Aggiornato a ottobre 2026
Sulawesi, l'antica Celebes, è una delle grandi isole dell'Indonesia, tra il Borneo e le Molucche. Ha una forma strana, con quattro lunghe penisole che si allungano nel mare, e un interno di montagne e foreste che per secoli ha tenuto separati popoli molto diversi: i Bugis e i Makassaresi, navigatori e commercianti del sud, i Toraja degli altopiani, i Minahasa del nord.
È un'isola per chi viaggia con calma e accetta spostamenti lunghi. In cambio offre una delle culture tradizionali più vive del Paese, quella di Tana Toraja, e alcuni dei mari più ricchi di vita del mondo, da Bunaken alle isole Togean fino all'arcipelago di Wakatobi. Alcune aree dell'isola richiedono però prudenza: le trovate segnalate più sotto.
Ideale per: cultura tradizionale, trekking tra villaggi e risaie, immersioni e snorkeling, natura. Da non perdere: i villaggi e le tombe di Tana Toraja, Fort Rotterdam e il porto dei velieri a Makassar, le barriere coralline di Bunaken, i tarsi della riserva di Tangkoko, le isole Togean e Wakatobi per chi ama il mare remoto. Tempo consigliato: almeno due settimane per due zone dell'isola; con meno tempo meglio sceglierne una sola. Periodo migliore: in generale la stagione secca, con differenze da zona a zona. Da sapere: le distanze sono grandi e le strade lente, conviene usare i voli interni.
Sugli altopiani del sud, attorno alle cittadine di Rantepao e Makale, vive il popolo Toraja. Il simbolo della regione è la tongkonan, la casa ancestrale di legno su palafitte con il grande tetto curvo che ricorda lo scafo di una nave. Le facciate sono intagliate e dipinte di rosso, nero, bianco e giallo, e davanti alle case più importanti sono appese file di corna di bufalo, segno del prestigio della famiglia. Di fronte a ogni tongkonan ci sono i granai, più piccoli ma con la stessa forma. Gli insediamenti tradizionali di Tana Toraja sono nella lista propositiva UNESCO, cioè tra i siti candidati a diventare patrimonio dell'umanità.
Il villaggio più visitato è Kete Kesu, vicino a Rantepao, con una fila di tongkonan e tombe antiche nella roccia alle spalle. Il modo migliore di conoscere la regione è però camminare: i sentieri tra risaie a terrazza, boschi di bambù e villaggi, per esempio sulle pendici attorno a Batutumonga, regalano panorami bellissimi e incontri con la vita quotidiana.
Per i Toraja la morte è il passaggio più importante della vita, e le tradizioni legate ai defunti sono il cuore della loro cultura, oggi intrecciata con la fede cristiana della maggioranza della popolazione. I morti vengono sepolti in tombe scavate nelle pareti di roccia, in grotte o in tombe di famiglia. A Lemo le tombe nella falesia sono sorvegliate da file di tau tau, statue di legno che ritraggono i defunti; a Londa le grotte funerarie si visitano con una lampada, tra bare e ossa; a Kambira si vede l'albero in cui un tempo venivano sepolti i neonati; a Bori c'è un campo di menhir eretti in onore di persone importanti.
Il funerale, chiamato rambu solo, può svolgersi anche molto tempo dopo la morte, quando la famiglia ha raccolto i mezzi per una cerimonia degna: dura più giorni, riunisce centinaia di parenti e ospiti e prevede il sacrificio di bufali e maiali, la cui carne viene distribuita alla comunità. In alcune zone del nord si pratica anche il ma'nene, in cui le famiglie aprono le tombe per pulire e rivestire i resti dei propri antenati.
I visitatori sono spesso accolti, ma ricordate che si tratta di un lutto familiare, non di uno spettacolo. Andateci solo con una guida locale che conosce la famiglia, chiedete sempre il permesso prima di fotografare, vestitevi in modo sobrio e con colori scuri, portate un piccolo dono come vi indicherà la guida, sedetevi dove vi viene indicato e non intralciate i riti. Il sacrificio degli animali avviene davanti a tutti e può essere molto forte da vedere. Le cerimonie si concentrano di solito nei mesi secchi, ma le date dipendono dalle famiglie e non si possono prevedere.
