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Cueva de las Maravillas: la grotta delle pitture taíno

Aggiornato a ottobre 2026

L'interno della Cueva de las Maravillas con stalattiti illuminate e un sentiero attrezzato nella roccia

La Cueva de las Maravillas, la "grotta delle meraviglie", si apre nel sud-est della Repubblica Dominicana, lungo la strada che unisce San Pedro de Macorís a La Romana, vicino alla foce del fiume Soco. È una grotta calcarea con stalattiti e stalagmiti, ma il motivo per cui vale la sosta sono le centinaia di pitture e incisioni lasciate dai taíno, il popolo che abitava l'isola prima dell'arrivo degli europei.

Scoperta negli anni Venti del Novecento e battezzata con il nome attuale nel 1949, la grotta è stata attrezzata per le visite e aperta al pubblico nel 2003, con un progetto dell'architetto dominicano Marcos Barinas che ha ricevuto un premio di architettura del paesaggio. Fa parte di un'area protetta e si visita solo con una guida, lungo un sentiero illuminato. È una delle poche esperienze culturali della costa sud-orientale, a poca distanza dalle spiagge di Bayahibe e di Juan Dolio: un'ottima alternativa per una mattinata senza mare.

In breve

Da non perdere: il Gran Panel con le pitture taíno, il lago interno che riflette la volta, le concrezioni illuminate. Durata: una visita guidata relativamente breve, facile da inserire in una giornata con Altos de Chavón o La Romana. Periodo migliore: tutto l'anno, ideale nelle ore più calde o nei giorni di pioggia.

Cosa vedere alla Cueva de las Maravillas

Il percorso nella grotta

Dall'ingresso si scende con scale e rampe fino alle sale sotterranee. Il sentiero pavimentato attraversa solo una parte della grotta, che nel complesso è molto più estesa: il resto è chiuso per tutelarla. L'illuminazione è studiata per non danneggiare le pareti e si accende al passaggio dei gruppi. All'interno la temperatura è più fresca e costante rispetto all'esterno, una piccola tregua dal caldo dei Caraibi.

Le pitture e i petroglifi taíno

Il cuore della visita sono le pitture rupestri (pittogrammi dipinti sulle pareti) e i petroglifi, cioè figure incise nella roccia. Si riconoscono volti umani, animali come gufi, pipistrelli, iguane e serpenti, figure in parte umane e in parte animali e molti segni astratti di cui non si conosce con certezza il significato. Il pannello più noto, il Gran Panel, è interpretato da diversi studiosi come la rappresentazione di un rito legato al mondo dei morti. Le guide spiegano le principali letture, ma è bene ricordare che molte interpretazioni restano ipotesi.

Il lago interno e le concrezioni

Lungo il percorso si incontra uno specchio d'acqua che riflette la volta della grotta, uno dei punti più scenografici. Stalattiti, stalagmiti e colonne formate nel corso di tempi lunghissimi completano il paesaggio sotterraneo: è la parte che piace di più anche ai bambini.

Il bosco secco all'esterno

Fuori dalla grotta, i giardini e i sentieri attraversano un tratto di bosco secco tipico di questa costa, con piante come la guáyiga, una pianta autoctona molto diffusa nella zona. Vale la pena dedicare qualche minuto anche all'esterno prima o dopo la visita.

Chi erano i taíno

I taíno erano il popolo indigeno che abitava Hispaniola e le altre Grandi Antille quando Cristoforo Colombo arrivò nel 1492. Discendevano da popolazioni giunte dal Sud America, vivevano in villaggi guidati da capi chiamati caciques, coltivavano manioca e mais e veneravano spiriti e antenati rappresentati negli cemí. Le grotte avevano per loro un valore sacro: erano luoghi di origine nei loro racconti e spazi per riti e sepolture.

Nei decenni successivi alla conquista spagnola la popolazione taíno crollò a causa delle violenze, del lavoro forzato e delle malattie portate dall'Europa. Della loro cultura restano parole entrate nella lingua (come "hamaca" e "huracán"), alcuni cibi come il casabe e testimonianze come queste pitture, che a Santo Domingo si possono approfondire anche nei musei della Zona Colonial.

La visita guidata e l'accessibilità

La grotta si visita solo in gruppo con una guida, a turni. Secondo le fonti locali le guide parlano spagnolo e, di solito, anche inglese e francese: se ti serve una lingua specifica chiedi alla biglietteria. All'interno non è consentito fotografare, per proteggere le pitture: le foto sono permesse nei giardini. La regola è indicata da più fonti, ma verifica sul posto le indicazioni del personale.

La Cueva de las Maravillas è considerata una delle grotte più accessibili del Paese: oltre alle scale, l'ingresso è stato progettato con rampe e un ascensore pensato per le persone con mobilità ridotta. Attenzione: un articolo della stampa dominicana del febbraio 2024 segnalava l'ascensore fuori servizio. Chi viaggia in sedia a rotelle o con difficoltà a camminare dovrebbe contattare la struttura prima di partire per sapere se è di nuovo in funzione (verifica prima di partire).

Come abbinarla ad altre mete

La grotta è a metà strada tra le località balneari a est di Santo Domingo e quelle intorno a La Romana, quindi si inserisce facilmente in un itinerario:

Cosa mangiare nei dintorni

La grotta non è in un centro abitato: conviene programmare il pranzo a La Romana, a Bayahibe o lungo la costa di Juan Dolio. È l'occasione per provare i piatti di tutti i giorni della cucina dominicana, come la bandera (riso, fagioli e carne), il pesce fritto con tostones di platano e il casabe, il pane di manioca che risale proprio alla tradizione taíno.

Come arrivare

Il modo più comodo è l'auto: la grotta si trova lungo la strada che corre parallela alla costa tra San Pedro de Macorís e La Romana (l'Autovía del Este), nella zona di Boca del Soco, ed è segnalata. Da Santo Domingo, Boca Chica e Juan Dolio si viaggia verso est; da Bayahibe e La Romana verso ovest. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Santo Domingo (Las Américas) e di La Romana; anche quello di Punta Cana è un'opzione se combini la visita con la costa orientale.

In alternativa molte escursioni organizzate partono dagli alberghi della zona. Gli autobus tra Santo Domingo e La Romana passano sulla stessa direttrice, ma dalla strada all'ingresso serve comunque un tratto a piedi o un taxi: informati prima su fermate e collegamenti.

Come muoversi

Per esplorare questa parte di costa con libertà l'auto a noleggio è la scelta più pratica; in alternativa si usano taxi concordando il prezzo prima di partire o le escursioni con transfer. Guida con prudenza, evita per quanto possibile gli spostamenti di notte e tieni conto del traffico intenso nei centri abitati.

Quando andare

Essendo una visita sotterranea, la grotta si può vedere tutto l'anno ed è un buon piano di riserva per i giorni di pioggia o di caldo forte. La stagione più piacevole per un viaggio nella Repubblica Dominicana va da dicembre ad aprile, con meno piogge; da giugno a novembre è la stagione degli uragani, quindi conviene seguire le previsioni. Per scegliere il periodo leggi anche dove andare a gennaio e dove andare a febbraio. Per evitare i gruppi più numerosi delle escursioni, prova ad arrivare all'apertura.

Dove dormire

Consigli pratici

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