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Mendoza: vigneti del malbec, Ande e la strada dell'Aconcagua

Aggiornato a ottobre 2026

Filari di vite in autunno con le foglie gialle e rosse, e sullo sfondo la cordigliera delle Ande innevata sotto un cielo azzurro

Mendoza è la capitale del vino dell'Argentina. Sorge in una zona arida ai piedi delle Ande, ma l'acqua dei fiumi che scendono dalla cordigliera, distribuita da secoli con una rete di canali, ha trasformato il deserto in un'oasi di vigneti, uliveti e frutteti. Qui nasce gran parte del vino argentino e soprattutto il malbec, il vitigno che ha reso famoso il Paese nel mondo.

La città è stata ricostruita dopo il terremoto del 1861 con strade larghe, piazze alberate e i canaletti d'irrigazione, le acequias, che corrono lungo i marciapiedi. È la base ideale per visitare le cantine di Luján de Cuyo, Maipú e Valle de Uco, ma anche per salire lungo la strada che porta in Cile, passando per Puente del Inca e la valle di Horcones, da cui si vede l'Aconcagua, la montagna più alta delle Americhe.

In breve

Ideale per: vino e cucina, paesaggi di montagna, strade panoramiche, un viaggio rilassato tra città e campagna. Da non perdere: le piazze e il Parque General San Martín in città, una giornata di degustazioni tra Luján de Cuyo e Maipú, i vigneti di Valle de Uco con le Ande alle spalle, la strada per il Cile fino a Puente del Inca e alla Laguna de Horcones, le terme di Cacheuta, il Cañón del Atuel. Tempo consigliato: almeno quattro o cinque giorni, di più se volete arrivare a San Rafael. Periodo migliore: da fine febbraio ad aprile per la vendemmia e i colori, la primavera per un clima mite. Da sapere: molte cantine si visitano solo su prenotazione, e il passo per il Cile chiude spesso per neve.

Cosa vedere e cosa fare

La città di Mendoza

Il centro ruota attorno a Plaza Independencia, la piazza principale, circondata da quattro piazze minori a un isolato di distanza: Plaza España, con le sue maioliche, Plaza Italia, Plaza Chile e Plaza San Martín. Nell'Área Fundacional, dove sorgeva la città coloniale distrutta dal terremoto, c'è un museo sulle origini di Mendoza, e poco lontano si vedono le rovine della chiesa di San Francesco. La sera la vita si sposta sulla pedonale Sarmiento e su calle Arístides Villanueva, piena di bar e locali.

Parque General San Martín e Cerro de la Gloria

A ovest del centro si apre il Parque General San Martín, con viali, un lago artificiale e roseti. Dentro il parco c'è il Teatro Griego Frank Romero Day, l'anfiteatro all'aperto dove si svolge la festa della Vendimia. Si sale poi al Cerro de la Gloria, con il monumento all'Esercito delle Ande del generale San Martín, che da Mendoza partì per liberare il Cile e il Perù: dall'alto si vedono la città e la cordigliera.

Le cantine di Luján de Cuyo e Maipú

Subito a sud della città iniziano i vigneti della zona storica. Luján de Cuyo, con le aree di Agrelo, Perdriel e Vistalba, è considerata la culla del malbec: qui convivono cantine storiche e moderne. Maipú, ancora più vicina alla città, è più pianeggiante e tradizionale, con diversi produttori di olio d'oliva; molti visitatori la girano in bicicletta, noleggiata sul posto, passando da una degustazione all'altra.

Visite e degustazioni si prenotano quasi sempre in anticipo con le cantine; orari, prezzi e giorni di apertura cambiano spesso.

Valle de Uco

A sud-ovest della città, la Valle de Uco comprende i dipartimenti di Tupungato, Tunuyán e San Carlos. I vigneti salgono verso la cordigliera e il paesaggio, con le cime innevate dietro i filari, è tra i più belli di tutta la regione. Qui si trovano molte cantine di nuova generazione, alcune con ristoranti e alloggi tra le vigne. Le distanze tra una tenuta e l'altra sono notevoli: con una gita in giornata dalla città conviene limitarsi a due o tre visite, oppure fermarsi a dormire nella valle.

La Vendimia e il malbec

La Fiesta Nacional de la Vendimia è la grande festa della vendemmia di Mendoza: nel 2026 ha festeggiato i novant'anni. Il programma dura settimane, con le benedizioni dei frutti nei dipartimenti, i carri della Vía Blanca e il Carrusel per le vie del centro, e culmina tra fine febbraio e inizio marzo con l'Acto Central, un grande spettacolo notturno al Teatro Griego Frank Romero Day, in cui viene eletta la regina della Vendimia. In quei giorni gli alloggi si riempiono: prenotate molto prima e verificate le date ufficiali, che cambiano ogni anno.

Le terme di Cacheuta e Potrerillos

Uscendo dalla città verso ovest, lungo il fiume Mendoza, si raggiungono le terme di Cacheuta, con piscine di acqua calda all'aperto in una gola di montagna, ideali per una mezza giornata di relax. Poco più avanti c'è la diga di Potrerillos, con un grande lago circondato da montagne aride; sul fiume d'estate si fa rafting. Per le terme verificate orari e prenotazioni prima di partire, soprattutto nei fine settimana.

La strada per il Cile: Uspallata, Puente del Inca e l'Aconcagua

La Ruta Nacional 7, la strada che collega Mendoza a Santiago del Cile, è una delle più spettacolari delle Ande e si può percorrere in giornata dalla città, in auto o con un'escursione organizzata. Dopo Potrerillos si arriva a Uspallata, un'oasi di pioppi tra montagne colorate, e si sale lungo la valle del fiume Mendoza.

