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Capo Bon: Nabeul, Kerkouane, Kelibia ed El Haouaria

Aggiornato a ottobre 2026

La fortezza di pietra di Kelibia su un promontorio sopra il mare turchese del Capo Bon, con il porto dei pescherecci e la spiaggia chiara in basso

Il Capo Bon è la penisola che si allunga dal nord-est della Tunisia verso la Sicilia, chiudendo a est il golfo di Tunisi. È la parte più verde e agricola del paese: agrumeti, vigneti, campi di ortaggi e colline coperte di macchia, con una lunga costa di spiagge sabbiose sul lato orientale e scogliere sulla punta. Qui sorgevano alcune delle città puniche più antiche dell'Africa, e da qui, attraverso il canale di Sicilia, la costa italiana non è lontana: nelle giornate limpide dalla cima del Djebel Abiod si scorgono le isole siciliane più vicine.

La penisola si presta a un piccolo itinerario di due o tre giorni, oppure a gite in giornata da Hammamet, che si trova alla sua base. Si comincia da Nabeul, la città della ceramica, si risale la costa fino a Kerkouane, l'unica città punica arrivata fino a noi quasi intatta nella sua pianta, e a Kelibia, con la fortezza sul mare, per finire alle cave antiche di El Haouaria, sulla punta.

In breve

Ideale per: chi ama l'archeologia, l'artigianato, le spiagge poco affollate e i paesaggi agricoli, anche in abbinamento a un soggiorno a Hammamet o a Tunisi. Da vedere: il museo archeologico e le botteghe di ceramica di Nabeul, il sito punico di Kerkouane, la fortezza e le spiagge di Kelibia, le cave e la falesia di El Haouaria. Periodo più piacevole: la primavera, con la fioritura degli aranci amari, e l'inizio dell'autunno, ancora buono per il mare.

Cosa vedere e cosa fare

Nabeul, la città della ceramica

Nabeul è il capoluogo della regione e una delle capitali dell'artigianato tunisino. Il suo nome viene dall'antica Neapolis, la "città nuova". La tradizione della ceramica è antichissima: tra il XV e il XVI secolo si stabilirono qui vasai venuti da Djerba, attirati dall'argilla locale, e in seguito gli esuli andalusi portarono gli smalti, i blu cobalto e i motivi geometrici. Oggi la città conta centinaia di laboratori, e lungo le strade principali si susseguono negozi di piatti, vasi, piastrelle e terrecotte, spesso nei classici toni del blu, del verde e del bianco. Nabeul è nota anche per le stuoie di giunco intrecciate a mano e, il venerdì, per il suo grande mercato settimanale.

Il museo archeologico di Nabeul e Neapolis

Il museo archeologico di Nabeul, aperto nel 1984, raccoglie soprattutto i mosaici trovati negli scavi dell'antica Neapolis, insieme a ceramiche puniche provenienti da Kerkouane e da Kelibia. I pezzi più originali sono le statuette in terracotta del santuario rurale di Thinissut, tra cui una dea madre che allatta un bambino e divinità con la testa di leone. Il sito di Neapolis, sul mare a breve distanza dal centro, era celebre nell'antichità per la produzione di garum, la salsa di pesce fermentato molto amata dai Romani. All'inizio del 2026 le mareggiate hanno fatto riaffiorare sulle spiagge di Nabeul nuovi resti antichi, oggetto di studio da parte dell'Istituto nazionale del patrimonio: non toccate e non raccogliete nulla.

I fiori d'arancio e la distillazione

Nabeul è circondata da agrumeti, e la regione fornisce quasi tutti i fiori d'arancio amaro raccolti in Tunisia. Tra metà marzo e metà aprile si raccolgono i fiori dell'arancio amaro, e nelle case e nei piccoli laboratori si distillano ancora con il qattar, un alambicco con la base di rame e la parte superiore in terracotta. L'acqua di fiori serve a profumare il caffè, il tè e i dolci; dai fiori si ricava anche l'essenza di neroli, in gran parte esportata.

Dar Chaabane el Fehri

Alle porte di Nabeul, quasi un tutt'uno con la città, Dar Chaabane el Fehri è il paese degli scalpellini: qui ha sede la più antica corporazione di scultori della pietra del paese. Nei laboratori lungo la strada si lavorano a mano cornici di porte e finestre, colonne, fontane ed elementi decorativi, in uno stile che mescola influenze berbere, puniche, romane e islamiche.

