Aggiornato a ottobre 2026
Rotorua è la città che più di ogni altra racconta il cuore vulcanico della Nuova Zelanda. Sorge sulla riva di un grande lago, al centro dell'Isola del Nord, e la si riconosce prima ancora di vederla: l'aria sa di zolfo, dai tombini e dai giardini escono sbuffi di vapore, nei parchi pubblici ribollono pozze di fango. Attorno alla città si susseguono valli geotermiche, laghi vulcanici e foreste, e qui la cultura maori, in particolare quella del popolo Te Arawa, è più presente e visibile che altrove.
Rotorua è anche la base ideale per esplorare tutto il centro dell'isola: verso sud il lago Taupo, nato da un'antica caldera, e i vulcani del Parco nazionale di Tongariro, patrimonio dell'umanità UNESCO, attraversati da uno dei trekking di una giornata più famosi al mondo; verso ovest le grotte di Waitomo, illuminate da migliaia di lucciole. Più a sud, all'estremità dell'isola, c'è la capitale Wellington.
Ideale per: natura vulcanica, escursionismo, cultura maori, viaggi on the road. Da non perdere: il geyser Pohutu a Te Puia, i colori di Wai-O-Tapu, la valle di Waimangu, una serata con hangi e spettacolo maori, le sequoie delle Redwoods, le Huka Falls sul fiume Waikato, il Tongariro Alpine Crossing e le lucciole di Waitomo. Tempo consigliato: almeno tre giorni tra Rotorua e Taupo, uno per Waitomo e uno per il Tongariro, più un giorno di riserva per il meteo. Periodo migliore: dalla tarda primavera all'inizio dell'autunno australe, cioè da novembre ad aprile. Da sapere: al Crossing in estate non si parcheggia all'inizio del sentiero, servono le navette.
Alla periferia sud della città, la valle geotermica di Whakarewarewa ospita Te Puia, il parco più visitato di Rotorua. Il protagonista è il Pohutu, considerato il più grande geyser attivo dell'emisfero australe, che erutta anche più volte al giorno accanto a un geyser più piccolo, il Prince of Wales Feathers. Attorno ci sono terrazze di silice, pozze di fango che gorgogliano e una casa notturna dove si possono vedere i kiwi. Te Puia ospita anche l'istituto nazionale di arti e mestieri maori, dove si vedono gli allievi al lavoro nelle scuole di intaglio e tessitura. Sull'altro lato della valle, il villaggio abitato di Whakarewarewa si visita con una guida.
In città il calore della terra si vede gratis al Kuirau Park, un parco pubblico con laghetti fumanti, pozze di fango e vasche dove immergere i piedi. Sulla riva del lago, i Government Gardens circondano il Bath House, l'elegante edificio in stile Tudor degli antichi bagni termali, sede del Museo di Rotorua. Il museo è chiuso dal 2016 per il consolidamento antisismico: i lavori sull'edificio sono finiti a settembre 2026, ma restano da allestire le esposizioni e la riapertura non ha ancora una data certa. Nel vicino villaggio maori di Ohinemutu, sul lago, la chiesa di San Faith ha una vetrata in cui Cristo, avvolto in un mantello maori, sembra camminare sulle acque: è un luogo abitato e di culto, entrate con rispetto.
A sud di Rotorua, lungo la strada per Taupo, Wai-O-Tapu (acque sacre) è l'area geotermica più fotogenica della zona. Un percorso ad anello tocca crateri fumanti, laghetti verde acido e la Champagne Pool, una grande sorgente calda dal bordo arancione da cui salgono bollicine e vapore, accanto alle incrostazioni colorate della Artist's Palette. Ogni mattina, a un orario fisso, viene provocata l'eruzione del geyser Lady Knox, che si trova poco distante dall'ingresso principale. Lungo la strada di accesso c'è anche una grande pozza di fango ribollente.
La valle di Waimangu è nata con la violenta eruzione del monte Tarawera del 10 giugno 1886, che distrusse anche le celebri Terrazze Rosa e Bianche, all'epoca una delle meraviglie dell'emisfero australe. Oggi è un ecosistema geotermico giovanissimo: si scende a piedi lungo la valle tra il lago Frying Pan, che fuma in continuazione, il cratere Inferno, con un lago azzurro che cambia livello, e ruscelli caldi, per poi tornare con una navetta o proseguire in battello sul lago Rotomahana. Sulla strada per il lago Tarawera, il villaggio sepolto di Te Wairoa racconta la stessa eruzione.
Rotorua è il posto migliore della Nuova Zelanda per avvicinarsi alla cultura maori. Le serate culturali, nei villaggi e nei parchi geotermici, cominciano di solito con il powhiri, la cerimonia di benvenuto, proseguono con canti, danze e la haka, e finiscono con l'hangi, il pasto tradizionale di carne, patate dolci e verdure cotti lentamente in un forno scavato nella terra con pietre roventi, o qui anche nel vapore delle sorgenti. Scegliete esperienze gestite da comunità maori locali, prenotate in estate e durante il powhiri seguite le indicazioni degli ospiti.
Ai margini orientali della città, la Whakarewarewa Forest, chiamata semplicemente Redwoods, è un bosco di sequoie californiane piantate all'inizio del Novecento, oggi altissime. L'accesso è libero: sentieri a piedi di ogni lunghezza e una delle reti di piste per mountain bike più apprezzate del Paese. A pagamento c'è una passerella sospesa tra i tronchi, illuminata anche di sera.
