Aggiornato a ottobre 2026
Kairouan è una città dell'interno della Tunisia, in una pianura steppica a ovest di Sousse. Fu fondata nel 670 durante la conquista araba del Nord Africa e per circa cinque secoli fu la capitale dell'Ifriqiya, la regione che corrisponde più o meno alla Tunisia di oggi. È considerata la città più santa del paese e uno dei luoghi più importanti dell'Islam nel Maghreb: la sua Grande Moschea è il più antico luogo di culto musulmano dell'Occidente islamico e ha fatto da modello a molte moschee della regione.
La medina, le sue mura, i sobborghi e alcuni monumenti esterni, come la zawiya di Sidi Sahib e i bacini aghlabidi, sono iscritti dal 1988 nel patrimonio mondiale UNESCO. Rispetto alle località della costa Kairouan è una città di lavoro e di preghiera, poco turistica nel senso balneare del termine: la maggior parte dei visitatori arriva in giornata da Sousse, Monastir o Hammamet, ma chi si ferma una notte trova una medina tranquilla, le botteghe dei tappeti e i dolci per cui la città è famosa in tutto il paese.
Ideale per: chi si interessa di storia, architettura islamica e artigianato, e per chi vuole vedere una città tunisina lontana dai villaggi turistici. Da vedere: la Grande Moschea, la medina con le sue porte e le mura, la Moschea delle Tre Porte, la zawiya di Sidi Sahib, il pozzo di Bir Barouta e i bacini aghlabidi. Periodo più piacevole: primavera e autunno; d'estate l'interno è molto caldo e conviene visitare la città la mattina presto.
La Grande Moschea, detta anche moschea di Sidi Okba, fu fondata insieme alla città dal generale arabo Uqba ibn Nafi, ma l'aspetto attuale risale in gran parte al IX secolo, sotto la dinastia degli Aghlabidi, quando fu anche un importante centro di studi. Dall'esterno sembra una fortezza, con mura spesse e contrafforti. All'interno si apre un grande cortile pavimentato in marmo e circondato da portici, con una meridiana; su un lato si alza il minareto quadrato a tre piani, ritenuto il più antico minareto ancora in piedi del mondo musulmano. La sala di preghiera ha diciassette navate sostenute da centinaia di colonne di marmo e porfido, molte delle quali riutilizzate da edifici romani e bizantini; il mihrab è decorato con piastrelle di ceramica a riflessi metallici del IX secolo e accanto c'è un minbar in legno scolpito tra i più antichi del mondo islamico.
I non musulmani possono visitare il cortile ma non entrare nella sala di preghiera: le grandi porte di legno intagliato però restano spesso aperte e dalla soglia si vede bene l'interno. Serve un abbigliamento che copra spalle e ginocchia. Di norma la moschea è aperta ai visitatori solo la mattina e fino al primo pomeriggio, ma gli orari cambiano con le stagioni, durante il Ramadan e nei giorni di preghiera collettiva: verificateli sul posto prima di organizzare la giornata. A settembre 2026 l'Istituto Nazionale del Patrimonio ha bandito due gare per un restauro finanziato dall'Arabia Saudita, che riguarda l'edificio, l'area circostante e gli elementi in legno; la data di inizio dei lavori non è ancora nota, quindi prima di partire controllate se ci sono cantieri o limitazioni.
La medina si visita a piedi e senza fretta: vicoli stretti, case bianche con porte dipinte di blu o di verde e decorate con borchie, piccole fontane rivestite di maiolica e i suk coperti dove si vendono tappeti, tessuti, oggetti in rame e cuoio. È circondata da mura merlate in mattoni, che si estendono per oltre tre chilometri e hanno porte monumentali. Una parte delle mura è crollata nel dicembre 2023 ed è stata ricostruita: i lavori si sono conclusi alla fine del 2025.
Costruita nell'866, la Moschea delle Tre Porte è piccola ma molto nota per la facciata, che secondo l'UNESCO è la più antica facciata scolpita conosciuta di una moschea. Ha tre archi d'ingresso sormontati da fasce di iscrizioni in caratteri cufici e da motivi vegetali scolpiti nella pietra. L'interno non è aperto al pubblico, ma la facciata si vede bene dalla strada: si trova all'interno della medina ed è facile inserirla nella passeggiata.
