Aggiornato a ottobre 2026
Gli Aghi di Bavella (in francese Aiguilles de Bavella) sono un gruppo di guglie di granito rosso e grigio nel sud della Corsica, tra la costa orientale di Solenzara e i villaggi di Zonza e Quenza. La strada che li attraversa sale fino al colle di Bavella, a 1.218 metri, tra foreste di pini laricio e pareti di roccia. Tutto intorno si stende l'Alta Rocca, la regione di montagna alle spalle di Porto-Vecchio e di Sartène, dentro il Parco Naturale Regionale della Corsica.
L'Alta Rocca è una terra di villaggi di granito costruiti sui crinali, di castagneti e di siti preistorici. È dominata da tre massicci: Bavella, la foresta dell'Ospedale e l'altopiano del Coscione. In un giorno si vedono il colle e un paio di villaggi; per camminare e visitare con calma servono almeno due o tre giorni.
Da non perdere: il colle di Bavella con la statua di Notre-Dame des Neiges, la passeggiata al Trou de la Bombe, le piscine naturali della Purcaraccia e del Cavu, il museo dell'Alta Rocca a Levie con la «Dama di Bonifacio», il sito dell'età del Bronzo di Cucuruzzu e il castello di Capula, i villaggi di Zonza, Quenza e Sainte-Lucie-de-Tallano. Periodo migliore: giugno e settembre. Attenzione: in stagione il parcheggio al colle è a pagamento e i massicci possono essere chiusi nei giorni di rischio incendi.
Il colle di Bavella (Foci di Bavedda in corso) è uno dei quattro grandi colli della Corsica, insieme a Vergio, Vizzavona e Verde, ed è il più meridionale. Dal piazzale si vedono le guglie, i grandi muri di roccia e i pini piegati dal vento. Le guglie centrali sono le «sette torri di Asinau»; la più alta è la Punta Alta, a 1.857 metri. Tra queste, solo la Punta di a Vacca è raggiungibile da un escursionista senza attrezzatura da arrampicata. Le cime più alte del massiccio arrivano a 1.899 metri; il Monte Incudine, la vetta più alta della zona, arriva a 2.134 metri.
Al colle c'è un piccolo nucleo di case chiamato anche «villaggio di Bavella», con qualche ristorante e alloggio, e un punto informazioni. Di qui passa il GR20: il percorso principale scende dal Monte Incudine lungo la valle del Rizzanese, ai piedi degli aghi, mentre una variante alpina, riservata a escursionisti esperti, attraversa le guglie passando per la Bocca di u Pargulu.
Sul grande piazzale del colle, a pochi metri dalla strada, c'è la statua di Notre-Dame des Neiges (Madonna della Neve), posta in cima a un cumulo di pietre.
Il Trou de la Bombe (in corso Tafonu di Cumpuleddu) è un grande foro naturale aperto nella cresta di roccia dall'erosione: un tafonu, come i corsi chiamano le cavità tipiche del granito dell'isola. Il sentiero, con segni rossi, parte dal colle salendo tra i pini dietro il punto informazioni. Secondo l'ufficio del turismo dell'Alta Rocca il giro è di circa 5,7 km, andata e ritorno, con circa 2 ore di cammino e un dislivello modesto, quasi tutto nella foresta di pini laricio. L'ultimo tratto, verso la base del foro, è su roccia e richiede prudenza: è vietato arrampicarsi dentro il buco per il rischio di cadute.
La Purcaraccia è un torrente del massiccio di Bavella, affluente della Solenzara, che scorre in una serie di vasche e cascate scavate nel granito. È una delle discese di canyoning più famose della Corsica. Il sentiero parte lungo la strada che sale da Solenzara, al primo grande tornante dopo il colle di Larone; il percorso ha due passaggi delicati, soprattutto per i bambini, e attraversa due volte il torrente. L'acqua è molto fredda anche d'estate. Le cascate più spettacolari si scendono solo con il canyoning: affidati a una guida qualificata, perché un temporale in montagna può gonfiare il torrente in poco tempo.
Dalla costa orientale la strada D268 risale la valle della Solenzara, supera il colle di Larone e arriva al colle di Bavella, per poi scendere verso Zonza. È una delle strade più belle dell'isola e anche una delle più impegnative: dal versante est è considerata la salita più dura della Corsica, con lunghi tratti in forte pendenza. È stretta e piena di curve, con ciclisti e animali liberi: calcola tempi lunghi.
Zonza è uno dei villaggi più conosciuti dell'Alta Rocca, sulla strada tra Bavella e Levie. Vicino al paese c'è l'ippodromo di Viseo, a quasi 1.000 metri di quota, che si presenta come il più alto d'Europa e funziona solo d'estate. In paese c'è anche il Museo della Resistenza, fondato nel 2011, l'unico dell'isola dedicato interamente alla Seconda guerra mondiale: racconta gli anni dal 1938 al 1943, fino alla liberazione della Corsica nel settembre 1943.
Quenza è un villaggio di montagna con un territorio che va dal Coscione fino agli aghi di Bavella, ben visibili dal paese. Appena fuori dall'abitato c'è la cappella romanica di Santa Maria Assunta, detta «la cappella dell'anno Mille», probabilmente del X-XI secolo; al centro c'è la chiesa parrocchiale di San Giorgio.
Levie (Livia) è il capoluogo storico dell'Alta Rocca. Ospita il museo dell'Alta Rocca, riconosciuto «Musée de France», che racconta oltre diecimila anni di presenza umana nella zona: dal Mesolitico al Neolitico, dall'età del Bronzo e del Ferro al Medioevo, fino al periodo genovese e alla vita rurale. Tra gli oggetti più importanti ci sono una statua-menhir dell'età del Bronzo e un Cristo d'avorio del Cinquecento.
