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Baia di Menai e Fumba: delfini, banchi di sabbia e dhow nel sud-ovest di Zanzibar

Aggiornato a ottobre 2026

Un banco di sabbia bianca nel mare turchese della baia di Menai, con un dhow a vela ancorato e la costa verde all'orizzonte

La baia di Menai è l'ampio specchio di mare che si apre lungo la costa sud-occidentale di Unguja, l'isola principale di Zanzibar, tra la penisola di Fumba a ovest e il villaggio di Kizimkazi a est. È un paesaggio di lagune basse, isolette, banchi di sabbia che compaiono e scompaiono con la marea e fitte mangrovie. Qui non ci sono le lunghe spiagge attrezzate della costa orientale: la baia si scopre soprattutto dal mare, a bordo delle barche dei pescatori e dei dhow a vela.

Dal 1997 la baia è un'area marina protetta, gestita insieme dallo Stato e dai villaggi di pescatori che si affacciano sulla costa. È la zona da cui partono due delle escursioni più conosciute dell'isola: le uscite in barca per vedere i delfini a Kizimkazi e le giornate in dhow tra banchi di sabbia, snorkeling e isolette che partono da Fumba. Negli ultimi anni la penisola di Fumba è cambiata anche a terra, con la nascita di un nuovo quartiere residenziale a pochi chilometri dall'aeroporto.

In breve

Ideale per: chi vuole passare una giornata in mare tra snorkeling, banchi di sabbia e isolette, chi desidera vedere i delfini in libertà e chi preferisce un angolo di Zanzibar più tranquillo e legato alla pesca. Da vedere: l'isola di Kwale con il suo baobab, i banchi di sabbia della baia, le mangrovie e la laguna, i delfini al largo di Kizimkazi, il villaggio di Fumba e il tramonto in dhow. Periodo più piacevole: da giugno a ottobre e da dicembre a febbraio, evitando le piogge lunghe di marzo-maggio.

Cosa vedere e cosa fare

L'area di conservazione della baia di Menai

La Menai Bay Conservation Area è stata istituita ufficialmente nell'agosto 1997 ed è la più grande area marina protetta di Zanzibar. Il progetto è nato con il sostegno del WWF ed è gestito dal dipartimento della pesca insieme ai villaggi della costa, tra cui Fumba, Kizimkazi e Unguja Ukuu, che partecipano attraverso comitati locali. Comprende barriere coralline, praterie sottomarine, mangrovie e diverse isolette, tra cui Kwale, Pungume, Miwi e Ukombe. L'obiettivo non è vietare la pesca, che resta l'attività principale della zona, ma renderla sostenibile, contrastando metodi distruttivi come la pesca con l'esplosivo.

I delfini di Kizimkazi

Nella baia vivono stabilmente due specie di delfini: il tursiope indopacifico, il più facile da avvistare, e la susa indopacifica (o delfino gobbo dell'Oceano Indiano), una specie minacciata la cui popolazione locale, secondo gli studi più recenti, è in forte calo. Le uscite partono soprattutto da Kizimkazi, un villaggio di pescatori diventato negli anni il centro del dolphin watching dell'isola. Gli avvistamenti sono più probabili al mattino presto, quando i delfini si avvicinano alle acque basse e riparate; più tardi tendono a spostarsi al largo. Il rovescio della medaglia è il sovraffollamento: spesso molte barche inseguono lo stesso gruppo di animali.

Come osservare i delfini senza disturbarli

Le linee guida adottate a Zanzibar per l'osservazione dei delfini chiedono agli operatori di avvicinarsi lentamente e in parallelo al gruppo, mai frontalmente o da dietro, di non tagliare la rotta agli animali e di mantenere una distanza di almeno 50 metri. Prevedono inoltre un numero massimo di barche contemporaneamente nell'area di osservazione, una sola barca vicino al gruppo e un tempo di sosta limitato. Gli animali con i piccoli vanno lasciati in pace, e se i delfini si allontanano non devono essere inseguiti. Anche il nuoto con i delfini è delicato: è meglio lasciare che siano loro a decidere se avvicinarsi. Prima di prenotare chiedete all'operatore se rispetta queste regole.

