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Gabès: l'oasi marittima e Chenini di Gabès

Aggiornato a ottobre 2026

Il palmeto dell'oasi di Gabès con palme da dattero alte, melograni carichi di frutti e un canale d'irrigazione in terra battuta nella luce del pomeriggio

Gabès è il capoluogo dell'omonimo governatorato, nel sud-est della Tunisia, affacciato sul golfo a cui dà il nome. La sua particolarità è l'oasi: un grande palmeto che arriva fino al mare, presentato dall'ente del turismo tunisino come l'unica oasi costiera del Mediterraneo. Qui le palme da dattero, i melograni e l'henné crescono a pochi passi dalla spiaggia, irrigati da un sistema collettivo di canali che si tramanda da secoli. Nel 2008 l'oasi è stata inserita nella lista provvisoria dell'UNESCO, l'elenco dei siti candidati al patrimonio mondiale.

Gabès però non è una città da cartolina. Da decenni la costa a nord, verso Ghannouche, ospita un grande polo chimico per la lavorazione dei fosfati, che ha ridotto la parte dell'oasi più vicina al mare e inquinato il golfo; il centro è moderno e trafficato. Chi ci arriva oggi viene soprattutto per la parte interna del palmeto, per il villaggio di Chenini di Gabès e per il mercato dell'henné, oppure la usa come base per Matmata e per il sud. È anche un buon punto di passaggio tra Sfax e Djerba.

In breve

Ideale per: chi viaggia nel sud tunisino e vuole vedere un'oasi di tipo diverso da quelle del deserto, con una tappa autentica e poco turistica. Da vedere: il palmeto lungo l'Oued Gabès, il villaggio di Chenini con la diga e il sito di Ras el Oued, il mercato di Jara, il mausoleo di Sidi Boulbaba, i dintorni di Matmata. Periodo più piacevole: primavera e autunno; tra novembre e dicembre l'oasi è piena di melograni maturi.

Cosa vedere e cosa fare

L'oasi marittima

Il palmeto parte dalla costa, all'altezza di Ghannouche, e si allunga verso l'interno seguendo l'Oued Gabès fino a Chenini. La scheda dell'UNESCO descrive un'agricoltura su tre livelli: in alto le palme da dattero, al centro alberi da frutto come melograni, albicocchi e fichi, in basso ortaggi, foraggi e colture stagionali. L'ombra delle palme crea un microclima che rende possibile tutto il resto, e l'acqua viene divisa tra i diversi appezzamenti secondo turni stabiliti. La parte più vicina al mare è stata in buona parte erosa dalla zona industriale: la sezione occidentale, verso Chenini, è la più interessante e si visita bene a piedi, in bicicletta o in calesse.

Chenini di Gabès

Chenini è il villaggio dell'oasi a ovest della città, da non confondere con il villaggio berbero arroccato vicino a Tataouine. Dalla stazione degli autobus si attraversa l'oued sul ponte e si segue la strada per Chenini dentro il palmeto: a piedi ci vuole circa un'ora, oppure si prende un calesse, che si trova dietro la stazione. Dal villaggio un sentiero passa accanto a una diga di origine romana, in parte ricostruita, e prosegue tra le palme fino al fondo della valle. Qui c'è il sito di Ras el Oued, il punto in cui la valle si chiude: salendo sulla piccola scarpata si ha un panorama sul palmeto dall'alto. Lungo la strada si incontrano orti, campi di henné, caffè e bancarelle di cesti e cappelli intrecciati con le foglie di palma.

Lo zoo e il museo naturale di Chenini

Sulla strada verso Ras el Oued si trova un piccolo zoo legato a un museo naturale del sud tunisino, con coccodrilli, rettili e altri animali e una sezione sulla flora e la fauna dell'oasi. È una sosta che piace soprattutto alle famiglie con bambini. Le informazioni disponibili sono poche e non aggiornate: verificate sul posto se è aperto prima di andarci apposta.

