Aggiornato a ottobre 2026
Le Everglades sono la più vasta area selvaggia subtropicale degli Stati Uniti: una distesa immensa di erba palustre, isole di alberi, cipressi e mangrovie che occupa la punta meridionale della Florida, alle porte di Miami. La scrittrice e ambientalista Marjory Stoneman Douglas la chiamò il "fiume d'erba": non è una palude ferma ma una lama d'acqua bassissima che scorre lentamente verso sud, fino alla baia della Florida e al golfo del Messico.
Il parco nazionale, istituito nel 1947 e patrimonio UNESCO, protegge solo una parte di questo ecosistema, ma è il modo migliore per conoscerlo. Qui lo spettacolo è la vita animale, con alligatori, uccelli acquatici e, con un po' di fortuna, lamantini e coccodrilli. Gli ingressi sono lontani tra loro e non collegati da strade interne: conviene sceglierne uno o due.
Da vedere: l'Anhinga Trail vicino all'ingresso di Homestead, il giro ad anello di Shark Valley con la torre panoramica, la strada fino a Flamingo sulla baia della Florida e, sulla costa del Golfo, le mangrovie delle Ten Thousand Islands da esplorare in barca o in kayak. Si arriva in auto da Miami in circa un'ora. Periodo migliore: la stagione secca, da dicembre ad aprile, con più animali e meno zanzare.
L'ingresso principale è quello vicino a Homestead, dove sorge l'Ernest F. Coe Visitor Center, con mostre, un breve filmato introduttivo e i ranger a disposizione per consigli. Poco più avanti, nell'area di Royal Palm, comincia l'Anhinga Trail, una breve passerella su uno stagno d'acqua dolce: è forse il punto del parco dove è più facile vedere da vicino alligatori, tartarughe, aironi e gli anhinga, gli uccelli che danno il nome al sentiero e che si asciugano al sole con le ali spalancate. Accanto parte il Gumbo Limbo Trail, nella vegetazione tropicale.
Dall'ingresso di Homestead una lunga strada asfaltata attraversa il parco fino a Flamingo, sulla baia della Florida. Lungo il percorso brevi passerelle mostrano ambienti diversi: Pa-hay-okee, con una piattaforma panoramica sul fiume d'erba, il boschetto di Mahogany Hammock e le mangrovie del West Lake.
Flamingo è l'avamposto più remoto raggiungibile in auto. Dopo anni di ricostruzione seguiti ai danni degli uragani, dalla fine del 2023 ha di nuovo un centro visitatori, il Guy Bradley Visitor Center, e un lodge con le ecotende. Dal porticciolo, dove capita spesso di vedere lamantini e coccodrilli, partono escursioni in barca e si noleggiano kayak.
Sul lato nord del parco, lungo la Tamiami Trail (la strada US 41 che collega Miami al golfo), si trova Shark Valley. Da qui parte un anello asfaltato di circa 24 chilometri chiuso alle auto, che si percorre a piedi, in bicicletta oppure con il tram tour, un trenino scoperto accompagnato da una guida. A metà percorso una torre di osservazione offre una vista a perdita d'occhio sulle praterie d'acqua. È uno dei posti migliori per gli alligatori, spesso distesi ai bordi della strada, e per gli uccelli. Orari e prenotazione del tram vanno verificati sul sito del parco.
Sulla costa del Golfo, all'estremità occidentale della Tamiami Trail, la cittadina di Everglades City è la porta d'accesso alle Ten Thousand Islands, un labirinto di isolotti e canali tra le mangrovie che si esplora in barca o in kayak. Dopo che l'uragano Irma, nel 2017, aveva distrutto il vecchio centro visitatori, nel dicembre 2025 il parco ha inaugurato qui il nuovo Marjory Stoneman Douglas Visitor Center, costruito per resistere a venti e mareggiate, con nuovi pontili per kayak e battelli. In barca si avvistano spesso delfini, pellicani e, in inverno, lamantini.
L'ecosistema è fragile: canali e bonifiche del secolo scorso hanno ridotto il flusso d'acqua, e specie invasive come il pitone birmano minacciano la fauna locale.
Il giro in airboat, la barca a fondo piatto spinta da una grande elica, è l'immagine classica delle Everglades, ma nella maggior parte del parco nazionale è vietato. Le escursioni in airboat si fanno con operatori privati in aree esterne al parco, soprattutto lungo la Tamiami Trail. Chi cerca il silenzio e l'osservazione degli animali preferirà le passerelle, il tram di Shark Valley o il kayak.
Lungo la Tamiami Trail, tra Shark Valley ed Everglades City, si attraversa la Big Cypress National Preserve, area protetta confinante con il parco, con boschi di cipressi, praterie e paludi, e regole meno restrittive di quelle del parco nazionale. Il centro visitatori e brevi passerelle lungo la statale permettono di avvistare alligatori e uccelli; la Loop Road, in parte sterrata, attraversa un ambiente molto selvaggio. Informazioni sul sito della Big Cypress National Preserve.
In aereo: l'aeroporto più comodo è quello di Miami; per la costa del Golfo anche Fort Myers. Prima di partire servono il passaporto elettronico e l'autorizzazione ESTA o il visto: leggi l'avviso nella guida agli Stati Uniti e verifica le regole aggiornate su Viaggiare Sicuri.
In auto: da Miami si raggiunge in circa un'ora l'ingresso di Homestead oppure, verso ovest, Shark Valley. Everglades City è più lontana e si raggiunge percorrendo tutta la Tamiami Trail o da Naples. Homestead è anche sulla strada per le Florida Keys, e dalla costa del Golfo si può proseguire verso nord, fino a Orlando e ai suoi parchi a tema.
L'auto è indispensabile: gli ingressi distano ore l'uno dall'altro, non c'è trasporto pubblico e le auto prenotate tramite app possono non riuscire a tornare a prendere i visitatori. Dentro il parco ci si muove a piedi, in bici o in tram a Shark Valley, in barca o kayak sulla costa.
La stagione secca, più o meno da dicembre ad aprile, è di gran lunga la migliore: le giornate sono miti e soleggiate, le zanzare molto meno numerose, e con il calare dell'acqua gli animali si concentrano negli stagni e nei canali, dove è più facile vederli. La stagione umida, da maggio a ottobre o novembre, porta caldo afoso, temporali pomeridiani, zanzare a nuvole e servizi ridotti, e coincide con la stagione degli uragani, quando il parco può chiudere in via precauzionale. Per altre idee leggi dove andare a gennaio.