Viaggi e Racconti

Castel del Monte: il castello ottagonale di Federico II

Aggiornato a ottobre 2026

Castel del Monte, il castello ottagonale con le torri ottagonali, sulla collina della Murgia tra campi verdi e mandorli in fiore

Castel del Monte è uno dei monumenti più famosi della Puglia: un castello a pianta ottagonale fatto costruire nel XIII secolo dall'imperatore Federico II di Svevia sulla sommità di una collina delle Murge, a circa 540 metri di quota. Si trova nel territorio di Andria, a circa 17 chilometri dalla città, e si vede da lontano, isolato in mezzo alla campagna.

Dal 1996 è patrimonio mondiale dell'UNESCO e la sua sagoma compare sulle monete italiane da un centesimo di euro. La forma perfettamente geometrica e l'assenza di documenti sul suo scopo hanno alimentato molte ipotesi: vale la pena conoscerle, ma distinguendo ciò che è documentato da ciò che è solo suggestione.

In breve

Da non perdere: il portale d'ingresso, il cortile ottagonale, le sale dei due piani con le volte a crociera, il panorama sulla Murgia dalla collina. Si abbina bene con una passeggiata nel Parco nazionale dell'Alta Murgia e con la visita di Andria, Ruvo di Puglia, Altamura e Trani. Periodo migliore: primavera e autunno. Calcola circa mezza giornata solo per il castello, compreso il tratto dal parcheggio.

Cosa vedere a Castel del Monte

La storia: Federico II e i secoli successivi

Il documento più noto è una lettera di Federico II del 29 gennaio 1240, con cui l'imperatore ordinava al giustiziere di Capitanata, Riccardo da Montefuscolo, di predisporre i materiali per il castello presso la chiesa di Santa Maria del Monte. Non si sa con precisione a che punto fossero allora i lavori, né chi fosse l'architetto; probabilmente l'edificio non era del tutto terminato alla morte dell'imperatore, nel 1250.

Dopo gli Svevi il castello ebbe una storia meno nobile: sotto Manfredi e poi sotto gli Angioini fu usato anche come prigione, nel Cinquecento passò ai Carafa e dal Seicento conobbe un lungo abbandono, durante il quale perse marmi, mosaici e decorazioni e fu usato come rifugio da pastori, briganti e profughi. Nel 1876 fu acquistato dallo Stato italiano, che da allora ha condotto numerosi restauri; gli ultimi grandi interventi risalgono agli anni tra il 1975 e il 1981.

La pianta ottagonale

Tutto, a Castel del Monte, ruota intorno al numero otto. L'edificio ha forma di ottagono; a ogni spigolo si innesta una torre anch'essa ottagonale, e al centro si apre un cortile ottagonale. Su ciascuno dei due piani si susseguono otto sale di forma trapezoidale, coperte da volte a crociera. Alcune torri ospitano strette scale a chiocciola, altre erano usate come cisterne per raccogliere l'acqua piovana.

Il materiale principale è la pietra calcarea chiara; un tempo gli ambienti erano rivestiti di breccia corallina, una pietra rossastra di cui restano tracce, e decorati con marmi, oggi quasi del tutto scomparsi.

Il portale e le sale

L'ingresso principale si apre sul lato rivolto a est, preceduto da due rampe di scale simmetriche ricostruite nel Novecento. Il portale ricorda un tempio classico, con colonne scanalate, un frontone a cuspide e due leoni accovacciati sulle colonne: è uno degli esempi di come il castello mescoli elementi dell'antichità classica, del gotico e del mondo islamico. Al piano superiore le sale sono più eleganti, con bifore affacciate sulla campagna; l'unica trifora dell'edificio guarda a nord, verso Andria.

Le interpretazioni: cosa sappiamo e cosa no

Non è arrivato nessun documento che spieghi a cosa servisse il castello. Per molto tempo è stato descritto come un casino di caccia, ma non ci sono prove che Federico II lo usasse così; gli studi più recenti indicano che aveva anche una cinta muraria e una funzione di presidio. Alla forma ottagonale sono stati attribuiti significati simbolici (l'ottagono come passaggio tra il quadrato, la terra, e il cerchio, il cielo) e la motivazione dell'UNESCO parla della precisione matematica e astronomica dell'impianto.

Su questa base sono nate molte letture più fantasiose: tempio, osservatorio astronomico, luogo esoterico o legato ai Templari. Si tratta di ipotesi non documentate, che diversi storici del Medioevo, tra cui Raffaele Licinio, hanno criticato come prive di fondamento. Il fascino del luogo, del resto, non ha bisogno di misteri: si dice spesso che abbia ispirato la biblioteca del romanzo «Il nome della rosa» di Umberto Eco.