Le escursioni in dhow: banchi di sabbia, Kwale e Pungume

L'escursione classica della baia, nota a Zanzibar come Safari Blue o con nomi simili, parte al mattino dal villaggio di Fumba a bordo di un dhow, la tradizionale barca a vela in legno dell'Oceano Indiano. Di solito la giornata prevede una sosta su un banco di sabbia in mezzo al mare per fare il bagno, una tappa di snorkeling sulla barriera corallina, il pranzo a base di pesce e frutti di mare sull'isola di Kwale e il rientro nel pomeriggio. A Kwale si cammina sulla spiaggia, si osservano i paguri e si vede un grande e antico baobab. Altre uscite raggiungono Pungume, un'isola considerata tra le zone di pesca più ricche dell'arcipelago, con soste per il bagno e lo snorkeling. Il programma esatto dipende dalla marea, perché i banchi di sabbia emergono solo con l'acqua bassa: verificate l'itinerario e cosa è compreso nel prezzo prima di prenotare.

Le mangrovie e la laguna

La baia di Menai ospita una decina di specie di mangrovie, protette da una riserva forestale istituita già a metà del Novecento. Le mangrovie difendono la costa dall'erosione e fanno da nursery per pesci e crostacei; per i villaggi sono anche una fonte di legname per la costruzione e per le barche, e in diversi tratti sono in corso progetti di ripiantumazione. Durante le escursioni in dhow si naviga spesso lungo i canali tra le mangrovie, e una delle tappe più amate è una laguna naturale dall'acqua bassa e calma, perfetta per un ultimo bagno prima del rientro. Dalla penisola di Fumba si possono esplorare i canali anche in kayak.

Fumba e le nuove zone residenziali

Fumba è un villaggio di pescatori raccolto verso la punta dell'omonima penisola, all'estremità occidentale della baia. È il punto di partenza delle escursioni in dhow e, la sera, delle uscite in barca al tramonto. Sulla penisola è sorta negli ultimi anni Fumba Town, un nuovo quartiere residenziale costruito all'interno di una zona economica speciale, con case e appartamenti venduti anche a stranieri, negozi e servizi. Nello stesso progetto è in costruzione la Burj Zanzibar, una torre residenziale con struttura in legno. Il quartiere non è un'attrazione in sé, ma racconta bene come sta cambiando l'isola.

Escursioni nei dintorni

Come arrivare

Si arriva all'aeroporto internazionale Abeid Amani Karume, appena a sud di Stone Town. Da qui la penisola di Fumba si raggiunge in auto in meno di un'ora, verso sud lungo la costa occidentale. Da Stone Town servono più o meno tra i trenta e i quaranta minuti, a seconda del traffico. Molte escursioni includono il trasferimento dagli hotel: verificate se è compreso. Kizimkazi si trova invece sul lato opposto della baia, all'estremità meridionale dell'isola, e si raggiunge su strada attraversando l'interno.

Come muoversi

Il modo più pratico per raggiungere Fumba e Kizimkazi è un taxi o un trasferimento organizzato. I dala-dala, i minibus locali, servono anche la penisola, ma con orari irregolari e corse rare nel tardo pomeriggio. Nella baia, invece, ci si muove soltanto in barca: le isolette e i banchi di sabbia non sono collegati da servizi regolari e si visitano con le escursioni o noleggiando una barca con il capitano.

Quando andare

Il periodo migliore va da giugno a ottobre, la lunga stagione secca, con giornate soleggiate e temperature più gradevoli; in questi mesi soffia il kusi, il vento di sud-est, che rende più mosso il mare sulle coste esposte, mentre il lato occidentale dell'isola resta più riparato. Da dicembre a febbraio fa più caldo e umido, ma il mare è spesso calmo e piatto, ideale per lo snorkeling e le uscite in barca: è una buona scelta se cercate dove andare a gennaio al caldo. Da marzo a maggio arrivano le piogge lunghe, con acqua torbida e mare meno invitante, mentre a novembre le piogge brevi sono di solito rovesci passeggeri. Altre idee per l'estate nella pagina su dove andare a luglio.

Dove dormire

Consigli pratici

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