A sud di Rotorua, il lago Taupo è il più grande lago della Nuova Zelanda e riempie la caldera di un supervulcano, responsabile di alcune delle eruzioni più potenti degli ultimi millenni. La cittadina di Taupo, sulla riva nord, è il punto di partenza per crociere ed escursioni in kayak fino alle incisioni rupestri maori di Mine Bay, grandi volti scolpiti nella roccia negli anni Settanta del Novecento e raggiungibili solo dall'acqua.
Poco a nord della città il fiume Waikato, il più lungo del Paese, si infila in una gola strettissima e precipita nelle Huka Falls, una cascata non alta ma impressionante per la massa e il colore azzurro dell'acqua. Si vede gratis dalla passerella che la attraversa e dai sentieri lungo il fiume. Vicino ci sono le fumarole di Craters of the Moon.
Il Parco nazionale di Tongariro, il più antico della Nuova Zelanda, nacque dal dono delle cime sacre fatto dal capo maori della tribù Ngati Tuwharetoa ed è patrimonio UNESCO sia per la natura sia per i suoi valori culturali. Comprende tre vulcani attivi: il Ruapehu, con le piste da sci, il Tongariro e il conico Ngauruhoe, il Monte Fato del Signore degli Anelli.
Il Tongariro Alpine Crossing è una traversata di una giornata, di una ventina di chilometri, dal parcheggio di Mangatepopo a quello di Ketetahi. Si sale tra colate di lava fino al Cratere Rosso e si scende accanto agli Emerald Lakes, laghetti color smeraldo, e al lago Blu. Ecco cosa sapere prima di partire:
A ovest di Rotorua e a sud di Hamilton, nella regione del Waikato, le colline calcaree di Waitomo nascondono un labirinto di grotte. La più famosa è la Glowworm Cave: dopo un tratto a piedi tra stalattiti e una grande sala dall'acustica eccezionale, si sale su una barca che scivola in silenzio sul fiume sotterraneo, nel buio, sotto una volta punteggiata dalle luci azzurre di migliaia di lucciole. Sono in realtà larve di un insetto che vive solo in Nuova Zelanda. Di solito le foto non sono ammesse. Si visitano anche le grotte di Ruakuri e Aranui, e i più avventurosi fanno black water rafting sui torrenti sotterranei. Tra Waitomo e Rotorua, vicino a Matamata, c'è il set di Hobbiton, solo con tour guidato.
All'estremità meridionale dell'isola, a diverse ore di viaggio da Taupo, Wellington è la capitale della Nuova Zelanda, compatta e ventosa, tra colline e porto, con il lungomare e la funicolare che sale al giardino botanico. La visita da non perdere è il Te Papa Tongarewa, il museo nazionale, con sezioni sulla natura e i vulcani, una grande collezione maori e del Pacifico e la mostra su Gallipoli, riaperta nel 2025 dopo un rinnovo. L'ingresso generale è gratuito per i neozelandesi e i residenti, mentre i visitatori internazionali dai 16 anni pagano il biglietto: verificate sul sito ufficiale del museo. Da Wellington partono i traghetti per Picton, nell'Isola del Sud, verso Queenstown e il Fiordland.
Dall'Italia non ci sono voli diretti: si arriva con uno o due scali, di solito in Asia, in Medio Oriente o in Australia, quasi sempre ad Auckland, che è la porta d'ingresso più comoda per l'Isola del Nord. Da Auckland Rotorua si raggiunge in qualche ora d'auto o in autobus, passando per Hamilton; ci sono anche voli interni per gli aeroporti di Rotorua e di Taupo, e per Wellington. Il treno panoramico tra Auckland e Wellington ferma, tra l'altro, vicino a Waitomo e a National Park, sul margine del Parco di Tongariro, ma non passa da Rotorua né da Taupo. Verificate orari e frequenze quando prenotate.
Il modo più pratico per girare il centro dell'Isola del Nord è un'auto a noleggio o un camper: le distanze sono gestibili e molte aree geotermiche sono fuori città, lungo le strade statali. In Nuova Zelanda si guida a sinistra; la patente italiana va accompagnata da una traduzione ufficiale o dal permesso internazionale. Le strade sono spesso tortuose: calcolate tempi abbondanti. Senza auto, gli autobus di linea collegano Auckland, Rotorua, Taupo e Wellington. Per il Tongariro Alpine Crossing servono comunque le navette.
Le stagioni sono invertite rispetto all'Italia. L'estate australe, da dicembre a febbraio, è il periodo più caldo e più affollato, ideale per il Crossing e i laghi (vedi dove andare a dicembre, a gennaio e a febbraio). Marzo e aprile, in autunno, hanno spesso un clima stabile e meno gente (vedi dove andare a marzo), come la tarda primavera di novembre. In inverno, da giugno ad agosto, il Ruapehu è innevato e si scia, il Crossing diventa un'escursione alpina e le aree geotermiche e le grotte restano visitabili, con il vapore ancora più scenografico nelle mattine fredde. La pioggia è possibile in ogni mese: tenete sempre un giorno di riserva per il trekking.