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Brazza (Brač): cosa vedere nell'isola di Zlatni Rat e della pietra bianca

Aggiornato a ottobre 2026

La spiaggia di Zlatni Rat a Bol vista dall'alto: una lingua di ciottoli chiari che si allunga nel mare turchese, con la pineta alle spalle e il monte Vidova gora sullo sfondo

Brazza (in croato Brač) è un'isola della Dalmazia centrale, in Croazia, di fronte a Spalato. È l'isola più grande della Dalmazia e la terza dell'Adriatico. I Romani la chiamavano Brattia e ne cavavano la pietra; Venezia la governò a più riprese, in modo stabile dal 1420 al 1797, poi passò all'Austria. Per secoli il centro amministrativo fu Nerežišća, nell'interno; dall'Ottocento lo è Supetar, sulla costa nord.

L'isola è montuosa e sassosa, coperta di uliveti, vigneti, pinete e muretti a secco. È famosa per la spiaggia di Zlatni Rat, per il vento che piace ai surfisti e per la sua pietra bianca, lavorata qui da duemila anni. Per Bol e la spiaggia bastano due giorni; per girare l'isola con calma ne servono almeno quattro.

In breve

Da non perdere: la spiaggia di Zlatni Rat e il paese di Bol, la salita alla Vidova gora, l'eremo di Blaca, il museo dell'isola a Škrip, il porto di Pučišća con i laboratori degli scalpellini, i porti di Milna e Sutivan e una degustazione di olio e di vino. Periodo migliore: maggio, giugno e settembre. Supetar è a meno di un'ora di traghetto da Spalato, quindi l'isola si presta anche a una gita in giornata.

Cosa vedere a Brač

Bol e la spiaggia di Zlatni Rat

Bol è il paese principale della costa sud, ai piedi della Vidova gora. A circa 2 km dal centro, raggiungibile a piedi con una passeggiata lungomare di una ventina di minuti, c'è la spiaggia di Zlatni Rat (il «Corno d'oro»): una lingua di ciottoli chiari che si allunga per circa mezzo chilometro nel canale tra Brač e Hvar. Si può arrivare anche in auto, con il trenino turistico o in barca.

La sua particolarità è che la forma cambia: la punta si sposta con le onde, le correnti e il vento. Con lo scirocco (jugo) tende a piegare verso ovest; d'estate, con il maestrale del pomeriggio, è di solito dritta o girata verso est. I cambiamenti maggiori avvengono dall'autunno alla primavera, e con le mareggiate la punta può cambiare lato in poche ore. Alle spalle c'è una pineta, dove sono stati trovati i resti di una villa rustica romana. Il promontorio è tutelato come fenomeno geomorfologico.

Avviso (ottobre 2026): da qualche anno gli abitanti di Bol segnalano che la spiaggia si deforma in modo più irregolare. Nell'autunno 2024 è partita una petizione per regolare l'ancoraggio delle barche vicino alla riva, considerato una delle cause; non risultano ancora regole definitive. Chi arriva in barca controlli le norme in vigore. Per i bagnanti: verso la punta la corrente può essere forte, non allontanarti troppo verso il largo. La parte più a ovest della spiaggia e le calette vicine sono per tradizione frequentate da naturisti.

In paese merita una visita il convento domenicano, fondato nel Quattrocento sulla penisoletta di Glavica, all'ingresso est di Bol. Nella chiesa c'è una pala d'altare della bottega di Jacopo Tintoretto, la Madonna col Bambino e santi, commissionata nel 1561. Il museo del convento, rinnovato nel 2021, espone reperti archeologici, argenti liturgici, libri glagolitici e opere di maestri veneziani.

Il windsurf a Bol

Il canale tra Brač e Hvar ha un vento regolare: d'estate il maestrale si alza di solito nel pomeriggio e rende Bol uno dei centri di windsurf più conosciuti della Croazia. In paese ci sono diversi centri che noleggiano l'attrezzatura e tengono corsi, anche per principianti.

La Vidova gora

La Vidova gora (il «monte di San Vito») è alta circa 780 metri: le fonti indicano 778 o 780 m. È la cima più alta di Brač e di tutte le isole dell'Adriatico. Dalla cima si vede Zlatni Rat con la sua forma del momento e nelle giornate limpide Hvar, Vis e la penisola di Pelješac. In cima si arriva in auto, con una strada asfaltata dall'interno dell'isola, oppure a piedi da Bol: il sentiero passa per Murvica e sale nella pineta, ed è un'escursione lunga e impegnativa, da fare con acqua e scarpe adatte, evitando le ore calde.

