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El Chaltén e il Fitz Roy: i grandi trekking della Patagonia argentina

Aggiornato a ottobre 2026

Il massiccio del Fitz Roy con le cime di granito illuminate dalla luce rosata dell'alba, riflesso nell'acqua della Laguna de los Tres

El Chaltén è un piccolo paese della Patagonia argentina, nella provincia di Santa Cruz, nato ai piedi del Fitz Roy e del Cerro Torre, due delle montagne più spettacolari e difficili del mondo. Il Congresso nazionale lo ha dichiarato capitale nazionale del trekking: dalle ultime case del paese partono a piedi i sentieri verso lagune glaciali, ghiacciai e belvedere sulle guglie di granito, senza bisogno di auto né di guide.

Il paese è la porta della zona nord del Parque Nacional Los Glaciares, patrimonio dell'umanità UNESCO, lo stesso parco del Perito Moreno, che si visita da El Calafate. Il nome Chaltén, con cui i Tehuelche chiamavano il Fitz Roy, viene di solito tradotto come montagna che fuma, per le nuvole che si avvolgono spesso attorno alla vetta. Qui il protagonista è il meteo: vento, nuvole e sole cambiano nel giro di poche ore, e una giornata limpida sul Fitz Roy va presa al volo.

In breve

Ideale per: trekking in giornata, fotografia di montagna, campeggio, alpinismo. Da non perdere: la salita alla Laguna de los Tres sotto il Fitz Roy, la Laguna Torre con il ghiacciaio e il Cerro Torre, il panorama dalla Loma del Pliegue Tumbado, i belvedere dei Cóndores e delle Águilas al tramonto, la cascata del Chorrillo del Salto e il Lago del Desierto. Tempo consigliato: almeno tre o quattro giorni, per avere margine sul meteo. Periodo migliore: da ottobre a marzo. Da sapere: l'ingresso ai sentieri del parco è a pagamento e si compra online; il vento può essere fortissimo.

Cosa vedere e cosa fare

Laguna de los Tres e il Fitz Roy

È il trekking simbolo di El Chaltén. Il sentiero parte dall'estremità nord del paese, sale nel bosco di lenga con i primi scorci sul Fitz Roy, passa accanto alla Laguna Capri e attraversa la valle del río Blanco fino al campo Poincenot. Da qui inizia l'ultimo tratto, il più duro: una salita ripida su pietre e ghiaia che porta alla Laguna de los Tres, ai piedi della parete del Fitz Roy. Affacciandosi poco più a sinistra si vede anche la Laguna Sucia, molto più in basso. Secondo il turismo nazionale argentino il percorso completo è di circa 25 km andata e ritorno, con difficoltà media e alta; chi vuole una camminata più breve può fermarsi alla Laguna Capri, circa 8 km andata e ritorno, già con una bella vista sulle cime. Partite presto, portate strati caldi per la cima, dove il vento è spesso gelido, e tenete conto che l'ultimo tratto può essere sconsigliato o pericoloso con vento forte, ghiaccio o neve.

Laguna Torre e il Cerro Torre

Il secondo grande classico segue la valle del río Fitz Roy fino alla Laguna Torre, chiusa dal ghiacciaio Grande che scende dal Cerro Torre, la sottile guglia di granito diventata un mito per gli alpinisti. Nella laguna galleggiano spesso piccoli iceberg. È un sentiero più dolce di quello della Laguna de los Tres, con pochi dislivelli impegnativi: secondo il turismo nazionale sono circa 19 km andata e ritorno, di difficoltà bassa, e chi ha poco tempo può fermarsi al belvedere sul Cerro Torre, a circa 5 km andata e ritorno dal paese. Il Cerro Torre si nasconde spesso tra le nuvole: se la mattina è limpida, non aspettate.

Loma del Pliegue Tumbado

Per chi cerca il panorama completo, la Loma del Pliegue Tumbado è una collina che si sale dal settore del centro visitatori, all'ingresso del paese. A differenza dei sentieri nelle valli, porta in alto e in campo aperto, con una vista che abbraccia insieme il Fitz Roy, il Cerro Torre, il Lago Viedma e la steppa. È un'escursione lunga e senza ripari, molto esposta al vento: sceglietela in una giornata stabile e partite ben equipaggiati.

I belvedere dei Cóndores e delle Águilas

Se arrivate nel pomeriggio, la passeggiata più facile è quella verso il Mirador de los Cóndores, che parte vicino al centro visitatori e guarda dall'alto il paese con il Fitz Roy sullo sfondo. Proseguendo si arriva al Mirador de las Águilas, affacciato sul Lago Viedma e sulla steppa. Sono ottimi per il tramonto e per sgranchire le gambe dopo il viaggio da El Calafate, e con un po' di fortuna si vedono i condor volteggiare.

Chorrillo del Salto

A nord del paese, lungo la strada che porta al Lago del Desierto, il Chorrillo del Salto è una cascata che scende da una parete di roccia in mezzo al bosco. Si raggiunge con una camminata facile e quasi pianeggiante dal paese, oppure in auto, ed è la meta ideale per i giorni di brutto tempo, quando le cime sono coperte, o come giro di riposo tra due trekking lunghi.

