Aggiornato a ottobre 2026
El Calafate è una piccola città della provincia di Santa Cruz, nella Patagonia meridionale dell'Argentina, affacciata sulla sponda sud del lago Argentino. Prende il nome da un arbusto spinoso dalle bacche blu scure, il calafate, simbolo della regione. È cresciuta in fretta grazie al turismo e oggi è la base per esplorare la parte meridionale del Parco nazionale Los Glaciares, con il celebre ghiacciaio Perito Moreno.
Il parco protegge una parte del grande Campo di ghiaccio patagonico meridionale, da cui scendono decine di ghiacciai verso i laghi, tra steppa, boschi e montagne. Dal 1981 è patrimonio dell'umanità UNESCO. Il Perito Moreno, dedicato all'esploratore Francisco Pascasio Moreno, è famoso perché si può osservare da vicino: dalle passerelle si vedono e si sentono i blocchi di ghiaccio che si staccano dal fronte e cadono nel lago.
Ideale per: natura, ghiacciai, fotografia, navigazioni e camminate facili. Da non perdere: le passerelle del Perito Moreno, una navigazione davanti al fronte del ghiacciaio, il minitrekking sul ghiaccio, la navigazione sul lago Argentino verso i ghiacciai Upsala e Spegazzini, il Glaciarium e la laguna Nimez. Tempo consigliato: almeno tre giorni, di più se volete proseguire per El Chaltén o per Torres del Paine in Cile. Periodo migliore: dalla primavera all'inizio dell'autunno australe, circa da ottobre ad aprile. Da sapere: l'ingresso al parco è a pagamento e le tariffe sono state aggiornate a giugno 2026.
Il Perito Moreno scende dal campo di ghiaccio fino alla penisola di Magallanes, dove il suo fronte si affaccia sul lago Argentino tra il Canal de los Témpanos e il Brazo Rico. La visita classica si fa sulle passerelle, una rete di percorsi in legno e scale con diversi belvedere sulla parete di ghiaccio, a breve distanza dal fronte. Ci sono itinerari di lunghezza e difficoltà diverse, alcuni accessibili, e si può restare quanto si vuole ad aspettare un distacco: il rumore del ghiaccio che si spacca arriva prima del crollo. Calcolate almeno mezza giornata e vestitevi a strati, perché vicino al ghiacciaio fa freddo anche d'estate. Restate sempre sui percorsi segnalati: i blocchi che cadono sollevano onde e schegge di ghiaccio.
Il Perito Moreno è stato a lungo considerato un ghiacciaio in equilibrio. Da alcuni anni, però, il fronte arretra: studi scientifici pubblicati tra il 2025 e il 2026 segnalano una perdita di massa più rapida rispetto al passato. Anche la famosa rottura del ponte di ghiaccio, che si formava quando il ghiacciaio toccava la penisola e chiudeva il Brazo Rico, è sempre stata irregolare e non si può prevedere.
Per vedere il fronte dal basso ci sono le navigazioni che partono da piccoli porti vicini alle passerelle e si avvicinano alla parete, per avere un'idea della sua altezza reale. Chi vuole camminare sul ghiacciaio può scegliere il minitrekking: si attraversa il lago in barca, si indossano i ramponi e si cammina sul ghiaccio con guide autorizzate, tra crepacci, piccole lagune e pozzi azzurri. Esistono anche escursioni più lunghe e impegnative sul ghiaccio. Sono attività con posti limitati, che nell'alta stagione si esauriscono presto, e con limiti di età e requisiti fisici stabiliti dagli operatori: controllateli prima di prenotare.
Il lago Argentino, il più grande del Paese, ha acque lattiginose di colore turchese, dovute alla farina di roccia portata dai ghiacciai. Dal porto di Punta Bandera, vicino a El Calafate, partono le navigazioni verso il braccio nord del lago, tra iceberg anche enormi. Il ghiacciaio Upsala è uno dei più grandi del parco: il suo fronte è spesso difficile da avvicinare per la quantità di ghiaccio galleggiante, quindi l'itinerario può cambiare secondo le condizioni. Il ghiacciaio Spegazzini, con una delle pareti più alte del parco, si vede invece dal canale omonimo. Dal dicembre 2024 vicino allo Spegazzini c'è un nuovo circuito di passerelle con il belvedere Alberto De Agostini, dedicato al missionario ed esploratore italiano che studiò e fotografò la Patagonia. Calcolate una giornata intera e portate abiti caldi e antivento.
