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Parco nazionale del Ruaha: il safari selvaggio del sud della Tanzania

Aggiornato a ottobre 2026

Baobab e colline rocciose sul letto quasi asciutto di un fiume del Ruaha, con antilopi nella luce dorata

Il Parco nazionale del Ruaha è uno dei parchi più grandi della Tanzania e uno dei meno frequentati. Si trova nel centro-sud del Paese, nella regione di Iringa, e prende il nome dal Grande Ruaha, il fiume che ne segna il confine orientale e che, nella stagione secca, diventa il punto d'incontro di quasi tutti gli animali. Il paesaggio è diverso da quello delle praterie del nord: colline rocciose, boscaglia di miombo, enormi baobab e larghi fiumi di sabbia che si riempiono d'acqua solo con le piogge.

Il Ruaha è famoso per i suoi elefanti, per i grandi branchi di leoni e per una fauna che unisce specie dell'Africa orientale e di quella australe, come il kudu maggiore e minore, l'antilope nera e l'antilope roana. Qui i veicoli sono pochi, gli alloggi sono sparsi su un territorio immenso e si può passare un intero pomeriggio con un branco di animali senza incontrare nessun altro: è il safari per chi ha già visto il Serengeti, o per chi cerca un'Africa più selvaggia.

In breve

Ideale per: chi cerca un safari tranquillo e lontano dalla folla, chi ama i grandi predatori e i safari a piedi, chi ha già fatto il circuito del nord. Da vedere: il fiume Grande Ruaha, il fiume di sabbia Mwagusi, le zone di Msembe, Mdonya e Jongomero, i baobab delle colline. Periodo migliore: la stagione secca, da giugno a ottobre, quando gli animali si concentrano lungo i fiumi. Si arriva soprattutto con un piccolo volo da Dar es Salaam, da Zanzibar o dagli altri parchi; in alternativa su strada da Iringa.

Cosa vedere e cosa fare

Il fiume Grande Ruaha

Il Grande Ruaha è il cuore del parco. Le piste che lo costeggiano, nella zona di Msembe, dove ha sede il quartier generale del parco, sono le più battute e le più ricche di animali, soprattutto nei mesi secchi: ippopotami nelle pozze, coccodrilli sui banchi di sabbia, elefanti, bufali, giraffe e zebre che scendono a bere, e i predatori che li aspettano. Negli ultimi decenni la portata del fiume è diminuita e in alcuni tratti può quasi seccarsi nei mesi più aridi, per lo sfruttamento dell'acqua a monte, nelle pianure di Usangu: le autorità hanno avviato progetti per ripristinarne il corso.

Il Mwagusi e i fiumi di sabbia

Il Mwagusi è il più famoso dei fiumi stagionali del Ruaha: per gran parte dell'anno è un letto di sabbia, dove gli elefanti scavano con le zampe e la proboscide per trovare l'acqua sotto la superficie. Lungo le sue rive e quelle degli altri fiumi di sabbia, come il Mdonya e il Jongomero, si concentrano molti animali, e i boschi di acacie e di baobab attorno offrono avvistamenti spesso esclusivi. La zona del Jongomero, più a sud-ovest e lontana dalle aree più frequentate, è particolarmente isolata.

Elefanti, leoni e licaoni

Il Ruaha ospita una delle popolazioni di elefanti più importanti della Tanzania, anche se il bracconaggio in passato l'ha ridotta molto. I leoni vivono in branchi spesso numerosi e sono il motivo per cui molti scelgono questo parco; sono presenti anche leopardi, ghepardi nelle zone più aperte, iene maculate e sciacalli. Il parco è uno dei luoghi della Tanzania dove si possono avvistare i licaoni, i cani selvatici africani, rari e sempre in movimento: vederli è una questione di fortuna. Non ci sono rinoceronti: per il rinoceronte nero conviene abbinare il cratere di Ngorongoro.

Kudu, antilopi rare e uccelli

Il Ruaha è una zona di passaggio tra due ecosistemi, e per questo ospita specie difficili da vedere nei parchi del nord: il kudu maggiore, con le lunghe corna a spirale, il kudu minore, l'antilope nera e l'antilope roana, oltre a impala, gazzelle, eland e facoceri. Anche per il birdwatching è una meta di primo piano, con centinaia di specie tra rapaci, buceri, martin pescatori e uccelli migratori che arrivano nella stagione delle piogge.

