Aggiornato a ottobre 2026
Il Parco nazionale Nyerere è la grande area protetta del sud della Tanzania, istituita nel 2019 nella parte settentrionale della storica riserva del Selous, uno dei territori selvaggi più vasti dell'Africa. Porta il nome di Julius Nyerere, il padre dell'indipendenza tanzaniana, ma molti viaggiatori e operatori continuano a chiamarlo semplicemente Selous. È il parco più esteso del Paese, e la zona aperta ai safari fotografici si concentra lungo il fiume Rufiji, il più grande della Tanzania, con i suoi canali, le lagune e una catena di laghi.
Rispetto ai parchi del nord, come il Serengeti e il Ngorongoro, qui ci sono meno veicoli e un'atmosfera più isolata. Il Nyerere si distingue soprattutto per i safari in barca tra ippopotami e coccodrilli, per i safari a piedi e per i licaoni, i cani selvatici africani, di cui il Selous è una delle ultime grandi roccaforti. Con un volo breve da Dar es Salaam o da Zanzibar, è anche il parco più comodo da abbinare a qualche giorno di mare.
Ideale per: chi ha già fatto un safari classico e cerca un'Africa più selvaggia, chi vuole unire safari e mare a Zanzibar, gli appassionati di uccelli e di fotografia dall'acqua. Da vedere: il fiume Rufiji e i laghi Tagalala, Manze, Nzerakera e Siwandu, le colline di Beho Beho con le sorgenti calde, i licaoni, i grandi branchi di bufali e gli elefanti. Da fare: safari in barca, safari a piedi con un ranger armato, notti in campo volante. Periodo più piacevole: la stagione secca da giugno a ottobre.
Il Rufiji è il cuore del parco. Nella zona dei safari fotografici il fiume si allarga in canali sabbiosi e collega una serie di laghi, tra cui Tagalala, Manze, Nzerakera e Siwandu, circondati da palme, boscaglia e prati allagati. Nella stagione secca le rive richiamano elefanti, bufali, giraffe, zebre, gnu e antilopi che vengono a bere, mentre in acqua vivono grandi gruppi di ippopotami e alcuni dei coccodrilli del Nilo più grandi dell'Africa orientale.
È l'esperienza che distingue il Nyerere dagli altri parchi della Tanzania. Su piccole barche a motore si risale il fiume o si esplorano i laghi, avvicinandosi in silenzio agli ippopotami, ai coccodrilli che prendono il sole sui banchi di sabbia e agli animali che bevono sulle rive. È anche un ottimo modo per osservare gli uccelli: aquile pescatrici, aironi, martin pescatori, cicogne e, sulle sponde sabbiose, le colonie di gruccioni. Le uscite migliori sono quelle al mattino presto e al tramonto. Le barche sono gestite dai campi o dalle agenzie con guide autorizzate: il livello dell'acqua cambia durante l'anno, e alcuni tratti possono non essere navigabili.
Il Nyerere, insieme al resto del Selous, ospita una delle popolazioni più importanti di licaoni, una specie minacciata che si sposta molto e che va cercata con pazienza: avvistarli non è mai garantito. Sono comuni leoni, bufali, elefanti, ippopotami, giraffe masai, zebre, impala, kudu maggiori e iene maculate; il leopardo è presente ma elusivo. Il rinoceronte nero è rarissimo e quasi impossibile da vedere: per questo animale conviene puntare sul cratere di Ngorongoro. Il bracconaggio negli anni passati ha ridotto molto il numero degli elefanti, che oggi sono di nuovo osservabili lungo il fiume e i laghi.
Nel Nyerere si possono fare safari a piedi accompagnati da un ranger armato e da una guida: si cammina per qualche ora nella boscaglia, leggendo tracce, escrementi e piante, con un'emozione molto diversa da quella del fuoristrada. Alcuni campi organizzano anche il fly camping, una o più notti in tende essenziali piantate nella savana, lontano dal campo principale. Sono attività da prenotare in anticipo e soggette alle regole del parco: chiedete al vostro operatore cosa è possibile nel periodo e nella zona del viaggio.
