Aggiornato a ottobre 2026
Dougga, l'antica Thugga, è il grande sito archeologico dell'interno della Tunisia, una città antica giunta fino a noi in modo eccezionalmente completo. Le rovine occupano il fianco di una collina nel nord-ovest del paese, nel governatorato di Béja, poco più di cento chilometri a sud-ovest di Tunisi, e guardano dall'alto la fertile valle dell'Oued Khalled, tra gli uliveti. Dal 1997 il sito è iscritto nel Patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Prima dei Romani Thugga era un centro importante del regno numida, con influenze puniche ed ellenistiche. Dopo il 46 a.C. passò sotto Roma e per oltre due secoli vi convissero due comunità distinte, gli abitanti di origine locale e i coloni cittadini romani; la città raggiunse il massimo splendore sotto la dinastia dei Severi, tra la fine del II e l'inizio del III secolo. Oggi si cammina tra strade lastricate, templi, terme e case come in una vera città, con un paesaggio rimasto agricolo tutto intorno, e solo una parte dell'area è stata finora scavata.
Ideale per: chi ama l'archeologia e i paesaggi dell'interno, chi vuole una gita in giornata da Tunisi lontano dal mare, chi ha già visto Cartagine e cerca una città romana più integra. Da vedere: il teatro, il Capitolium e il foro, il tempio di Saturno, il mausoleo libico-punico, le terme, le case e gli archi; nei dintorni la cittadina andalusa di Testour e le case sotterranee di Bulla Regia. Periodo più piacevole: la primavera e l'autunno; in estate meglio arrivare all'apertura.
Il teatro è di solito il primo monumento che si incontra entrando dall'ingresso principale. Costruito nel 168-169 d.C. e addossato al pendio, poteva accogliere circa 3.500 spettatori ed è tra gli edifici di spettacolo meglio conservati del Maghreb; dalle gradinate più alte lo sguardo spazia sulla valle. D'estate torna a essere usato per gli spettacoli del Festival internazionale di Dougga, con concerti e serate che si svolgono tra le rovine: programma e date cambiano ogni anno.
Il cuore della città romana è il Capitolium, il tempio del II secolo dedicato a Giove, Giunone e Minerva, con le grandi colonne monolitiche e il frontone ancora in piedi: è l'immagine più famosa di Dougga. Davanti si apre il foro, e poco lontano la piazza detta della Rosa dei venti, dove un grande cerchio inciso nel lastricato riporta i nomi dei dodici venti. Accanto ci sono il mercato (macellum), con le tracce delle botteghe, e il tempio di Mercurio. Nel complesso il sito conserva oltre duemila iscrizioni in libico, punico, greco e soprattutto latino, una delle ragioni della sua importanza per gli studiosi.
Sul bordo della collina, verso la valle, il tempio di Saturno era dedicato al dio che i Romani identificavano con il punico Baal Hammon; le sue colonne, rimesse in piedi all'inizio del Novecento, si vedono da lontano. In mezzo agli ulivi si trova invece il tempio di Giunone Celeste, dedicato alla dea che a Roma prese il posto della punica Tanit, con un tratto di muro antico ben conservato e una vasca per la purificazione. Sono due luoghi più appartati del centro monumentale e spesso più tranquilli.
Il mausoleo libico-punico, una torre funeraria a più piani del II secolo a.C., è uno dei rarissimi esempi rimasti dell'architettura reale numida. Nell'Ottocento fu smontato per prelevare l'iscrizione bilingue, in libico e punico, che oggi si trova al British Museum di Londra; il monumento fu poi ricostruito con i blocchi originali tra il 1908 e il 1910. È noto anche come mausoleo di Ateban.
La visita prosegue tra i grandi complessi termali, con gli ambienti per i bagni caldi, tiepidi e freddi e i corridoi sotterranei di servizio, e tra le case private, come la Casa di Dioniso e Ulisse e la Casa del Trifoglio. Lungo le strade lastricate si incontrano l'arco di Settimio Severo e quello di Alessandro Severo, il portale del cosiddetto Dar Lacheb e, ai margini della città, le cisterne di Ain el Hammam, collegate a uno degli acquedotti meglio conservati del paese. Molti dei mosaici trovati nelle case di Dougga, tra cui quello dei Ciclopi, sono esposti al museo del Bardo di Tunisi, che conviene vedere prima o dopo la visita.
Testour, nella valle della Medjerda, fu fondata all'inizio del Seicento dai moriscos, i musulmani cacciati dalla Spagna, sul sito di un villaggio romano. Ne conserva l'impronta soprattutto nella Grande Moschea, costruita prima del 1631, il cui minareto ottagonale ha un orologio con numeri e lancette che girano in senso antiorario. Ogni estate la cittadina ospita il festival del malouf, la musica tradizionale di origine andalusa, nato nel 1967. Si combina bene con Dougga nella stessa giornata, così come le rovine di Ain Tounga, l'antica Thignica, che si trovano nella zona.
Più a ovest, a pochi chilometri da Jendouba, Bulla Regia è un sito famoso per una particolarità che non ha confronti nel mondo romano: le case più ricche avevano un piano interrato, con stanze e cortili sotto il livello del suolo, dove ci si rifugiava dal caldo estivo, mentre il piano terra era usato d'inverno. Sede reale numida (da qui il nome Regia), sotto l'imperatore Adriano divenne colonia romana. Si scende nelle case della Caccia, della Pesca e di Anfitrite, che prendono il nome dai loro mosaici; il sito conserva anche un teatro, terme, templi e un piccolo museo. Dougga e Bulla Regia si visitano anche insieme in una lunga giornata, con un'auto o un'escursione organizzata.
Il modo più semplice è l'auto: da Tunisi si segue l'autostrada verso ovest e poi le strade per Téboursouk, il paese ai piedi del sito, da cui partono i cartelli per le rovine. Con i mezzi pubblici si prendono autobus o louage (i taxi collettivi) dalla stazione di Bab Saadoun, a Tunisi, fino a Téboursouk, e da lì un taxi per l'ultimo tratto: conviene accordarsi con l'autista per il ritorno, perché al sito di solito non ci sono taxi in attesa, e nel pomeriggio i posti sui mezzi per Tunisi possono esaurirsi. Molte agenzie di Tunisi e delle località di mare organizzano escursioni in giornata, spesso con Bulla Regia o Testour.
Il sito si visita a piedi: per le zone principali servono almeno un paio d'ore, ma per vedere anche il mausoleo, i templi più lontani e le cisterne si può restare mezza giornata. I percorsi sono in gran parte su lastricati antichi e sterrati, a tratti ripidi, e i pannelli esplicativi sono pochi: conviene informarsi prima o affidarsi a una guida autorizzata. Per spostarsi tra Dougga, Testour e Bulla Regia l'auto, con o senza autista, è di gran lunga la soluzione più pratica.
Primavera e autunno sono le stagioni ideali: le temperature sono miti e camminare tra le rovine è piacevole (vedi dove andare a marzo e dove andare a ottobre). In estate fa molto caldo: arrivate all'apertura e portate acqua e cappello; in compenso è la stagione del festival nel teatro antico. In inverno l'interno della Tunisia è più freddo e piovoso della costa, ma le giornate limpide sono splendide e i visitatori pochi.