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Sharjah: musei, città vecchia e deserto dell'emirato della cultura

Aggiornato a ottobre 2026

Il lungomare della laguna di Khalid a Sharjah al tramonto, con le cupole e i minareti chiari di una grande moschea che si riflettono nell'acqua calma

Sharjah è il terzo emirato degli Emirati Arabi Uniti per importanza e confina direttamente con Dubai, tanto che le due città si toccano e il passaggio dall'una all'altra quasi non si nota. L'atmosfera però è diversa: niente grattacieli da record e locali notturni, ma una città più tradizionale, con un centro storico restaurato, decine di musei e una vita che ruota attorno alle lagune e al lungomare. Il suo territorio è insolito: oltre alla capitale sul Golfo Persico comprende un entroterra di dune e montagne e alcune enclave sulla costa del Golfo di Oman, come Khor Fakkan e Kalba.

Sharjah ha puntato da decenni sulla cultura, con musei, una fondazione d'arte molto attiva, una Biennale e una delle fiere del libro più grandi del mondo arabo. Dal 2025 ospita anche il secondo sito degli Emirati iscritto nel Patrimonio dell'Umanità UNESCO, il paesaggio preistorico di Faya, nel deserto dell'interno. Per chi visita la guida a Dubai è un'escursione di una giornata facile da organizzare, ma merita anche un soggiorno di due o tre giorni, soprattutto per chi preferisce un ritmo più tranquillo.

In breve

Ideale per: chi ama i musei, l'architettura islamica e i quartieri storici, chi cerca una base più tranquilla e tradizionale di Dubai, famiglie. Da vedere: il Cuore di Sharjah con il forte Al Hisn e i souq, il Museo della Civiltà Islamica, la laguna di Khalid con l'isola di Al Noor, la Rain Room, il deserto di Mleiha con il sito UNESCO di Faya. Periodo più piacevole: da novembre a marzo, quando il caldo è sopportabile anche nelle ore centrali.

Cosa vedere e cosa fare

Il Cuore di Sharjah e il forte Al Hisn

Il Cuore di Sharjah (Heart of Sharjah) è il grande progetto di recupero della città vecchia, che riporta il quartiere storico all'aspetto che aveva verso la metà del Novecento: case di mercanti in pietra corallina, vicoli ombreggiati, torri del vento e cortili interni. Al centro c'è il forte Al Hisn, costruito nel 1820 dalla famiglia regnante Al Qasimi, quasi del tutto demolito nel 1970 e poi ricostruito, oggi museo sulla storia della città. Intorno si visitano il Souq Al Arsah, uno dei mercati coperti più antichi del paese, la casa-museo Bait Al Naboodah e il Museo del Patrimonio. È la parte più piacevole da girare a piedi, meglio nel tardo pomeriggio, quando la luce è calda e le temperature calano.

Il Museo della Civiltà Islamica e gli altri musei

Sul lungomare, sotto una grande cupola decorata a mosaico dorato, il Museo della Civiltà Islamica raccoglie manoscritti, ceramiche, metalli, strumenti scientifici come gli astrolabi e oggetti che raccontano la fede e la cultura islamica. È il museo più noto della città, ma non l'unico: nel quartiere delle arti c'è il Museo d'Arte di Sharjah, con opere di artisti arabi e orientalisti, e nella zona di Al Khan l'Acquario e il Museo Marittimo, dedicati al mare e alla pesca delle perle. Curioso anche il Museo di Al Mahatta, nel primo aeroporto della regione. Orari, giorni di chiusura e biglietti cambiano spesso, anche durante il Ramadan: conviene verificarli sul sito dell'Autorità dei Musei di Sharjah prima di andare.

La laguna di Khalid, l'isola di Al Noor e Al Qasba

La laguna di Khalid è il cuore moderno della città, circondata dal lungomare di Al Buhaira, dai giardini e dalle fontane di Al Majaz. Sulla riva settentrionale, collegata da un ponte pedonale, c'è l'isola di Al Noor, un parco con installazioni d'arte, percorsi nel verde e una serra delle farfalle. Poco lontano, Al Qasba è un complesso costruito lungo un canale, con caffè, ristoranti, un centro d'arte contemporanea e brevi giri in barca; la sera è il posto dove passeggiano le famiglie. Sulla laguna si affaccia anche il Souq Centrale, il "souq blu", riconoscibile per le decorazioni in maiolica, con negozi di tappeti, oro, profumi e artigianato.

