Aggiornato a ottobre 2026
La cucina del Trentino è una cucina di montagna, nata nelle case contadine e nelle malghe, dove si usava tutto e non si sprecava niente: il pane raffermo diventava canederli, il latte d'alpeggio formaggi da conservare per l'inverno, la carne si salava e si affumicava. Terra di confine per secoli, il Trentino ha preso piatti e abitudini dal mondo tirolese e austriaco, come lo strudel e i canederli, e dal vicino Veneto, come la polenta.
Accanto ai piatti tradizionali ci sono prodotti di qualità riconosciuta: le mele della Val di Non, i formaggi di malga, l'olio del Garda, i vini dei fondovalle e delle colline e, soprattutto, il Trentodoc, lo spumante metodo classico di montagna. Questa guida raccoglie i piatti da assaggiare, i prodotti tutelati e i luoghi migliori dove scoprirli.
Da assaggiare: i canederli, gli strangolapreti, la polenta, la carne salada, i tortei di patate e lo strudel. Formaggi: Puzzone di Moena DOP, Spressa delle Giudicarie DOP, Trentingrana e il Casolet. Frutta e olio: Mela Val di Non DOP, Susina di Dro DOP, olio Garda Trentino DOP. Vini: Teroldego Rotaliano, Marzemino, Nosiola e Vino Santo, lo spumante Trentodoc. Dove: malghe, agriturismi, rifugi e osterie.
I canederli (in tedesco Knödel) sono il piatto simbolo della cucina trentina e altoatesina: grosse palline fatte con pane raffermo, latte, uova e farina, arricchite con speck, formaggio, spinaci, funghi o erbe. Si servono in brodo caldo oppure asciutti, con burro fuso e formaggio grattugiato. Nati per riutilizzare il pane avanzato, oggi si trovano in ogni rifugio e trattoria.
Gli strangolapreti sono gnocchetti di pane raffermo e spinaci, legati con uova e conditi con burro fuso e formaggio. Il nome curioso ha diverse spiegazioni popolari, tutte legate all'appetito degli uomini di Chiesa durante il Concilio di Trento.
La polenta è un pilastro della tavola trentina: quella gialla di mais, quella di grano saraceno e la polenta di patate. Accompagna funghi, formaggi fusi, salsicce, spezzatini di carne e selvaggina come il capriolo e il cervo, e in Val di Non e in Valsugana anche il baccalà.
La carne salada è carne di manzo messa sotto sale con spezie ed erbe aromatiche, tipica del Garda Trentino e delle valli vicine. Si mangia cruda, tagliata sottile come un carpaccio, oppure appena scottata ai ferri e servita con i fagioli.
I tortei di patate sono frittelle di patate grattugiate cotte in padella, croccanti fuori e morbide dentro, tipiche soprattutto della Val di Non e della zona del Garda; si servono spesso con salumi, formaggi o crauti.
Tra le zuppe ci sono la zuppa d'orzo, con verdure e speck, e la zuppa di trippe. Tra i salumi la luganega, la salsiccia trentina, la mortandela della Val di Non, un salume affumicato a forma di polpetta schiacciata, e lo speck, prodotto anche in Trentino ma tutelato dall'IGP «Speck Alto Adige». Il pesce di lago e di torrente, come la trota e il salmerino del Trentino, entrambi IGP, compare nei menu delle valli e del Garda.
Il dolce più famoso è lo strudel di mele, con la pasta tirata sottilissima e un ripieno di mele, uvetta, pinoli e cannella. Ci sono poi la torta di fregolotti, una torta friabile di mandorle, i krapfen ripieni di marmellata o crema, lo zelten, il dolce natalizio con frutta secca e canditi, e la torta di grano saraceno con la marmellata di mirtilli rossi.
La Mela Val di Non DOP è il prodotto agricolo più conosciuto del Trentino: in questa valle e nella vicina Val di Sole i meleti coprono i fondovalle e le colline, e a fine estate inizia la raccolta. Nella zona di Dro, nella Valle del Sarca, si coltiva la Susina di Dro DOP. Sulle sponde trentine del Garda gli ulivi danno l'olio extravergine Garda Trentino DOP, tra i più settentrionali d'Europa. Completano il quadro i piccoli frutti di bosco, le castagne, il miele di montagna e le erbe aromatiche usate per tisane e liquori. Informazioni ufficiali sui prodotti tutelati si trovano sul sito della Provincia autonoma di Trento.
Il Trentino ha una lunga tradizione vinicola, dai fondovalle dell'Adige alle colline della Valle dei Laghi e della Vallagarina. Tra i vitigni autoctoni ci sono il Teroldego, coltivato soprattutto nella Piana Rotaliana, a nord di Trento, che dà il Teroldego Rotaliano, un rosso intenso; il Marzemino, della Vallagarina, il rosso citato da Mozart nel Don Giovanni; e la Nosiola, bianco, da cui nella Valle dei Laghi si produce il Vino Santo Trentino, un passito ottenuto da uve lasciate appassire a lungo. Si producono anche ottimi Chardonnay, Pinot grigio, Müller Thurgau e Gewürztraminer.
Il prodotto più famoso è il Trentodoc, lo spumante metodo classico del Trentino, ottenuto soprattutto da uve Chardonnay e Pinot nero coltivate in collina e in montagna. Nel 1993 è stato il primo metodo classico italiano a ottenere la DOC. Molte cantine, attorno a Trento e nella Piana Rotaliana, organizzano visite e degustazioni: conviene prenotare. Tra i distillati, la grappa trentina ha una tradizione antica, legata alle distillerie della Valle dei Laghi e della Val di Cembra.
L'estate è la stagione delle malghe e dei formaggi d'alpeggio. In autunno si vendemmia, si raccolgono le mele e le castagne e ci sono molte feste dedicate ai prodotti; a novembre si frangono le olive sul Garda. In inverno è il momento dei piatti più sostanziosi e, da fine novembre all'Epifania, dei mercatini di Natale con zelten, vin brulé e specialità locali.