Aggiornato a ottobre 2026
Lissa (in croato Vis) è una delle isole abitate più lontane dalla costa della Dalmazia centrale, in Croazia, al largo di Spalato. Ha due centri, che sono anche sedi di due comuni: la città di Vis, sulla costa nord-orientale, e Komiža (Comisa), sulla costa occidentale, ai piedi del monte Hum. Fu colonia greca con il nome di Issa, poi per secoli possesso veneziano fino al 1797, quindi francese, inglese e austriaca. Nelle sue acque si combatterono due battaglie navali, nel 1811 e nel 1866.
Dopo la Seconda guerra mondiale Vis divenne una base militare dell'esercito jugoslavo e rimase chiusa agli stranieri fino al 1989. Per questo è rimasta meno costruita di altre isole: vigneti, campi terrazzati, piccoli porti e baie raggiungibili spesso solo a piedi o in barca. Per vederla bene servono almeno tre o quattro giorni.
Da non perdere: la città di Vis con il quartiere di Kut e i resti di Issa, Komiža e il suo porto di pescatori, la baia di Stiniva, la Grotta Azzurra sull'isola di Biševo, la grotta di Tito e la vista dal monte Hum, una visita alle gallerie militari e una degustazione di Vugava. Periodo migliore: giugno e settembre.
La città di Vis si allunga sulla grande baia dove arrivano i traghetti. A ovest c'è Luka, intorno al porto; a est Kut, con le case di pietra e le residenze delle famiglie nobili. A Kut si trova la chiesa dei Santi Cipriano e Giustina, del 1742.
Sulla penisola di Prirovo, tra Luka e Kut, c'è il monastero francescano di San Girolamo, costruito sopra il teatro antico, con il cui marmo fu fatta la facciata.
Issa fu fondata nel IV secolo a.C. da Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa. Restano le terme, la necropoli, le tracce del teatro e parti del porto. Il reperto più famoso, una testa in bronzo di Artemide ritenuta proveniente da Issa, è dagli anni Cinquanta al Museo archeologico di Spalato.
Il 13 marzo 1811, durante le guerre napoleoniche, una piccola squadra britannica guidata da William Hoste sconfisse al largo dell'isola una squadra franco-italiana più numerosa, comandata da Bernard Dubourdieu, che vi morì. Gli inglesi, che usavano Vis come base, tra il 1812 e il 1813 costruirono il Forte George all'ingresso della baia; resta anche un piccolo cimitero militare britannico. Poi l'isola passò all'Austria, che negli anni Trenta dell'Ottocento costruì la fortezza Gospina batarija.
Il 20 luglio 1866, durante la terza guerra d'indipendenza italiana, la flotta italiana dell'ammiraglio Carlo Pellion di Persano, che attaccava le difese dell'isola, fu affrontata dalla flotta austriaca del contrammiraglio Wilhelm von Tegetthoff. Vinsero gli austriaci: la corazzata Re d'Italia fu speronata e affondò in pochi minuti, la Palestro andò perduta per un incendio. Morirono oltre seicento marinai italiani. Con la pace di quello stesso anno il Veneto passò comunque all'Italia. Dopo la Prima guerra mondiale l'isola fu occupata dall'Italia (1918-1921) e con il trattato di Rapallo passò al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. Per il quadro generale leggi la storia della Croazia.
Nel 1944 Josip Broz Tito, dopo essere sfuggito all'attacco tedesco a Drvar, ebbe per alcuni mesi il suo quartier generale su Vis, in una grotta sotto la cima del monte Hum. La grotta di Tito (Titova špilja) si raggiunge in auto dalla strada per Podšpilje e poi con una breve scalinata. Il monte Hum (587 metri) è il punto più alto dell'isola, con la chiesetta quattrocentesca dello Spirito Santo e la vista su Komiža e Biševo.
Dopo la guerra l'esercito jugoslavo trasformò Vis in una delle sue basi più importanti: sull'isola ci sono oltre trenta installazioni tra gallerie, bunker e depositi. L'esercito se ne andò nel 1992. Oggi alcune si visitano con tour delle agenzie locali, di solito in fuoristrada: tra le mete ci sono la vecchia base missilistica di capo Stupišće, vicino a Komiža, e la galleria scavata nella roccia nel 1982 nella baia di Parja, a Rogačić, a ovest della città di Vis, che nascondeva le motosiluranti e si raggiunge anche a piedi o in barca. Non entrare da solo nelle strutture abbandonate.
Komiža è un paese di pescatori raccolto intorno al porto, con il Kaštel, la fortezza veneziana del 1585, la chiesa della Madonna dei Pirati (Gospa Gusarica), formata da tre chiese unite, e, sull'altura, il monastero di San Nicola, fondato dai benedettini nel Duecento. In paese c'è un museo della pesca.
Komiža è la patria della falkuša, una barca da pesca in legno con una grande vela latina e due fiancate mobili (le falke) da montare per il mare aperto. Con queste barche i pescatori andavano a pescare le sardine a Palagruža (Pelagosa), a circa 42 miglia: la gara per arrivare primi ai posti migliori, la Rota Palagruzona, è documentata dal 1593. L'ultima falkuša originale, la Cicibela, fu distrutta da una tempesta nel 1986. Nel 1997 ne fu costruita una copia, la Comeza-Lisboa, per l'Expo di Lisbona del 1998; oggi la tradizione è protetta come bene culturale immateriale della Croazia. Dal 2010 la Rota Palagruzona si corre di nuovo come regata, di solito a giugno. Per San Nicola, il 6 dicembre, si brucia per tradizione una vecchia barca di legno. Le date cambiano: verificale prima.
