Viaggi e Racconti

Lago Titicaca: Puno, le isole degli uros, Taquile e Amantaní dal lato peruviano

Aggiornato a ottobre 2026

Le isole galleggianti di canne di totora degli uros sul lago Titicaca, con capanne di paglia e barche di totora sotto un cielo azzurro d'altura

Il lago Titicaca si stende sull'altopiano andino, a una quota vicina ai 4.000 metri, ed è diviso tra il Perù e la Bolivia. Per le popolazioni quechua e aymara che vivono sulle sue rive è un lago sacro: secondo la tradizione andina dalle sue acque emersero i fondatori della dinastia inca.

Dal lato peruviano la base è Puno, da cui partono le barche per le isole galleggianti degli uros, costruite con le canne di totora, e per le isole di Taquile e Amantaní, dove le comunità accolgono i visitatori e mantengono vive la tessitura, la lingua e l'organizzazione comunitaria. Puno è anche la capitale del folklore peruviano: a febbraio la festa della Virgen de la Candelaria riempie la città di migliaia di danzatori e musicisti.

In breve

Ideale per: paesaggi d'altura, culture andine vive, artigianato tessile, feste popolari. Da non perdere: le isole degli uros, la salita a Taquile, una notte in famiglia ad Amantaní, le torri funerarie di Sillustani e, se il calendario lo permette, la Candelaria di febbraio. Tempo consigliato: almeno due o tre giorni, meglio se dopo qualche giorno di acclimatamento a Cusco o ad Arequipa. Periodo migliore: la stagione secca, da maggio a ottobre. Da sapere: l'altitudine si fa sentire e nella regione di Puno sono possibili proteste e blocchi stradali.

Cosa vedere e cosa fare

Puno

Puno è una città di altopiano, più pratica che bella, affacciata sulla baia omonima. Il centro ruota attorno alla Plaza de Armas, con la cattedrale in pietra, e alla via pedonale piena di botteghe di tessuti di alpaca e di lana. Dalle colline attorno alla città si vede tutta la baia. Nel porto è ormeggiato lo Yavari, un antico battello a vapore costruito in Gran Bretagna e portato fin qui a pezzi attraverso le Ande, oggi visitabile.

Le isole galleggianti degli uros

A breve distanza in barca da Puno, nella baia, si trovano le isole degli uros: piattaforme fatte di strati di canne di totora, la pianta che cresce nelle acque basse del lago, che vanno rinnovati di continuo perché marciscono dal basso. Sulla totora sono costruite anche le case e le caratteristiche barche a prua alta. La visita è breve e molto turistica: gli abitanti spiegano come si costruiscono le isole, vendono ricami e propongono un giro in barca di totora. Le isole si trovano all'interno della Reserva Nacional del Titicaca, l'area protetta gestita dal SERNANP che tutela i canneti e gli uccelli acquatici del lago. È previsto un piccolo ingresso da pagare alla comunità. A ottobre 2026 alcuni incendi hanno colpito i canneti di totora vicino alle isole: informatevi sulla situazione prima della gita.

Taquile e la sua arte tessile

Taquile è un'isola di lingua quechua, con terrazzamenti, muretti a secco e sentieri che salgono dal porto fino alla piazza del paese, da cui si vede il lago con le montagne della Bolivia sullo sfondo. La comunità è nota per la sua arte tessile, iscritta dall'UNESCO nella lista del patrimonio culturale immateriale: i tessuti sono lavorati a maglia o su telai a terra di tradizione preispanica da uomini e donne di tutte le età. Tra i capi più tipici ci sono il chullo, il berretto con i paraorecchie, e la grande cintura calendario, che rappresenta il ciclo dell'anno agricolo e rituale. Il turismo è gestito in buona parte in forma comunitaria e i tessuti si comprano nella bottega cooperativa del paese. La salita dal porto è faticosa per l'altitudine: prendetela con calma.

Amantaní e la notte in famiglia

Amantaní, più grande e più lontana di Taquile, è l'isola dove si dorme ospiti delle famiglie della comunità, in case semplici con servizi essenziali. Si condividono i pasti a base di patate, quinoa e verdure dell'orto, e spesso la sera si partecipa a una festa con musica e abiti tradizionali prestati dagli ospiti. Prima del tramonto si sale sulle due colline dell'isola, dove sorgono i santuari di Pachamama e Pachatata, la madre terra e il padre terra, con una vista amplissima sul lago. Di notte fa molto freddo e il cielo stellato è spettacolare. Un piccolo dono utile per la famiglia, come frutta o generi alimentari, è di solito molto apprezzato.