Il Parco nazionale dell'Alta Murgia

Castel del Monte si trova all'interno del Parco nazionale dell'Alta Murgia, istituito nel 2004 su oltre 68.000 ettari della parte più alta dell'altopiano, tra le province di Bari e di Barletta-Andria-Trani. Dal 2024 il parco fa parte della rete dei geoparchi mondiali UNESCO.

È un paesaggio aperto e poco conosciuto: praterie steppiche, boschi, doline carsiche, muretti a secco, masserie e jazzi, gli antichi ricoveri delle greggi legati alla transumanza. È un'area importante per gli uccelli, in particolare per il falco grillaio. Il parco propone itinerari a piedi e in bicicletta: informazioni aggiornate sul sito ufficiale parcoaltamurgia.it.

Dintorni: Andria, Ruvo, Altamura e Trani

Andria

Il castello è nel territorio di Andria, una delle tre città capoluogo della provincia di Barletta-Andria-Trani. Il legame con Federico II è ricordato dalla scritta «Andria fidelis», che secondo la tradizione l'imperatore fece porre su una delle porte della città per premiarne la fedeltà. Nel centro storico si visitano la cattedrale, con la cripta, e la chiesa di Sant'Agostino con il suo portale gotico. Andria è nota anche per la burrata.

Ruvo di Puglia

Ruvo di Puglia, che fa parte del parco, ha una bella cattedrale romanica con il grande rosone in facciata; sotto la chiesa gli scavi hanno riportato alla luce tombe antiche e resti di una casa romana. Il Museo nazionale Jatta conserva la collezione di vasi greci e apuli raccolta dalla famiglia Jatta, il cui pezzo più famoso è il vaso attico a figure rosse con la morte del gigante Talos.

Altamura

Altamura, anch'essa sull'altopiano della Murgia, ha una cattedrale voluta da Federico II e un centro storico ricco di piccole corti chiamate «claustri». È famosa per il pane di Altamura, fatto con semola rimacinata di grano duro e lievito madre, che dal 2003 è tutelato dalla Denominazione di origine protetta.

Vicino alla città, nella grotta di Lamalunga, nel 1993 è stato scoperto l'uomo di Altamura, lo scheletro quasi completo di un Neanderthal. I resti sono rimasti nella grotta, che non è aperta al pubblico, mentre il Museo nazionale archeologico di Altamura espone una ricostruzione del suo aspetto. Poco lontano si apre il Pulo di Altamura, la più grande dolina carsica della zona.

Trani

Sulla costa, Trani unisce bene il mare alla visita del castello: la sua cattedrale romanica dedicata a San Nicola Pellegrino sorge sulla riva del mare, accanto al castello svevo fondato nel 1233 sotto Federico II e al porto. Da qui si può proseguire verso Bari.

Cosa mangiare

La zona è terra di grano, olio e latticini: il pane di Altamura, la burrata di Andria, i formaggi delle masserie e i vini rossi del territorio. Leggi la guida alla cucina pugliese.

Come arrivare

In auto: è il mezzo più comodo. Dall'autostrada A14 si esce ad Andria e si seguono le indicazioni per Castel del Monte; da Bari serve circa un'ora.

In treno e autobus: da Bari i treni della linea Bari-Barletta di Ferrotramviaria (Ferrovie del Nord Barese) arrivano ad Andria; da qui un autobus urbano raggiunge il castello. Orari e periodi di servizio cambiano: verificali prima di partire sul sito del Comune di Andria.

In aereo: l'aeroporto più vicino è quello di Bari.

Come muoversi

Le auto non arrivano fino all'ingresso: si parcheggia in basso, ai piedi della collina, e si sale al castello con un servizio navetta oppure a piedi. Parcheggio, navetta e relative tariffe possono cambiare: controlla le informazioni aggiornate prima della visita. Per girare l'Alta Murgia e i paesi vicini serve l'auto.

Quando andare

I mesi migliori sono primavera e autunno: in primavera la Murgia è verde e fiorita, in autunno la luce è morbida e c'è meno gente. In estate la collina è molto esposta al sole, quindi meglio la mattina presto o il tardo pomeriggio; in inverno può fare freddo e tirare vento. Per altre idee leggi dove andare a maggio e dove andare a ottobre.

Dove dormire

Consigli pratici

Altre guide sulla Puglia