Puente del Inca

Puente del Inca è un ponte naturale di roccia sopra il fiume Las Cuevas, colorato di giallo e arancio dai depositi delle sorgenti termali. Accanto si vedono i resti di un vecchio stabilimento termale, che per motivi di sicurezza si osserva da lontano. Il luogo fa parte del Qhapaq Ñan, il sistema viario andino degli Inca, patrimonio dell'umanità UNESCO dal 2014: il tratto mendocino comprende anche siti archeologici lungo la valle, come Tambillos e Ranchillos.

Aconcagua e Laguna de Horcones

Poco dopo Puente del Inca si entra nel Parque Provincial Aconcagua dalla valle di Horcones. Da qui parte il sentiero facile che porta alla Laguna de Horcones e ai belvederi sulla parete sud dell'Aconcagua: una passeggiata di circa due ore andata e ritorno, adatta a tutti, che non richiede esperienza di montagna. Chi è allenato può fare il trekking di un giorno fino a Confluencia, mentre trekking lunghi e salita in vetta richiedono permessi specifici, acclimatazione e assicurazione per l'evacuazione.

Secondo il sito ufficiale del parco, la stagione turistica va dal 1° novembre al 30 aprile, con date più ristrette per i trekking e le ascensioni. Anche per la passeggiata alla laguna serve un biglietto da prenotare e pagare online prima di arrivare: all'ingresso del parco non si vendono biglietti né permessi. Verificate tariffe, date e regole aggiornate prima di partire. La valle è in alta quota: portate abiti caldi anche d'estate.

Il passo Cristo Redentor e le chiusure invernali

Oltre Las Cuevas la strada entra nel tunnel del Cristo Redentor, il valico principale tra Argentina e Cile. Sopra il tunnel, lungo una vecchia strada sterrata percorribile solo con la bella stagione, si trova la statua del Cristo Redentor de los Andes, simbolo della pace tra i due Paesi. Il passo viene chiuso spesso in inverno, e non solo, per nevicate, vento e rischio valanghe, a volte per poche ore, a volte per giorni; anche nel 2026 le chiusure sono state numerose, con una chiusura preventiva ancora a fine ottobre. Prima di partire controllate lo stato del valico sul sito ufficiale dei passi internazionali e tenete un margine nel programma. Per passare in Cile con un'auto a noleggio serve un'autorizzazione specifica del noleggiatore. Sul versante cileno, se il viaggio prosegue verso sud, vi aspetta tra l'altro il parco di Torres del Paine.

San Rafael e il Cañón del Atuel

San Rafael, a qualche ora di strada a sud di Mendoza, è una cittadina tranquilla circondata da vigneti e frutteti, con cantine da visitare anche senza grandi anticipi. Da qui si va al Cañón del Atuel, una gola scavata dal fiume Atuel tra rocce rosse, gialle e grigie dalle forme bizzarre, percorsa da una strada in gran parte sterrata tra la diga di Valle Grande e il bacino di El Nihuil. A Valle Grande si fa rafting sul fiume.

La strada del canyon è fragile: dopo il temporale e le colate di fango di gennaio 2025 è rimasta chiusa per mesi ed è stata riaperta a luglio 2025 con un tratto a senso unico e limiti di velocità, e altri temporali possono interromperla di nuovo. Non è adatta alla guida notturna. Prima di andare verificate lo stato del percorso con gli uffici turistici locali e con la Vialidad della provincia di Mendoza.

Cosa mangiare e bere

A Mendoza si mangia soprattutto l'asado, la grigliata argentina, accompagnato da un malbec; da provare anche le empanadas, il capretto, l'olio d'oliva e la frutta secca della regione. Molte cantine hanno ristoranti con menù abbinati ai loro vini, spesso solo a pranzo: prenotate. In Argentina si cena tardi.

Come arrivare

L'aeroporto di Mendoza, a nord-est della città, ha voli frequenti da Buenos Aires e collegamenti con altre città argentine e con Santiago del Cile; compagnie e frequenze cambiano spesso, verificatele quando prenotate. Dall'Italia non ci sono voli diretti: si arriva con uno scalo, di solito a Buenos Aires o a Santiago. Il terminal degli autobus, vicino al centro, è collegato con autobus a lunga percorrenza a tutta l'Argentina e, attraverso il passo Cristo Redentor, a Santiago del Cile: in caso di chiusura del valico le partenze vengono sospese o rinviate.

Come muoversi

Il centro si gira a piedi. Per gli spostamenti in città e nei dintorni ci sono gli autobus urbani e il Metrotranvía: verificate al vostro arrivo come si paga il biglietto. Per le cantine, la Valle de Uco, la strada per il Cile e San Rafael l'auto a noleggio dà la massima libertà, ma le degustazioni e la guida non vanno d'accordo: i controlli sull'alcol sono severi. In alternativa ci sono escursioni giornaliere e auto con autista.

Quando andare

Le stagioni sono invertite rispetto all'Italia. Il periodo più bello per il vino va da fine febbraio ad aprile, con la vendemmia, la Vendimia e poi le foglie delle viti che diventano gialle e rosse (vedi dove andare a marzo e ad aprile). Anche la primavera, da ottobre a novembre, è piacevole e coincide con l'apertura della stagione all'Aconcagua (vedi dove andare a novembre). L'estate, da dicembre a febbraio, è calda in città ma ideale in montagna. L'inverno, da giugno ad agosto, porta giornate limpide e fredde, neve in cordigliera e frequenti chiusure del passo Cristo Redentor.

Dove dormire

Consigli pratici

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