Aggiornato a ottobre 2026
Mahdia è una città di mare del Sahel tunisino, costruita su una stretta penisola rocciosa che si allunga nel Mediterraneo a sud di Monastir. Già scalo commerciale dei Cartaginesi, all'inizio del X secolo fu scelta come capitale dal primo califfo fatimide, Ubayd Allah, detto il Mahdi, che le diede il nome e la cinse di mura. Quando i Fatimidi conquistarono l'Egitto e fondarono Il Cairo, Mahdia perse il ruolo di capitale ma restò un porto importante, conteso nei secoli successivi da Normanni, corsari e Spagnoli.
Oggi è una delle località più tranquille della costa tunisina. La medina, piccola e facile da girare a piedi, conserva la porta fatimide, la Grande Moschea e un forte del XVI secolo, e finisce sulla punta del capo con un cimitero bianco affacciato sull'acqua. A nord della città si allunga invece la zona turistica, con spiagge di sabbia chiara e alberghi sul mare. Mahdia si presta bene come base per vedere il Sahel con calma, dall'anfiteatro di El Jem alla città santa di Kairouan, lontano dalla folla delle località più grandi.
Ideale per: chi cerca mare e spiagge senza rinunciare a una medina autentica, coppie e famiglie che vogliono una base tranquilla nel Sahel. Da vedere: la Skifa el Kahla, la Grande Moschea, il Borj el Kebir, il cimitero marino e l'antico porto, il museo, i laboratori di tessitura della seta, il porto dei pescatori e le spiagge della zona turistica. Periodo più piacevole: primavera e autunno per la visita della città; da giugno a settembre per il mare.
La Skifa el Kahla ("il passaggio oscuro") è la porta d'ingresso della medina, chiamata anche Bab Zouila: un lungo androne buio a volta, sormontato da una massiccia torre, che è uno dei pochi resti della cinta fatimide del X secolo. La struttura che si vede oggi è stata rimaneggiata dopo le distruzioni del Cinquecento, quando gli Spagnoli, lasciando la città, ne smantellarono le fortificazioni. Un tempo dava accesso alla cittadella del califfo; oggi porta nel piccolo suk della medina. La sera la porta è illuminata.
La Grande Moschea fu fondata dal Mahdi nel X secolo su una piattaforma in parte strappata al mare, e due dei suoi lati coincidono con le mura che proteggevano la medina dalla parte del mare. È un edificio austero, senza minareto, con un portale monumentale che secondo la tradizione era riservato alle entrate e alle uscite del califfo. Quello che si vede oggi è in gran parte una ricostruzione: la moschea fu quasi interamente rifatta negli anni Sessanta del Novecento seguendo la pianta originale. L'accesso alla sala di preghiera è di norma riservato ai musulmani; i visitatori possono comunque osservare il portale e l'esterno, con un abbigliamento rispettoso.
Nel cuore della medina si apre la piazza del Cairo, ombreggiata da alberi e circondata da caffè. Tutto intorno si snodano vicoli bianchi con porte dipinte, piccole botteghe e i laboratori dei tessitori. La medina è poco battuta dal turismo di massa e si gira volentieri senza meta, fino alla punta del capo. Il venerdì in città si tiene il mercato settimanale.
Mahdia è famosa da secoli per i suoi tessuti: già il geografo arabo al-Idrisi, nel XII secolo, citava le stoffe "molto fini e belle" prodotte in città. Nei laboratori della medina si tessono ancora sui telai a mano stoffe di seta a bande colorate, con sottili righe d'argento e d'oro e motivi geometrici, usate soprattutto per gli abiti tradizionali delle spose. Entrare in una bottega e guardare i tessitori al lavoro è uno dei modi migliori per capire la città; se volete comprare, chiedete sempre il prezzo prima e confrontate più laboratori.
