Aggiornato a ottobre 2026
L'isola di Mafia si trova nell'Oceano Indiano, al largo della costa della Tanzania, di fronte al delta del fiume Rufiji e a sud di Zanzibar. Il nome, che agli italiani strappa sempre un sorriso, non ha nulla a che vedere con la criminalità: è l'isola principale di un piccolo arcipelago, fatto di isolotti, banchi di sabbia, mangrovie e barriere coralline. A differenza di Zanzibar non è una regione autonoma, ma fa parte della Tanzania continentale.
Mafia è la meta giusta per chi cerca il mare senza folla: niente grandi resort né vita notturna, ma villaggi di pescatori, dhow a vela e un turismo piccolo e tranquillo. La sua fama si deve al Mafia Island Marine Park, il primo parco marino della Tanzania, istituito nel 1995, e soprattutto agli squali balena, che nella stagione giusta si avvicinano alla costa occidentale e si possono incontrare facendo snorkeling. Secondo il WWF, nel 2025, il loro numero nell'area è più che raddoppiato dal 2012.
Ideale per: chi ama lo snorkeling e le immersioni, chi cerca un'isola autentica e poco turistica, chi vuole aggiungere qualche giorno di mare a un safari. Da vedere: gli squali balena al largo di Kilindoni, la baia di Chole, l'isola di Chole con le rovine e i pipistrelli della frutta, le rovine di Kua a Juani, i costruttori di dhow di Jibondo, i banchi di sabbia del parco marino. Periodo migliore: all'incirca da ottobre a marzo per gli squali balena e le immersioni, da evitare le lunghe piogge di aprile e maggio.
Lo squalo balena è il pesce più grande del mondo, ma è del tutto innocuo: si nutre di plancton, che filtra nuotando lentamente vicino alla superficie. A Mafia lo si incontra soprattutto nelle acque basse davanti a Kilindoni, sulla costa occidentale, dove spesso si avvicina alle reti dei pescatori. La stagione va più o meno da settembre-ottobre a marzo, con il periodo migliore di solito tra dicembre e febbraio; ottobre e novembre hanno spesso acque più limpide ma meno avvistamenti. Come per ogni animale selvatico, l'incontro non è mai garantito.
Le uscite si fanno al mattino presto in barca o in dhow, con una guida che cerca gli animali e poi fa entrare in acqua i nuotatori a piccoli gruppi. Il WWF collabora con gli operatori locali per un codice di condotta: una sola barca per volta vicino allo squalo, un numero limitato di persone in acqua, mai toccarlo o inseguirlo, niente flash. Con gli squali balena si fa solo snorkeling, non immersioni con le bombole. Scegliete un operatore che rispetti queste regole e, se non siete nuotatori sicuri, chiedete il giubbotto: le correnti possono essere forti.
Il parco marino protegge la parte sud-orientale dell'isola, con barriere coralline, praterie di fanerogame, mangrovie e isolotti. Il suo cuore è la baia di Chole, chiusa e protetta dalle isole di Chole e Juani e dalle barriere, con acque calme in quasi tutte le stagioni: è ideale per lo snorkeling anche per i principianti, tra pesci tropicali, coralli e, con un po' di fortuna, tartarughe. La baia è anche un'area importante per gli uccelli, riconosciuta da BirdLife International. Il parco è gestito dall'Unità dei parchi e delle riserve marine della Tanzania (MPRU) e si paga una tassa d'ingresso a giornata.
Mafia è considerata una delle mete migliori dell'Africa orientale per le immersioni. Fuori dalla baia di Chole, lungo il passaggio che la collega al mare aperto e sulle barriere esterne, si trovano pareti, canyon di corallo e correnti che attirano pesci pelagici, cernie, razze e tartarughe. Le immersioni più impegnative, sulle barriere esterne, dipendono dal mare: sono più facili nella stagione dei venti deboli, mentre tra giugno e settembre l'oceano può essere mosso. Ci sono centri d'immersione che offrono anche corsi per principianti.
Davanti a Utende, a pochi minuti di barca, la piccola Chole fu per secoli un centro di commerci della costa swahili, legato alle rotte che arrivavano fino a Kilwa. Tra la vegetazione restano i resti di case in pietra corallina, moschee e di edifici dell'epoca coloniale tedesca, avvolti dalle radici dei fichi. Al tramonto si vedono i grandi pipistrelli della frutta che lasciano gli alberi dove riposano. Oggi Chole è un villaggio tranquillo, senza auto, da girare a piedi.
