Aggiornato a ottobre 2026
Marettimo è la più occidentale e la più lontana da Trapani delle isole Egadi, al largo della Sicilia. È un'isola montuosa, coperta di macchia mediterranea e pini, con un solo piccolo paese di case bianche. Non ci sono auto in giro: ci si muove a piedi sui sentieri o in barca lungo la costa, piena di grotte e scogliere.
I Greci la chiamavano «Hierà Nèsos», l'isola sacra. Lo scrittore inglese Samuel Butler arrivò perfino a identificarla con l'Itaca di Ulisse. Oggi è la meta giusta per chi cerca mare limpido, camminate e silenzio, più che spiagge attrezzate e vita notturna.
Da non perdere: il giro dell'isola in barca con le grotte, Cala Bianca, le Case Romane, il castello di Punta Troia. Periodo migliore: da maggio a ottobre; primavera e settembre sono ideali per i sentieri. Come arrivare: aliscafo o traghetto da Trapani.
Il paese è un piccolo borgo di case basse e bianche, spesso con le imposte azzurre, ai piedi della montagna. Si sviluppa tra due porticcioli: lo Scalo Nuovo, dove arrivano aliscafi e traghetti, e lo Scalo Vecchio, il porto storico dei pescatori. Si gira tutto a piedi in pochi minuti. In paese c'è anche il Museo del Mare, curato da volontari, con attrezzi da pesca, foto d'epoca e la storia dell'emigrazione degli isolani, arrivati fino alla California e all'Alaska. Le visite sono su appuntamento: informati sul posto.
È la passeggiata più classica. Dal paese un sentiero sale tra la macchia per circa quaranta minuti, fino a circa 250 metri di quota. Qui si trovano i resti di un presidio romano costruito intorno alla metà del II secolo a.C. per controllare la rotta tra l'Africa e Roma. Accanto c'è una piccola chiesa di età bizantino-normanna, restaurata. Dall'alto si vedono la costa e, nelle giornate limpide, Levanzo e Favignana. Al tramonto la luce è bellissima.
Sulla costa nord-orientale, su uno sperone collegato all'isola da un istmo, sorge il castello di Punta Troia. Nasce su una torre di avvistamento saracena, fu fortificato in età normanna e rifatto dagli Spagnoli intorno al 1600. Dalla fine del Settecento al 1844 fu un duro carcere borbonico per i prigionieri politici: qui fu rinchiuso anche il patriota Guglielmo Pepe. Oggi, restaurato, ospita il Museo delle Carceri e l'osservatorio sulla foca monaca dell'Area Marina Protetta. Si raggiunge in barca oppure a piedi, con un sentiero lungo e a tratti faticoso. Le aperture non sono fisse: verificale prima di andare.
La costa di Marettimo è piena di grotte marine che si vedono solo dal mare. Le più famose sono la Grotta del Cammello, con i suoi giochi di luce, la Grotta del Tuono e la Grotta del Presepe, con le sue concrezioni. Il modo migliore per vederle è il giro dell'isola in barca con i pescatori o le barche del porto, che fanno anche soste per il bagno nelle cale. Con mare mosso le uscite saltano: tieni qualche giorno di margine.
È la cala più famosa dell'isola, sul lato nord-occidentale: acqua turchese, fondale chiaro e alte scogliere intorno. Si raggiunge in barca oppure con un trekking impegnativo, in parte su un sentiero scavato nella roccia ed esposto al sole. Porta acqua, scarpe da trekking e cappello.
Il punto più alto è Monte Falcone, o Pizzo Falcone, a 686 metri. L'isola è percorsa da una rete di sentieri che partono dal paese: verso le Case Romane, il Semaforo, Punta Troia, Cala Bianca e Punta Libeccio con il suo faro. Alcuni tratti sono ripidi o esposti. Non ci sono punti di ristoro lungo il percorso: parti presto, con acqua e una mappa. Lo stato dei sentieri può cambiare dopo piogge o incendi: chiedi informazioni in paese prima di partire.
Marettimo ospita circa cinquecento specie vegetali, alcune rare o presenti solo qui e in poche altre zone. Tra le più preziose ci sono il cavolo delle Egadi (Brassica macrocarpa) e la finocchiella di Boccone, che cresce sulle rupi. In primavera i sentieri sono profumati di rosmarino, timo ed elicriso. Sulle scogliere nidificano uccelli marini e rapaci.
Le acque di Marettimo fanno parte dell'Area Marina Protetta Isole Egadi, una delle più grandi d'Italia. I fondali sono tra i più belli del Mediterraneo e attirano molti subacquei: sull'isola operano centri diving. Anche con maschera e boccaglio si vedono molti pesci, ad esempio vicino agli scali. Alcuni tratti di mare hanno regole severe su navigazione, ancoraggio, pesca e immersioni: controllale sul sito ufficiale dell'Area Marina Protetta Isole Egadi prima di partire.
Il piatto simbolo dell'isola è la zuppa di aragosta, servita con spaghetti spezzati nel brodo. Poi pesce fresco alla griglia, couscous di pesce e busiate al pesto trapanese. Per scoprire gli altri piatti dell'isola maggiore leggi la guida alla cucina siciliana.
Da Trapani partono aliscafi e traghetti. L'aliscafo impiega in genere poco più di un'ora; spesso fa scalo a Favignana e Levanzo. Il traghetto è più lento: in genere fra due ore e mezza e tre ore. In alcuni periodi ci sono corse anche da Marsala. Con mare agitato le corse possono essere cancellate, soprattutto in inverno. Orari e frequenze cambiano con le stagioni: controllali sui siti delle compagnie prima di partire. Per raggiungere il porto e visitare la città leggi la guida a Trapani ed Erice.
Sull'isola non servono auto e non ci sono noleggi: i non residenti non possono sbarcare con il proprio veicolo. Il paese si gira a piedi. Per il resto ci sono i sentieri e le barche, che fanno anche da «taxi del mare» verso le cale più lontane. Bagagli leggeri e uno zaino comodo sono la scelta migliore.
Per il mare il periodo migliore va da giugno a settembre; agosto è il mese più caldo e più affollato. Per camminare sono ideali maggio, giugno e settembre, quando fa meno caldo. Ottobre può regalare belle giornate, ma con più vento. In inverno l'isola è quasi vuota, molti servizi sono chiusi e i collegamenti si interrompono spesso.
A Marettimo non ci sono grandi alberghi. Si dorme soprattutto in case e appartamenti in affitto e in piccoli alloggi in paese, tutti vicini agli scali. I posti sono pochi: in estate prenota con largo anticipo.
Marettimo si abbina bene alle altre isole dell'arcipelago: Favignana, la più grande e vivace, e Levanzo, piccola e tranquilla. Sulla costa, a poca distanza da Trapani, c'è San Vito Lo Capo. Se ami le isole selvagge, guarda anche Pantelleria e Ustica.