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L'anfiteatro di El Jem: il Colosseo d'Africa

Aggiornato a ottobre 2026

L'anfiteatro romano di El Jem visto dall'arena, con i tre ordini di arcate in pietra color miele e le gradinate sotto un cielo azzurro

El Jem (o El Djem) è una cittadina agricola della Tunisia centro-orientale, tra Sousse e Sfax, in una pianura coperta di uliveti. Arrivando dalla strada o dal treno, sopra le case basse si vede comparire all'improvviso la sagoma enorme dell'anfiteatro romano, costruito intorno al 238 d.C. È il più grande anfiteatro del Nord Africa e uno dei più grandi del mondo romano: secondo le stime poteva ospitare circa 35.000 spettatori. Dal 1979 è iscritto nel patrimonio mondiale UNESCO.

L'anfiteatro testimonia la ricchezza dell'antica Thysdrus, la città romana che sorgeva qui e che prosperò grazie al commercio dell'olio d'oliva. Proprio a Thysdrus, nel 238, i notabili locali proclamarono imperatore Gordiano I, in rivolta contro Massimino il Trace. Oggi El Jem si visita di solito in mezza giornata, spesso in combinazione con Kairouan o con le città della costa, ma vale la pena dedicare tempo anche al museo archeologico, che conserva alcuni dei mosaici più belli della Tunisia.

In breve

Ideale per: appassionati di storia antica e archeologia, famiglie, chi soggiorna sulla costa del Sahel e cerca una gita culturale. Da vedere: l'anfiteatro con l'arena, i sotterranei e le gradinate superiori, il museo archeologico con i mosaici, la Casa dell'Africa e il parco con i resti delle ville romane. Periodo più piacevole: primavera e autunno; d'estate meglio arrivare all'apertura, perché all'interno c'è poca ombra.

Cosa vedere

L'anfiteatro

A differenza di molti anfiteatri romani, appoggiati a un pendio, quello di El Jem sorge su un terreno pianeggiante ed è interamente costruito in blocchi di pietra, sostenuto da un sistema di archi e volte. La facciata ha tre ordini di arcate con elementi corinzi o compositi. Il modello è il Colosseo di Roma, al quale l'UNESCO lo considera quasi pari per qualità costruttiva, anche se non ne è una copia. Si conservano gran parte delle strutture che sostenevano le gradinate, il muro del podio, l'arena e i sotterranei, e questo rende la visita molto più leggibile rispetto ad altri siti: si può camminare nell'arena, salire ai livelli superiori e guardare il monumento dall'alto, con la città e gli uliveti intorno.

La parte mancante sul lato ovest risale alla fine del Seicento, quando durante le lotte per il potere a Tunisi fu aperta una breccia nel muro per stanare i ribelli che si erano rifugiati all'interno. Nei secoli successivi l'anfiteatro fu usato come cava di pietra, come deposito di grano e perfino come abitazione e bottega, fino all'Ottocento. Per capire bene la struttura conviene fare il giro completo, entrando dall'ingresso principale, attraversando l'arena e salendo poi ai diversi piani.

I sotterranei

Sotto l'arena si aprono due lunghe gallerie, raggiungibili con scale e rampe: qui venivano tenuti gli animali e si preparavano i gladiatori prima di salire nell'arena attraverso le botole. Sono fresche anche d'estate e danno un'idea concreta di come funzionava lo spettacolo.

Il museo archeologico e la Casa dell'Africa

Il museo di El Jem si trova a breve distanza dall'anfiteatro, raggiungibile a piedi in pochi minuti seguendo le indicazioni. Raccoglie sculture, ceramiche e soprattutto mosaici provenienti dagli scavi di Thysdrus e dei dintorni, tra cui il corteo dionisiaco, Orfeo e le Muse; altri mosaici famosi di El Jem si trovano al Museo del Bardo di Tunisi e al museo di Sousse. Dal museo si accede a un parco archeologico con i resti di tre ville romane, la Casa del Pavone, la Casa dei Delfini e la domus Sollertiana, e alla Casa dell'Africa: una grande residenza con terme scoperta negli anni Novanta e in parte ricostruita, con pareti dipinte e mosaici che rappresentano la dea Africa e Roma con le sue province. È la parte della visita che aiuta meglio a immaginare come vivevano le famiglie ricche della città.

Il festival di musica sinfonica

Ogni estate l'anfiteatro ospita il Festival internazionale di musica sinfonica di El Jem, con concerti serali di orchestre tunisine e straniere nell'arena illuminata. L'edizione 2026, la trentanovesima, si è svolta dall'11 luglio al 15 agosto. È uno dei modi più suggestivi di vedere il monumento: chi è in Tunisia in quel periodo può controllare il programma dell'anno e acquistare i biglietti per tempo, organizzando il rientro serale verso la costa.

Escursioni nei dintorni

Come arrivare

Gli aeroporti più vicini sono quelli di Monastir e di Enfidha-Hammamet; da Tunisi-Cartagine il viaggio è più lungo. El Jem si trova sulla linea ferroviaria Tunisi-Sousse-Sfax: la stazione è a pochi minuti a piedi dall'anfiteatro e il treno è il modo più semplice per arrivare senza auto, soprattutto da Sousse. Orari e biglietti si consultano sul sito delle ferrovie tunisine (SNCFT) o in stazione. In alternativa ci sono i louage, i taxi collettivi che partono quando sono pieni, con collegamenti verso Sousse, Monastir, Mahdia e Sfax. Molte agenzie delle località balneari, da Sousse a Hammamet, organizzano escursioni di mezza giornata o di una giornata intera.

Come muoversi

El Jem è piccola e si gira tutta a piedi: stazione, anfiteatro e museo sono vicini tra loro. Per tornare in giornata a Kairouan non esistono collegamenti pubblici diretti e bisogna passare da Sousse; per combinare più luoghi nella stessa giornata è più comodo avere un'auto a noleggio, un'auto con autista o un'escursione organizzata. Se usate il louage per il ritorno, non partite troppo tardi: nel pomeriggio le partenze diventano meno frequenti.

Quando andare

Il clima è caldo e secco: d'estate le temperature sono molto alte e sulle gradinate di pietra c'è poca ombra, quindi conviene arrivare all'apertura. Primavera e autunno sono i periodi migliori per la visita (vedi anche dove andare a marzo e dove andare a novembre); anche in inverno le giornate limpide sono piacevoli. Chi vuole vedere un concerto deve invece venire tra luglio e agosto, nel periodo del festival.

Dove dormire

Consigli pratici

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