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Salta e Jujuy: il nord andino dell'Argentina tra montagne colorate, saline e vigneti

Aggiornato a ottobre 2026

Il Cerro de los Siete Colores sopra Purmamarca, con le fasce di roccia rossa, verde e ocra, i cactus cardón in primo piano e il cielo azzurro della Quebrada de Humahuaca

Le province di Salta e Jujuy, nell'estremo nord-ovest dell'Argentina, al confine con la Bolivia e il Cile, sono l'Argentina più andina e meno europea. Qui le montagne cambiano colore a ogni curva, i villaggi sono di adobe con chiese coloniali imbiancate, i mercati vendono foglie di coca e patate andine, e la cultura dei popoli originari è ancora viva nella musica, nei tessuti e nelle feste.

Il viaggio parte di solito dalla città di Salta, elegante e coloniale, e si divide in due grandi direzioni: verso nord, nella Quebrada de Humahuaca, patrimonio dell'umanità UNESCO, e verso sud, nei Valles Calchaquíes, con Cafayate, i suoi vigneti d'altura e il paese di Cachi. In mezzo ci sono gli altipiani della Puna e le saline. Tenete sempre presente l'altitudine: molte mete sono ben oltre i 3.000 metri.

In breve

Ideale per: paesaggi andini, viaggi in auto, cultura indigena e coloniale, fotografia e vino. Da non perdere: il centro di Salta e il MAAM, Purmamarca con il Cerro de los Siete Colores, Tilcara e il suo pucará, Humahuaca e l'Hornocal, le Salinas Grandes, la Quebrada de las Conchas e Cafayate, la strada per Cachi. Tempo consigliato: almeno una settimana, meglio dieci giorni con un'auto a noleggio. Periodo migliore: la stagione secca, da aprile a novembre. Da sapere: salite di quota in modo graduale e verificate sempre lo stato delle strade.

Cosa vedere e cosa fare

Salta, la città

Chiamata Salta la Linda, la bella, la città conserva uno dei centri coloniali più armoniosi del Paese. Il cuore è la Plaza 9 de Julio, con i portici, la Cattedrale e il Cabildo bianco, l'antico municipio oggi museo. A pochi isolati c'è la chiesa di San Francesco, rossa e oro, con il suo alto campanile, uno dei simboli della città. Per una vista dall'alto si sale sul Cerro San Bernardo in funivia o a piedi. La sera, nelle peñas, si cena ascoltando musica folk andina.

Il MAAM e i bambini del Llullaillaco

Sulla piazza principale si trova il Museo de Arqueología de Alta Montaña (MAAM), il museo più importante della regione. Custodisce i tre bambini del Llullaillaco, sacrificati dagli Inca circa cinque secoli fa in una cerimonia chiamata capacocha e ritrovati nel 1999 sulla vetta del vulcano Llullaillaco, dove il freddo e l'aria secca li hanno conservati in modo straordinario. Insieme a loro sono esposti i tessuti, le statuine e gli oggetti del loro corredo. Per ragioni di conservazione i bambini sono mostrati uno alla volta, a rotazione, in una teca a temperatura controllata.

La visita va affrontata con rispetto: non si tratta di reperti qualsiasi ma di bambini, che le comunità indigene considerano antenati. Da anni alcune comunità chiedono che vengano restituiti, e il dibattito è ancora aperto. Mantenete il silenzio, seguite le indicazioni del personale ed evitate fotografie davanti alla teca. Il museo di norma è chiuso il lunedì: verificate orari e aperture sul sito ufficiale prima della visita.

Purmamarca e il Cerro de los Siete Colores

Entrando nella Quebrada di Humahuaca da sud, la prima tappa imperdibile è Purmamarca, un piccolo paese di case di adobe raccolte attorno alla piazza, alla chiesa e al mercatino di tessuti. Alle sue spalle si alza il Cerro de los Siete Colores, una montagna a strati rossi, verdi, viola e ocra, che dà il meglio di sé con la luce del mattino. Un sentiero facile, il Paseo de los Colorados, gira attorno alle formazioni rosse dietro il paese.

