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Strada Transfăgărășan: in auto tra i tornanti dei monti Făgăraș

Aggiornato a ottobre 2026

Una strada di montagna a tornanti che sale lungo un versante verde fino a un passo roccioso

La Transfăgărășan è la strada di montagna più famosa della Romania. Ufficialmente si chiama DN7C e attraversa da nord a sud i monti Făgăraș, la parte più alta dei Carpazi romeni, collegando la Transilvania, dalle parti di Sibiu, con la regione dell'Argeș, nel sud del Paese. Fu costruita negli anni Settanta, in pieno regime comunista, soprattutto per ragioni militari.

Oggi è una meta per chi viaggia in auto o in moto: una lunga serie di tornanti sale sul versante nord fino al lago glaciale di Bâlea, oltre i duemila metri, passa sotto la cresta con una galleria e scende sul versante sud tra boschi, il lago artificiale di Vidraru e la cittadella di Poenari. È una strada da percorrere con calma, fermandosi spesso: il tratto più alto è aperto solo per pochi mesi all'anno.

In breve

Da non perdere: i tornanti del versante nord, il lago di Bâlea e la cascata di Bâlea, la cittadella di Poenari, legata a Vlad l'Impalatore, la diga di Vidraru e la cittadina di Curtea de Argeș. Periodo: il tratto alpino è aperto in genere da giugno o luglio a ottobre, con date decise ogni anno. Lungo la strada vivono molti orsi: dar loro da mangiare è vietato e punito con multe.

Da sapere prima di partire
Nel 2026 il tratto alpino della Transfăgărășan, tra Bâlea Cascadă (versante di Sibiu) e Piscu Negru (versante dell'Argeș), ha riaperto il 12 giugno, con transito consentito solo di giorno, dalle 7 alle 21 (fonte: CNAIR, l'ente romeno delle strade). Nel 2025 la chiusura invernale era scattata il 20 ottobre. La strada può essere chiusa anche in piena stagione per neve, temporali o lavori. Da giugno 2026, inoltre, nell'Argeș sono attive squadre di controllo contro chi dà da mangiare agli orsi, con multe che secondo le notizie diffuse possono arrivare a 30.000 lei. Verifica prima di partire.

Cosa vedere lungo la Transfăgărășan

Il versante nord e i tornanti

Arrivando dalla Transilvania, la strada lascia la pianura dell'Olt e sale nel bosco fino a Bâlea Cascadă, dove comincia il tratto d'alta quota. Da qui la carreggiata si arrampica con una serie di tornanti stretti, scavati in una valle glaciale senza alberi: è il paesaggio che compare in quasi tutte le fotografie della Transfăgărășan. Ci sono diverse piazzole dove fermarsi per guardare la strada dall'alto, ma nei fine settimana d'estate si riempiono presto e il traffico può procedere a passo d'uomo.

La cascata di Bâlea

Poco sopra la località di Bâlea Cascadă, un sentiero nel bosco porta alla cascata di Bâlea, un salto d'acqua alto e scenografico tra le rocce, tra i più noti della Romania. La passeggiata è breve ma in salita. Sempre da Bâlea Cascadă parte una funivia che sale fino al lago di Bâlea e che funziona, salvo maltempo, anche quando la strada è chiusa: in inverno è il modo per raggiungere il lago.

Il lago di Bâlea

In cima ai tornanti si trova il lago di Bâlea (Bâlea Lac), un lago glaciale circondato da creste rocciose, a poco più di duemila metri di quota. Accanto ci sono una cappella, rifugi, bancarelle e un grande parcheggio. Dal lago partono sentieri verso le creste dei Făgăraș, tra cui quella verso il lago Capra, sull'altro lato della montagna: sono percorsi d'alta quota, da affrontare con scarpe da escursionismo, previsioni controllate e un minimo di esperienza. Subito dopo il lago, la strada entra nella galleria che passa sotto la cresta e sbuca sul versante sud.

Il versante sud e il lago di Vidraru

La discesa verso sud è più lunga e meno ripida: la strada scende tra pascoli e poi in una valle fitta di boschi, costeggiando il torrente Capra fino al lago di Vidraru, un bacino artificiale allungato tra le montagne. La diga di Vidraru, costruita negli anni Sessanta, è un'imponente diga ad arco che si attraversa in auto o a piedi, con vista sul lago da una parte e sulla gola dall'altra. Vicino alla diga si trova una statua di Prometeo, simbolo dell'energia elettrica. Sul lago si fanno giri in barca e lungo le rive ci sono punti panoramici.