Fuori dalle mura, a nord-ovest della medina, si trova la zawiya di Sidi Sahib, il santuario che custodisce la tomba di Abu Zama al-Balawi, un compagno del Profeta. È chiamata comunemente "Moschea del Barbiere" perché, secondo la tradizione, il santo portava con sé alcuni peli della barba del Profeta. Il complesso ha un cortile con colonne, pareti rivestite di maiolica colorata e stucchi intagliati, una madrasa e un minareto decorato. Una parte del complesso, sul lato sud (biblioteca, sala delle abluzioni e uffici), è in cattivo stato e a marzo 2026 era stato annunciato l'avvio di un restauro: verificate se ci sono aree chiuse.
Bir Barouta è un antico pozzo all'interno della medina, legato alla fondazione della città: secondo la leggenda le sue acque comunicano con il pozzo di Zamzam alla Mecca. Fuori dalle mura, verso nord, ci sono invece i bacini aghlabidi, due grandi cisterne circolari a cielo aperto del IX secolo che comunicano tra loro e servivano a rifornire d'acqua la città. Da luglio 2025 l'intera area è interessata da un grande cantiere di restauro, che prevede anche giardini e un nuovo sistema di gestione dell'acqua; a giugno 2026 i lavori erano ancora in corso e non è stata comunicata una data di fine. Prima della visita informatevi se l'area è accessibile.
La zawiya di Sidi Abada, un santuario dell'Ottocento, ospita un piccolo museo. Poco a sud-ovest della città c'è il museo di Raqqada, dedicato all'arte islamica, nel luogo di una residenza dei sovrani aghlabidi; per raggiungerlo serve un'auto o un taxi.
Kairouan è famosa in tutta la Tunisia per i tappeti, annodati a mano e classificati in base alla finezza, cioè al numero di nodi. Nella medina e intorno alla Grande Moschea ci sono molti negozi e in alcuni si possono vedere le donne lavorare al telaio; i venditori possono essere insistenti e spesso propongono la visita "solo per guardare": se non volete comprare ditelo con cortesia fin dall'inizio, e prima di acquistare confrontate più negozi. L'altra specialità è il makroudh, un dolce di semola ripieno di pasta di datteri, fritto o cotto al forno e passato nel miele, che si compra a peso nelle pasticcerie della medina. Per conoscere gli altri piatti del paese c'è la nostra guida alla cucina tunisina.
Kairouan è il centro principale delle celebrazioni del Mouled, l'anniversario della nascita del Profeta, quando la città si riempie di pellegrini e visitatori da tutta la Tunisia e le strade della medina si animano di bancarelle e luci. La data della ricorrenza cambia ogni anno perché segue il calendario lunare islamico; in quei giorni gli alloggi si riempiono e gli orari di visita dei monumenti possono cambiare.
Gli aeroporti più vicini sono quelli di Monastir e di Enfidha-Hammamet, entrambi serviti da voli dall'Italia soprattutto nella stagione estiva; un'alternativa è l'aeroporto di Tunisi-Cartagine. Kairouan non ha una stazione ferroviaria: ci si arriva con gli autobus interurbani e con i louage, i taxi collettivi tunisini, che partono quando sono pieni e collegano la città con Tunisi, Sousse, Sfax e altri centri. In auto, da Tunisi si prende l'autostrada verso sud fino a Enfidha e poi la strada statale verso sud-ovest. Molti visitatori arrivano con un'escursione organizzata dalle località della costa, spesso abbinata all'anfiteatro di El Jem.
La medina e i monumenti principali si visitano a piedi; per la zawiya di Sidi Sahib e i bacini aghlabidi, appena fuori dalle mura, si può camminare o prendere un taxi, che in città costa poco (chiedete di accendere il tassametro). Per il museo di Raqqada serve un mezzo. Non ci sono collegamenti pubblici diretti tra Kairouan ed El Jem: con i mezzi pubblici si cambia a Sousse. Per combinare più luoghi in una giornata è più comodo un'auto con autista o un'escursione.
Kairouan si trova nell'interno e non gode della brezza marina: le estati sono molto calde e secche, mentre gli inverni sono miti di giorno ma possono essere freschi la sera. I mesi migliori sono quelli di primavera e d'autunno (vedi anche dove andare ad aprile e dove andare a ottobre). Durante il Ramadan di giorno molti ristoranti sono chiusi e gli orari dei monumenti si riducono, mentre la sera la città è molto animata.