Aggiornato a ottobre 2026
Buenos Aires è la capitale dell'Argentina e la porta d'ingresso di quasi ogni viaggio nel Paese. Affacciata sul Río de la Plata, è una metropoli di grandi viali, palazzi in stile europeo, caffè storici e quartieri molto diversi tra loro: ogni barrio ha un carattere proprio, dalla Boca dei primi emigranti genovesi alle strade alberate di Palermo.
Per un viaggiatore italiano è una città stranamente familiare: tanti cognomi, la gestualità, la pizza e il gelato raccontano la grande emigrazione tra Ottocento e Novecento. Allo stesso tempo è profondamente sudamericana, con il tango nelle milonghe, l'asado la domenica, il mate condiviso e una vita notturna che comincia tardissimo.
Ideale per: città, architettura, musica, cucina e vita notturna. Da non perdere: Plaza de Mayo e la Casa Rosada, la fiera della domenica a San Telmo, Caminito alla Boca, il cimitero della Recoleta, i parchi di Palermo, una visita al Teatro Colón, una serata in milonga e una gita a Tigre o a Colonia del Sacramento. Tempo consigliato: almeno quattro giorni, cinque o sei con le escursioni. Periodo migliore: primavera e autunno australi, cioè da settembre a novembre e da marzo a maggio. Da sapere: le stagioni sono invertite rispetto all'Italia e la sera si cena tardi.
Plaza de Mayo è il cuore politico del Paese, teatro di rivoluzioni, comizi e proteste. Sul lato est si affaccia la Casa Rosada, sede della Presidenza, con il balcone da cui parlarono Perón ed Evita. Attorno alla piazza ci sono il Cabildo, l'antico municipio coloniale, e la Cattedrale Metropolitana, che custodisce il mausoleo del generale San Martín ed è legata alla figura di papa Francesco, che ne fu arcivescovo. Qui le Madri di Plaza de Mayo hanno sfilato per decenni per i figli scomparsi durante la dittatura. Le visite guidate all'interno della Casa Rosada sono state sospese e riprese più volte negli ultimi anni: verificatele sul sito ufficiale della Presidenza.
Da Plaza de Mayo parte l'Avenida de Mayo, viale elegante di inizio Novecento che arriva al Congresso, fiancheggiato da palazzi liberty e da alcuni dei più celebri caffè storici della città. A Buenos Aires i locali di valore storico sono riconosciuti come bares notables: entrare per un caffè con le medialunas è uno dei piaceri del viaggio. Poco più a ovest l'avenida incrocia la larghissima Avenida 9 de Julio, con l'Obelisco, simbolo della città, e la zona dei teatri di Avenida Corrientes.
San Telmo è uno dei quartieri più antichi: strade lastricate, case basse, antiquari, cortili e locali di tango. La domenica la fiera di San Telmo occupa Plaza Dorrego e si allunga per molti isolati lungo calle Defensa, con bancarelle di antiquariato, artigianato, oggetti d'epoca, musicisti di strada e coppie che ballano il tango. Durante la settimana vale una sosta il mercato di San Telmo, coperto da una struttura in ferro, con banchi di frutta, antiquari e posti dove mangiare. Fate attenzione ai borseggiatori nella folla.
Il quartiere della Boca, alla foce del Riachuelo, fu popolato da emigranti, in gran parte genovesi, che vivevano nei conventillos, case collettive in legno e lamiera dipinte con gli avanzi di vernice delle navi. Caminito è la breve strada-museo dai colori vivaci, con artisti, ballerini di tango e negozi di souvenir: è molto turistica ma è il ritratto più famoso di Buenos Aires. Nelle vicinanze ci sono il museo dedicato al pittore Benito Quinquela Martín, che fece conoscere il quartiere, e lo stadio La Bombonera del Boca Juniors. Visitate la Boca di giorno e restate nella zona turistica: le strade circostanti non sono sicure, soprattutto la sera.
Recoleta è il quartiere elegante della città, con palazzi in stile francese, viali e caffè all'aperto. Il suo cimitero è una vera città di marmo: viali, cappelle e mausolei di presidenti, scrittori e famiglie dell'aristocrazia, con sculture spesso di grande valore. La tomba più cercata è quella della famiglia Duarte, dove riposa Evita Perón. Poco lontano il Museo Nazionale di Belle Arti ha una ricca collezione di arte europea e argentina.
Palermo è il quartiere più grande e il più verde. I Bosques de Palermo raccolgono laghetti, il roseto, il Giardino giapponese e il Planetario; poco lontano ci sono il Giardino botanico, l'Ecoparque nato al posto del vecchio zoo, il MALBA, museo di arte latinoamericana, e il Museo Evita. Palermo Soho e Palermo Hollywood sono le zone di moda, con negozi di design, murales, ristoranti e locali notturni.
Puerto Madero è il vecchio porto recuperato: i magazzini in mattoni rossi lungo i bacini sono diventati uffici, ristoranti e residenze, affiancati da grattacieli moderni. Si passeggia sulle banchine fino al Puente de la Mujer, il ponte pedonale girevole progettato da Santiago Calatrava. Oltre i bacini si estende la Riserva ecologica Costanera Sur, un'area naturale di lagune e canneti sulle rive del Río de la Plata, ottima per una passeggiata e per osservare gli uccelli.
