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Pemba: l'isola verde dei chiodi di garofano, nell'arcipelago di Zanzibar

Aggiornato a ottobre 2026

Un dhow a vela nel mare turchese davanti alla costa verde dell'isola di Pemba, coperta di palme e foresta

Pemba è la seconda isola dell'arcipelago di Zanzibar, a circa 50 chilometri a nord di Unguja, l'isola principale, e separata dalla costa della Tanzania dal profondo Pemba Channel. È più collinare e più fertile di Unguja: i mercanti arabi la chiamavano "l'isola verde", e ancora oggi è coperta di piantagioni di chiodi di garofano, palme da cocco, banani e risaie. Ha la maggiore concentrazione di alberi di chiodi di garofano dell'arcipelago.

Rispetto a Unguja, Pemba riceve pochi visitatori: non ci sono le grandi spiagge attrezzate di Nungwi o di Paje, e le strutture sono poche e sparse. In cambio offre fondali tra i più belli dell'Africa orientale, una foresta primaria con specie che vivono solo qui, rovine di città swahili medievali e una vita quotidiana poco toccata dal turismo. È un'isola tradizionale, a grande maggioranza musulmana, dove conviene viaggiare con calma e con rispetto per le abitudini locali.

In breve

Ideale per: subacquei esperti, chi ama la natura e chi cerca un'isola lontana dal turismo di massa, magari dopo qualche giorno a Unguja. Da vedere: Chake Chake e Wete, le piantagioni di chiodi di garofano, la foresta di Ngezi, la colonia di volpi volanti di Kidike, l'isola di Misali, le rovine di Ras Mkumbuu e di Chwaka. Periodo più piacevole: i mesi più asciutti, da giugno a ottobre.

Cosa vedere e cosa fare

Chake Chake

Chake Chake è il capoluogo amministrativo e commerciale dell'isola: sorge su una collina al centro della costa occidentale, affacciata sulla profonda baia omonima, e l'aeroporto è a pochi chilometri a sud-est. La città conserva i resti di un vecchio forte e ospita il Museo di Pemba, che racconta la storia e le tradizioni dell'isola. Da Chake Chake partono le escursioni verso l'isola di Misali e verso le rovine di Ras Mkumbuu.

Wete e il nord

Wete, sulla costa nord-occidentale, è la città più grande di Pemba e il capoluogo di Pemba Nord. È stato a lungo il porto principale dell'isola, e i dhow tradizionali fanno ancora rotta verso il Kenya. Poco a sud-ovest della città, sull'isola di Mtambwe, restano le rovine della città swahili medievale di Mtambwe Mkuu. Da Wete si parte per la foresta di Ngezi e per la penisola di Kigomasha, all'estremo nord, con il faro e le spiagge.

Le piantagioni di chiodi di garofano

I chiodi di garofano sono da secoli la ricchezza di Pemba e una voce importante delle esportazioni di Zanzibar. Durante il raccolto i boccioli, raccolti a mano, si fanno seccare al sole su stuoie stese davanti alle case. Si possono visitare piccole aziende agricole, il centro di raccolta della ZSTC a Chake Chake, la società statale che commercializza i chiodi di garofano, e la sua distilleria, dove se ne ricava l'olio essenziale. Per un'esperienza simile a Unguja c'è il tour delle spezie.

La foresta di Ngezi

La riserva forestale di Ngezi, istituita nel 1959 all'estremità nord-occidentale dell'isola, protegge una delle ultime porzioni della foresta originaria di Pemba. Comprende foresta tropicale e fluviale, zone paludose e mangrovie, con una palma che cresce solo a Pemba. Vi vivono il vervet di Pemba, una sottospecie endemica di cercopiteco, il colobo rosso di Zanzibar, introdotto negli anni Settanta, il cefalofo azzurro e l'assiolo di Pemba, un piccolo gufo endemico. La foresta si visita a piedi, meglio con una guida locale: sentieri, orari e biglietti vanno verificati sul posto.

La volpe volante di Pemba e Kidike

La volpe volante di Pemba (Pteropus voeltzkowi) è un grande pipistrello della frutta che vive solo su quest'isola. All'inizio degli anni Novanta ne restavano poche centinaia di esemplari, minacciati dalla caccia con il fucile e dalla distruzione della foresta; grazie all'educazione, ai club naturalistici di villaggio e al divieto di caccia con il fucile, la popolazione si è ripresa in modo notevole. Il posto più facile per vederle è Kidike, una decina di chilometri a nord-est di Chake Chake, poco lontano dalla strada per Wete: un'area naturale dove un'organizzazione locale accompagna i visitatori e da una piccola piattaforma si osservano i pipistrelli appesi ai rami e in volo. Si vedono anche nella foresta di Ngezi.

