Aggiornato a ottobre 2026
Taranto è la «città dei due mari»: si affaccia sul golfo del mar Ionio con il Mar Grande, la rada chiusa dalle piccole isole Cheradi, e abbraccia il Mar Piccolo, una laguna interna dove da secoli si allevano le cozze. Secondo la tradizione fu fondata nel 706 a.C. da coloni spartani e divenne una delle polis più ricche della Magna Grecia. È tra le città più grandi della Puglia e una delle principali basi della Marina Militare.
Il centro storico sorge su un'isola, separata dalla terraferma da un canale navigabile: da una parte c'è la città vecchia con la cattedrale e il castello, dall'altra il Borgo ottocentesco con il museo archeologico e il lungomare. È una buona base per scoprire la costa ionica e le colline della Valle d'Itria.
Da non perdere: il MArTA con gli Ori di Taranto, il castello aragonese con la visita guidata della Marina Militare, il ponte girevole, la città vecchia con la cattedrale di San Cataldo e il tempio dorico, il lungomare sul Mar Grande, le cozze del Mar Piccolo. Nei dintorni: le spiagge di Marina di Pulsano, le ceramiche di Grottaglie, il barocco di Martina Franca. Periodo migliore: primavera e inizio autunno; a Pasqua per i riti della Settimana Santa.
Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, chiamato MArTA, è uno dei musei più importanti d'Italia per la Magna Grecia. Fondato nel 1887, ha sede nel Borgo, nell'ex convento settecentesco di San Pasquale. La collezione più celebre è quella degli Ori di Taranto, gioielli dall'età arcaica a quella bizantina. Da vedere anche la Tomba dell'Atleta, le ceramiche dipinte delle necropoli e i mosaici. Orari, biglietti e mostre in corso sono sul sito ufficiale del museo.
Il castello aragonese chiude la punta dell'isola, all'ingresso del canale. Sorge su una fortezza più antica ed è stato rifatto tra il 1486 e il 1492 per volere di Ferdinando d'Aragona, re di Napoli, su progetto attribuito a Francesco di Giorgio Martini. Dal 1887 è sede della Marina, che lo ha restaurato e lo apre al pubblico con visite guidate gratuite condotte dal proprio personale, tutti i giorni dell'anno, a turni anche serali. Durante il percorso si vedono la cappella di San Leonardo e resti di strutture greche, bizantine e medievali. La prenotazione è consigliata e le visite possono essere annullate in caso di maltempo: verifica turni e modalità sul sito del castello prima di andare.
Il canale navigabile, scavato alla fine del Quattrocento come fossato difensivo, unisce il Mar Grande al Mar Piccolo e ha reso un'isola la città vecchia. Lo scavalca il ponte girevole (ponte San Francesco di Paola), lungo circa 90 metri: il primo risale alla fine dell'Ottocento, quello attuale fu inaugurato alla fine degli anni Cinquanta. Quando una nave deve passare, i due bracci ruotano e si affiancano alle sponde: succede soprattutto per le unità della Marina dirette all'Arsenale nel Mar Piccolo. Assistere a un'apertura è uno spettacolo, ma non avviene a orari fissi.
La città vecchia è un intreccio di vicoli stretti, scalinate e palazzi nobiliari tra il Mar Piccolo e il Mar Grande. Il suo cuore è la cattedrale di San Cataldo, di origine bizantina e ampliata in epoca normanna, con la facciata barocca del 1713. All'interno spiccano il cappellone di San Cataldo, una ricca cappella barocca con la cupola affrescata da Paolo De Matteis, e la cripta con frammenti di affreschi medievali. Il quartiere è oggetto di un lungo programma di recupero: accanto ai palazzi restaurati ci sono ancora edifici chiusi o puntellati.
In piazza Castello, a pochi passi dal castello, restano due colonne e il basamento di una terza di un tempio dorico del VI secolo a.C., tra i più antichi costruiti dai Greci in Italia. È chiamato comunemente «tempio di Poseidone», ma gli archeologi pensano che fosse dedicato a una divinità femminile.
Oltre il ponte girevole si apre il Borgo, la città ottocentesca a scacchiera. Il lungomare corre sul Mar Grande con la vista sulle isole Cheradi ed è la passeggiata preferita al tramonto. All'inizio, sulla sponda del canale davanti al castello, il monumento al Marinaio (1974) raffigura due grandi figure in bronzo che salutano con il cappello, come fanno i tarantini quando una nave entra o esce dal porto. Un po' più lontano dal centro si trova la concattedrale Gran Madre di Dio di Gio Ponti, inaugurata nel 1970, con la facciata a vela che si specchia nelle vasche d'acqua.
Il Mar Piccolo è un mare interno diviso in due seni dalle punte attraversate da un lungo ponte. Sul fondo sgorgano i citri, sorgenti sottomarine di acqua dolce che si mescola a quella salata: è questa miscela a rendere il bacino adatto all'allevamento dei mitili. Nel Mar Grande, invece, vivono gruppi di delfini, che si possono avvistare con uscite in barca dedicate.
Il simbolo della tavola tarantina è la cozza nera del Mar Piccolo, Presidio Slow Food, disponibile soprattutto in primavera ed estate. Si mangia cruda, gratinata, nella zuppa di cozze alla tarantina o con i cavatelli e i fagioli. Per i piatti della regione leggi la guida alla cucina pugliese.
Dal 21 agosto al 3 settembre 2026 Taranto ha ospitato i XX Giochi del Mediterraneo, con circa 3.800 atleti di 26 Paesi e gare anche in altri comuni della Puglia. Per l'occasione è stato ricostruito lo stadio Erasmo Iacovone e sono stati realizzati o rinnovati diversi impianti sportivi, che restano ora a disposizione della città.
La città ha soprattutto porto e lungomare: per fare il bagno si va lungo la costa ionica a sud-est. Il litorale di Marina di Pulsano alterna scogliere e cale di sabbia, con acqua limpida e fondali bassi in molte calette. Tra le più note c'è Lido Silvana, una mezzaluna di sabbia chiara con la macchia mediterranea alle spalle, alcuni ginepri sulla spiaggia e un isolotto roccioso raggiungibile a nuoto; vicino c'è Montedarena, con una lingua di sabbia e acqua bassa. In estate il tratto è molto frequentato. Proseguendo verso sud si entra nel Salento ionico, fino a Gallipoli.
In treno: la stazione di Taranto, appena fuori dalla città vecchia, è collegata con Bari, Brindisi, Napoli, Roma e il nord; con i treni delle Ferrovie del Sud Est si raggiunge Martina Franca.
In aereo: gli aeroporti con voli di linea più vicini sono quelli di Brindisi (circa 70 km) e di Bari (circa 90 km). Lo scalo di Grottaglie non ha voli di linea passeggeri.
In auto: Taranto è il capolinea dell'autostrada A14 Adriatica; da Lecce e Brindisi si arriva con le statali.
Città vecchia, ponte girevole, lungomare e MArTA sono vicini e si girano bene a piedi. Per le spiagge, Grottaglie e Martina Franca l'auto è la soluzione più comoda; in alternativa ci sono bus e treni locali, con orari da verificare.
I mesi migliori per visitare la città sono aprile, maggio, settembre e ottobre, con un clima mite. A Pasqua la città si riempie per i riti della Settimana Santa: conviene prenotare con anticipo. L'estate è calda ma ideale per le spiagge ioniche. Per altre idee leggi dove andare a maggio.