Il Teatro Colón, inaugurato nel 1908, è uno dei grandi teatri d'opera del mondo, celebre per l'acustica e per la sala a ferro di cavallo. Si può assistere a un'opera, a un balletto o a un concerto, oppure partecipare alle visite guidate, che portano nei foyer e nella sala: date e biglietti si verificano sul sito ufficiale del teatro. In Avenida Santa Fe c'è El Ateneo Grand Splendid, una libreria ricavata in un antico teatro: i palchi, la cupola affrescata e il palcoscenico sono rimasti, mentre la platea è piena di scaffali. L'ingresso è libero.
Il tango, nato tra Buenos Aires e Montevideo, è patrimonio culturale immateriale dell'umanità per l'UNESCO dal 2009. Ci sono due modi per viverlo. Gli spettacoli per turisti con cena sono curati ma costosi. Le milonghe sono invece le serate di ballo frequentate dagli abitanti, spesso precedute da una lezione per principianti: si osserva, si ascolta la musica e, se si vuole, si prova. Le milonghe cominciano tardi e hanno i loro codici, come l'invito con lo sguardo. Ad agosto la città ospita di norma un grande festival e campionato mondiale di tango: verificate le date dell'edizione.
Il rito per eccellenza è l'asado, la grigliata di carne cotta lentamente sulla brace della parrilla: tagli di manzo come il bife de chorizo e l'entraña, salsicce, morcilla e verdure, con la salsa chimichurri. Da provare anche le empanadas, la pizza alla porteña, ricca di formaggio, il gelato di tradizione italiana e il dulce de leche, anche negli alfajores. Il vino simbolo è il Malbec di Mendoza. Ricordate gli orari: si cena raramente prima delle 21.
A nord della città, Tigre è la porta del delta del Paraná, un labirinto di fiumi, canali e isole coperte di vegetazione, dove le case su palafitta si raggiungono solo in barca. Si arriva in treno dalla stazione di Retiro oppure, quando è in servizio, combinando il treno suburbano con il Tren de la Costa, che costeggia il fiume attraversando le cittadine residenziali. A Tigre si può salire sulle lanchas colectivas, i battelli usati dagli abitanti come autobus, fare un giro in barca o in kayak e girare il mercato dell'artigianato del Puerto de Frutos. È una gita di una giornata.
Dall'altra parte del Río de la Plata, in Uruguay, Colonia del Sacramento si raggiunge in traghetto dai terminal fluviali del porto di Buenos Aires e si visita anche in giornata. Fondata dai portoghesi e contesa per secoli con gli spagnoli, conserva un piccolo quartiere storico UNESCO di vie acciottolate, case coloniali, mura, il faro e la celebre Calle de los Suspiros. Trattandosi di un altro Paese, servono il passaporto e i controlli di frontiera, che di norma si svolgono al porto di partenza: verificate in anticipo orari, tipi di traghetto e i requisiti d'ingresso in Uruguay.
Buenos Aires si visita senza grandi problemi con un po' di prudenza, ma la microcriminalità è diffusa. Di sera evitate di camminare nelle zone attorno alle stazioni di Constitución e di Retiro, nel quartiere di Once, nella Boca fuori dall'area di Caminito e nelle strade più isolate di San Telmo. Non entrate nelle villas, gli insediamenti informali, a meno che non siate con una guida autorizzata. Ovunque tenete il telefono in tasca, perché sono frequenti gli scippi dalle moto; diffidate di chi vi macchia i vestiti e poi offre aiuto mentre un complice vi deruba; la sera usate taxi ufficiali o auto prenotate con un'app.
I voli intercontinentali arrivano all'aeroporto internazionale di Ezeiza (Ministro Pistarini), a sud-ovest del centro, collegato alla città da autobus, navette, taxi e auto con conducente: nelle ore di punta il traffico allunga molto il tragitto. L'Aeroparque Jorge Newbery, sulla riva del fiume vicino a Palermo, è invece vicinissimo al centro e serve soprattutto i voli nazionali e alcuni voli regionali: da qui si parte per El Calafate, Ushuaia, Bariloche, Mendoza, Salta e le cascate di Iguazú. Alcuni voli interni partono però anche da Ezeiza: controllate bene l'aeroporto sul biglietto, perché spostarsi tra i due richiede tempo. Dall'Italia ci sono voli diretti e voli con scalo in Europa o in Sud America; compagnie e frequenze cambiano spesso, verificatele quando prenotate.
Il centro e i quartieri principali sono collegati dalla metropolitana, il Subte, e da una rete fittissima di autobus, i colectivos, con corsie preferenziali sui viali principali. Per entrambi si usa la carta ricaricabile SUBE; su diverse linee si può pagare anche con carta contactless, ma verificate prima. Tra San Telmo, Plaza de Mayo e Puerto Madero si va a piedi. I taxi sono neri e gialli; molti preferiscono le app di trasporto, che mostrano il prezzo in anticipo.
I mesi migliori sono quelli della primavera australe, da settembre a novembre, con le jacarande in fiore lungo i viali (vedi dove andare a ottobre e a novembre), e dell'autunno, da marzo a maggio (vedi dove andare a marzo e ad aprile). L'estate, da dicembre a febbraio, è calda e umida e a gennaio molti abitanti lasciano la città per le vacanze. L'inverno, da giugno ad agosto, è fresco e piovoso ma raramente rigido, ed è la stagione dei teatri e delle milonghe.