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Nazca e la costa sud del Perù: le linee nel deserto, Paracas, le isole Ballestas e l'oasi di Huacachina

Aggiornato a ottobre 2026

Il geoglifo del colibrì tracciato sulla pianura desertica di Nazca, visto dall'alto nella luce radente del mattino

A sud di Lima la costa del Perù diventa un deserto quasi senza pioggia, chiuso tra l'oceano Pacifico e le prime pendici delle Ande. Lungo la Panamericana Sud si incontrano alcuni dei luoghi più sorprendenti del Paese: la penisola di Paracas e le isole Ballestas, popolate da leoni marini e uccelli, l'oasi di Huacachina tra le dune, le cantine di Ica dove si produce il pisco e, più a sud, la pianura di Nazca.

Qui, tra il 500 a.C. e il 500 d.C. circa, le culture Paracas e soprattutto Nasca tracciò sul terreno del deserto centinaia di linee, figure geometriche e grandi disegni di animali e piante, visibili per intero solo dall'alto. Le linee e i geoglifi di Nasca e Palpa sono patrimonio dell'umanità UNESCO e restano uno degli enigmi archeologici più famosi del mondo. In Perù il nome ufficiale si scrive Nasca, ma in italiano è più diffusa la grafia Nazca.

In breve

Ideale per: archeologia, deserto, fauna marina e una tappa sulla strada tra Lima e Arequipa. Da non perdere: le linee di Nazca, dal mirador o in volo, gli acquedotti di Cantalloc, il cimitero di Chauchilla, l'escursione in barca alle isole Ballestas, il deserto della Riserva nazionale di Paracas, il tramonto sulle dune di Huacachina e una degustazione di pisco a Ica. Tempo consigliato: tre o quattro giorni, uno per Paracas, uno tra Ica e Huacachina e almeno uno pieno a Nazca. Periodo migliore: tutto l'anno, con l'estate australe più calda e soleggiata. Da sapere: dopo l'incidente aereo del 1° agosto 2026 valutate con attenzione se fare il sorvolo delle linee.

Cosa vedere e cosa fare

Le linee di Nazca

Le linee di Nazca sono state ottenute rimuovendo le pietre scure e ossidate della superficie per far emergere il terreno più chiaro sottostante. Il clima secchissimo e la quasi totale assenza di pioggia e di vento al suolo le hanno conservate per secoli. Ci sono linee rette lunghissime, triangoli e trapezi, e decine di figure: il colibrì, la scimmia con la coda a spirale, il ragno, il condor, la balena, l'albero, le mani e l'astronauta, tracciato su un fianco di collina. Il loro significato è ancora discusso: oggi molti studiosi le collegano a riti legati all'acqua e alla fertilità, percorsi cerimoniali e osservazioni del cielo. Fanno parte dello stesso sito UNESCO anche i geoglifi di Palpa, poco più a nord, con molte figure disegnate sui pendii delle colline.

A studiarle e a proteggerle dedicò gran parte della vita la matematica tedesca Maria Reiche, la cui casa-museo si trova vicino alla Panamericana, poco fuori Nazca. Nel 2025 la vicenda della riserva archeologica ha fatto discutere: a fine maggio il Ministero della Cultura ne aveva ridotto l'area protetta, tra le proteste di archeologi e istituzioni, ma pochi giorni dopo, a giugno 2025, ha annullato la riduzione e ripristinato il perimetro originale. Le linee sono fragilissime: è vietato camminarci sopra e uscire dai percorsi autorizzati.

Il sorvolo delle linee: cosa sapere prima di salire

Il modo più completo per vedere le figure è un sorvolo in piccolo aereo. I voli partono soprattutto dall'aerodromo di Nazca, intitolato a Maria Reiche, ma alcuni operatori li organizzano anche da Pisco e da Ica, con un volo più lungo che permette di partire dalla zona di Paracas senza fare il viaggio in pullman fino a Nazca. Gli aerei virano più volte inclinandosi su un lato e sull'altro perché tutti i passeggeri vedano le figure: chi soffre il mal d'aria spesso sta male, quindi è meglio non fare un pasto abbondante prima.

Prima di prenotare tenete presente la sicurezza. Il 1° agosto 2026 un aereo turistico decollato da Pisco per sorvolare le linee è precipitato nella provincia di Nazca: sono morte tutte le 13 persone a bordo, i due piloti e undici turisti, tra cui sette italiani, come confermato dalla Farnesina. Le autorità aeronautiche peruviane hanno sospeso in via preventiva la compagnia coinvolta e aperto un'indagine sulle cause; non è stata disposta, almeno nelle settimane successive, una sospensione generale dei voli. Negli anni passati altri incidenti mortali, l'ultimo nel 2022, avevano già colpito i voli sulle linee, e dopo l'ultimo incidente le autorità spagnole hanno sconsigliato ai propri cittadini questi sorvoli.