Il Borj el Kebir è la grande fortezza che domina la punta della penisola, costruita nel XVI secolo sui resti di fortificazioni fatimidi più antiche. Fu un punto chiave per la difesa della città nelle guerre tra Ottomani e Spagnoli, quando Mahdia era una base del corsaro Dragut. Dai bastioni la vista abbraccia la medina, il cimitero marino e il mare su tre lati. D'estate il cortile ospita le serate del festival delle Notti di Mahdia. Orari e biglietti cambiano con le stagioni: verificateli sul posto prima della visita.
Ai piedi del Borj el Kebir, verso il faro, si stende il cimitero marino: centinaia di semplici tombe bianche che scendono dolcemente verso il mare, uno dei paesaggi più fotografati della Tunisia, da vedere con discrezione. Poco oltre, sulla costa meridionale del capo, c'è l'antico porto, un bacino scavato nella roccia, che le fonti locali fanno risalire all'epoca punica e che fu poi usato dai Fatimidi. La punta, che nell'antichità era chiamata Capo Africa, è bella da percorrere a piedi soprattutto al tramonto.
All'ingresso della medina, in un edificio che un tempo ospitava il municipio, il museo di Mahdia racconta la storia della città e della regione. Le collezioni comprendono mosaici di epoca romana, monete d'oro bizantine e una sezione dedicata agli abiti tradizionali delle spose e ai tessuti locali. È piccolo e completa bene la passeggiata nella medina. Verificate orari e giorni di chiusura prima di andare.
Nel 1907 alcuni pescatori di spugne trovarono al largo di Mahdia il relitto di una nave del I secolo a.C. carica di statue in bronzo e marmo, colonne ed elementi architettonici destinati probabilmente a ricche dimore romane. Fu una delle prime grandi scoperte dell'archeologia subacquea. I reperti non sono a Mahdia ma al Museo nazionale del Bardo, a Tunisi: se passate dalla capitale, verificate prima quali sale sono aperte, perché il museo è rimasto a lungo chiuso negli ultimi anni.
Mahdia ha uno dei più grandi porti di pesca della Tunisia, a ridosso della medina: la mattina presto, al rientro dei pescherecci, è il posto giusto per vedere la città che lavora. Le spiagge più ampie sono a nord del centro, lungo la zona turistica, con sabbia dorata e mare basso adatto ai bambini; vicino alla medina ci sono spiagge più piccole frequentate dalle famiglie del posto.
L'aeroporto internazionale più vicino è quello di Monastir; in alternativa si atterra a Tunisi o a Enfidha e si prosegue via terra. Da Monastir e da Sousse Mahdia è il capolinea del Metro del Sahel, la linea ferroviaria elettrificata della SNCFT che collega Sousse, Monastir (con una fermata vicino all'aeroporto) e Mahdia, passando per Moknine; c'è anche una fermata nella zona turistica. In auto si arriva dalle strade costiere del Sahel; dalle altre città ci sono louage (taxi collettivi) e autobus.
La medina si gira solo a piedi ed è abbastanza piccola da vederla in una mattinata. Tra la medina e la zona turistica si usano i taxi gialli, numerosi e economici (chiedete di accendere il tassametro), oppure il treno del Sahel, che ferma anche nella zona degli alberghi. Per le gite a El Jem, Salakta o Kairouan conviene un'auto a noleggio, un taxi per la giornata o i louage, che partono quando sono pieni. Il treno può avere ritardi: controllate gli orari il giorno prima.
Primavera e autunno sono le stagioni migliori per la medina e le escursioni nell'interno, con temperature gradevoli e poca folla. Da giugno a settembre è la stagione del mare: fa caldo, soprattutto a luglio e agosto, e la città si riempie di famiglie tunisine e di emigrati in vacanza. Tra fine luglio e metà agosto si tiene il Festival internazionale delle Notti di Mahdia, con concerti, teatro e spettacoli serali nel Borj el Kebir. L'inverno è mite ma più ventoso e molti alberghi della zona turistica riducono i servizi.