Aggiornato a ottobre 2026
Porto-Vecchio (in corso Portivechju) si trova sulla costa sud-orientale della Corsica, in fondo a un golfo profondo e riparato. È la capitale balneare dell'isola: intorno alla città ci sono alcune delle spiagge più famose del Mediterraneo, come Palombaggia e Santa Giulia. Il centro storico è una piccola città fortificata dai Genovesi nel Cinquecento, costruita su un rilievo sopra il porto e le antiche saline.
Alle spalle della costa salgono le montagne dell'Ospedale, con una foresta di pini e una delle cascate più conosciute della Corsica. Sulle colline vicine si visitano i resti della civiltà preistorica dei «torreani». Porto-Vecchio è anche una buona base per raggiungere Bonifacio e le guglie di Bavella.
Da non perdere: la città alta con la porta genovese e il bastione di Francia, le spiagge di Palombaggia, Santa Giulia e Rondinara, la costa nord con San Ciprianu, Cala Rossa e Pinarellu, la vista sulle isole Cerbicale, la foresta dell'Ospedale con la cascata della Piscia di Gallu e il castellu d'Araghju. Periodo migliore: giugno e settembre. In luglio e agosto i parcheggi delle spiagge si riempiono presto.
La città moderna nacque nel 1539, quando il Banco di San Giorgio, la potente istituzione finanziaria che governava la Corsica per conto della Repubblica di Genova, decise di fondare una colonia fortificata per valorizzare la pianura e difendere la costa dai corsari barbareschi. La fortezza fu costruita negli anni successivi. I primi coloni morirono in gran parte di malaria, diffusa dalle paludi intorno, e la città fu più volte abbandonata e ripopolata. Nel Seicento arrivarono famiglie dei villaggi di montagna, soprattutto da Quenza, che d'estate risalivano verso l'interno per sfuggire alla malattia. La malaria fu vinta solo dopo la Seconda guerra mondiale.
La città alta conserva la cinta con cinque bastioni e la Porta genovese, che si apre verso il porto. Poiché la città rimase a lungo poco abitata, le fortificazioni non furono rimodernate e mantengono l'aspetto del Cinquecento; dal 2019 sono tutelate come monumento storico. Il bastione più noto è il bastione di Francia, chiamato così dopo il passaggio dell'isola alla Francia nel 1768: dalla sua terrazza si vedono il golfo e le saline. Dentro le mura ci sono vicoli con negozi e locali, una piazza centrale e la chiesa di San Giovanni Battista. La sera d'estate è il posto più animato della città.
Ai piedi della città alta, verso il fondo del golfo, si stendono le saline. Furono attive dal Settecento e per molto tempo furono le uniche della Corsica; hanno chiuso all'inizio del Duemila, ma Porto-Vecchio è ancora chiamata «la città del sale». Le vasche si vedono dalla strada che scende al porto e dai bastioni. Intorno si trovano zone umide con eucalipti e querce da sughero.
Già in epoca antica qui c'era un porto, forse quello che i Romani chiamavano Portus Syracusanus; il nome «porto vecchio» potrebbe ricordarlo. Oggi sotto la città alta ci sono il porto turistico, con molte barche a vela e a motore, e il porto commerciale con la stazione marittima, dove arrivano i traghetti. Dalla marina partono in stagione gite in barca lungo la costa e verso Bonifacio.
Palombaggia, a sud della città, è la spiaggia simbolo di Porto-Vecchio: sabbia bianca, acqua turchese, una fila di pini alle spalle e scogli di roccia rossa che dividono la riva in tratti diversi. Davanti si vedono le isole Cerbicale. Il Conservatoire du littoral, l'ente pubblico francese che tutela le coste, protegge una parte del sito. Il posto di salvataggio si trova all'estremità sud, all'inizio del sentiero della Casa di Lume; i servizi igienici pubblici sono vicino al parcheggio I Pini, all'estremità nord. A sud si raggiunge la piccola spiaggia di Tamaricciu.
Parcheggi: si arriva da una strada stretta, con parcheggi lungo il percorso che in luglio e agosto si riempiono già al mattino; la sosta fuori dagli spazi consentiti è vietata. Le regole, le tariffe e le eventuali navette cambiano da un anno all'altro: verificale prima di partire sul sito dell'ufficio del turismo di Porto-Vecchio o del Comune.
Più a sud, Santa Giulia chiude una baia ampia e poco profonda, una specie di laguna di acqua calma con lunghe distese di sabbia bianca e fine. È adatta alle famiglie e agli sport d'acqua: ha una delle basi nautiche più attrezzate della zona. In alta stagione c'è un posto di salvataggio. Come Palombaggia, ha un percorso adatto alle sedie a rotelle e una sedia anfibia per entrare in acqua.
La baia di Rondinara, già nel territorio di Bonifacio, si trova a metà strada tra le due città. Due punte di terra quasi si toccano e chiudono una conca rotonda di acqua bassa e turchese. Si raggiunge lasciando la strada principale e percorrendo circa 7 km di strada stretta e tortuosa. La spiaggia fa parte della riserva naturale delle Bocche di Bonifacio: è una spiaggia senza fumo, i rifiuti vanno riportati via e bisogna rispettare la segnaletica. Il parcheggio vicino alla spiaggia è a pagamento in estate e non è custodito: tariffe e periodi cambiano ogni anno, verificali prima.
