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Pantelleria: l'isola nera tra Sicilia e Africa

Aggiornato a ottobre 2026

Un dammuso bianco con la cupola tra vigneti ad alberello e muretti di pietra lavica, con il mare blu sullo sfondo

Pantelleria è un'isola vulcanica in mezzo al Canale di Sicilia, più vicina all'Africa che alla Sicilia: la costa della Tunisia è a poche decine di chilometri. Fa parte della provincia di Trapani ed è il comune più occidentale della Sicilia. Qui non ci sono spiagge di sabbia: ci sono rocce laviche nere, calette, sorgenti calde, vigneti bassi e case di pietra con il tetto a cupola, i dammusi.

Dal 2016 gran parte dell'isola è protetta dal Parco nazionale Isola di Pantelleria, che copre circa l'80% del territorio. È un posto da vivere con calma, in auto o in scooter, tra un bagno in mare, una sosta alle terme naturali e un bicchiere di passito. Bastano quattro o cinque giorni per un primo giro; una settimana permette di godersela davvero.

In breve

Da non perdere: il Lago Specchio di Venere, l'Arco dell'Elefante, le vasche calde di Gadir, il Bagno asciutto, i sesi di Mursia. Periodo migliore: da maggio a ottobre per il mare, primavera e autunno per camminare. Come arrivare: in aereo o in nave da Trapani.

Cosa vedere a Pantelleria

Il Lago Specchio di Venere

Nella parte nord dell'isola, vicino alla contrada Bugeber, c'è un piccolo lago chiuso in una conca vulcanica, senza sbocco al mare. È alimentato dalla pioggia e da sorgenti calde che sgorgano sulla riva sud. L'acqua è chiara e cambia colore con la luce. Sulla riva c'è un fango che molti visitatori si spalmano sulla pelle, lasciano asciugare al sole e poi sciacquano nel lago.

Il lago è un ambiente fragile. Nel 2023 un'ordinanza del Comune, chiesta dal Parco, ha vietato tra l'altro ombrelloni, sdraio, tende, canoe e tavole, fuochi e rifiuti, e anche di stendere teli e vestiti sulla vegetazione. Le regole possono cambiare: controlla quelle in vigore prima di andare.

L'Arco dell'Elefante e Cala Levante

Sulla costa nord-orientale, vicino a Cala Levante, c'è il simbolo dell'isola: una roccia lavica che sembra un elefante con la proboscide immersa nel mare. Si vede anche dalla strada perimetrale e si raggiunge con un breve tratto a piedi. Dall'altra parte di una stretta lingua di terra c'è Cala Tramontana: quando c'è vento da una parte, spesso l'altra è più riparata.

I dammusi e i giardini panteschi

Il dammuso è la casa tradizionale dell'isola: muri spessi di pietra lavica a secco, aperture ad arco e tetto bianco a cupola. Accanto si incontrano spesso i giardini panteschi, recinti circolari di pietra alti alcuni metri che proteggono un albero di agrumi dal vento e trattengono l'umidità. Uno dei più noti, in contrada Khamma, è stato restaurato e donato al FAI nel 2008.

La vite ad alberello, patrimonio UNESCO

Nel 2014 l'UNESCO ha inserito nel Patrimonio culturale immateriale la pratica tradizionale della vite ad alberello di Pantelleria. La vite di zibibbo cresce bassa, dentro una piccola conca scavata nel terreno, che la ripara dal vento e raccoglie l'umidità. Tra muretti a secco e terrazzamenti, i vigneti disegnano uno dei paesaggi agricoli più particolari del Mediterraneo.

Montagna Grande e i sentieri del Parco

Al centro dell'isola si alza la Montagna Grande, il punto più alto con i suoi 836 metri, accanto al cono del Monte Gibele. Qui ci sono boschi di lecci e pini marittimi e una rete di sentieri, anche ad anello, che attraversano le «cuddie», i piccoli coni vulcanici sparsi sull'isola. Nel 2016 un grande incendio ha colpito proprio la Montagna Grande. Prima di partire informati sui sentieri aperti e sulle eventuali limitazioni nei giorni a rischio incendio.