Se decidete di volare, scegliete solo operatori autorizzati, evitate le offerte più economiche proposte per strada e non insistete per partire con cattivo tempo o vento forte: rinunciare o rimandare è la scelta giusta. Prima di partire consultate la scheda sul Perù di Viaggiare Sicuri e le comunicazioni del Ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni sul portale gob.pe. Regole, operatori autorizzati e tariffe possono cambiare: verificateli al momento.

Il mirador sulla Panamericana

Chi non vuole volare può vedere alcune figure dal mirador, una torre metallica costruita proprio a bordo della Panamericana Sud, che qui attraversa la pianura tagliando in due una delle figure, la lucertola. Dall'alto si vedono da vicino le mani e l'albero e alcune linee rette. Poco più avanti c'è un secondo punto panoramico naturale, su una collinetta. La vista è parziale rispetto al volo, ma basta a capire la scala delle linee e la tecnica con cui furono tracciate. Ci si ferma in taxi, con un'escursione o con i pullman locali che percorrono la Panamericana.

Gli acquedotti di Cantalloc

Alle porte di Nazca si visitano gli acquedotti di Cantalloc, parte di un sistema di canali sotterranei, i puquios, con cui gli antichi abitanti della valle raggiungevano l'acqua della falda in un territorio quasi senza piogge. I più spettacolari sono i pozzi a spirale in pietra, gli ojos, che scendono a imbuto fino al canale e servivano a raggiungerlo, pulirlo e far entrare aria. Alcuni acquedotti sono ancora usati dai contadini della zona: è uno degli esempi più impressionanti di ingegneria idraulica preispanica.

Il cimitero di Chauchilla

Nel deserto a sud di Nazca, il cimitero di Chauchilla è una necropoli preincaica a lungo saccheggiata dai tombaroli, che avevano lasciato ossa e tessuti sparsi sul terreno. Oggi alcune tombe sono state sistemate e protette da tettoie: dentro si vedono le mummie sedute in posizione fetale, con i capelli lunghi e resti dei tessuti, conservate dal clima secco. Si visita con una guida o con un'escursione da Nazca, spesso insieme a un laboratorio di ceramica o a una piccola miniera d'oro artigianale. Fuori città si trova anche Cahuachi, il grande centro cerimoniale di adobe della cultura Nasca, ancora oggetto di scavi.

Paracas e la riserva nazionale

Circa a metà strada tra Lima e Nazca, la cittadina balneare di Paracas, vicino a Pisco, è il punto di partenza per le isole Ballestas e per la Riserva nazionale di Paracas, un'area protetta che comprende la penisola, il deserto e un ampio tratto di mare. Si percorre in auto, in bicicletta o con un'escursione tra scogliere rossastre, spiagge, lagune dove a volte si vedono i fenicotteri e punti panoramici sull'oceano. All'ingresso c'è un centro visitatori che racconta la natura della riserva e la cultura Paracas, famosa per i suoi tessuti, più antica di quella di Nazca. Le aree protette sono gestite dal SERNANP: i biglietti d'ingresso si possono comprare anche online sui canali ufficiali, verificate condizioni e tariffe prima della visita. In caso di allerta per mareggiate o tsunami le visite possono essere sospese.

Le isole Ballestas

Le isole Ballestas sono un gruppo di isolotti rocciosi al largo di Paracas, protetti come parte della riserva nazionale delle isole e delle punte guaniere del Perù. Non si sbarca: le barche autorizzate girano attorno alle isole, tra archi naturali e grotte, e permettono di vedere da vicino colonie di leoni marini, pinguini di Humboldt, pellicani, cormorani e sule, e le spiagge dove i leoni marini si radunano. Sulle isole si notano ancora le strutture usate per raccogliere il guano, un tempo ricchezza del Paese. Durante il tragitto si passa davanti al Candelabro, un grande geoglifo tracciato sul fianco sabbioso della penisola, di origine ancora incerta.

Le uscite partono la mattina dal molo di Paracas e possono essere annullate quando il mare è mosso e le autorità portuali chiudono il porto. Portate una giacca a vento, un cappello e la protezione solare: in barca fa fresco e il sole è forte.

