Aggiornato a ottobre 2026
Mihintale è una collina rocciosa coperta di foresta secca a est di Anuradhapura, nella pianura centro-settentrionale dello Sri Lanka, lungo la strada che porta a Trincomalee. Per i buddhisti singalesi è uno dei luoghi più sacri dell'isola: secondo le antiche cronache, qui il monaco Mahinda, figlio dell'imperatore indiano Ashoka, incontrò il re Devanampiya Tissa e gli predicò per la prima volta la dottrina del Buddha. Da quell'incontro, tradizionalmente collocato nel III secolo a.C., sarebbe cominciata la diffusione del buddhismo in Sri Lanka.
Secondo la leggenda il re era a caccia di un cervo quando Mahinda lo chiamò per nome e lo fermò; il nome Mihintale viene proprio da Mahinda, in singalese Mihindu. Sulla collina sorse poi un grande complesso monastico, di cui restano scalinate, stupa, vasche scavate nella roccia, grotte con iscrizioni antichissime e le rovine di un ospedale. Oggi Mihintale è insieme un sito archeologico e un luogo di pellegrinaggio molto frequentato, soprattutto durante la festa di Poson, e si visita facilmente in mezza giornata da Anuradhapura.
Ideale per: chi visita Anuradhapura e il Triangolo Culturale, chi è interessato alla storia del buddhismo e chi cerca un panorama ampio sulla pianura. Da vedere: la grande scalinata, le rovine dell'ospedale e del refettorio, il Kantaka Cetiya, l'Ambasthala Dagoba, la roccia di Aradhana Gala, il Maha Seya, la grotta di Mahinda e le vasche di Naga Pokuna e Kaludiya Pokuna. Periodo più piacevole: la mattina presto o il tardo pomeriggio, nei mesi meno piovosi; a giugno per assistere alla festa di Poson, accettando la grande folla.
La salita comincia ai piedi della collina, dove una lunga scalinata di granito sale in più rampe verso le terrazze superiori: la tradizione parla di 1.840 gradini. Vicino all'inizio della salita si trovano le rovine di un antico ospedale monastico, con una vasca di pietra a forma di canoa in cui, secondo gli studiosi, i malati venivano immersi negli oli medicinali, e un'iscrizione su pietra. Alcuni storici della medicina lo considerano uno dei più antichi ospedali di cui si conservino resti. La scalinata si può salire con calma, fermandosi alle terrazze intermedie: nelle ore calde il caldo si fa sentire.
Da una terrazza intermedia un sentiero laterale porta al Kantaka Cetiya, uno degli stupa più antichi di Mihintale, oggi in parte rovinato ma interessante per i quattro "vahalkada", le strutture decorative orientate verso i punti cardinali. Le pietre sono scolpite con figure di animali, e tra i rilievi compare anche una figura con la testa di elefante. È un angolo spesso tranquillo, dove si capisce bene quanto fosse esteso il complesso monastico originario.
Al termine della terza rampa si arriva a una grande terrazza con i resti del monastero. Nel refettorio si vedono ancora i grandi trogoli di pietra in cui veniva servito il cibo per i monaci, alimentati dall'acqua della vicina vasca di Naga Pokuna. Poco lontano c'è la sala delle assemblee, una piattaforma quadrata con decine di pilastri di pietra, dove i monaci si riunivano per discutere la dottrina e la disciplina. All'ingresso di un edificio vicino due grandi lastre di pietra del X secolo riportano le regole del monastero e l'organizzazione del personale: sono tra le iscrizioni meglio conservate dell'isola.
Sulla terrazza principale si trova l'Ambasthala Dagoba, un piccolo stupa circondato da file di colonne di pietra, costruito secondo la tradizione nel punto esatto in cui Mahinda incontrò il re; si dice che custodisca reliquie dello stesso Mahinda. È il cuore religioso del sito e il luogo in cui i pellegrini si fermano a pregare e a lasciare fiori. Accanto, una scala scavata nella roccia sale a una grande statua bianca del Buddha seduto, da cui si ha una bella vista sulla terrazza.
