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Saint-Florent e le Agriates: il porto, il Nebbio e le spiagge selvagge

Aggiornato a ottobre 2026

La spiaggia di Saleccia nelle Agriates, lunga sabbia bianca e acqua turchese, con la macchia mediterranea e le colline brulle alle spalle, senza costruzioni

Saint-Florent (in corso San Fiurenzu, in italiano San Fiorenzo) è un piccolo porto in fondo al golfo omonimo, sulla costa nord della Corsica, a ovest di Bastia. Alle sue spalle si stende il Nebbio (Nebbiu), una conca di colline coltivate a vigna, con villaggi di pietra e chiese romaniche. A ovest del golfo comincia invece il deserto delle Agriates (l'Agriate), una costa di macchia e rocce senza strade asfaltate, con alcune delle spiagge più belle dell'isola.

La zona si presta bene a un soggiorno di qualche giorno: si può alternare una giornata in barca o a piedi verso le spiagge delle Agriates, una visita alle cantine di Patrimonio e un giro nei paesi dell'interno. Saint-Florent è anche a metà strada tra Bastia e la Balagne, ed è una buona tappa per chi gira il nord dell'isola.

In breve

Da non perdere: il porto e la cittadella di Saint-Florent, la cattedrale romanica di Santa Maria Assunta, una degustazione di vino a Patrimonio, le spiagge del Lotu e di Saleccia, la chiesa a fasce bianche e verdi di San Michele di Murato e il panorama del col de Teghime. Periodo migliore: giugno e settembre. In estate, nei giorni a forte rischio di incendio, piste e sentieri delle Agriates possono essere chiusi.

Cosa vedere a Saint-Florent

Il porto e la cittadella genovese

La vita del paese ruota intorno al porto turistico, alla foce del fiume Aliso, con le barche a vela, le case affacciate sulla banchina e la piazza dove la sera si passeggia. Da qui partono in estate le barche per le spiagge delle Agriates.

Sulla roccia a nord del paese c'è la cittadella, costruita dai Genovesi intorno al 1440 e rafforzata nel Cinquecento per controllare il golfo e proteggere le spalle di Bastia. Ha torri rotonde e un mastio, protetto come monumento storico. Dall'alto si vede tutto il golfo, con il Cap Corse da una parte e le colline delle Agriates dall'altra. Nel Settecento Saint-Florent fu una delle piazzeforti contese tra Genova, i Corsi di Pasquale Paoli e la Francia; nel 1794 la presero gli Inglesi, che allora sostenevano il Regno anglo-corso.

La torre della Mortella

All'ingresso occidentale del golfo, sulla punta della Mortella, resta la torre della Mortella, completata dai Genovesi nel 1565. Nel febbraio 1794 resistette per due giorni all'attacco di due navi inglesi e cadde dopo due giorni di combattimenti, quando le truppe inglesi la attaccarono da terra. Gli Inglesi rimasero così colpiti da copiarne il modello per difendere le proprie coste: sono le torri che chiamarono, storpiandone il nome, torri Martello. Si trova lungo il sentiero del litorale che da Saint-Florent va verso il Lotu.

La cattedrale di Santa Maria Assunta (cattedrale del Nebbio)

Ai margini del paese, sulla strada per Poggio d'Oletta, sorge la cattedrale di Santa Maria Assunta, detta anche cattedrale del Nebbio. È ciò che resta dell'antica città di Nebbio, sede di un vescovado. Fu costruita nella prima metà del XII secolo, nel periodo in cui la Corsica era legata a Pisa, ed è uno degli edifici romanici più importanti dell'isola: una chiesa sobria in pietra chiara, molto restaurata nel tempo. È protetta come monumento storico dal 1840. Gli orari di apertura variano: informati all'ufficio del turismo.

Il Nebbio e i suoi villaggi

Patrimonio e i vini AOC

A pochi chilometri da Saint-Florent, verso il Cap Corse, c'è Patrimonio, il paese che dà il nome al vino più noto della Corsica. Nel 1968 Patrimonio è stata la prima denominazione AOC dell'isola. La zona comprende sette comuni intorno al golfo, tra cui Saint-Florent, Oletta e Barbaggio. I rossi e i rosati si fanno soprattutto con il nielluccio, parente del sangiovese; i bianchi con il vermentino (vermentinu). Qui si produce anche il moscato dolce che rientra nell'AOC Muscat du Cap Corse. Lungo la strada ci sono molte cantine con degustazione. Per i piatti da abbinare leggi la guida alla cucina corsa.

In paese, la chiesa barocca di San Martino domina le vigne. Vicino c'è U Nativu, una statua-menhir preistorica trovata nel 1964 in una vigna di Barbaggio. Ogni anno, nella seconda metà di luglio, Patrimonio ospita il festival Les Nuits de la Guitare, nato nel 1990.

Oletta

Oletta è un villaggio sulle colline a sud di Saint-Florent, che guarda la piana della Conca d'Oro. La chiesa parrocchiale di Sant'Andrea, costruita tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, conserva sulla facciata elementi di una chiesa romanica più antica. Oletta ebbe un ruolo nella guerra del 1769 tra i Corsi di Paoli e le truppe francesi: nel maggio di quell'anno i due eserciti si fronteggiarono nella sua piana.