Le terme naturali: Bagno asciutto, Gadir e favare

Il calore del vulcano è ancora attivo. Il Bagno asciutto, o Grotta di Benikulà, è una piccola grotta dove entra vapore caldo: una sauna naturale, raggiungibile con un breve sentiero da Sibà. A Gadir, piccolo porto sulla costa nord-orientale, l'acqua calda riempie vasche scavate nella roccia sul mare. Le favare, come la Favara Grande sulle pendici della Montagna Grande, sono getti di vapore molto caldi: si guardano da lontano, senza avvicinarsi alle fessure.

I sesi e il villaggio di Mursia

Sulla costa nord-occidentale si trovano i resti del villaggio dell'età del Bronzo di Mursia e i sesi, grandi tombe a tumulo costruite con pietra lavica, con celle a cupola e ingressi bassi. Il complesso risale al periodo tra il 1750 e il 1450 a.C. circa. La storia del villaggio e della necropoli è raccontata nel museo di Punta Spadillo, dove c'è anche un modellino del Sese Grande. Sulle colline di San Marco e Santa Teresa, vicino al paese, ci sono invece i resti dell'antica Cossyra.

Mare e calette

A Pantelleria si fa il bagno da piattaforme di roccia e piccoli approdi. L'acqua diventa profonda in fretta: è un mare per chi sa nuotare. Porta scarpette da scoglio.

Prima di scegliere dove andare, guarda da dove soffia il vento: di solito il lato opposto dell'isola è più calmo.

Cosa mangiare

La cucina pantesca unisce Sicilia e Nord Africa. Da provare il Cappero di Pantelleria IGP, conservato con il sale marino, l'insalata pantesca con patate, pomodori, cipolla e capperi, il pesto pantesco di pomodoro crudo, aglio, origano e olio, i ravioli amari con tumma e menta, il cuscus di pesce e i baci panteschi, dolci fritti ripieni di ricotta. Da bere il Passito di Pantelleria, ottenuto dall'uva zibibbo appassita al sole, e il Moscato. Per il resto dell'isola leggi la guida alla cucina siciliana.

Come arrivare a Pantelleria

In aereo: l'isola ha un aeroporto con voli da Trapani, Palermo e Catania. Da Trapani il volo dura circa quaranta minuti. I voli in continuità territoriale vengono rinnovati periodicamente: verifica compagnie e orari prima di partire.

In nave da Trapani: il traghetto impiega in genere circa sei ore e viaggia tutto l'anno; d'estate c'è anche l'aliscafo, che impiega circa due ore e mezza. La traversata può saltare con il mare grosso. Orari e frequenze cambiano con le stagioni: controllali prima di partire. Per la città di partenza leggi la guida a Trapani ed Erice.

Come muoversi sull'isola

Serve un mezzo proprio: un'auto piccola o uno scooter, da noleggiare sull'isola. Una strada perimetrale fa il giro dell'isola; da lì partono stradine strette tra muretti di pietra, a volte sterrate, che portano alle calette e alle contrade. Si va piano. I mezzi pubblici non servono bene le discese a mare.

Quando andare

Per il mare il periodo migliore va da maggio a ottobre. Giugno e settembre sono più tranquilli e meno caldi di luglio e agosto. Primavera e autunno sono perfetti per i sentieri e per le terme naturali, che con il fresco si apprezzano di più. Pantelleria è molto ventosa in ogni stagione: porta una giacca leggera anche d'estate.

Dove dormire

L'esperienza tipica è dormire in un dammuso, spesso ristrutturato come casa vacanza, sparso nelle contrade di campagna. Ci sono anche piccoli hotel e B&B, nel paese di Pantelleria e nelle contrade. D'estate prenota con anticipo, perché i posti sono limitati.

Consigli pratici

Come Lampedusa, Pantelleria è un'isola di confine in mezzo al Mediterraneo. Se ami le isole vulcaniche e selvagge, guarda anche Ustica, oppure le Egadi davanti a Trapani: Favignana, Levanzo e Marettimo.

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