L'eremo di Blaca

La Pustinja Blaca (eremo di Blaca) è nascosta in una gola rocciosa della costa sud, a ovest di Bol. Fu fondata nel 1551 da sacerdoti glagolitici arrivati da Poljica, sulla terraferma, in fuga dall'avanzata ottomana, che si rifugiarono in una grotta. Con il tempo l'eremo diventò un piccolo villaggio, con la casa dei monaci, gli edifici agricoli, gli uliveti e i vigneti. L'ultimo eremita, don Nikola Miličević, astronomo, morì nel 1963; da allora l'eremo è un museo, con mobili d'epoca, la biblioteca, orologi e il telescopio con cui osservava il cielo. È nella lista propositiva dell'UNESCO dal 2007.

All'eremo non arriva nessuna strada: si va a piedi. Dall'interno si lascia l'auto a un parcheggio raggiungibile in parte su strada sterrata e si cammina circa mezz'ora; dal mare si sbarca nella baia di Blaca e si sale in 30-40 minuti. Da Bol partono escursioni in barca o in fuoristrada. Gli orari del museo cambiano con la stagione: verificali prima.

Supetar

Supetar è il porto dove arriva il traghetto da Spalato ed è la cittadina più grande dell'isola. La chiesa parrocchiale di San Pietro fu rifatta in forme barocche nel 1773. Il luogo più interessante è il cimitero, su una piccola penisola dove sorgeva l'abitato antico: c'è il mausoleo della famiglia Petrinović, dello scultore Toma Rosandić, con tombe scolpite da Ivan Rendić e due antichi sarcofagi cristiani accanto alla cappella di San Nicola.

Škrip e il museo dell'isola

Škrip, nell'interno, a pochi chilometri da Supetar, è considerato il villaggio più antico dell'isola. Nel paese restano resti di costruzioni illiriche, un mausoleo romano e fortificazioni medievali. Nella torre Radojković, del Cinquecento, costruita sopra il mausoleo romano, c'è il Museo dell'isola di Brač (Muzej otoka Brača), con sculture romane e tardoantiche, tra cui un rilievo di Ercole, e una sezione dedicata all'agricoltura, alla pastorizia e al lavoro della pietra. Secondo una leggenda nel mausoleo furono sepolte la moglie e la figlia di Diocleziano; è una tradizione, non un fatto dimostrato.

Pučišća, la pietra di Brač e la scuola degli scalpellini

Pučišća si trova in fondo a una baia profonda e riparata della costa nord. È il paese della pietra di Brač, un calcare bianco cavato qui fin dall'epoca romana: con questa pietra fu costruito il palazzo di Diocleziano a Spalato e, molti secoli dopo, la cattedrale di Sebenico. La cava più grande, Veselje, è citata nei documenti già nel 1455. Si sente dire spesso che la pietra di Brač fu usata anche per la Casa Bianca di Washington: è un racconto locale, non confermato dalle fonti.

Il paese è tutto di pietra bianca. Nel Quattrocento e nel Cinquecento le famiglie costruirono sulla costa case fortificate (kaštel) per difendersi dai pirati e dagli Ottomani; la più antica è quella di Ciprijan Žuvetić, del 1467. Qui ha sede la scuola degli scalpellini (Klesarska škola), aperta da più di un secolo e unica in Croazia, dove i ragazzi imparano il mestiere tradizionale della lavorazione della pietra.

Milna

Milna, sulla costa ovest, si trova in fondo a una baia ben riparata dai venti, usata dalle barche fin dall'epoca romana. Il paese nacque tra Cinquecento e Seicento e tra il XVII e il XIX secolo fu il porto più attivo dell'isola, con due cantieri navali. Il centro ha ancora un aspetto settecentesco. La chiesa della Madonna Annunziata è barocca, del 1783, con un'Annunciazione attribuita al veneziano Gaspare Diziani. Oggi Milna è soprattutto un porto per la nautica da diporto, con diverse marine; intorno ci sono baie come Osibova e Lučica.