La moschea di Al Noor

Sulla laguna di Khalid sorge la moschea di Al Noor, ispirata all'architettura ottomana, con cupole e minareti chiari che di sera si illuminano. È aperta ai visitatori non musulmani con visite guidate che spiegano l'Islam e le tradizioni emiratine. Si entra con abiti che coprono braccia e gambe; le donne devono coprire anche i capelli. Giorni e orari delle visite vanno verificati prima, e la moschea non è visitabile durante le preghiere.

La Rain Room e la Sharjah Art Foundation

La Rain Room è un'installazione del collettivo Random International: una stanza in cui piove senza sosta, ma dei sensori fermano l'acqua attorno a chi cammina, così si attraversa la pioggia restando asciutti. È gestita dalla Sharjah Art Foundation, che organizza anche la Biennale di Sharjah e mostre di arte contemporanea in diversi edifici del centro, spesso a ingresso libero. La visita alla Rain Room dura pochi minuti e gli ingressi sono contingentati: verificate orari, biglietti ed eventuale prenotazione prima di andare, soprattutto nel fine settimana.

Mleiha e il sito UNESCO di Faya

Nell'entroterra, tra dune rosse e rilievi rocciosi, l'area di Mleiha conserva tombe dell'età del bronzo, resti di un insediamento preislamico e formazioni come la Fossil Rock, con conchiglie fossili di quando la zona era un fondale marino. Nel 2025 il paesaggio preistorico di Faya è stato iscritto nel Patrimonio dell'Umanità: è uno dei più antichi paesaggi desertici abitati che si conoscano, con tracce di presenza umana che risalgono a oltre 210.000 anni fa. La porta d'accesso è il Centro Archeologico di Mleiha, con un museo e una nuova mostra interattiva su Faya, da cui partono escursioni guidate, gite in fuoristrada e serate di osservazione delle stelle.

Escursioni nei dintorni

Come arrivare

Sharjah ha un proprio aeroporto internazionale, base della compagnia low cost Air Arabia, vicino alla città. Molti viaggiatori atterrano però a Dubai, il cui aeroporto internazionale è a breve distanza: il tragitto in taxi non è lungo, ma il traffico tra le due città nelle ore di punta può allungarlo molto. In alternativa ci sono gli autobus interurbani tra le stazioni di Dubai (come Union Square, Al Ghubaiba e Deira City Centre) e la stazione di Al Jubail a Sharjah, e un servizio di battelli tra la stazione marittima di Al Ghubaiba a Dubai e quella dell'Acquario a Sharjah. Linee, orari e biglietti cambiano: verificateli sui siti dei trasporti pubblici di Dubai e Sharjah prima di partire. La nuova rete ferroviaria passeggeri Etihad Rail, attiva dal 2026, ha già una stazione ad Al Dhaid, nell'interno dell'emirato, mentre quella di Sharjah città è prevista per il 2027: controllate se il servizio è già in funzione.

Come muoversi

In città i taxi sono il mezzo più pratico e hanno tariffe a tassametro; funzionano anche le app di trasporto più diffuse negli Emirati. Gli autobus urbani coprono le zone principali, ma sono pensati più per i residenti che per i turisti. Il Cuore di Sharjah, il lungomare e i musei del centro si girano bene a piedi nelle stagioni fresche, mentre per Mleiha e Khor Fakkan servono un'auto a noleggio o un'escursione organizzata. Le strade sono buone, ma la guida è veloce e i controlli con autovelox sono frequenti.

Quando andare

Il periodo migliore va da novembre a marzo, con giornate calde ma piacevoli e serate fresche, adatte a passeggiare sul lungomare e nel deserto (vedi i consigli su dove andare a dicembre). In questi mesi si concentrano anche gli eventi: la Fiera internazionale del libro in autunno e il Festival delle luci in inverno, quando le facciate dei principali edifici si illuminano con proiezioni. Da maggio a settembre il caldo è molto intenso e umido, e la visita si riduce agli spazi climatizzati. Durante il Ramadan, che nel 2027 cade tra febbraio e marzo, orari di musei e negozi cambiano e in pubblico è richiesto più riserbo nel mangiare e nel bere di giorno.

Dove dormire

Consigli pratici

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