Aggiornato a ottobre 2026
Il Begijnhof è un cortile chiuso nel centro di Amsterdam, a pochi passi dalla piazza Spui e dalla via dello shopping Kalverstraat. Attorno a un prato con alberi si dispongono case strette e una chiesa: per secoli qui vissero le beghine, donne cattoliche che sceglievano una vita di preghiera e di lavoro in comunità senza prendere i voti di una suora.
Varcata la porta, il rumore della città si attenua di colpo. Il Begijnhof è però ancora oggi un luogo abitato: le case sono occupate da donne che vivono qui stabilmente. Per questo si visita in silenzio, rispettando le aree riservate ai residenti.
Dove: centro storico, accanto alla piazza Spui; i visitatori entrano ed escono dalla porta della Begijnensteeg, il vicolo che parte dalla piazza. Ingresso: libero. Da vedere: la Casa di legno al numero 34, una delle due case medievali in legno rimaste in città, la cappella cattolica nascosta e la Chiesa inglese. Da sapere: silenzio, niente gruppi numerosi, parte del cortile è accessibile solo ai residenti.
Il Begijnhof si trova nel centro storico di Amsterdam, nei Paesi Bassi, tra la via pedonale Kalverstraat, la piazza Spui e la strada Gedempte Begijnensloot, a circa dieci minuti a piedi da piazza Dam. Il cortile è chiuso su tutti i lati dalle case e dall'esterno quasi non si vede: come indica il sito ufficiale, i visitatori entrano ed escono dalla porta ad arco della Begijnensteeg, il vicolo sul lato nord della piazza Spui. Il nome della strada che chiude il cortile sull'altro lato, il Gedempte Begijnensloot, "fossato delle beghine interrato", ricorda il canale che un tempo separava il cortile dal resto della città.
Il movimento delle beghine nacque nel Medioevo nelle Fiandre e nei Paesi Bassi. Erano donne, spesso nubili o vedove, che vivevano in comunità dedicandosi alla preghiera, all'assistenza ai malati e al lavoro, ad esempio la tessitura. A differenza delle suore non pronunciavano voti perpetui: conservavano i propri beni e potevano lasciare la comunità, per esempio per sposarsi.
Ad Amsterdam una casa delle beghine è citata in un documento del 1346, mentre il cortile è documentato alla fine del Trecento. Con la Riforma protestante, nel 1578, la città passò ai calvinisti: le proprietà della Chiesa cattolica furono confiscate, ma il Begijnhof, che apparteneva alle beghine stesse, sopravvisse. La comunità continuò a esistere fino al Novecento: l'ultima beghina, suor Antonia, morì nel 1971.
Al numero 34 si trova Het Houten Huis, la Casa di legno: risale alla fine del Medioevo ed è tra le case più antiche di Amsterdam e una delle due sole case con facciata in legno rimaste in città. Dopo i grandi incendi del Quattrocento e del Cinquecento, infatti, le nuove costruzioni in legno furono vietate e le case vennero ricostruite in mattoni. Sul muro accanto sono murate alcune antiche pietre scolpite, provenienti da edifici demoliti, con scene bibliche.
Dopo la Riforma il culto cattolico pubblico era vietato, ma tollerato in edifici privati che non sembrassero chiese. Per questo le beghine unirono due case del cortile e vi ricavarono una chiesa nascosta (schuilkerk), dedicata ai santi Giovanni e Orsola: i lavori iniziarono nella seconda metà del Seicento, su progetto dell'architetto Philip Vingboons. Da fuori l'edificio doveva sembrare un'abitazione; la facciata attuale è dell'Ottocento. All'interno, i dipinti ricordano il Miracolo di Amsterdam, un'ostia che secondo la tradizione nel 1345 rimase intatta tra le fiamme, origine di un pellegrinaggio molto sentito in città. La cappella è ancora un luogo di culto: si visita in silenzio, fuori dagli orari delle funzioni.
L'edificio più grande del cortile è la Chiesa inglese (Engelse Kerk). Costruita nel Quattrocento come chiesa delle beghine, fu confiscata nel 1578 dalle autorità protestanti e, dopo essere rimasta inutilizzata per anni, fu concessa all'inizio del Seicento a una comunità di presbiteriani inglesi e scozzesi. Ancora oggi è la sede di una comunità protestante di lingua inglese. Alcuni pannelli del pulpito furono disegnati dal giovane Piet Mondrian.
Le case attorno al prato risalgono in gran parte al Seicento e al Settecento, con facciate in mattoni, frontoni di forme diverse e piccoli giardini sul davanti. Nel cortile si trova anche la tomba di Cornelia Arens, una beghina morta nel 1654 che chiese di non essere sepolta nella chiesa, ormai protestante, ma fuori, "nella grondaia": secondo la tradizione la sua tomba viene ancora ornata di fiori il 2 maggio. Nel cortile c'è anche una statua che raffigura una beghina, e su molte case si notano pietre e formelle decorate.
Il giro è breve e segue un ordine semplice. Dalla porta ad arco della Begijnensteeg si entra nel cortile principale, con il prato dove un tempo si stendeva la biancheria a sbiancare al sole. Proseguendo si incontrano l'ingresso della cappella nascosta e la Chiesa inglese; girando a sinistra si raggiunge la Casa di legno al numero 34, con accanto le pietre scolpite, e di fronte si apre un cortile più piccolo. Si esce dalla stessa porta da cui si è entrati.
Dopo la ristrutturazione degli anni Settanta il cortile ospita circa un centinaio di donne sole, che vivono nelle case gestite da una fondazione. È un luogo privato aperto al pubblico per gentile concessione: negli anni, a causa del numero crescente di turisti, le aree accessibili ai visitatori sono state ridotte e la parte nord del cortile è riservata ai residenti e ai loro ospiti. I gruppi numerosi e le visite guidate sono scoraggiati.
Il Begijnhof si trova a circa dieci minuti a piedi da piazza Dam, lungo la Kalverstraat. La porta d'ingresso per i visitatori è sul lato nord della piazza Spui.
No, l'ingresso al cortile è libero. Il Begijnhof è però un luogo privato e abitato, aperto al pubblico solo in alcuni orari, che possono cambiare: verificali prima di andare.
Per i visitatori l'ingresso, che è anche l'uscita, è la porta ad arco della Begijnensteeg, il vicolo sul lato nord della piazza Spui, a pochi passi dalla Kalverstraat, come indica il sito ufficiale del Begijnhof.
La Casa di legno al numero 34, una delle due case medievali in legno rimaste ad Amsterdam, la cappella cattolica nascosta dei santi Giovanni e Orsola, la Chiesa inglese e le case del Seicento e del Settecento attorno al prato.
Le case sono abitate da circa un centinaio di donne sole, in alloggi gestiti da una fondazione. L'ultima beghina morì nel 1971. Per questo si visita in silenzio e parte del cortile è riservata ai residenti.
Una ventina di minuti. Conviene abbinarlo a piazza Dam, al Palazzo Reale e al mercato dei fiori sul Singel, tutti a breve distanza a piedi.