Aggiornato a ottobre 2026
La Valle d'Itria è l'angolo più riconoscibile della Puglia: una campagna di vigneti, uliveti, boschi di querce e muretti a secco, punteggiata di trulli bianchi dal tetto a cono e di masserie. Non è una vera valle ma una depressione carsica nella parte meridionale dell'altopiano delle Murge, divisa tra la città metropolitana di Bari e le province di Brindisi e Taranto.
Sulle colline intorno sorgono paesi bianchi molto diversi tra loro: Locorotondo con il centro circolare, Cisternino con i vicoli e i fornelli pronti, Martina Franca con il suo barocco, la capitale dei trulli Alberobello e Ceglie Messapica. Le distanze sono brevi e si può vedere molto anche in pochi giorni.
Da non perdere: il paesaggio di trulli e muretti a secco, il belvedere di Locorotondo, il centro storico di Cisternino, il barocco di Martina Franca, i rioni di trulli di Alberobello, un tratto in bici della ciclovia dell'Acquedotto, una cena ai fornelli pronti. Periodo migliore: primavera e inizio autunno; in estate c'è il Festival della Valle d'Itria.
Il trullo è una costruzione in pietra a secco, cioè senza malta, con muri molto spessi e una copertura a cono fatta di lastre sottili di pietra calcarea, le chiancarelle. In campagna i trulli sono ancora case, depositi e rifugi.
Altrettanto caratteristici sono i muretti a secco che dividono i campi e accompagnano le strade di campagna. L'arte dei muretti a secco è stata iscritta nel 2018 nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO, con una candidatura comune di Italia e altri paesi europei.
Il nome dice già molto: il centro storico di Locorotondo è fatto di case bianche disposte ad anelli concentrici sulla cima di una collina. Molte hanno il tetto a spioventi in pietra, le cummerse, tipiche del paese. Tra i vicoli si incontrano piccole chiese come Santa Maria della Greca, citata nei documenti già nel 1520; la grande chiesa madre di San Giorgio fu costruita tra il 1790 e il 1825.
Il punto più bello è via Nardelli, chiamata dagli abitanti il «Lungomare» perché si affaccia sulla valle. Locorotondo fa parte dei Borghi più belli d'Italia ed è la patria del Locorotondo DOC, vino bianco ottenuto soprattutto da verdeca e bianco d'Alessano.
Cisternino, in provincia di Brindisi, è un borgo bianco su un'altura che domina la valle, con un centro storico di vicoli, scalette, archi e cortili. All'ingresso si incontra la torre medievale detta di Porta Grande o normanno-sveva; poco lontano c'è la chiesa madre, costruita nel XIV secolo su una chiesa più antica. Cisternino fa parte dei Borghi più belli d'Italia ed è Bandiera arancione del Touring Club.
Il paese è famoso per i fornelli pronti: macellerie con la brace accesa dove si sceglie la carne al banco e la si fa cuocere sul momento. La specialità sono le bombette, involtini di carne di maiale ripieni di solito di formaggio, sale e pepe.
Martina Franca, in provincia di Taranto, è il centro più grande e più alto della valle (431 metri). L'aggettivo «Franca» ricorda i privilegi concessi alla città nel 1310 da Filippo I d'Angiò. Si entra nel centro storico dalla barocca Porta di Santo Stefano, detta anche di Sant'Antonio: dentro è un insieme di chiese e palazzi barocchi e rococò con balconi in ferro battuto.
In piazza Roma c'è il Palazzo Ducale, avviato nella seconda metà del Seicento dal duca Petracone Caracciolo: alcune sale conservano affreschi di Domenico Carella del 1776. Lungo corso Vittorio Emanuele si arriva alla basilica di San Martino, del Settecento, con la facciata ricca di decorazioni rococò, e alla piazza semicircolare di Maria Immacolata con il suo portico.
Ogni estate, da metà luglio ai primi di agosto, la città ospita il Festival della Valle d'Itria, rassegna di opera lirica nata nel 1975 e attenta ai titoli poco rappresentati. Il programma è sul sito ufficiale del festival. Nei dintorni c'è la riserva naturale regionale del Bosco delle Pianelle, sulla strada verso Massafra.
