Aggiornato a ottobre 2026
La foresta di Jozani è il cuore del parco nazionale Jozani Chwaka Bay, l'unico parco nazionale di Zanzibar, istituito nel 2004 su una superficie di circa 50 chilometri quadrati nel centro-sud di Unguja, l'isola principale dell'arcipelago. Si trova a circa 35 km a sud-est di Stone Town, lungo la strada che porta alle spiagge della costa orientale, ed è considerato il più esteso lembo di foresta quasi naturale rimasto sull'isola. Qui vive la popolazione più studiata del colobo rosso di Zanzibar, una scimmia che esiste soltanto su quest'isola.
Il parco però non è solo foresta: comprende una foresta che cresce su un'antica terrazza di calcare corallino alimentata dalla falda, zone di boscaglia, praterie, paludi salmastre, mangrovie e le praterie di fanerogame marine della baia di Chwaka. L'area è anche riserva della biosfera UNESCO ed è inserita dalla Tanzania nella lista propositiva per il patrimonio mondiale. La visita è breve e adatta a tutti, e si combina con una giornata al mare a Paje o nei villaggi del sud-est.
Ideale per: chi vuole una pausa dalle spiagge, famiglie con bambini, appassionati di primati e di uccelli. Da vedere: i colobi rossi nella foresta e ai suoi margini, i sentieri tra gli alberi, la passerella nelle mangrovie, la baia di Chwaka e, nei dintorni, il centro delle farfalle vicino al villaggio di Pete. Periodo più piacevole: le stagioni asciutte, da giugno a ottobre e tra dicembre e febbraio; meglio la mattina presto o il tardo pomeriggio.
Il colobo rosso di Zanzibar (Piliocolobus kirkii, detto anche colobo rosso di Kirk dal nome del naturalista britannico John Kirk) è una scimmia endemica di Unguja, classificata come specie in pericolo dalla IUCN. Ha il dorso e la coda rossicci e il viso scuro, e vive in gruppi di qualche decina di individui. Le stime parlano di poche migliaia di esemplari, circa la metà dei quali fuori dalle aree protette. Si nutre soprattutto di foglie giovani, germogli, fiori e frutti acerbi, evita la frutta matura e a volte mangia perfino carbone, forse per neutralizzare le sostanze tossiche di alcune foglie.
Gli abitanti dell'isola lo chiamano kima punju, che in swahili significa più o meno "scimmia velenosa", per il forte odore che emana. In passato era perseguitato dagli agricoltori, che lo accusavano di danneggiare gli alberi; dalla metà degli anni Novanta è diventato il simbolo della conservazione a Zanzibar, e una parte degli introiti dei biglietti del parco ha finanziato scuole e ambulatori dei villaggi vicini.
I colobi di Jozani sono abituati alla presenza delle persone e spesso si lasciano vedere a pochi metri, ma restano animali selvatici. Le regole del parco chiedono di non toccarli e di non dare loro da mangiare, di restare sui sentieri e di seguire le indicazioni dei ranger; le guide raccomandano di stare ad almeno 3 metri di distanza per la sicurezza sia dei visitatori sia delle scimmie. Parlate a bassa voce, non inseguite i gruppi, non lasciate rifiuti e rinunciate al flash: un binocolo o un teleobiettivo bastano. Le ore migliori sono la mattina presto e il tardo pomeriggio.
La visita comincia di solito nella parte di foresta vicina all'ingresso, lungo sentieri segnati e pianeggianti: il parco non supera i 50 metri di quota. I percorsi vanno da una passeggiata di circa un'ora a camminate più lunghe di mezza giornata. La foresta di Jozani è in gran parte una foresta di falda, che cresce dove l'acqua sotterranea affiora vicino alla superficie, più umida e verde della boscaglia corallina che copre gran parte dell'isola; nella stagione delle piogge i sentieri possono diventare fangosi.
La seconda parte della visita è la passerella nelle mangrovie, un camminamento di legno sopraelevato che attraversa una fitta foresta di mangrovie sopra l'acqua salmastra. Di solito si raggiunge con un breve tragitto in auto dalla zona della foresta. Si cammina tra le radici aeree intrecciate, mentre la guida spiega il ruolo delle mangrovie nel proteggere la costa e nel fare da nursery per pesci e uccelli. Conviene camminare in silenzio, meglio la mattina presto o nel tardo pomeriggio, quando ci sono meno visitatori.
Il parco si estende verso nord-est fino alla baia di Chwaka, un'ampia insenatura poco profonda della costa orientale, chiusa a est dalla penisola di Michamvi. Le sue praterie di fanerogame marine, orlate di mangrovie, sono zone di riproduzione per molti pesci e per gli uccelli acquatici: tra le specie segnalate ci sono il droma, i corrieri e la sterna di Saunders. La baia è stata proposta come sito Ramsar per la tutela delle zone umide.
Oltre ai colobi rossi, a Jozani vive la scimmia di Sykes di Zanzibar, una sottospecie della scimmia blu, più timida. Nella foresta ci sono anche galagoni (i bushbabies, attivi soprattutto verso sera), l'iraco arboricolo, toporagni elefante e piccole antilopi come il cefalofo di Aders e il suni; il cefalofo di Aders e la genetta servalina di Zanzibar sono considerati in pericolo. Il parco ospita inoltre decine di specie di uccelli e oltre cinquanta specie di farfalle. Il leopardo di Zanzibar non è più stato documentato con certezza da molti anni, anche se alcuni abitanti sostengono che sopravviva. Vicino al villaggio di Pete, un centro delle farfalle nato nel 1998 come progetto comunitario coinvolge soprattutto donne dei villaggi, che allevano le crisalidi.
La visita si fa con le guide del parco: all'ingresso si paga il biglietto, che comprende l'accompagnamento di una guida, e si fanno i due percorsi della foresta e delle mangrovie. Il prezzo del biglietto è cambiato nel tempo: verificatelo prima di partire. Il parco è aperto tutti i giorni, indicativamente dalla mattina presto al tardo pomeriggio, ma anche gli orari vanno controllati. Molti arrivano con un'escursione organizzata, spesso abbinata al tour delle spezie; chi è in auto o in taxi prende la guida all'ingresso.
Si arriva a Zanzibar in aereo all'aeroporto internazionale Abeid Amani Karume, vicino a Stone Town, oppure in traghetto da Dar es Salaam. Da Stone Town il parco si raggiunge in circa un'ora d'auto, percorrendo la strada principale verso la costa orientale e Paje; l'ingresso si trova lungo questa strada, non lontano dal villaggio di Pete. Dal nord dell'isola, da Nungwi o Kendwa, il viaggio è più lungo e conviene un'escursione di giornata.
Il modo più comodo è un taxi o un'auto con autista, concordando il prezzo in anticipo e chiedendo di aspettare durante la visita, anche perché la passerella nelle mangrovie si raggiunge con un breve tragitto in auto. Si può anche noleggiare un'auto; a Zanzibar si guida a sinistra. Chi ha un budget ridotto può usare i dala-dala, i minibus locali diretti verso il sud-est, economici ma lenti e affollati.
Il parco si può visitare tutto l'anno. I periodi più piacevoli sono le stagioni asciutte, da giugno a ottobre, più fresca e meno umida, e tra dicembre e febbraio, più calda; per idee sui viaggi in questi mesi vedete dove andare a luglio e dove andare a gennaio. Durante le piogge lunghe, tra marzo e maggio, e in parte con le piogge brevi di novembre, i sentieri della foresta possono essere fangosi e le zanzare più numerose.