Dalla terrazza dell'Ambasthala si sale su Aradhana Gala, la "roccia dell'invito", dove secondo le cronache Mahinda sarebbe atterrato arrivando dall'India. La salita è breve ma ripida, sulla roccia nuda, aiutandosi con un corrimano di ferro: in cima il panorama spazia sulla foresta e sulla pianura fino agli stupa di Anuradhapura. Sull'altra cima si trova il Maha Seya, il grande stupa bianco attribuito a un re del I secolo d.C., restaurato in tempi recenti e visibile da lontano.
Da un sentiero che scende dalla terrazza principale si raggiunge la grotta di Mahinda (Mihindu Guhawa), con una lastra di pietra piatta su cui, secondo la tradizione, il monaco si riposava. La Naga Pokuna, la "vasca del serpente", prende il nome dai cobra dal cappuccio aperto scolpiti nella roccia, mentre la piccola Sinha Pokuna ha un leone rampante in rilievo. Più in basso e lontano dalla folla c'è la Kaludiya Pokuna, la "vasca dall'acqua nera", un laghetto nella foresta legato alla memoria di un antico monaco predicatore. Nella zona ci sono anche stupa minori come l'Indikatu Seya e grotte con iscrizioni in caratteri brahmi tra le più antiche dell'isola.
Ogni anno, nel giorno di luna piena del mese di Poson, a giugno, lo Sri Lanka ricorda l'arrivo del buddhismo sull'isola. Mihintale e Anuradhapura diventano allora la meta di un enorme pellegrinaggio: le strade si riempiono di lanterne e decorazioni, lungo il percorso ci sono stand che distribuiscono cibo e bevande gratuiti ("dansal") e i pellegrini salgono la scalinata vestiti di bianco. È un'esperienza intensa e autentica, ma in quei giorni la folla è enorme, i trasporti sono molto carichi e le autorità predispongono piani speciali per traffico e sicurezza. Chi vuole visitare Mihintale con calma dovrebbe evitare la settimana di Poson; chi invece vuole vivere la festa farebbe bene a prenotare per tempo l'alloggio ad Anuradhapura. Per altre idee di viaggio in quel periodo potete leggere l'approfondimento su dove andare a giugno.
Mihintale si trova a circa 13 chilometri a est di Anuradhapura, lungo la strada per Trincomalee: in tuk-tuk ci vuole più o meno mezz'ora, e anche gli autobus diretti verso est passano davanti al paese. Anuradhapura è collegata a Colombo dalla linea ferroviaria del nord, che dopo i danni del ciclone Ditwah di fine 2025 è stata riparata e rimessa in servizio nella primavera del 2026; conviene comunque verificare orari e servizi prima di partire. Molti viaggiatori arrivano invece con un autista privato, inserendo Mihintale nel giro del Triangolo Culturale insieme ad Anuradhapura, Sigiriya e Polonnaruwa.
Il sito si visita a piedi: dai piedi della collina si sale con la scalinata e tra le terrazze ci si sposta su sentieri e scale scavate nella roccia. La visita della zona principale richiede qualche ora; la Kaludiya Pokuna e gli angoli più lontani si raggiungono meglio con il tuk-tuk o l'auto. Il modo più pratico è contrattare con un autista di tuk-tuk di Anuradhapura una mezza giornata con attesa inclusa, chiarendo prima il prezzo.
Mihintale si trova nella zona secca dello Sri Lanka, dove il caldo è forte quasi tutto l'anno e le piogge più abbondanti arrivano con il monsone di nord-est, verso fine anno. Il momento migliore della giornata è la mattina presto oppure il tardo pomeriggio: la roccia scaldata dal sole a mezzogiorno è faticosa da percorrere, soprattutto a piedi nudi. Il periodo di Poson, a giugno, è il più suggestivo ma anche il più affollato. Per scegliere il mese giusto potete consultare gli approfondimenti su dove andare a febbraio e dove andare a luglio.