Huacachina e le dune

A pochi chilometri dal centro di Ica, l'oasi di Huacachina è una piccola laguna circondata da palme e case, chiusa da dune altissime: un'area di conservazione regionale e una delle immagini più note del sud del Perù. Si sale a piedi sulle dune per vedere il tramonto sul deserto, oppure si fa un giro sui buggy fuoristrada, i tubulares, con soste per scendere con il sandboard. Le attività sui buggy hanno però avuto diversi incidenti, anche gravi: nel 2025 il governo ha istituito un tavolo tecnico per regolarle e a settembre 2026 il servizio è stato sospeso per alcuni giorni dopo i controlli della procura, per poi riprendere. Scegliete operatori in regola, chiedete cinture e caschi e non esitate a chiedere all'autista di andare più piano.

Ica e il pisco

Ica, capoluogo della regione, è una città vivace in una valle fertile, tra vigneti e campi coltivati in mezzo al deserto. È la terra del pisco, l'acquavite d'uva simbolo del Perù, prodotta con una denominazione d'origine: nelle cantine della valle, dalle piccole produzioni artigianali con i vecchi alambicchi e le giare di terracotta alle aziende più grandi, si può vedere come si lavora e partecipare a una degustazione. Il Museo regionale di Ica conserva reperti delle culture Paracas e Nasca, con tessuti, ceramiche e crani deformati. Ricordate che anche Pisco, la città che dà il nome al distillato, è poco più a nord, vicino a Paracas.

Cosa mangiare

Sulla costa si mangia soprattutto pesce e frutti di mare: a Paracas e Pisco il ceviche e i piatti di pesce del giorno sono il pranzo tipico dopo l'escursione alle Ballestas. A Ica si provano la carapulcra con patate essiccate, i dolci a base di uva e di frutta secca come le tejas, ripiene e ricoperte di zucchero, e naturalmente il pisco sour, il cocktail nazionale con pisco, lime, zucchero e albume. Per scoprire il resto della cucina peruviana leggete la nostra guida a Lima.

Come arrivare

La costa sud si raggiunge da Lima lungo la Panamericana Sud, che tocca in successione Paracas e Pisco, Ica e Nazca. Il modo più usato è il pullman a lunga percorrenza: diverse compagnie collegano Lima con Paracas, Ica e Nazca, con partenze dai propri terminal; scegliete compagnie affidabili e, per i viaggi notturni, i servizi con posti riservati. Molti viaggiatori si fermano una notte a Paracas e una a Ica o Huacachina prima di proseguire per Nazca. Esistono anche servizi turistici a tappe che si fermano nei luoghi principali lungo il percorso, e i tour organizzati in giornata da Lima, molto lunghi.

Non ci sono treni passeggeri sulla costa sud. Per i voli verso la zona, compresi quelli dell'aeroporto di Pisco, verificate al momento collegamenti e frequenze, che cambiano spesso. Da Nazca la Panamericana prosegue verso sud: con un lungo viaggio in pullman, spesso notturno, si arriva ad Arequipa e al canyon del Colca, e da lì a Puno e al lago Titicaca. Da Nazca c'è anche una strada che sale verso Cusco, ma attraversa le Ande con un dislivello molto forte: per chi viene dal livello del mare è meglio salire gradualmente di quota.

Come muoversi

Tra Paracas, Ica e Nazca ci si sposta con i pullman della Panamericana. In zona le distanze sono brevi: da Paracas alla riserva e al molo delle Ballestas, e da Ica a Huacachina, si va in taxi o con le escursioni organizzate. A Nazca i siti principali, come Cantalloc, Chauchilla e il mirador, sono fuori città: si visitano con un tour, un taxi per mezza giornata o una guida locale. Usate taxi ufficiali o chiamati dall'alloggio e concordate il prezzo prima di partire. Chi noleggia un'auto tenga presente che la Panamericana è trafficata da camion e pullman e che è meglio non guidare di notte.

Quando andare

La costa sud è un deserto e piove pochissimo tutto l'anno. L'estate australe, da dicembre a marzo, è il periodo più caldo e soleggiato, ideale per Paracas e per le dune (vedi dove andare a dicembre, a gennaio e a febbraio). Nell'inverno australe, da giugno a settembre, il cielo sulla costa è più spesso velato e le mattine sono fresche, ma è anche la stagione migliore per le Ande: la costa sud si abbina bene a un viaggio verso Arequipa, Cusco e Machu Picchu (vedi dove andare a luglio). Nel deserto la differenza di temperatura tra il giorno e la notte è forte in ogni stagione. Per i sorvoli e per le Ballestas sono preferibili le ore del mattino, quando di solito il vento e il mare sono più calmi.

Dove dormire

Consigli pratici

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