A nord di Porto-Vecchio, nel comune di Lecci (I Licci), il golfo di San Ciprianu ha una lunga spiaggia di sabbia chiara, dominata da una torre genovese che un tempo sorvegliava l'ingresso del golfo. Nello stesso comune, verso la punta che chiude a nord il golfo di Porto-Vecchio, si trova Cala Rossa. Sono spiagge di solito un po' meno affollate di quelle del sud.
Ancora più a nord, nel comune di Zonza, il piccolo porto di Pinarellu (Pinareddu) si affaccia su un golfo con una spiaggia di sabbia bianca bordata da una pineta. Di fronte c'è un isolotto con una torre genovese a pianta quadrata, costruita verso la fine del Cinquecento contro le incursioni dei pirati e oggi di proprietà del Conservatoire du littoral.
Al largo di Palombaggia si vedono le isole Cerbicale, un piccolo arcipelago di isolotti granitici. Dal 1981 sono una riserva naturale, oggi gestita dall'Office de l'environnement de la Corse; la parte di mare è compresa nella riserva naturale delle Bocche di Bonifacio. Sono un luogo importante per la nidificazione degli uccelli marini, come il marangone dal ciuffo, la berta maggiore e il gabbiano corso. Sulle isole della riserva sono vietati lo sbarco, la pesca e la caccia: si possono vedere solo dal mare, rispettando le regole della riserva. Dal 2026 nella riserva delle Bocche di Bonifacio anche la pesca sportiva in mare richiede una dichiarazione: informati sul sito dell'Office de l'environnement.
Dalla città la strada sale verso il villaggio dell'Ospedale e la foresta omonima, una distesa di pini sulle montagne alle spalle del golfo. Nel cuore della foresta c'è il lago dell'Ospedale, un bacino artificiale creato con una diga alla fine degli anni Settanta per dare acqua potabile a Porto-Vecchio. La stessa strada prosegue verso Zonza e Bavella.
A qualche chilometro dal lago parte il sentiero per la Piscia di Gallu (in francese Piscia di Gallo), una cascata in fondo alla valle dell'Oso. Dal parcheggio si attraversa un guado e si cammina nel bosco fino a un belvedere. La discesa verso la base della cascata è ripida e scivolosa e oltre il punto segnalato si procede a proprio rischio: servono scarpe adatte. D'estate, nei giorni di forte rischio incendi, l'accesso ai massicci forestali può essere vietato o limitato.
Le colline intorno a Porto-Vecchio sono ricche di siti dell'età del Bronzo. A nord della città il sito di Torre ha dato il nome alla civiltà torreana, una cultura preistorica del sud della Corsica nota per le sue torri di pietra, simili ai nuraghi della Sardegna, e per i castelli, villaggi fortificati con mura, torre e capanne.
Il più conosciuto è il castellu d'Araghju, nel comune di San-Gavino-di-Carbini, su uno sperone di roccia sopra il golfo. Conserva una cinta di grandi blocchi con il cammino di ronda, due ingressi, una corte interna e i resti di una torre. Fu abitato dall'età del Bronzo all'inizio dell'età del Ferro ed è monumento storico dal 1974. Per altri siti preistorici leggi la guida a Sartène e Filitosa.
Bonifacio, con la città alta sulle falesie bianche, le grotte marine e le isole Lavezzi, si raggiunge in auto o, in stagione, in barca dalla marina. Verso l'interno, le guglie di Bavella sono una delle escursioni più belle dell'isola.
Sulla costa si mangia pesce; dall'interno arrivano salumi, brocciu, miele e castagne. Leggi la guida alla cucina corsa.
In aereo: l'aeroporto più vicino è Figari-Sud Corse, a circa 25 km a sud-ovest della città, tra Porto-Vecchio e Bonifacio. Ha voli soprattutto dalla Francia continentale; i collegamenti con altri paesi sono stagionali e cambiano ogni anno: verificali prima.
In traghetto: Porto-Vecchio ha un porto commerciale. La compagnia La Méridionale collega Porto-Vecchio con Marsiglia; in alcune stagioni ci sono anche traghetti da altri porti francesi e italiani, come Savona e Piombino, e dalla Sardegna. Molti viaggiatori arrivano invece a Bastia o, dalla Sardegna, a Bonifacio da Santa Teresa Gallura, e proseguono in auto. Linee e orari cambiano ogni anno: verificali prima di partire e prenota con anticipo in estate.
In auto: da Bastia si scende lungo la strada della costa orientale.
Per le spiagge, l'Ospedale e i siti preistorici serve l'auto. In città il Comune gestisce le navette elettriche gratuite A Citadina, che collegano i parcheggi, il centro, il porto e Quatre-Chemins, con una linea in più d'estate; i parcheggi del centro sono a pagamento. Per salire alla città alta conviene lasciare l'auto e camminare.
I mesi migliori sono giugno e settembre: mare caldo, meno folla e parcheggi più facili. In maggio l'acqua è ancora fresca, ma è un buon momento per camminare all'Ospedale e visitare i siti preistorici. Luglio e agosto sono i mesi più affollati e cari; il vento può rendere il mare mosso in alcune spiagge.