Murato e la chiesa di San Michele

Più a sud, all'ingresso del villaggio di Murato, c'è la chiesa di San Michele, uno degli esempi più belli del romanico pisano in Corsica. Fu costruita intorno al 1140 ed è rivestita da una decorazione a più colori di pietra verde (serpentino) e bianca (calcare). Il campanile poggia su un portico addossato alla facciata, ed è stato rialzato durante un restauro dell'Ottocento. La facciata ha tre archi ciechi con mensole scolpite e sul fianco nord ci sono rilievi allegorici. È monumento storico dal 1840. A Murato, al tempo di Pasquale Paoli, si coniavano le monete della Corsica indipendente (dal 1762 al 1768).

Il col de Teghime

La strada D81 da Bastia a Saint-Florent supera il col de Teghime, a 536 metri. Dal passo si vedono i due versanti dell'isola: a est Bastia e il mar Tirreno, a ovest il golfo di Saint-Florent e le Agriates. Al colle un monumento ricorda i combattimenti dell'ottobre 1943, quando i soldati marocchini dell'esercito francese conquistarono il passo e aprirono la strada per la liberazione di Bastia, il 4 ottobre. Fermati in una giornata limpida e senza vento forte.

Il deserto delle Agriates

Le Agriates si estendono tra il golfo di Saint-Florent e la foce dell'Ostriconi, verso L'Île-Rousse. Il nome viene dal latino ager, «campo»: per secoli fu una terra di grano, olivi e pascoli, frequentata d'estate dai contadini del Cap Corse e della Balagne e d'inverno dai pastori. Si svuotò nel Novecento, soprattutto dopo la Prima guerra mondiale, e da allora la chiamano «deserto». Oggi una grande parte della costa appartiene al Conservatoire du littoral ed è un sito Natura 2000. Non ci sono paesi sul mare né strade asfaltate fino alle spiagge: si arriva in barca, a piedi o con piste sterrate.

Le spiagge del Lotu e di Saleccia

La spiaggia del Lotu (Loto) è la più vicina a Saint-Florent: sabbia fine e chiara, acqua trasparente, uno stagno alle spalle e ginepri sulle dune. Poco più a ovest c'è Saleccia, lunga circa un chilometro, con sabbia bianca, dune e una pineta. Qui nel 1961 furono girate alcune scene del film Il giorno più lungo sullo sbarco in Normandia. Non ci sono servizi lungo quasi tutta la costa: porta acqua, cibo e protezione dal sole, e riporta indietro i rifiuti.

Come arrivarci

Avviso: d'estate i guardiani del litorale possono chiudere la pista e i sentieri nei giorni ad alto rischio di incendio. Non siamo riusciti a trovare un regolamento specifico per il 2026 sugli accessi alle Agriates: prima di partire chiedi all'ufficio del turismo di Saint-Florent e controlla gli avvisi della prefettura dell'Alta Corsica. Dal 2 settembre 2026 la prefettura ha posto il dipartimento in allerta rafforzata per la siccità.

Malfalcu e l'Ostriconi

Più a ovest, Malfalcu è un'insenatura con una torre genovese, raggiungibile con una lunga pista che parte da Bocca di Vezzu, sulla D81, o dal sentiero del litorale; dopo le piogge forti la pista può essere impraticabile. All'estremità occidentale delle Agriates, la spiaggia dell'Ostriconi si apre alla foce del fiume omonimo, con dune e una zona umida protetta. Si raggiunge dalla strada che scende verso L'Île-Rousse, con un tratto a piedi.

Come arrivare

In traghetto: il porto più vicino è Bastia, con traghetti da Livorno, Piombino, Genova e Savona. Da Bastia a Saint-Florent la strada D81 supera il col de Teghime: la distanza è breve, ma la strada è tutta curve. Chi sbarca a L'Île-Rousse arriva da ovest, attraverso le Agriates. Linee e orari cambiano ogni stagione: verificali e prenota in anticipo in estate.

In aereo: l'aeroporto più comodo è quello di Bastia-Poretta; anche quello di Calvi è utilizzabile per chi arriva dalla Balagne.

In autobus: ci sono collegamenti tra Bastia e Saint-Florent, con poche corse e orari che cambiano tra estate e inverno. Il trenino della Corsica non passa da Saint-Florent.

Come muoversi

Saint-Florent si gira a piedi. Per Patrimonio, Oletta, Murato e il col de Teghime serve l'auto: le strade sono strette e lente, calcola tempi lunghi anche per pochi chilometri. Per le Agriates la soluzione più semplice è la barca; in alternativa si cammina. Il giro in auto del nord dell'isola è descritto in Corsica in auto: cinque itinerari.

Quando andare

I mesi migliori sono giugno e settembre: mare caldo, meno folla e navette attive. Luglio e agosto sono i mesi più affollati e più caldi, con il rischio di incendi più alto e camminate faticose sotto il sole. In maggio la macchia è fiorita e si cammina bene, ma il mare è ancora fresco; in autunno è il periodo della vendemmia nelle vigne del Nebbio. Fuori stagione molti servizi sono chiusi e le barche per le spiagge non partono.

Dove dormire

Consigli pratici

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