Aggiornato a ottobre 2026
Matanzas è la città che molti vedono solo dal finestrino, sulla strada tra L'Avana e le spiagge di Varadero. È un peccato. Affacciata su una grande baia e attraversata da tre fiumi, il Yumurí, il San Juan e il Canímar, è stata fondata nel 1693 e nell'Ottocento, grazie alla ricchezza dello zucchero, è diventata uno dei centri culturali più vivaci dell'isola. Poeti, musicisti, giornali e teatri le valsero il soprannome di "Atene di Cuba". I tanti ponti sui fiumi le hanno dato anche quello di "città dei ponti".
Oggi Matanzas è una città vera, poco turistica, con facciate coloniali scolorite, piazze tranquille e una vita di quartiere autentica. Qui è nato il danzón, qui la rumba ha alcune delle sue radici più profonde, e a pochi chilometri ci sono una delle valli più belle di Cuba e un sistema di grotte visitabile. Una giornata basta per il centro; due ti permettono di aggiungere la valle e le grotte con calma.
Da non perdere: il Teatro Sauto e la Plaza de la Vigía, il Museo Farmacéutico (l'antica farmacia francese Triolet), il Castillo de San Severino con il Museo della Rotta dello Schiavo, il panorama sulla Valle del Yumurí dall'Ermita de Monserrate, le Cuevas de Bellamar. Periodo migliore: da novembre ad aprile, nella stagione secca. Ideale per: chi soggiorna a Varadero e cerca una giornata di storia e cultura, o chi viaggia tra L'Avana e il centro dell'isola.
La Plaza de la Vigía è il punto da cui è nata la città, vicino al fiume San Juan. Qui si affaccia il Teatro Sauto, il simbolo di Matanzas. Inaugurato nel 1863 con il nome di Teatro Esteban, fu progettato dall'architetto italiano Daniele Dell'Aglio ed è monumento nazionale dal 1978. Sul suo palco sono passati, tra gli altri, Sarah Bernhardt, Enrico Caruso e Andrés Segovia. Dopo lunghi lavori, la sala principale ha riaperto nel luglio 2025, ma il restauro del tetto e delle strutture non è ancora concluso: controlla sul posto se è visitabile e se c'è uno spettacolo in programma.
Sulla stessa piazza si trova il Palacio de Junco, costruito tra il 1835 e il 1838, che dal 1980 ospita il Museo Histórico Provincial, utile per capire la storia della città e dell'economia dello zucchero. Poco distante lavora Ediciones Vigía, piccola casa editrice nota per i suoi libri fatti a mano: se la trovi aperta, vale una sosta.
La Plaza (o Parque) de la Libertad è il cuore del centro, con il monumento a José Martí e i palazzi coloniali intorno. Sul lato di Calle Milanés c'è la gemma più curiosa della città: il Museo Farmacéutico, l'antica farmacia aperta intorno al 1882 dal medico francese Ernesto Triolet e dalla moglie Dolores. Per questo i matanceros la chiamano ancora "la farmacia francese".
Diventata museo nel 1964 e restaurata nel 2003, conserva gli scaffali in legno, i vasi di porcellana, le bilance e gli strumenti originali. I suoi registri delle ricette, decine di volumi con milioni di preparazioni annotate a partire dal 1873, sono stati iscritti nel 2025 nel registro regionale per l'America Latina e i Caraibi del programma UNESCO Memoria del Mondo. È una visita breve ma sorprendente.
Il Castillo de San Severino domina la baia a nord del centro. La costruzione cominciò poco dopo la fondazione della città, si interruppe più volte per mancanza di fondi e manodopera e la fortezza fu completata solo alla fine del Settecento. Dal 2009 ospita il Museo Nacional de la Ruta del Esclavo, legato al progetto UNESCO "La Rotta dello Schiavo".
Le sale raccontano la tratta degli africani deportati per lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero, con oggetti, strumenti di punizione e una sezione dedicata agli orishas, le divinità della tradizione religiosa di origine africana. È un luogo duro ma fondamentale per capire Matanzas, la cui ricchezza ottocentesca si reggeva sul lavoro degli schiavi.
Il modo migliore per sentire l'anima di Matanzas è camminare lungo i fiumi San Juan e Yumurí, passando da un ponte all'altro. Dal lungofiume di Calle Narváez si vedono le case colorate che si specchiano nell'acqua, e la luce del tardo pomeriggio è la più bella per le foto. Nel centro trovi anche la Catedral de San Carlos Borromeo e diverse chiese ottocentesche.