La cittadella di Poenari

Poco più a valle, in cima a uno sperone roccioso sopra la valle dell'Argeș, si trovano i resti della cittadella di Poenari. È legata alla figura di Vlad III, detto l'Impalatore, il principe valacco che ha ispirato il personaggio di Dracula, e ha un legame storico più solido con lui rispetto al più famoso castello di Bran (vedi la guida a Peleș e Bran). Per arrivare in cima si sale una lunga scalinata di oltre mille gradini nel bosco: serve un po' di fiato, ma la vista ripaga. In passato l'accesso è stato limitato o regolato per la presenza di orsi nella zona: controlla le condizioni sul posto.

Curtea de Argeș

Alla fine della discesa, Curtea de Argeș è una delle prime capitali della Valacchia. Il monumento più famoso è il monastero di Curtea de Argeș, una chiesa del Cinquecento riccamente decorata all'esterno, legata alla leggenda del mastro Manole e luogo di sepoltura di alcuni re e regine di Romania. In città si visitano anche le rovine della Corte principesca, con l'antica chiesa di San Nicola. È una buona tappa per dormire prima o dopo la salita.

L'alternativa: la Transalpina

Più a ovest, la Transalpina (DN67C) attraversa i monti Parâng tra Novaci, a sud, e la zona di Sebeș, in Transilvania. È considerata la strada asfaltata più alta della Romania e, rispetto alla Transfăgărășan, ha panorami più aperti, su altopiani e pascoli d'alta quota, e di solito un po' meno traffico. Anche il suo tratto alpino è aperto solo nella bella stagione, con orari e date stabiliti dalla CNAIR ogni anno. Le due strade si possono combinare in un giro di qualche giorno da Sibiu.

Orsi: cosa fare e cosa non fare

La Transfăgărășan è uno dei luoghi della Romania dove gli orsi si avvicinano più spesso alle auto, perché negli anni si sono abituati al cibo lasciato dai turisti. Ci sono stati incidenti, anche gravi. Dare da mangiare agli orsi selvatici è vietato e le autorità fanno controlli e multano chi lo fa. Resta in macchina con i finestrini chiusi, non fermarti in mezzo alla carreggiata per fotografarli, non avvicinarti e non lasciare rifiuti o cibo nelle piazzole. Sui sentieri cammina possibilmente in gruppo e segui le indicazioni locali.

Come arrivare dall'Italia

In aereo: per il versante nord l'aeroporto più comodo è quello di Sibiu; per il versante sud si può volare a Bucarest e proseguire verso Pitești e Curtea de Argeș. In entrambi i casi conviene noleggiare un'auto. Le rotte cambiano spesso: controlla le compagnie in servizio.

In auto: dall'Italia si va attraverso Slovenia e Ungheria, o Austria e Ungheria, ed entrando in Romania da ovest: è un viaggio lungo, da dividere in più giorni. Sulle autostrade di Slovenia, Austria e Ungheria serve la vignetta e anche in Romania è obbligatorio il bollino stradale (rovinieta): verifica le regole aggiornate. Dal nord si imbocca la DN7C lasciando la strada principale tra Sibiu e Făgăraș; da sud si sale da Curtea de Argeș.

Come muoversi

La Transfăgărășan si percorre con un mezzo proprio: auto, moto o bicicletta per i più allenati. Non ci sono trasporti pubblici regolari sul tratto alpino. Con calma, fermandosi ai punti panoramici, al lago di Vidraru e a Poenari, serve una giornata intera. Chi vuole vedere tutto senza fretta può dormire sul versante sud e percorrere la strada in due giorni. Per esplorare il resto della regione leggi le guide a Brașov, Sighișoara e Viscri.

Quando andare

Il tratto alpino resta chiuso per buona parte dell'anno a causa della neve e del rischio di valanghe; l'apertura arriva in genere tra giugno e luglio e la chiusura in autunno, spesso in ottobre, con date che la CNAIR comunica ogni anno. Il periodo più sicuro è luglio-settembre. Luglio e agosto sono i mesi più affollati, soprattutto nei fine settimana: se puoi, vai in un giorno feriale e parti presto. A settembre i colori dei boschi sono belli, ma in quota fa già freddo. Anche in estate la nebbia e i temporali pomeridiani sono frequenti. Per altre idee leggi dove andare a luglio.

Dove dormire

Consigli pratici

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