Makassar, sulla costa sud-occidentale, è la città più grande di Sulawesi e la porta d'ingresso per Tana Toraja. Il monumento principale è Fort Rotterdam, il forte del regno di Gowa ricostruito dagli olandesi nel Seicento: dentro le mura si conservano gli edifici coloniali e un museo sulla storia e le culture della provincia. Al tramonto la gente si ritrova sul lungomare di Losari, mentre al porto di Paotere si vedono attraccati i velieri di legno della tradizione bugis. L'arte della costruzione delle barche pinisi, che si pratica ancora nei cantieri della costa meridionale, è patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO. Nelle vicinanze, la regione carsica di Maros, con le torri di calcare di Rammang-Rammang e le grotte con antiche pitture rupestri, merita un'escursione in giornata.
Nel nord dell'isola, davanti alla città di Manado, il parco marino di Bunaken protegge un gruppo di isole circondate da pareti di corallo che scendono a picco nel blu, frequentate da tartarughe, pesci di barriera e banchi di pesci pelagici. È una meta classica per le immersioni, ma anche lo snorkeling lungo le pareti è spettacolare. L'isola di Bunaken si raggiunge in barca da Manado; per entrare nel parco si paga un contributo, da verificare sul posto. Dall'altra parte della penisola, lo stretto di Lembeh, vicino al porto di Bitung, è famoso tra i fotografi subacquei per le immersioni su fondali sabbiosi, popolati da piccole creature rare e mimetiche. Nell'entroterra di Manado, gli altopiani dei Minahasa attorno a Tomohon e al lago di Tondano offrono un clima più fresco, vulcani e sorgenti calde.
La riserva naturale di Tangkoko, sulla costa vicino a Bitung, è uno dei posti migliori dell'Indonesia per vedere animali selvatici nella foresta. Il protagonista è il tarsio, un piccolissimo primate notturno con occhi enormi, presente in poche isole del Sud-est asiatico e qui con specie che vivono solo a Sulawesi: le guide del parco vi accompagnano al tramonto davanti agli alberi in cui i tarsi dormono, per vederli svegliarsi e uscire a caccia. Durante il giorno si incontrano spesso i gruppi di macachi neri crestati, endemici di Sulawesi, e si sentono i buceri. Visitate la riserva con una guida autorizzata, restate in silenzio e non usate il flash con i tarsi.
Nel golfo di Tomini, in mezzo all'isola, le isole Togean sono un arcipelago remoto di isole coperte di foresta, villaggi su palafitte del popolo Bajo, lagune e barriere coralline, protetto come parco nazionale. Qui si viene per il mare, lo snorkeling e le immersioni, e per staccare davvero: l'elettricità e la connessione possono essere limitate e gli alloggi sono semplici. Tra le curiosità ci sono un lago interno popolato da meduse che non pungono e il relitto di un aereo della seconda guerra mondiale. Le isole si raggiungono in traghetto o in barca, con collegamenti non quotidiani da verificare in anticipo. Le Togean si trovano nella provincia di Sulawesi centrale: leggete con attenzione la sezione sulla sicurezza qui sotto prima di scegliere l'itinerario.
All'estremità sud-orientale di Sulawesi, l'arcipelago di Wakatobi prende il nome dalle iniziali delle sue isole principali, Wangi-Wangi, Kaledupa, Tomia e Binongko. È un parco nazionale marino e una riserva della biosfera UNESCO, con barriere coralline in ottimo stato e acque molto limpide: è considerato una delle destinazioni subacquee più belle dell'Indonesia. Lontano dalle rotte del turismo di massa, vale soprattutto per chi si immerge o fa snorkeling e per chi è curioso della vita dei villaggi Bajo costruiti sul mare. Si arriva in aereo o in nave passando dalle città di Kendari o di Baubau.