Stiniva è una piccola baia sulla costa sud, chiusa verso il mare da due alte pareti di roccia che nel punto più stretto distano meno di quattro metri. Dentro c'è una spiaggia di ciottoli. È monumento naturale dal 1967. Da terra si arriva in auto fino alla frazione di Žužec, poi si scende per un sentiero ripido di almeno venti minuti, non adatto ai bambini piccoli. Dal mare le barche grandi restano fuori e si entra a nuoto o con piccoli tender.
Avviso (ottobre 2026): per Stiniva non risultano biglietti d'ingresso, prenotazioni o limiti al numero dei visitatori. In luglio e agosto la baia si riempie già in tarda mattinata: vai presto o nel tardo pomeriggio. Le regole possono cambiare: controlla prima.
Biševo (Busi) è una piccola isola a sud-ovest di Komiža, con pochissimi abitanti e la chiesa di San Silvestro, accanto ai resti di un monastero benedettino del 1050. È famosa per la Grotta Azzurra (Modra špilja), nella baia di Balun: la luce entra da un'apertura sott'acqua e colora la grotta di azzurro. I pescatori la mostrarono nel 1884 al barone austriaco Eugen von Ransonnet, che la fece conoscere.
Come si visita (regole in vigore a ottobre 2026): la grotta è un monumento naturale e si entra solo con le piccole barche del concessionario, che partono dalla baia di Mezuporat; le barche private non possono entrare né ancorarsi. All'interno è vietato fare il bagno e immergersi, e non si devono usare creme solari. Il biglietto si compra sul posto, a Mezuporat, o al centro nautico di Komiža; le escursioni delle agenzie di solito non lo comprendono. Sull'isola non ci sono bancomat: porta contanti. La luce migliore è nelle ore centrali. Con il vento da sud e il mare mosso le visite vengono sospese, anche con il cielo sereno; fuori stagione sono rare. In agosto si può aspettare più di un'ora. Prezzi e orari cambiano ogni anno: verificali prima.
Sulla costa sud di Biševo c'è anche la Grotta della Foca monaca (Medvidina špilja), una delle grotte marine più lunghe dell'Adriatico. Secondo il codice di comportamento del centro visitatori, anche qui le barche private non possono entrare né ancorarsi e l'accesso sarà regolato con biglietto: controlla le regole aggiornate prima di andare.
A est della città di Vis c'è la baia di Stončica, con una delle poche spiagge di sabbia dell'isola. Sulla costa sud, oltre a Stiniva, ci sono baie e piccoli villaggi come Rukavac e Milna, da cui partono barche per le baie vicine e per la Grotta Verde (Zelena špilja) sull'isolotto di Ravnik. Per scoprire altre zone leggi la guida al mare della Croazia.
Dal 17 aprile 2019 l'arcipelago di Vis fa parte della rete dei Geoparchi mondiali UNESCO con il nome di Geoparco Arcipelago di Vis (Viški arhipelag). Comprende Vis, Biševo, Svetac (Sant'Andrea), Brusnik e Jabuka (Pomo) con il mare intorno. Le sue rocce sono tra le più antiche dell'Adriatico; Brusnik e Jabuka sono di origine vulcanica. Percorsi e visite guidate sono sul sito ufficiale del Geoparco Arcipelago di Vis.
Nell'autunno del 2017 Vis ha fatto da isola greca per il film Mamma Mia! Ci risiamo, uscito nel 2018. Si è girato soprattutto a Komiža e nella città di Vis, con scene anche a Stiniva.
La cucina è quella dalmata, con pesce, verdure dell'orto e olio d'oliva. Il piatto tipico è la pogača, una focaccia ripiena di pesce salato e cipolla. Tra i vini, il più tipico è il Vugava, un bianco profumato prodotto quasi solo su Vis: spesso viene paragonato al Viognier, ma le analisi genetiche hanno escluso una parentela. Tra i rossi c'è il Plavac mali, il principale vitigno rosso della Dalmazia. Per conoscere gli altri piatti leggi la guida alla cucina croata.
In traghetto e catamarano: Vis non ha aeroporto. Si arriva prima a Spalato, per esempio da Ancona. Da Spalato la compagnia statale Jadrolinija ha un traghetto con auto per il porto di Vis, in circa due ore e mezza, e un catamarano per passeggeri, più veloce, che in alcune corse ferma a Milna, sull'isola di Brazza (Brač), e a Lesina (Hvar). D'inverno le corse si riducono. Orari e linee cambiano ogni stagione: verificali prima di partire e prenota in luglio e agosto, soprattutto con l'auto.
In aereo: l'aeroporto più comodo è quello di Spalato.
La città di Vis e Komiža sono ai due lati dell'isola, collegate da una strada e da un autobus, con poche corse fuori stagione. Per Stiniva, il monte Hum e le baie della costa sud conviene noleggiare un'auto o uno scooter. Da Komiža partono le barche per Biševo, di linea e delle agenzie. In estate le barche-taxi portano alle baie raggiungibili solo dal mare.
I mesi migliori sono giugno e settembre: mare caldo, meno folla e collegamenti ancora frequenti. Anche maggio va bene per camminare. In luglio e agosto c'è più gente, i traghetti sono pieni e le attese alla grotta sono lunghe. In ottobre l'isola è tranquilla, ma molti servizi chiudono.