Sulla collina a nord-est del centro, a circa un chilometro e mezzo, sorge l'Ermita de Monserrate, costruita nel 1875 dai coloni catalani. Il motivo per salire fin qui è il panorama: da un lato la città e la baia, dall'altro la Valle del Yumurí, una distesa verde di colline e palme reali che è uno dei paesaggi più fotografati di Cuba. Il momento migliore è la mattina presto.
Se arrivi in auto da L'Avana lungo la Vía Blanca, fermati al Puente de Bacunayagua, al confine tra le due province: è il ponte più alto di Cuba (circa 103 metri) e dal belvedere si abbraccia la valle dall'alto fino al mare.
A circa 5 chilometri a sud-est del centro si aprono le Cuevas de Bellamar, scoperte nel 1861 da un lavoratore cinese. La visita guidata, di circa tre quarti d'ora, segue percorsi illuminati tra stalattiti, stalagmiti, cristalli e un corso d'acqua sotterraneo. È adatta anche ai bambini. Con i blackout l'illuminazione può essere un problema: verifica che le grotte siano aperte e gli orari delle visite prima di andare.
Il primo gennaio 1879, nel Liceo Artístico y Literario di Matanzas, l'orchestra di Miguel Faílde suonò in pubblico "Las alturas de Simpson", considerato il primo danzón, dal nome di un quartiere della città. Il danzón è ritenuto il ballo nazionale cubano ed è patrimonio culturale della nazione dal 2013. La sala di allora fa oggi parte della Sala de Conciertos José White.
Matanzas è anche, insieme all'Avana, una delle culle della rumba, nata nei quartieri popolari e iscritta dall'UNESCO nel 2016 nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell'umanità. La città è legata a gruppi storici come Los Muñequitos de Matanzas. Concerti e serate cambiano spesso e dipendono anche dalla corrente elettrica: chiedi alla tua casa particular o alla Casa de la Cultura cosa c'è in programma.
A Matanzas la cucina è quella cubana di tutti i giorni: riso e fagioli, maiale, yuca e platano fritto. Nella città si mangia soprattutto nelle case particulares e nei piccoli locali privati (paladares). Con la crisi, la disponibilità di ingredienti varia molto: meglio chiedere la sera prima che cosa si potrà preparare. Per orientarti tra piatti e abitudini leggi la nostra guida alla cucina cubana.
Matanzas si trova circa 100 chilometri a est dell'Avana e una trentina di chilometri a ovest di Varadero, lungo la Vía Blanca. L'aeroporto internazionale più vicino è quello di Varadero, mentre molti voli dall'Italia arrivano all'Avana. Le soluzioni più comuni sono il taxi privato o l'auto con autista, l'escursione organizzata da Varadero o un posto sugli autobus turistici, che però hanno subito forti riduzioni per la mancanza di carburante: verifica corse e orari prima di partire.
Il celebre treno di Hershey, l'unica ferrovia elettrica di Cuba, che collegava Casablanca (sulla baia dell'Avana) a Matanzas attraversando campagne e piantagioni, è fermo dal 2017. Le autorità hanno più volte annunciato un ripristino, con trazione diesel, ma senza date: non contarci per il tuo viaggio.
Il centro, tra Plaza de la Vigía, Plaza de la Libertad e i lungofiume, si gira bene a piedi. Per l'Ermita de Monserrate puoi salire a piedi o in taxi; per le Cuevas de Bellamar e per il Castillo de San Severino conviene un taxi, da concordare anche per il ritorno. Per la Valle del Yumurí e il Puente de Bacunayagua serve un'auto. Con la scarsità di carburante i prezzi dei taxi possono cambiare da un giorno all'altro: accordati sempre prima.
Il periodo più piacevole va da novembre ad aprile, con meno pioggia e temperature più miti, ideale per camminare in città. Da giugno a novembre è la stagione delle piogge e degli uragani, con caldo umido e temporali pomeridiani. Se stai scegliendo il mese, guarda i nostri suggerimenti su dove andare a dicembre e dove andare a febbraio.
Molti visitano Matanzas in giornata dormendo a Varadero, dove si concentrano i grandi hotel. Chi vuole fermarsi in città trova soprattutto case particulares nel centro storico, comode per girare a piedi e per serate di musica, e qualche piccolo hotel. Con i blackout prolungati è importante chiedere al momento della prenotazione se la struttura ha un generatore o pannelli solari, una riserva d'acqua e la possibilità di preparare la colazione anche senza corrente.