Aggiornato a ottobre 2026
Il nome Stelvio indica due cose diverse, che è bene distinguere. Il Parco Nazionale dello Stelvio è una grande area protetta delle Alpi centrali, istituita nel 1935, che si estende attorno al gruppo dell'Ortles-Cevedale nelle province di Trento, Bolzano, Sondrio e Brescia: in Trentino comprende la Val di Peio e la Val di Rabbi, valli laterali della Val di Sole. Il Passo dello Stelvio, invece, è il valico stradale che dà il nome al parco: si trova sul confine tra l'Alto Adige e la Lombardia, non in Trentino.
Il parco protegge un territorio d'alta montagna fatto di ghiacciai, vette sopra i tremila metri, boschi di larici e abeti, pascoli e torrenti, con quote che vanno da circa 650 metri fino ai 3.905 metri dell'Ortles. È uno dei luoghi migliori delle Alpi per vedere i cervi, i camosci e gli stambecchi, e nelle valli trentine unisce la natura a paesi di montagna, terme e tracce della Grande Guerra.
Da non perdere: la Val di Peio con Cogolo, Peio Paese e Peio Fonti, la Val di Rabbi con le cascate di Saènt, l'area faunistica e i centri visitatori del parco, le escursioni verso i rifugi ai piedi del Cevedale e del Vioz, il bramito dei cervi in autunno e, per chi viaggia in auto o in bici, la salita al Passo dello Stelvio, aperto solo nella stagione estiva. Periodo migliore: da giugno a settembre; fine settembre e ottobre per il bramito.
La Val di Peio sale dalla Val di Sole verso i ghiacciai del Cevedale. Il paese principale è Cogolo, dove ha sede l'ufficio del parco; più in alto ci sono Peio Paese, uno dei paesi più alti del Trentino, e Peio Fonti, con le sue acque minerali e le terme. Da Peio Fonti gli impianti di Pejo 3000 salgono in quota verso il Vioz, d'inverno per lo sci e d'estate per le escursioni. Nella valle si trova anche un'area faunistica dove si possono osservare da vicino i cervi.
A Peio Paese il museo dedicato alla Grande Guerra ricorda il fronte che passava su queste montagne: tra il 1915 e il 1918 sui ghiacciai si combatté a quote altissime, e il ritiro dei ghiacci continua a restituire reperti di quegli anni.
La Val di Rabbi è più selvaggia e silenziosa. Si risale lungo il torrente Rabbiés tra prati, masi e boschi, fino alle cascate di Saènt, uno dei salti d'acqua più belli del parco, raggiungibili con una camminata. Nella valle ci sono un centro visitatori del parco, le terme di Rabbi, con acque ferruginose, e un ponte sospeso nel bosco. È una valle ideale per escursioni tranquille e per osservare gli animali.
Il settore trentino del parco ha diverse strutture per i visitatori, tra Cogolo, Peio Fonti, la Val di Rabbi e l'area faunistica: centri informativi, percorsi didattici e punti dove chiedere notizie su sentieri, escursioni guidate e osservazione della fauna. Orari e aperture sono stagionali. Informazioni sul sito del Parco Nazionale dello Stelvio.
Il simbolo del parco è il cervo, presente in gran numero: tra fine settembre e ottobre, al tramonto, nelle valli si sente il bramito dei maschi in amore, e il parco organizza uscite di ascolto guidate. Sulle pareti rocciose vivono camosci e stambecchi, sui pascoli le marmotte, nei cieli l'aquila reale e il gipeto, il grande avvoltoio che è tornato sulle Alpi grazie ai progetti di reintroduzione. Nei boschi vivono anche il gallo cedrone e il gallo forcello.
Salendo di quota, i boschi di abete rosso e larice lasciano il posto al pino cembro, ai pascoli fioriti e infine ai ghiacciai dell'Ortles-Cevedale, tra i più estesi delle Alpi italiane, oggi in forte ritiro a causa del riscaldamento climatico.
In tutto il parco valgono regole precise: resta sui sentieri segnati, non disturbare gli animali, non raccogliere fiori e minerali, tieni il cane al guinzaglio e porta via i rifiuti. In alta quota il tempo cambia rapidamente: controlla meteo e condizioni dei sentieri prima di partire.
Il Passo dello Stelvio, a circa 2.757 metri, è il valico stradale più alto d'Italia. La strada fu costruita dagli Austriaci tra il 1820 e il 1825 per collegare la Val Venosta, in Alto Adige, con Bormio e la Valtellina, in Lombardia. Il versante altoatesino, da Prato allo Stelvio passando per Trafoi, sale con una serie spettacolare di 48 tornanti sotto le pareti dell'Ortles; quello lombardo scende verso Bormio. Poco sotto il passo una strada porta in Svizzera attraverso il Giogo di Santa Maria (Umbrail).
È una delle salite più famose per i ciclisti, legata alla storia del Giro d'Italia, e una meta classica per motociclisti e automobilisti. Al passo si scia anche d'estate sul ghiacciaio, con impianti aperti nella bella stagione.
Strada aperta solo d'estate: la strada del Passo dello Stelvio è chiusa in inverno e riapre di solito tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate, quando lo sgombero della neve lo permette; chiude in autunno, con date che dipendono dalle nevicate. In alcune giornate estive è chiusa al traffico motorizzato per eventi dedicati ai ciclisti. Prima di partire verifica lo stato della strada sui siti della Provincia di Bolzano e di ANAS e sui canali turistici ufficiali.
Dal Trentino il passo non si raggiunge direttamente: dalla Val di Sole si sale al Passo del Tonale, si scende in Lombardia verso Ponte di Legno e si prosegue per il Passo del Gavia (anch'esso aperto solo d'estate) fino a Bormio, da cui inizia la salita allo Stelvio.
Al settore trentino: in auto si arriva in Val di Sole da Trento e dall'autostrada A22 attraverso la Val di Non, oppure dalla Lombardia per il Passo del Tonale; a Cusiano si prende la strada per la Val di Peio, a Malé quella per la Val di Rabbi. Con i mezzi pubblici si usa la ferrovia Trento-Malé-Mezzana fino in Val di Sole e si prosegue con gli autobus per Peio e Rabbi. Nella stagione estiva alcune strade del parco, come il tratto alto della Val di Rabbi, possono essere regolate con parcheggi a pagamento e navette.
Al Passo dello Stelvio: dall'Alto Adige si arriva dalla Val Venosta per Prato allo Stelvio; dalla Lombardia da Bormio, in Valtellina; dalla Svizzera per la Val Müstair e il Giogo di Santa Maria.
L'estate, da giugno a settembre, è il periodo migliore per le escursioni, per i rifugi aperti e per la strada dello Stelvio. A fine settembre e ottobre i larici si colorano e si sente il bramito dei cervi. In inverno le valli trentine del parco offrono sci a Pejo 3000, ciaspolate e sci di fondo; alcune zone sono a rischio valanghe, quindi informati sempre sul bollettino. Per altre idee leggi dove andare a settembre e dove andare a ottobre.