continua la lunga spiaggia di Ciraccio. Leggi la guida alle spiagge di Procida.
Fino a Procida: traghetti e aliscafi collegano l'isola a Napoli, Pozzuoli e Ischia, con arrivo a Marina Grande. Pozzuoli è il porto più vicino. Gli orari cambiano con la stagione.
Fino al ponte: da Marina Grande gli autobus locali (linee L1 e L2) arrivano alla Chiaiolella. Dal lungomare si sale a piedi lungo via Santa Margherita fino all'inizio del ponte: una breve salita, da mettere in conto per non arrivare in ritardo al ritrovo.
Sull'isola di Vivara si cammina soltanto, seguendo la guida. Su Procida conviene spostarsi con gli autobus o a piedi: le strade sono strette e i parcheggi pochi, soprattutto alla Chiaiolella.
Le stagioni migliori sono la primavera, con le fioriture e il passaggio degli uccelli migratori, e l'inizio dell'autunno, con temperature miti. In estate il sole è forte e i turni del mattino sono i più piacevoli. Le aperture però non sono continue durante l'anno: controlla il calendario della Riserva prima di organizzare il viaggio. Per altre idee leggi dove andare ad aprile e dove andare a settembre.