L'isola di Juani, che chiude a est la baia di Chole, ospita le rovine di Kua, un'antica città swahili saccheggiata nel XIX secolo da predoni arrivati dal Madagascar. Restano muri, moschee e tombe in mezzo alla boscaglia, in un'atmosfera da esploratori. Sulle spiagge di Juani e di altri isolotti del parco depongono le uova le tartarughe marine, seguite da programmi di tutela con le comunità locali: se vi propongono di assistere a una schiusa, assicuratevi che sia un'attività controllata, senza luci e senza toccare gli animali. Tra le mangrovie di Juani ci sono anche canali e lagune che si visitano in barca con l'alta marea.
Più a sud, Jibondo è un'isola di pescatori nota per i costruttori di dhow, le barche a vela tradizionali, che qui si fanno ancora a mano. Le gite in barca nel parco portano spesso anche sui banchi di sabbia che emergono con la bassa marea, per un bagno e un picnic in mezzo al mare. Sull'isola principale vale la pena girare tra i villaggi, i palmeti e le piantagioni di anacardi e cocco, e fare un salto al mercato di Kilindoni, il centro più grande, da dove partono le barche per la terraferma.
Mafia si aggiunge bene a un safari: chi visita i parchi del sud, come il Nyerere e il Ruaha, può raggiungerla con un volo interno, e lo stesso vale per chi parte dai parchi del nord come il Serengeti, passando per Dar es Salaam o Zanzibar. Molti la combinano con qualche giorno a Zanzibar, dove si possono vedere anche i delfini di Kizimkazi e fare snorkeling a Mnemba, oppure con l'isola di Pemba, altra meta per le immersioni. Esistono anche gite in giornata per gli squali balena da Zanzibar e da Dar es Salaam, ma per godersi l'isola conviene fermarsi almeno tre o quattro notti.
Il modo più semplice è l'aereo: piccoli voli interni collegano l'aeroporto di Mafia, vicino a Kilindoni, a Dar es Salaam e a Zanzibar, e in alcune stagioni ad altri aeroporti e piste dei parchi. Il volo da Dar es Salaam è breve. Gli aerei sono piccoli e il bagaglio deve essere leggero, in borse morbide: verificate il limite con la compagnia. Dall'Italia non ci sono voli diretti per la Tanzania: si arriva con uno scalo a Dar es Salaam, al Kilimangiaro o a Zanzibar.
Chi viaggia con pochi soldi e tanto tempo può usare le barche che partono da Nyamisati, nel delta del Rufiji, a sud di Dar es Salaam, e arrivano a Kilindoni. Il viaggio dura diverse ore, i mezzi sono semplici e le partenze dipendono dalle maree e dal mare: verificate orari e condizioni sul posto prima di partire.
Sull'isola le strade sono poche, molte sterrate. Di solito l'alloggio organizza il trasferimento dall'aeroporto; per gli spostamenti ci sono taxi, moto-taxi e bajaji, i tricicli a motore. Le isole del parco e la baia di Chole si raggiungono in barca o in dhow, con le escursioni organizzate da lodge e centri d'immersione. Gli orari delle gite dipendono dalle maree: alcuni banchi di sabbia e alcuni canali tra le mangrovie si visitano solo con la marea giusta.
Il clima è tropicale e caldo tutto l'anno. Le lunghe piogge cadono all'incirca da marzo a maggio, il periodo meno adatto: molti alloggi chiudono e il mare è meno limpido. Da giugno a settembre il tempo è secco e più fresco, ma soffia il monsone di sud-est e il mare aperto può essere mosso; la baia di Chole resta di solito riparata. Da ottobre a marzo il mare è in genere più calmo, ideale per le immersioni, e arrivano gli squali balena, con il periodo migliore di solito tra dicembre e febbraio. Per altre idee leggi dove andare a dicembre, dove andare a gennaio e dove andare a febbraio.
Gli alloggi sono pochi e piccoli: nei mesi degli squali balena e durante le feste conviene prenotare in anticipo, e verificare se la struttura è aperta durante le lunghe piogge.