L'isola di Misali

Misali è un piccolo isolotto disabitato una decina di chilometri a ovest di Chake Chake, nel Pemba Channel. Circondato da una barriera corallina molto ricca, è un luogo di nidificazione delle tartarughe verdi ed embricate e fa parte della Pemba Channel Conservation Area, l'area protetta che copre le acque e gli isolotti di tutta la costa occidentale. Il nome viene dalla parola swahili per "tappeto di preghiera", per una leggenda locale. Si va per lo snorkeling, le immersioni e le passeggiate; l'ingresso nell'area protetta è a pagamento, e i biglietti delle aree marine di Zanzibar sono stati rivisti nel 2025.

Le immersioni nel Pemba Channel

Il canale che separa Pemba dalla terraferma è profondo e attraversato da correnti forti: per questo i fondali sono ricchi di vita, ma molte immersioni sono in corrente lungo pareti verticali e sono adatte soprattutto a subacquei esperti. Tra i siti più noti ci sono Misali, Fundu Reef, Emerald Reef, Kokota, Njao e Uvinje Gap, quasi tutti sulla costa occidentale e nel nord. Si incontrano squali di barriera, tartarughe, razze e grandi banchi di pesci, e nel canale passano anche squali martello. Chiedete ai centri immersione quali siti sono adatti al vostro livello. Per acque più tranquille c'è Mnemba.

Le rovine di Ras Mkumbuu

Sulla penisola di Ras Mkumbuu, a ovest di Chake Chake, restano le rovine di Ndagoni, un antico insediamento swahili con i resti di una grande moschea, tra le maggiori dell'Africa subsahariana del suo tempo, tombe e case in pietra. Il sito fu abbandonato nel Cinquecento e le strutture più visibili sono attribuite al Trecento; alcuni studiosi hanno proposto di identificare il luogo con Qanbalu, il porto citato dal geografo arabo al-Masudi verso il 900, ma la questione è ancora aperta. Il sito è monumento nazionale ed è considerato a rischio per lo stato di conservazione: si visita con una guida o con un'escursione organizzata.

Chwaka e Pujini

Nel nord-est dell'isola, vicino al villaggio di Chwaka e non lontano da Konde, un breve sentiero porta alle rovine di una città swahili abitata dall'XI al XVI secolo. Vi sono stati trovati i resti di quattro moschee in pietra, tra cui una con il mihrab decorato da ciotole cinesi, e una tomba a pilastro detta "tomba di Haruni", dal nome di un capo della tradizione locale. Nel sud-est, a Pujini, si trovano le rovine di Mkama Ndume, l'unica fortificazione antica conosciuta della costa swahili, del Quattrocento.

Come arrivare

L'aeroporto di Pemba (Karume, detto anche Wawi) si trova a pochi chilometri da Chake Chake. Non ci sono voli internazionali diretti: si arriva con piccoli aerei da Zanzibar (circa mezz'ora di volo) e da Dar es Salaam (circa un'ora), operati da compagnie regionali come Auric Air, As Salaam Air, Coastal Aviation e ZanAir. Gli aerei hanno pochi posti: prenotate in anticipo e verificate compagnie e orari, che cambiano spesso. Dall'ottobre 2025 sono in corso i lavori di ampliamento dell'aeroporto. Via mare, traghetti veloci collegano il porto di Stone Town a Mkoani, nel sud di Pemba, solo alcuni giorni alla settimana; più rari i collegamenti con Wete e con Tanga. Orari e frequenze variano con la stagione: controllateli prima di partire. Non confondete Pemba con l'omonima città del Mozambico quando prenotate.

Come muoversi

Il mezzo più pratico è un'auto con autista, da concordare con la struttura dove si dorme; i taxi sono cari per le lunghe distanze. I dala dala, i minibus locali, collegano Chake Chake con Wete e Mkoani e sono economici ma lenti. Le strade principali sono asfaltate, mentre l'ultimo tratto verso l'estremo nord è sterrato: dall'aeroporto alla punta settentrionale possono servire anche un'ora e mezza.

Quando andare

I mesi più asciutti vanno da giugno a ottobre, con meno umidità e buone condizioni per le immersioni. La stagione delle piogge lunghe cade in primavera, mentre a fine anno arrivano le piogge brevi: in quei periodi l'isola è ancora più verde e quasi vuota, ma il mare può essere mosso e alcune strutture possono chiudere: verificate prima di prenotare. Durante il Ramadan molti posti per mangiare restano chiusi di giorno ed è bene non mangiare né bere in pubblico.

Dove dormire

Consigli pratici

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