Nella parte nord del parco, le colline di Beho Beho offrono panorami ampi sulla pianura e sul fiume. Nella zona ci sono sorgenti di acqua calda, chiamate in swahili maji moto, e la tomba di Frederick Selous, il cacciatore ed esploratore britannico da cui la riserva prende il nome, ucciso qui durante la prima guerra mondiale. Sono soste frequenti durante i safari in fuoristrada.
La riserva del Selous è patrimonio dell'umanità UNESCO e dal 2014 è nella lista del patrimonio in pericolo, prima per il bracconaggio e poi per le grandi opere. La più importante è la centrale idroelettrica Julius Nyerere, costruita sul Rufiji nella gola di Stiegler, oggi in funzione: nella sessione del 2026 il Comitato del patrimonio mondiale ha deciso di mantenere il Selous nella lista del patrimonio in pericolo, esprimendo preoccupazione per gli effetti delle dighe e dei progetti minerari sull'area. A giugno 2025 il Parlamento tanzaniano ha approvato una modifica dei confini del parco, restituendo una parte del territorio alla riserva del Selous. Nella riserva rimasta a sud del fiume si pratica ancora la caccia, mentre il parco nazionale è riservato ai safari fotografici.
Dall'Italia non ci sono voli diretti per la Tanzania: si arriva con uno scalo a Dar es Salaam o a Zanzibar, che sono i due punti di partenza per il Nyerere.
In aereo, piccoli voli interni collegano Dar es Salaam e Zanzibar alle piste d'atterraggio del parco, con tempi di volo brevi; ci sono anche collegamenti con il Ruaha e con il nord del Paese. A febbraio 2026 è stato inaugurato il nuovo aeroporto di Mtemere, vicino al villaggio di Mloka e all'omonimo cancello, pensato per migliorare l'accesso al parco: rotte e compagnie cambiano spesso, verificatele al momento della prenotazione. Sui piccoli aerei il bagaglio deve essere morbido e leggero, con limiti di peso stretti.
In strada, da Dar es Salaam si raggiungono i cancelli principali, come Mtemere e Matambwe, con una giornata di viaggio in fuoristrada, di solito circa sei ore, gli ultimi tratti su sterrato. È l'opzione più economica, ma faticosa, e nella stagione delle piogge alcune piste possono diventare impraticabili. Più avventuroso è il treno della linea TAZARA, che corre lungo il margine settentrionale della zona: orari e servizi sono irregolari, e serve comunque un trasferimento organizzato dalla stazione al campo.
All'interno del parco ci si sposta con il fuoristrada del campo o dell'agenzia, con guida, sulle piste autorizzate, e in barca sul fiume e sui laghi. Quasi tutti i campi includono le attività nel soggiorno e organizzano i trasferimenti dalla pista d'atterraggio. Le distanze sono grandi e la rete di piste copre solo una parte del parco, quella lungo il Rufiji: per questo conviene scegliere bene la zona del campo. È vietato scendere dal veicolo fuori dalle aree indicate, se non durante i safari a piedi con il ranger.
Il periodo migliore è la stagione secca, da giugno a ottobre: la vegetazione si dirada, gli animali si concentrano vicino al fiume e ai laghi, le piste sono percorribili e le zanzare sono meno numerose. Verso la fine della stagione, a settembre e ottobre, fa molto caldo ma gli avvistamenti sono spesso i migliori (vedi dove andare a luglio e dove andare a settembre). Anche gennaio e febbraio, tra le piogge brevi e quelle lunghe, possono essere un buon momento, con il verde e molti uccelli migratori (vedi dove andare a gennaio). Durante le piogge lunghe, più o meno tra marzo e maggio, molte piste si allagano e numerosi campi chiudono. Il sud della Tanzania è più caldo e umido del nord.