Aggiornato a ottobre 2026
Il tour delle spezie è l'escursione più classica di Zanzibar dopo le spiagge: una mezza giornata nelle aziende agricole dell'interno di Unguja, l'isola principale dell'arcipelago, a breve distanza da Stone Town. Si cammina tra alberi di chiodi di garofano, cannella e noce moscata, si annusano e si assaggiano foglie, cortecce e semi, e si scopre da quali piante vengono spezie che conosciamo solo in barattolo. È un'uscita adatta a tutti, anche alle famiglie con bambini.
Dietro la visita c'è anche una storia importante. Nell'Ottocento Zanzibar e la vicina Pemba divennero i maggiori produttori di chiodi di garofano al mondo, e su questo commercio si costruirono la ricchezza del sultanato di Oman e la stessa Stone Town. Per questo l'arcipelago è ancora chiamato "l'isola delle spezie".
Ideale per: chi vuole una mezza giornata lontano dal mare, famiglie, appassionati di cucina e di storia. Da vedere: le piantagioni di chiodi di garofano, cannella, noce moscata, vaniglia e pepe, la frutta tropicale, i bagni persiani di Kidichi. Periodo più piacevole: la stagione secca, indicativamente da giugno a ottobre, e i mesi tra dicembre e febbraio; meglio la mattina, prima del caldo.
Il chiodo di garofano viene dalle Molucche, in Indonesia, dove per secoli gli olandesi ne difesero il monopolio. Nel Settecento i francesi portarono piantine nelle loro isole dell'Oceano Indiano, le attuali Mauritius e La Riunione, e da lì le piante raggiunsero l'Africa orientale all'inizio dell'Ottocento. Chi abbia avviato le prime piantagioni di Zanzibar non è certo: la tradizione lo attribuisce a un mercante arabo dell'isola.
Il vero sviluppo arrivò con Said bin Sultan, sovrano di Mascate e Oman dal 1806 al 1856. Dal 1828 il sultano soggiornò sempre più a lungo a Zanzibar, che divenne la sua residenza e il centro commerciale del regno. Impose ai proprietari terrieri arabi di piantare alberi di chiodi di garofano e fece di Unguja e Pemba i maggiori produttori mondiali. Alla sua morte i figli si divisero il regno e Zanzibar divenne un sultanato a sé.
Le piantagioni di chiodi di garofano e di cocco si reggevano sul lavoro degli schiavi, portati dalla terraferma africana per diserbare, raccogliere, seccare e pulire i boccioli. Il mercato degli schiavi di Stone Town fu chiuso nel 1873, dopo un trattato imposto dai britannici, e la schiavitù fu abolita per legge nel 1897. A Stone Town un memoriale ricorda il luogo dell'antico mercato.
Il chiodo di garofano resta la principale coltura d'esportazione dell'arcipelago, anche se oggi i maggiori produttori sono Indonesia e Madagascar; dopo la rivoluzione del 1964 il commercio è stato a lungo controllato da un ente statale.
Il chiodo di garofano è il bocciolo del fiore raccolto a mano quando è ancora chiuso e rosato, poi seccato al sole su stuoie. La guida fa annusare una foglia stropicciata, che ha già il profumo della spezia, e ne racconta gli usi in cucina e nella medicina tradizionale.
La cannella è la corteccia interna di un albero: la guida ne stacca un pezzetto da assaggiare. La noce moscata cresce dentro un frutto simile a un'albicocca: aperto, mostra il seme avvolto da una rete rosso vivo, il macis, anch'essa una spezia. Il pepe è una liana rampicante: dalla stessa pianta, con lavorazioni diverse, si ottengono pepe verde, nero e bianco.
La vaniglia è un'orchidea rampicante: i fiori vanno impollinati a mano e i baccelli richiedono una lunga lavorazione dopo la raccolta, per questo la vaniglia vera costa cara. Il cardamomo forma i suoi baccelli alla base della pianta. Si vedono di solito anche zenzero, curcuma, citronella, cacao e l'annatto, l'"albero del rossetto".
Molte visite finiscono con un assaggio di frutta di stagione (jackfruit, rambutan, carambola, durian, ananas, mango, papaya). In diverse aziende un ragazzo si arrampica su una palma cantando per raccogliere noci di cocco fresche.
Le aziende visitabili si trovano soprattutto nella zona di Kizimbani e Kidichi, nell'interno a breve distanza da Stone Town, e intorno al villaggio di Dole. A Kizimbani c'è anche una piantagione governativa di ricerca sulle spezie. Più che grandi piantagioni sono orti dimostrativi, con le piante raccolte lungo un percorso a piedi. La visita occupa in genere mezza giornata, di solito la mattina, con il passaggio dall'albergo.
Si può partecipare a un tour di gruppo, prenotare un'uscita privata o scegliere una formula più lunga con pranzo swahili o lezione di cucina: per i piatti dell'isola c'è la guida alla cucina di Zanzibar. Durante il percorso è normale ricevere cestini o anelli intrecciati con foglie di palma: sono un omaggio che sottintende una mancia.
Nel villaggio di Kidichi si trovano i bagni persiani fatti costruire intorno al 1850 da Said bin Sultan, secondo la tradizione per la moglie persiana Shehrazad. Si chiamano persiani perché furono progettati da architetti persiani legati a Shiraz: l'edificio ha stanze coperte da cupole, muri spessi e decorazioni in stucco con iscrizioni. Non sono in perfette condizioni: è una sosta breve, interessante soprattutto per la storia. Poco lontano ci sono i bagni di Kizimbani, più semplici; a Stone Town si visitano invece i bagni pubblici di Hamamni, voluti più tardi dal sultano Barghash.
Zanzibar si raggiunge in aereo, con l'aeroporto internazionale Abeid Amani Karume vicino a Zanzibar City, oppure in traghetto veloce da Dar es Salaam, sulla costa della Tanzania continentale. Le aziende delle spezie sono a breve distanza in auto da Stone Town; conviene prenotare con un giorno di anticipo tramite l'albergo o un'agenzia locale autorizzata.
Il modo più semplice è il tour con trasferimento incluso. In alternativa c'è il taxi da Stone Town, concordando prima prezzo e attesa. Chi alloggia sulle coste nord ed est deve mettere in conto un trasferimento più lungo e spesso un supplemento.
Il tour si fa tutto l'anno. I mesi più comodi sono quelli della stagione secca, indicativamente da giugno a ottobre (vedi dove andare a luglio) e il periodo più caldo e asciutto tra dicembre e febbraio. Durante le piogge lunghe, indicativamente tra marzo e maggio, i sentieri sono fangosi ma le piante rigogliose. Il periodo della raccolta dei chiodi di garofano varia secondo le fonti e l'annata.