Sutivan

Sutivan, sulla costa nord a ovest di Supetar, è un ex paese di pescatori con il porticciolo ancora in uso. Il palazzo più importante è la casa Kavanjin, costruita tra il 1690 e il 1705 dalla famiglia nobile che vi trasferì la residenza: sul portale c'è la scritta latina «Ostium non hostium», la porta è aperta agli amici e non ai nemici. La spiaggia principale, Likva, è di ciottoli e lunga.

Postira

Postira, sulla costa nord a est di Supetar, fu fondata nel Cinquecento da famiglie venute da Dol e da Poljica. Qui nacque nel 1876 il poeta Vladimir Nazor, uno degli scrittori croati più noti del Novecento. La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista è del Cinquecento e sotto ci sono i resti di una basilica paleocristiana. A est del paese c'è Lovrečina, una delle poche baie di sabbia dell'isola, con i resti di una chiesa paleocristiana.

Vini e olio

A Brač la vite e l'ulivo si coltivano dall'epoca romana. Il vino rosso più diffuso è il Plavac mali, che cresce sui pendii sassosi e soleggiati della costa sud, intorno a Bol e Murvica. Tra i bianchi si trovano il Pošip e la Vugava. Nel 1900 a Bol nacque la prima cantina cooperativa della Dalmazia, che esiste ancora.

L'olio extravergine di Brač (Bračko maslinovo ulje) ha dal 2022 la denominazione di origine protetta dell'Unione europea: deve essere fatto almeno per l'80% con la varietà locale Oblica. Per gli altri piatti della regione leggi la guida alla cucina croata.

Il mare e le spiagge

Oltre a Zlatni Rat, Brač ha soprattutto spiagge di ciottoli e scogli. Sulla costa nord sono vicine ai paesi; sulla costa sud ci sono calette raggiungibili spesso solo a piedi o in barca. Per scoprire altre zone leggi la guida al mare della Croazia.

Come arrivare

In traghetto da Spalato: il collegamento principale è il traghetto con le auto della compagnia statale Jadrolinija da Spalato a Supetar, tutto l'anno, con una traversata di circa 50 minuti. Dal 2026 la linea ha solo l'orario estivo e quello di bassa stagione, senza più l'orario invernale ridotto. Dall'Italia si può arrivare in traghetto a Spalato, per esempio da Ancona.

In catamarano (solo passeggeri): da Spalato ci sono catamarani per Bol (circa un'ora), per Supetar e, in stagione, per Milna e Sutivan. Da Bol ci sono catamarani per Jelsa, sull'isola di Hvar, e in estate per la città di Hvar; d'estate ci sono anche collegamenti con Dubrovnik. Tra Brač e Hvar non ci sono traghetti per le auto.

Da Makarska: un traghetto con le auto collega Makarska con Sumartin, all'estremità est dell'isola, in circa un'ora. Linee, orari e compagnie cambiano ogni stagione: verificali prima di partire e prenota in estate.

In aereo: l'aeroporto più comodo è quello di Spalato, con molti voli dall'Italia. Brač ha un piccolo aeroporto proprio, a circa 14 km da Zlatni Rat, aperto nel 1993 e attivo soprattutto d'estate, con pochi voli di linea stagionali e voli charter. Nell'estate 2026 c'era per esempio un volo stagionale da Belgrado, terminato a settembre. Non abbiamo trovato voli di linea diretti dall'Italia confermati per il 2026: controlla l'offerta della stagione prima di prenotare.

Come muoversi

Gli autobus collegano Supetar con Bol, Milna, Sutivan, Postira, Pučišća e i paesi dell'interno, con corse coordinate con i traghetti; fuori stagione sono poche. Per vedere l'isola con calma conviene l'auto o lo scooter: le strade dell'interno sono strette e con molte curve, e da Supetar a Bol si attraversa tutta l'isola. A Bol tutto si gira a piedi. In estate le barche-taxi portano alle calette e, con le escursioni, all'eremo di Blaca.

Quando andare

I mesi migliori sono maggio, giugno e settembre: mare già o ancora caldo, meno folla e vento buono per il windsurf. A luglio e agosto Bol e Zlatni Rat sono molto affollati e i traghetti hanno lunghe code. In ottobre si cammina bene sulla Vidova gora e verso Blaca; d'inverno molti servizi sono chiusi e l'aeroporto non ha voli.

Dove dormire

Consigli pratici

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