Il pezzo più noto è lo scheletro della «Dama di Bonifacio», considerata la donna più antica conosciuta in Corsica. Fu scoperto nel 1972 dagli archeologi François de Lanfranchi e Michel-Claude Weiss nel riparo di Araguina-Sennola, vicino a Bonifacio, ed è datato al Mesolitico, circa novemila anni fa. Orari e periodi di apertura cambiano tra estate e inverno: controllali prima. A fine agosto o inizio settembre il paese ospita le Médiévales de Levie, una festa medievale.
Sull'altopiano di Levie, in un bosco mediterraneo, si visitano due siti archeologici collegati da un sentiero. Il castellu di Cucuruzzu è uno dei siti più importanti dell'età del Bronzo dell'Alta Rocca: un villaggio fortificato costruito tra i massi di granito, abitato dal Bronzo medio fino all'età del Ferro. Poco più in alto, il castello di Capula è un sito medievale costruito sui resti di un insediamento più antico; secondo la tradizione fu fondato nel IX secolo. Accanto c'è la cappella di San Lorenzo.
La visita, a pagamento per gli adulti, è aperta di solito da marzo a settembre, con audioguide; il giro è di circa 2,5 km, facile ma con rocce scivolose. Conviene abbinarla al museo di Levie. D'estate l'accesso può essere limitato nei giorni di forte rischio incendi.
Il Coscione (Cuscionu in corso) è un vasto altopiano a circa 1.500 metri, ai piedi del Monte Incudine. È un paesaggio aperto di pascoli, ovili e rifugi, con le pozzine, piccole pozze d'acqua in mezzo a prati umidi. D'estate è una meta per camminare al fresco; d'inverno, quando c'è neve, si pratica lo sci di fondo e si cammina con le ciaspole. Le strade di accesso sono strette e lente: informati sul posto sulle condizioni, soprattutto fuori stagione.
Aullène è un villaggio a circa 850 metri dell'Alta Rocca; il suo territorio arriva a nord fino al Coscione. Nella chiesa si trova un pulpito curioso: la vasca è sorretta da quattro delfini alati e la base ha la forma di un mascherone, che la tradizione collega alle incursioni dei pirati barbareschi sulla costa.
Sainte-Lucie-de-Tallano è uno dei villaggi più caratteristici dell'Alta Rocca, nel versante verso Sartène. Si visitano l'antica chiesa di San Giovanni, del XII secolo, la chiesa dell'ex convento di San Francesco e la casa fortificata Giacomoni. Nel centro c'è un ecomuseo in un vecchio frantoio, che spiega come si faceva l'olio con le macine di pietra; il paese è legato all'olio d'oliva e alla festa dell'olio nuovo. Nell'Alta Rocca si trovano anche i bagni termali all'aperto di Caldane, con acqua calda di una sorgente sulfurea.
Chi ama l'arte romanica può proseguire fino a Carbini, con la chiesa di San Giovanni Battista, del XII secolo, uno degli esempi di romanico pisano dell'isola. Più a ovest si arriva a Sartène e Filitosa.
Il Cavu nasce nella foresta dell'Ospedale, attraversa i comuni di Zonza e Conca e passa per Sainte-Lucie-de-Porto-Vecchio prima di arrivare al mare. La sua valle è famosa per le piscine naturali tra i massi di granito, con un sentiero lungo il fiume fino al ponte di Marionu. È a poca distanza dalle spiagge di Porto-Vecchio e d'estate è molto frequentata. Non tuffarti senza conoscere il fondo ed evita le vasche dopo i temporali.
Oltre al Trou de la Bombe, l'ufficio del turismo dell'Alta Rocca segnala molti sentieri di diversa difficoltà: il percorso di Cucuruzzu e Capula, il giro da Zonza a Quenza e le tappe del Mare a Mare Sud, che attraversa la regione passando per Levie, Serra-di-Scopamène e Sainte-Lucie-de-Tallano. Schede sul sito dell'ufficio del turismo dell'Alta Rocca. Per i trekking di più giorni leggi la guida al Monte Cinto e al GR20.
L'Alta Rocca è terra di allevamento e di castagne: salumi di maiale nostrano, formaggi di pecora e di capra, il brocciu, piatti con la farina di castagne, miele e olio d'oliva della zona di Tallano. Per conoscere i piatti tipici leggi la guida alla cucina corsa.
In auto: l'auto è indispensabile. Si arriva da Porto-Vecchio (circa un'ora fino a Zonza secondo l'ufficio del turismo), dalla costa orientale per Solenzara e il colle di Bavella, oppure da Propriano e Sartène risalendo la valle del Rizzanese. L'aeroporto più vicino è quello di Figari. Per il viaggio dall'Italia leggi la guida della Corsica; per un giro completo leggi Corsica in auto: cinque itinerari.
In autobus: le linee regionali sono poche; verifica orari e stagionalità prima di partire.
Le distanze sono brevi ma le strade sono lente, strette e piene di curve. Al colle di Bavella, nei mesi estivi, il traffico e i parcheggi pieni rallentano molto: arriva presto la mattina.
I mesi migliori sono giugno e settembre: giornate lunghe, temperature piacevoli in quota e meno gente. A maggio si cammina bene, ma l'acqua dei torrenti è ancora fredda. Luglio e agosto sono i mesi delle piscine naturali, ma anche della folla, del caldo nelle valli e del rischio incendi. D'inverno il colle può essere innevato.