I safari a piedi

Il Ruaha è uno dei parchi della Tanzania più adatti ai safari a piedi: brevi passeggiate di qualche ora o, con alcuni operatori, itinerari di più giorni con pernottamento in campi tendati mobili. Si cammina sempre con una guida e un ranger armato del parco, in silenzio e in fila, imparando a leggere le tracce e i piccoli dettagli che dal fuoristrada sfuggono. Le uscite a piedi vanno prenotate con il campo o con l'operatore e hanno una tariffa propria, da verificare.

Come si organizza un safari

Il Ruaha si visita quasi sempre con un pacchetto che comprende il volo, l'alloggio in pensione completa e le uscite in fuoristrada aperto con la guida del campo, al mattino presto e nel tardo pomeriggio. Vista la distanza, conviene restare almeno tre o quattro notti. Il Ruaha si abbina spesso al Parco nazionale Nyerere, l'ex riserva del Selous, nel classico circuito del sud: nel Nyerere si aggiungono i safari in barca sul fiume Rufiji, nel Ruaha i grandi spazi e i predatori. Dopo il safari molti proseguono per qualche giorno di mare a Zanzibar o sull'isola di Mafia.

Come arrivare

Dall'Italia non ci sono voli diretti: si arriva con uno scalo a Dar es Salaam, a Zanzibar o al Kilimanjaro International Airport, vicino ad Arusha.

In aereo, il modo più comune per raggiungere il Ruaha è un piccolo volo interno, di linea o charter, che collega Dar es Salaam, Zanzibar, Arusha e il Nyerere alle piste d'atterraggio del parco, come quelle di Msembe e di Jongomero. Gli aerei sono piccoli e il bagaglio deve essere morbido e leggero: verificate il limite con la compagnia. Orari e frequenze cambiano con la stagione e alcune rotte si fermano nei mesi delle piogge.

In strada, la città di riferimento è Iringa, sugli altopiani meridionali, a una lunga giornata di viaggio da Dar es Salaam attraverso la zona del parco di Mikumi. Dall'aeroporto di Iringa, ammodernato, Air Tanzania ha ripreso i voli con aerei di linea più grandi dal 22 febbraio 2025 e Precision Air ha aperto un collegamento con Dar es Salaam da marzo 2025: verificate se le rotte sono ancora attive prima di prenotare. Da Iringa al parco si percorre una strada di un centinaio di chilometri fino a Msembe, in gran parte sterrata e lenta: nel settembre 2024 il governo ha firmato il contratto per asfaltarla e i lavori sono in corso, quindi possono esserci deviazioni e cantieri. Informatevi sullo stato della strada prima di partire.

Come muoversi

All'interno del parco ci si sposta con il fuoristrada, sulle piste autorizzate; la rete è più fitta nella zona di Msembe e lungo il Grande Ruaha, mentre il resto del parco è poco servito. Chi arriva in aereo usa i veicoli del proprio campo, chi arriva su strada da Iringa di solito con il fuoristrada e l'autista dell'operatore. È vietato scendere dal veicolo fuori dalle aree indicate e guidare di notte; nella stagione delle piogge alcune piste diventano impraticabili. Seguite sempre le indicazioni della guida e dei ranger.

Quando andare

Il periodo migliore è la stagione secca, da giugno a ottobre e a volte fino a novembre: la vegetazione si dirada, i fiumi di sabbia si asciugano e gli animali si concentrano attorno alle poche pozze e al Grande Ruaha, dove i predatori sono più facili da vedere. Settembre e ottobre sono i mesi più caldi e più ricchi di avvistamenti (vedi dove andare a luglio, dove andare a settembre e dove andare a ottobre).

Con le piogge, più o meno da dicembre ad aprile, il parco diventa verde, nascono molti piccoli e arrivano gli uccelli migratori: è la stagione verde, ottima per la fotografia e il birdwatching, ma gli animali si disperdono e alcune piste si chiudono. Tra marzo e maggio, nei mesi più piovosi, diversi campi restano chiusi e alcuni voli non operano.

Dove dormire

Consigli pratici

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