Le estancias sono le grandi fattorie della Patagonia, nate con l'allevamento delle pecore. Attorno a El Calafate alcune si visitano in giornata, con dimostrazioni di tosatura, cavalcate e il pranzo con l'agnello patagonico arrostito allo spiedo; altre, raggiungibili solo in barca sul braccio nord del lago, si combinano con le navigazioni. Alcune offrono anche l'alloggio, per dormire in mezzo alla steppa.
Il Glaciarium, poco fuori città, è un centro di interpretazione dedicato ai ghiacciai: spiega come si formano, come si muovono e come stanno cambiando con il clima. È una buona visita prima di andare al Perito Moreno, oppure in una giornata di brutto tempo. In città, sulla riva del lago, la riserva della laguna Nimez è una piccola zona umida protetta con un sentiero per osservare gli uccelli acquatici, tra cui spesso i fenicotteri.
Il centro di El Calafate si sviluppa lungo l'avenida del Libertador, la via principale, con negozi di artigianato e prodotti regionali, caffè e locali. Da assaggiare la marmellata e il gelato di calafate: secondo la tradizione, chi mangia le sue bacche è destinato a tornare in Patagonia. Al tramonto la luce sul lago e sulle montagne è spesso splendida.
Lungo la Ruta 40 e poi su una strada verso nord si arriva a El Chaltén, la capitale argentina del trekking, ai piedi del Fitz Roy e del Cerro Torre, nella parte settentrionale dello stesso Parco Los Glaciares. Ci sono autobus di linea e si può andare anche in auto: conviene restarci almeno un paio di notti più che fare l'andata e ritorno in giornata. Verso sud-ovest, attraversando il confine con il Cile, si raggiungono Puerto Natales e il parco di Torres del Paine: El Calafate, El Chaltén e Torres del Paine formano l'itinerario classico della Patagonia andina, su cui trovate altre idee nella guida alle Ande. Ricordate che al confine ci sono i controlli doganali e sanitari: in Cile non si possono introdurre alimenti freschi. Orari degli autobus e dei passi di frontiera cambiano con la stagione: verificateli prima di partire.
El Calafate ha un aeroporto poco fuori città, con voli nazionali da Buenos Aires e, secondo la stagione, da altre città come Ushuaia e Bariloche. Dall'Italia non ci sono voli diretti: si arriva a Buenos Aires e si prosegue con un volo interno. Compagnie e frequenze cambiano spesso, verificatele quando prenotate. In autobus si arriva da Río Gallegos, da El Chaltén e da Puerto Natales, in Cile, ma le distanze in Patagonia sono enormi e i viaggi lunghi.
El Calafate si gira facilmente a piedi. Per il Perito Moreno ci sono autobus di linea e transfer organizzati che partono dalla città, oppure si può noleggiare un'auto: la strada è asfaltata e lungo il percorso ci sono belvedere sul lago. Le navigazioni sul lago Argentino e il minitrekking includono di solito il trasferimento. L'auto è comoda per le estancias e per proseguire verso El Chaltén, ma informatevi sulle condizioni delle strade, sul vento forte e sulla distanza tra un distributore e l'altro.
Le stagioni sono invertite rispetto all'Italia. La stagione principale va da ottobre-novembre a marzo-aprile, con giornate lunghe e tutte le escursioni attive (vedi dove andare a novembre, a dicembre, a gennaio e a febbraio). Dicembre, gennaio e febbraio sono i mesi più frequentati: prenotate per tempo voli, alloggi ed escursioni. La primavera e l'autunno australi, con meno gente e, in autunno, i colori dei boschi, sono un buon compromesso (vedi dove andare a marzo). Il vento è forte soprattutto in primavera e in estate, e il tempo cambia in fretta. In inverno il Perito Moreno resta visitabile, con paesaggi innevati e pochissimi visitatori, ma alcune navigazioni ed escursioni sono ridotte o sospese e le giornate sono brevi.