La Quebrada de Humahuaca

La Quebrada de Humahuaca è una lunga valle scavata dal Río Grande che sale verso l'altipiano. Secondo l'UNESCO, che l'ha iscritta nella lista del patrimonio mondiale nel 2003, è stata per circa diecimila anni una via di passaggio di popoli, merci e idee tra le Ande e le pianure, ed è percorsa da un tratto del Cammino Inca. Lungo la strada si incontrano la Paleta del Pintor di Maimará, una collina a strisce colorate sopra il cimitero del paese, il monumento al Tropico del Capricorno e piccole chiese coloniali come quella di Uquía, famosa per i dipinti degli angeli armati di archibugio.

Tilcara

Tilcara è il paese più vivace della Quebrada e una buona base per qualche giorno. Sulla collina sopra l'abitato si visita il Pucará de Tilcara, un villaggio fortificato preispanico in parte ricostruito, con un orto botanico di cactus e un museo archeologico in paese. Nei dintorni ci sono diverse camminate, da fare con calma per via della quota.

Humahuaca e l'Hornocal

Più a nord, Humahuaca dà il nome alla valle: ha vicoli acciottolati, una chiesa coloniale e il grande Monumento all'Indipendenza, a cui si arriva con una scalinata. A circa 25 chilometri dal paese, lungo una strada sterrata che sale con molti tornanti, c'è il belvedere sulla Serranía de Hornocal, chiamata anche il Cerro de los 14 Colores: una parete di montagne a zig-zag di colori diversi, spettacolare nel pomeriggio, quando il sole la illumina. Il belvedere è molto alto e spesso ventoso: portate abiti caldi anche in estate e salite solo se vi sentite bene. Lo stato della strada e le modalità di accesso possono cambiare: informatevi a Humahuaca prima di partire.

Le Salinas Grandes

Da Purmamarca la strada sale con decine di tornanti lungo la Cuesta de Lipán e scende poi sull'altipiano della Puna, dove si apre il bianco abbagliante delle Salinas Grandes, una distesa di sale a cavallo tra le province di Jujuy e Salta. Le visite all'interno del salar sono organizzate dalle comunità indigene locali, che estraggono il sale e accompagnano i visitatori fino alle vasche rettangolari scavate nella crosta: rispettate le loro indicazioni e non camminate da soli dove non è consentito. Nei mesi delle piogge parti del salar si allagano e i percorsi possono cambiare; nelle zone vicine alla strada, a inizio 2025 fango e polvere portata dal vento avevano scurito la superficie. Portate occhiali da sole e crema solare: il riflesso del sale è fortissimo.

Cafayate e la Quebrada de las Conchas

A sud di Salta la strada per Cafayate attraversa la Quebrada de las Conchas, una gola di arenarie rosse modellate dal vento e dall'acqua. Lungo la strada ci si ferma alla Garganta del Diablo e all'Anfiteatro, una gola chiusa dove la voce rimbomba, e a formazioni come Los Castillos. Calcolate molto più tempo di quello di guida.

Cafayate è il centro dei vigneti d'altura della regione e la patria del torrontés, il vino bianco aromatico simbolo del nord-ovest. Attorno al paese molte cantine aprono per visite e degustazioni, spesso su prenotazione. Nei dintorni, appena oltre il confine con la provincia di Tucumán, si possono visitare le rovine di Quilmes, uno dei più grandi insediamenti preispanici del Paese. Se vi interessa il vino, leggete anche la nostra guida a Mendoza.

Cachi e la strada dei cardoni

La strada da Salta a Cachi è una delle più belle del nord. Sale lungo la Cuesta del Obispo, con tornanti e panorami sulle valli, passa per il Valle Encantado e attraversa il Parque Nacional Los Cardones, dove migliaia di cactus candelabro, i cardoni, punteggiano gli altipiani. Cachi è un paese bianco e silenzioso, con una chiesa coloniale e la sagoma innevata del Nevado de Cachi sullo sfondo. Da qui la Ruta 40, in buona parte sterrata, scende verso Cafayate passando per Molinos, Angastaco e la Quebrada de las Flechas: un anello da fare con calma e con un'auto adatta.