La scheda di Viaggiare Sicuri sull'Indonesia, aggiornata a ottobre 2026, segnala per la provincia di Sulawesi centrale tensioni interreligiose e intercomunali e la presenza di gruppi terroristici, raccomanda particolare attenzione a Palu, Poso e Tentena e indica scontri tra forze di sicurezza e gruppi armati nelle zone di Sigi, Parigi Moutong e Poso. È un punto importante per chi pensa all'itinerario via terra da Tana Toraja alle isole Togean, che passa proprio per Tentena e Poso: valutate l'alternativa dei voli e dei traghetti dal nord, per esempio da Gorontalo, e informatevi bene prima di partire.
Per il nord la scheda sconsiglia le escursioni in barca vicino alle acque filippine per il rischio di pirateria e segnala il rischio terrorismo; per il sud ricorda la ripresa di attività di gruppi terroristici. La minaccia è presente in tutto il Paese, con un rischio maggiore durante le grandi feste religiose. Sulawesi è inoltre una terra di terremoti, come ha ricordato il sisma con tsunami che colpì Palu nel 2018, e nel nord ci sono diversi vulcani attivi, spesso in stato di allerta: per il vulcano dell'isola di Ruang, che ha eruttato nell'aprile 2024, le autorità indicano una zona interdetta attorno al cratere. Lo stato dei vulcani si controlla sul portale ufficiale MAGMA Indonesia. Prima di partire consultate sempre la scheda aggiornata di Viaggiare Sicuri.
Makassar è famosa per le zuppe di carne, come il coto makassar e il konro di costine, e per il pesce alla griglia del lungomare; tra i dolci di strada c'è il pisang epe, banana schiacciata e grigliata con salsa di zucchero di palma. A Tana Toraja si assaggia il pa'piong, carne o pesce cotti con le verdure dentro canne di bambù, e il caffè degli altopiani, rinomato in tutta l'Indonesia. La cucina dei Minahasa, nel nord, è molto piccante e usa ingredienti che non tutti gradiscono: chiedete sempre cosa c'è nel piatto.
I due aeroporti principali sono quello di Makassar, nel sud, e quello di Manado, nel nord, collegati con Giacarta, con Bali e con altre città indonesiane. Dall'Italia non ci sono voli diretti: si arriva con uno o più scali, per esempio passando da Giacarta o da Singapore. Rotte e frequenze, compresi gli eventuali voli internazionali per Manado e Makassar, cambiano spesso: verificatele quando prenotate. Sulawesi si combina bene con un viaggio a Giava o a Bali, oppure con il mare di Raja Ampat, più a est.
Sulawesi è grande e le strade di montagna sono lente e tortuose: i voli interni sono il modo più pratico per spostarsi tra le diverse zone dell'isola. Da Makassar a Tana Toraja si va in pullman, anche notturno, o in auto con autista; esiste anche un piccolo aeroporto vicino a Makale, con voli da Makassar non sempre regolari. A Tana Toraja conviene muoversi con una guida locale e un'auto o uno scooter, e camminare tra i villaggi. Da Manado si raggiungono in barca Bunaken e in auto Tangkoko e Lembeh. Per le Togean e Wakatobi servono traghetti e navi con orari variabili, che possono saltare con il mare mosso: lasciate sempre qualche giorno di margine nel programma.
In gran parte dell'isola il periodo più asciutto va all'incirca da maggio-giugno a settembre-ottobre, ma il clima cambia molto da una zona all'altra. A Makassar e nel sud la stagione delle piogge si concentra nei mesi invernali; sugli altopiani di Tana Toraja piove spesso tutto l'anno e le serate sono fresche, e i mesi secchi sono anche quelli in cui si tengono più cerimonie. Per le immersioni nel nord e alle Togean le condizioni sono buone in molti mesi, mentre a Wakatobi il mare può essere agitato nei periodi di vento forte: chiedete conferma ai centri immersioni. Per idee sulla stagione vedete dove andare a luglio e dove andare a settembre.