Sillustani

Su una penisola della laguna di Umayo, sulla strada tra Puno e Juliaca, sorge la necropoli di Sillustani, con le chullpas: torri funerarie in pietra costruite dai colla, il popolo che dominava la regione prima degli inca, e poi dagli inca stessi. Alcune sono rimaste incompiute e mostrano le tecniche di costruzione. Il paesaggio di altopiano, con la laguna sotto e i campi intorno, è bellissimo nel tardo pomeriggio. Si visita in mezza giornata e si combina bene con l'arrivo o la partenza dall'aeroporto di Juliaca.

La riva sud e la penisola di Capachica

Lungo la strada che costeggia il lago verso la Bolivia si incontrano Chucuito e Juli, paesi con chiese di epoca coloniale. A nord di Puno la penisola di Capachica e la zona di Llachón offrono turismo comunitario, spiagge sul lago e camminate tra i campi, con meno gente rispetto alle isole classiche.

La festa della Candelaria

Ogni anno a febbraio Puno celebra la Virgen de la Candelaria, festa religiosa e popolare iscritta nel 2014 nel patrimonio immateriale UNESCO. Per circa due settimane si alternano messe, processioni con l'immagine della Vergine e i concorsi di danza, in cui gruppi quechua e aymara di tutta la regione sfilano con costumi ricamati e maschere, come quelle della celebre diablada. Durante la Candelaria 2026, secondo l'ente regionale del turismo, gli alloggi di Puno sono andati in difficoltà per l'enorme afflusso: se volete andarci prenotate con molto anticipo e valutate di dormire a Juliaca o nei paesi vicini sul lago. Le date esatte e il programma cambiano ogni anno: verificateli prima (vedi anche dove andare a febbraio).

Il lato boliviano del lago

Dalla sponda boliviana si visitano Copacabana, cittadina di pellegrinaggio con un grande santuario, e l'Isla del Sol, legata ai miti di origine degli inca, con sentieri e rovine. Non lontano dalla riva sud, verso La Paz, c'è il sito archeologico di Tiwanaku, patrimonio UNESCO. Dal Perù i passaggi di frontiera più usati sono quelli di Kasani, vicino a Yunguyo, sulla strada per Copacabana, e di Desaguadero, sulla strada diretta per La Paz. Nel 2026 la Bolivia ha vissuto lunghi periodi di blocchi stradali che hanno colpito anche il turismo: prima di attraversare il confine verificate la situazione e i requisiti d'ingresso sulla scheda Viaggiare Sicuri sulla Bolivia.

Cosa mangiare

Il piatto del lago è la trota, fritta o alla piastra, accompagnata da riso e patate. L'altopiano è la patria della quinoa, delle tante varietà di patate e del chuño, le patate disidratate con il gelo notturno. Contro il freddo si beve il mate di coca o di muña, un'erba andina.

Come arrivare

L'aeroporto più vicino è quello di Juliaca, a nord di Puno, collegato con voli da Lima; collegamenti e frequenze cambiano spesso, verificateli quando prenotate. Atterrare direttamente da Lima significa però passare dal livello del mare all'altopiano in poche ore: se potete, arrivate dopo qualche giorno a quote intermedie.

Da Cusco c'è un treno turistico panoramico che attraversa l'altopiano e il passo de La Raya, con carrozze dedicate e servizio a bordo: è un viaggio di un'intera giornata: giorni di circolazione e tariffe cambiano, controllateli sul sito dell'operatore. Esistono anche collegamenti ferroviari turistici tra Puno e Arequipa. In alternativa ci sono gli autobus di linea e quelli turistici con soste lungo la strada, da Cusco e da Arequipa. Le strade di altopiano possono essere interrotte da blocchi o, nella stagione delle piogge, da frane: tenete un margine di tempo nel programma.

Come muoversi

Le isole si raggiungono in barca dal porto di Puno. La formula più comune è la gita in giornata agli uros e a Taquile, oppure due giorni con la notte ad Amantaní e la visita a Taquile il giorno dopo. Le traversate verso le isole più lontane sono lunghe: sulle barche fa freddo e il sole è fortissimo, portate strati caldi e protezione solare. Per Sillustani e la riva sud si organizza un'auto o un'escursione.

Quando andare

La stagione migliore è quella secca, da maggio a ottobre, con cieli limpidi e giornate soleggiate (vedi dove andare a giugno, a luglio e a settembre). Tra giugno e agosto le notti sono gelide, spesso sotto zero, e gli alloggi semplici non sempre sono riscaldati. Da dicembre a marzo è la stagione delle piogge, con temporali pomeridiani e strade a volte interrotte, ma il paesaggio è più verde; a febbraio c'è la Candelaria, con la città pienissima.

Dove dormire

Consigli pratici

Altre guide sul Perù