Il Treno delle nuvole

Il Tren a las Nubes, il Treno delle nuvole, è una delle ferrovie più alte del mondo. Oggi la formula classica è un'escursione di un giorno da Salta che combina pullman e treno: si sale in bus fino a San Antonio de los Cobres, sull'altipiano, e da lì il treno raggiunge il viadotto La Polvorilla, a oltre 4.200 metri di quota, dove si scende per una breve sosta prima di tornare. Esiste anche l'opzione solo treno, con partenza da San Antonio de los Cobres e trasferimenti a vostro carico. È una giornata lunga e in quota: i biglietti sono nominativi e si prenotano in anticipo. Giorni di partenza, stagione e tariffe cambiano: verificateli sul sito ufficiale del treno prima di organizzarvi.

Altitudine: come prepararsi

Salta città si trova a quota moderata, ma la Quebrada sale progressivamente e la Cuesta de Lipán, le Salinas Grandes, l'Hornocal e il viadotto La Polvorilla sono ben oltre i 3.000 metri. Il soroche, il mal di montagna, può colpire chiunque, indipendentemente dall'allenamento. Qualche regola: salite per gradi, dormendo prima a Salta e poi a Purmamarca o Tilcara; non fate escursioni in quota il giorno dell'arrivo; bevete molta acqua, mangiate leggero ed evitate l'alcol; nelle zone alte muovetevi con calma. Chi ha problemi cardiaci, respiratori o è in gravidanza dovrebbe chiedere un parere al medico prima del viaggio. Se i sintomi peggiorano, la cura migliore è scendere di quota. Per un quadro più ampio sulla catena andina potete leggere la nostra guida alle Ande.

Cosa mangiare

La cucina del nord-ovest è andina più che argentina: le empanadas salteñas, piccole e succose, le humitas e i tamales di mais, il locro, una zuppa densa di mais, fagioli e carne, la carne di lama e la quinoa. Da bere, il torrontés di Cafayate.

Come arrivare

Le porte d'accesso sono gli aeroporti di Salta e di San Salvador de Jujuy, collegati con voli nazionali a Buenos Aires e ad altre città argentine. Dall'Italia si arriva quindi con un volo internazionale fino a Buenos Aires e un volo interno: compagnie, frequenze e collegamenti diretti con altre città cambiano spesso, verificateli quando prenotate. Ci sono anche pullman a lunga percorrenza, con viaggi molto lunghi. Dal nord-ovest si prosegue spesso verso la Bolivia o verso il deserto di Atacama in Cile: verificate in anticipo passi di frontiera e requisiti. Chi combina il viaggio con il Perù e Cusco troverà molte affinità con il mondo andino e inca.

Come muoversi

Il modo migliore per esplorare la regione è l'auto a noleggio. Le strade principali sono asfaltate, ma molti tratti, come la Ruta 40 tra Cachi e Cafayate o la strada per l'Hornocal, sono sterrati (ripio): valutate un veicolo adatto e controllate le condizioni dell'assicurazione. I distributori di carburante nelle zone remote sono pochi: fate il pieno a ogni occasione. In estate le piogge possono provocare frane e interruzioni: informatevi ogni giorno sullo stato delle strade. In alternativa ci sono i pullman di linea tra i paesi principali e le escursioni organizzate da Salta.

Quando andare

Il periodo migliore è la stagione secca, da aprile a novembre, con cieli limpidi e strade più affidabili (vedi dove andare a maggio, a settembre e a ottobre). Ricordate che le stagioni sono invertite rispetto all'Italia: da giugno ad agosto è inverno, con giornate soleggiate ma notti molto fredde e possibili nevicate in quota, come quella che a fine giugno 2025 ha imbiancato il percorso del Treno delle nuvole. L'estate australe, da dicembre a marzo, è la stagione delle piogge: i paesaggi sono più verdi, ma frane e allagamenti possono bloccare strade e escursioni. A febbraio o marzo il Carnevale della Quebrada attira moltissima gente: è una festa bellissima, ma prenotate con largo anticipo.

Dove dormire

Consigli pratici

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