Il mercato di Jara

Il mercato di Jara, nel quartiere omonimo, è il posto dove si vendono i prodotti della regione: spezie, oggetti intrecciati in fibra di alfa come cesti e cappelli di paglia, scarpe ricamate e tappeti a pelo detti mergoum. Soprattutto, è il mercato dell'henné: quello di Gabès, coltivato nell'oasi e venduto in polvere, ha una buona fama in tutta la Tunisia ed è usato per tingere i capelli e per i decori sulle mani. La domenica in città si tiene anche il mercato settimanale, più grande e più affollato.

Il mausoleo di Sidi Boulbaba e il museo

Il santo patrono della città è Sidi Boulbaba (Sidi Boulbaba al-Ansari), arrivato dall'Arabia secondo la tradizione con i primi conquistatori musulmani. Il suo mausoleo è il luogo religioso più importante di Gabès ed è molto frequentato dai fedeli: si può vedere dall'esterno o, quando è permesso, entrare nei cortili con abiti che coprano spalle e gambe. Accanto si trova una madrasa della fine del Seicento, di epoca muradita, che ospita il museo etnografico, dedicato alla vita nell'oasi: artigianato domestico, matrimonio, alimentazione e agricoltura, con alcuni reperti archeologici. Il sito dell'Agenzia del patrimonio lo indicava chiuso per manutenzione: verificate prima di andare. Nei dintorni c'è anche Menzel, il quartiere più antico, con vicoli stretti e passaggi coperti.

Il golfo e gli uccelli

Il golfo di Gabès è uno dei grandi luoghi di svernamento degli uccelli acquatici del Mediterraneo: in inverno lungo le zone umide della costa si possono vedere aironi e fenicotteri rosa. Per osservarli conviene chiedere indicazioni sul posto e allontanarsi dalla zona industriale. Per il mare vero e proprio, invece, la scelta più semplice è proseguire verso Djerba.

Cosa mangiare

A Gabès si mangia la cucina del sud: cuscus, piatti di pesce del golfo, verdure e legumi speziati (per un quadro generale c'è la guida alla cucina tunisina). I prodotti tipici sono quelli dell'oasi: datteri, melograni in autunno e il legmi, una bevanda dolce ricavata dalla linfa della palma. Al mercato di Jara vale la pena comprare spezie e henné.

Escursioni nei dintorni

Come arrivare

L'aeroporto internazionale più comodo è quello di Djerba-Zarzis, a circa 100 km; più a nord c'è l'aeroporto di Sfax. Da Tunisi Gabès è raggiungibile in treno con le ferrovie tunisine (SNCFT), sulla linea che scende lungo la costa passando per Sfax: le corse sono poche al giorno e il viaggio è lungo, quindi controllate gli orari aggiornati. In alternativa ci sono gli autobus di linea e i louage, i taxi collettivi che partono quando sono pieni, da Tunisi, Sfax, Djerba e dalle altre città del sud. In auto si arriva lungo la strada costiera.

Come muoversi

Il centro si gira a piedi, e per le distanze più lunghe ci sono i taxi gialli, da usare con il tassametro acceso. Per l'oasi e Chenini le soluzioni migliori sono la camminata, la bicicletta o il calesse; per tornare in città si trova un autobus locale o un taxi. Per le escursioni a Matmata, Tamezret e verso il deserto conviene un'auto a noleggio, un'escursione organizzata o un taxi contrattato per la giornata; tra le città funzionano bene i louage.

Quando andare

I mesi migliori sono quelli della primavera e dell'autunno, quando le temperature sono gradevoli per camminare nel palmeto (vedi dove andare ad aprile). L'autunno ha un fascino in più: tra novembre e dicembre i melograni sono maturi e l'oasi è al suo meglio (vedi dove andare a novembre). L'inverno è mite e adatto anche alle escursioni verso Matmata e il deserto; l'estate è calda e umida, meglio limitarsi alle prime ore del mattino.

Dove dormire

Consigli pratici

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