Il Lago del Desierto

Più a nord, al termine di una strada sterrata che costeggia il río de las Vueltas, si apre il Lago del Desierto, lungo e stretto tra montagne boscose. Si arriva con mezzi propri o con navette ed escursioni organizzate dal paese; lungo la strada c'è anche il settore di Río Eléctrico, da cui partono sentieri verso il ghiacciaio di Piedras Blancas e un accesso alternativo alla Laguna de los Tres. Al lago si fanno brevi passeggiate e navigazioni, e da qui parte anche la traversata a piedi e in barca verso il Cile, verso Villa O'Higgins: è un itinerario di confine, con controlli di frontiera e servizi stagionali, da organizzare con molto anticipo verificando le condizioni aggiornate.

Più giorni nel parco e alpinismo

Chi vuole dormire in quota trova nel parco alcuni campi tendati, tra cui Poincenot, Capri e De Agostini (vicino alla Laguna Torre): sono gestiti da un'associazione di supporto al parco e richiedono la prenotazione. Dormire al campo Poincenot permette di salire alla Laguna de los Tres per l'alba, quando il Fitz Roy si colora di rosso. Per l'alpinismo e per i percorsi nelle zone remote, come il giro del Hielo Continental, servono esperienza, attrezzatura completa e la registrazione presso il parco.

Il parco: biglietto e regole

Dalla stagione 2024-2025 anche la zona nord del parco, quella di El Chaltén, ha l'ingresso a pagamento, con controlli agli accessi dei sentieri. I biglietti si comprano online sul sistema ufficiale di Parques Nacionales e si mostrano in formato digitale. Sono previsti il biglietto giornaliero e due pass da più giorni, utili se fate più trekking: le tariffe, aggiornate da giugno 2026 e diverse per stranieri e residenti, sono sulla pagina ufficiale dei diritti d'accesso ai parchi nazionali. Gli importi in Argentina cambiano spesso: verificateli prima di partire. Comprate il biglietto prima di uscire dal paese, perché sui sentieri il segnale del telefono è scarso.

Le regole ufficiali del parco per la zona nord sono queste:

Dal marzo 2026 il comune di El Chaltén applica inoltre una tassa di uso urbano a chi visita il paese in giornata senza pernottare, riscossa agli ingressi del paese; chi arriva con gli autobus di linea la paga già con il biglietto del terminal. Verificate se e come vi riguarda prima del viaggio.

Vento e meteo

A El Chaltén il meteo decide il programma. I venti dell'ovest, che arrivano dal Hielo Continental, possono essere violentissimi, soprattutto nei tratti aperti e in quota, come l'ultima salita alla Laguna de los Tres e la Loma del Pliegue Tumbado: con raffiche forti si fatica a stare in piedi. Nella stessa giornata si può passare dal sole alla pioggia e, in alto, alla neve, anche in piena estate. Consultate le previsioni ogni sera, scegliete il trekking del giorno in base al meteo e tenete i giorni di cielo sereno per il Fitz Roy e il Cerro Torre. Vestitevi a strati, con giacca impermeabile e antivento, berretto e guanti, e programmate di rientrare prima del buio.

Come arrivare

La porta d'ingresso è El Calafate, che ha l'aeroporto con voli da Buenos Aires e da altre città argentine, tra cui Ushuaia e Bariloche. Da El Calafate a El Chaltén ci sono circa 220 km, tutti asfaltati: si percorre la Ruta 40 e poi la strada provinciale per El Chaltén, che corre lungo il Lago Viedma con il Fitz Roy davanti. Ci sono autobus di linea dal terminal di El Calafate, più frequenti in alta stagione, oppure si noleggia un'auto; il viaggio richiede alcune ore. Prima di entrare in paese si incontra il centro visitatori del parco. In inverno sulle strade del parco sono obbligatori pneumatici chiodati o catene omologate. Orari e frequenze degli autobus cambiano con la stagione: verificateli quando prenotate.

Da El Calafate si raggiunge anche il versante cileno della Patagonia, con il parco di Torres del Paine: molti viaggiatori combinano i due trekking nello stesso viaggio.

Come muoversi

El Chaltén si gira tutto a piedi, e i sentieri principali, Laguna de los Tres, Laguna Torre, Cóndores e Águilas, partono direttamente dal paese. Per il Lago del Desierto, il settore di Río Eléctrico e il Chorrillo del Salto, se non volete camminare lungo la strada, ci sono navette e trasferimenti stagionali o l'auto a noleggio. Un'opzione comoda per la Laguna de los Tres è farsi portare al settore di Río Eléctrico e rientrare a piedi fino al paese, attraversando il parco: verificate le condizioni e gli accessi aperti prima di organizzarla.

Quando andare

La stagione del trekking va da ottobre a marzo. La primavera, tra ottobre e novembre (vedi dove andare a ottobre e a novembre), ha meno gente e ancora neve sulle cime. L'estate australe, tra dicembre e febbraio (vedi dove andare a dicembre, a gennaio e a febbraio), ha giornate lunghissime e tutti i servizi aperti, ma anche più folla sui sentieri e spesso il vento più forte. Marzo e l'inizio di aprile (vedi dove andare a marzo) portano i colori autunnali dei boschi di lenga e giornate a volte più calme. In inverno il paese è molto tranquillo, molti servizi chiudono, e sui sentieri ghiacciati servono attrezzatura ed esperienza. Ricordate che le stagioni sono invertite rispetto all'Italia.

Dove dormire

Il paese è piccolo e in alta stagione si riempie: prenotate con anticipo. Dormire a El Calafate e venire in giornata è sconsigliabile, perché il viaggio lascia poco tempo per i trekking e non permette di aspettare il bel tempo.

Consigli pratici

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