Kerkouane, la città punica

Kerkouane è un sito che non ha uguali: una città fenicio-punica su una falesia sul mare, abbandonata probabilmente durante la prima guerra punica, intorno alla metà del III secolo a.C., e mai più abitata. A differenza di Cartagine e delle altre città puniche, non fu ricostruita dai Romani, e per questo conserva la pianta originale. Scoperta nel 1952, è patrimonio UNESCO insieme alla vicina necropoli. Si cammina tra le fondamenta di case costruite secondo uno schema regolare, con cortile, pozzo e, caratteristica unica, un bagno in ogni abitazione; su alcuni pavimenti compare il segno di Tanit, insieme a pesci e fiori di loto. Al centro ci sono i resti di un grande santuario, e la città era protetta da una doppia cinta di mura con torri. Un piccolo museo sul posto completa la visita. Orari e biglietti cambiano tra estate e inverno e il museo di norma chiude il lunedì: verificate prima di partire. Per la storia del sito c'è la scheda dell'UNESCO.

Kelibia

Kelibia è una cittadina di pescatori sulla costa orientale del Capo Bon, sede della scuola nazionale di pesca e gemellata con Pantelleria. Su un promontorio sopra il porto domina la fortezza, una delle più spettacolari del paese: fondata dai Greci di Sicilia alla fine del IV secolo a.C. con il nome di Aspis, occupata da Cartagine, divenne la Clipea dei Romani, poi fortezza bizantina, ribat in epoca araba e infine faro e stazione di segnalazione in epoca francese. Dentro le mura si vedono cisterne romane, il forte bizantino e i resti di una piccola moschea, e la vista sul mare e sulla costa è ampia. Intorno a Kelibia ci sono alcune delle spiagge più belle della penisola, di sabbia chiara e mare limpido. La zona è nota anche per il moscato di Kelibia, un vino bianco aromatico, e la città ospita dal 1964 un festival internazionale del cinema amatoriale.

El Haouaria e le cave antiche

El Haouaria è il paese sulla punta del Capo Bon, tra la montagna e il mare. Poco fuori dall'abitato, vicino a Ghar el Kebir, ci sono le cave antiche (dette anche grotte romane), sfruttate già dall'epoca punica: la pietra tenera veniva estratta da pozzi quadrati scavando sotto la superficie cavità a forma di caraffa, e i blocchi venivano spediti via mare fino a Cartagine. Le grandi sale scavate, illuminate dall'alto dalle aperture dei pozzi, sono impressionanti. Sopra le cave si sale verso il Djebel Abiod, con la falesia a picco sul mare e una vista che nelle giornate limpide arriva alle isole siciliane. Al largo si vedono le isole di Zembra e Zembretta, parco nazionale e riserva della biosfera UNESCO.

La falconeria e la festa dello sparviero

El Haouaria è uno degli ultimi corridoi da cui gli uccelli migratori, compresi molti rapaci, attraversano il Mediterraneo verso la Sicilia, e il paese ha una lunga tradizione di falconeria: qui si catturano e si addestrano sparvieri e falchi pellegrini. Ogni anno a giugno si tiene il Festival dello sparviero, nato nel 1967, con gare di falconeria, sfilate, artigianato e incontri sulla biodiversità della montagna; si lavora per far riconoscere questa tradizione dall'UNESCO. Le date cambiano ogni anno: controllatele prima di organizzare il viaggio.

Come arrivare

L'aeroporto più comodo è quello di Tunisi-Cartagine; in alternativa si può atterrare a Enfidha e salire verso nord passando da Hammamet. Da Tunisi Nabeul è collegata da una linea ferroviaria della SNCFT, con poche corse al giorno e talvolta interruzioni: verificate orari e servizio. Più frequenti sono i louage (taxi collettivi) e gli autobus da Tunisi per Nabeul, Kelibia ed El Haouaria. Chi arriva in Tunisia in traghetto con la propria auto sbarca al porto di La Goulette, vicino a Tunisi, a breve distanza dalla penisola.

Come muoversi

Il modo più comodo per girare il Capo Bon è l'auto: la strada costiera collega Nabeul, Kelibia ed El Haouaria, e Kerkouane si trova lungo il percorso, poco a nord di Kelibia. Senza auto si usano i louage tra i centri principali e i taxi per gli ultimi chilometri, ad esempio da Kelibia a Kerkouane o da El Haouaria alle cave; conviene accordarsi con il tassista per il ritorno.

Quando andare

La primavera è la stagione più bella: la campagna è verde, tra metà marzo e metà aprile fioriscono gli aranci amari e in primavera si vedono i rapaci in migrazione sopra El Haouaria. A giugno c'è il festival dello sparviero. Da giugno a settembre è la stagione del mare, con le spiagge di Kelibia affollate nei fine settimana di luglio e agosto dalle famiglie tunisine. L'autunno è ancora mite e tranquillo, mentre in inverno il tempo è più variabile e piovoso e alcune strutture sulla costa chiudono.

Dove dormire

Consigli pratici

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