All'estremità nord-occidentale della valle si trova Alberobello, la «capitale dei trulli», con i rioni Monti e Aia Piccola interamente costruiti a trulli e iscritti nel patrimonio mondiale UNESCO dal 1996. È la tappa più famosa e più affollata: per tutti i dettagli leggi la nostra guida ad Alberobello.
Sul margine meridionale della valle, Ceglie Messapica è una cittadina meno conosciuta, con un centro storico raccolto intorno al castello ducale, sviluppato a partire da una torre di epoca normanna, e alla collegiata dell'Assunta. Il nome ricorda l'antica presenza dei Messapi. Ceglie è nota soprattutto per la cucina: il suo dolce tipico, il biscotto cegliese a base di mandorle con un cuore di confettura di ciliegie o d'uva, è presidio Slow Food.
Ai margini della Valle d'Itria, verso il mare, sorge Ostuni, la «città bianca», con il centro storico di case imbiancate a calce su una collina e la cattedrale quattrocentesca in cima. Dista poco da Cisternino e Ceglie e si combina facilmente con la valle: leggi la guida a Ostuni.
Le masserie sono le grandi aziende agricole tradizionali della Puglia, spesso fortificate, con la casa padronale, gli edifici di lavoro e a volte una piccola chiesa. In Valle d'Itria alcune sono ancora aziende agricole, altre sono diventate agriturismi e strutture ricettive.
La ciclovia dell'Acquedotto Pugliese usa la strada di servizio che corre lungo il canale principale dell'acquedotto. Il tratto più noto attraversa la Valle d'Itria per circa 16 km, dal nodo idraulico di Figazzano, nel territorio di Cisternino, alla Pineta Ulmo di Ceglie Messapica. Il fondo è sterrato, il traffico è assente e si passa tra boschi, campi, trulli e i ponti-canale dell'acquedotto. Il progetto complessivo prevede un itinerario molto più lungo, dall'Irpinia a Santa Maria di Leuca, con tratti ancora in costruzione: prima di partire verifica quali sono percorribili.
Oltre alle bombette dei fornelli pronti, la valle è famosa per il capocollo di Martina Franca, presidio Slow Food: un salume ricavato dalla coppa del maiale, insaporito con vino cotto, affumicato con legno di fragno (la quercia tipica della zona) e mallo di mandorla, e stagionato almeno sei mesi. Da assaggiare anche il biscotto cegliese, le orecchiette e i vini bianchi DOC di Locorotondo e Martina Franca. Per tutto il resto leggi la guida alla cucina pugliese.
In aereo: gli aeroporti più comodi sono Bari e Brindisi.
In treno: le Ferrovie del Sud Est collegano Bari con Alberobello, Locorotondo e Martina Franca, e Martina Franca con Taranto e con Ceglie Messapica. La stazione di Cisternino è invece sulla linea adriatica Bari-Lecce, nel territorio di Fasano, lontana dal paese. Orari e collegamenti sono sul sito ufficiale delle Ferrovie del Sud Est (gruppo FS).
Avviso (ottobre 2026): negli ultimi anni la rete Sud Est è stata interessata da lavori di elettrificazione e ammodernamento, anche con fondi PNRR, e su diverse tratte alcune corse sono state sostituite da autobus. A settembre 2026 sulla Martina Franca-Taranto si segnalava ancora un largo uso di bus sostitutivi. Prima di partire controlla se la corsa che ti interessa è in treno o in autobus.
In auto: da Bari si prende la statale 100 e, all'altezza di Casamassima, la statale 172 «dei Trulli», che attraversa la zona fino a Taranto.
L'auto è il mezzo più pratico per scoprire la campagna e le masserie, ma le strade sono strette e in estate i parcheggi vicino ai centri storici si riempiono: conviene lasciare la macchina fuori dalle mura e girare a piedi. La bicicletta è un'ottima alternativa, con qualche saliscendi. Gli autobus tra i paesi esistono ma sono poco frequenti, soprattutto nei giorni festivi.
I periodi migliori sono la primavera, con la campagna verde e fiorita, e l'inizio dell'autunno, con la vendemmia e temperature miti: leggi anche dove andare a maggio e dove andare a settembre. L'estate è calda ma animata da feste e dal festival; in agosto i paesi sono molto affollati.