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Nefta e la Corbeille: l'oasi sufi del Jerid

Aggiornato a ottobre 2026

La Corbeille di Nefta vista dall'alto: una profonda conca piena di palme da dattero, con le case cubiche in mattoni color ocra della città vecchia sul bordo, nella luce calda del pomeriggio

Nefta è un'oasi del Jerid, la regione dei palmeti nel sud-ovest della Tunisia, nel governatorato di Tozeur, sul bordo settentrionale dello Chott el Jerid e non lontano dal confine algerino. Si trova a breve distanza da Tozeur, che ha la sua guida, ma ha un carattere diverso: più raccolta, più tranquilla e soprattutto più legata alla religione. La città è divisa in due dalla Corbeille, la conca di palme e sorgenti che ne è il simbolo.

In epoca romana si chiamava Nepte ed era sede di un vescovado; conquistata dagli arabi nel VII secolo, è diventata nei secoli il principale centro del sufismo tunisino. Per questo è chiamata "la Kairouan del sud" ed è considerata il secondo centro religioso del paese dopo Kairouan: tra la città vecchia e il palmeto si contano decine di moschee e circa un centinaio di marabutti, le tombe dei santi, ancora meta di pellegrini.

In breve

Ideale per: chi cerca un'oasi meno turistica di Tozeur, chi ama l'architettura tradizionale in mattoni, la spiritualità sufi e i paesaggi del deserto, e i fan di Star Wars. Da vedere: la Corbeille, la città vecchia e il quartiere di El Bayadha, il palmeto, Ong Jemel, il set di Mos Espa e lo Chott el Gharsa. Periodo più piacevole: da ottobre ad aprile; a fine ottobre si svolge di solito il festival di musica sufi Rouhaniyet.

Cosa vedere e cosa fare

La Corbeille

La Corbeille ("il cesto", in arabo Ras el Ain) è una profonda conca piena di palme che occupa gran parte della zona nord della città. Un tempo vi sgorgavano numerose sorgenti che formavano un piccolo uadi e irrigavano tutta l'oasi; dagli anni Ottanta il calo delle falde ne ha prosciugate molte e parte delle palme è morta. Oggi una strada scende ai giardini, tra ruscelli, piccoli ponti e alberi da frutto, e lungo i canali corrono sentieri ombreggiati; sotto i caffè c'è una grande vasca alimentata da una sorgente, frequentata dai ragazzi del posto. La vista migliore si ha dal bordo nord-occidentale, dove ci sono alcuni caffè affacciati sulla conca: il momento più bello è il tardo pomeriggio.

La città vecchia e El Bayadha

La città vecchia sorge sulle pendici a ovest della Corbeille. Le case sono cubiche, con il tetto piatto, costruite con i mattoni color ocra e sabbia tipici del Jerid e disposti a formare motivi geometrici, come a Tozeur; tetti e porte sono in legno di palma. In alcune vie i piani superiori scavalcano la strada e formano passaggi coperti che fanno ombra. Il quartiere di El Bayadha raccoglie molti degli edifici religiosi della città. Conviene camminare senza fretta, con abiti sobri, e ricordare che zaouie e moschee sono luoghi di culto: chiedete prima di entrare o di fotografare.

Le zaouie e la tradizione sufi

Le zaouie sono i luoghi delle confraternite sufi, dove si prega, si studia e si custodiscono le tombe dei santi. Tra le più note di Nefta c'è quella della confraternita Qadiriya, a lungo uno dei centri più influenti del sufismo nel paese. Molto venerato è anche il santuario di Sidi Bou Ali, un santo arrivato dal Marocco nel XIII secolo, a cui la tradizione lega la diffusione del sufismo nell'oasi. La grande moschea risale al XV secolo. In occasione delle feste religiose e del festival si possono ascoltare la hadhra e i cerchi di dhikr, i canti e le invocazioni della tradizione mistica.

Il palmeto

A sud della Corbeille la conca si restringe e porta al palmeto, che si estende verso lo Chott el Jerid. All'ombra delle palme da dattero crescono alberi da frutto e ortaggi, irrigati da una rete di canali. Si può visitare a piedi o in bicicletta; d'autunno è il periodo della raccolta dei datteri deglet nour, il prodotto più importante del Jerid. Per assaggiare i piatti del sud e i dolci a base di datteri c'è la guida alla cucina tunisina.

Il festival Rouhaniyet

Rouhaniyet è il festival internazionale di musica sufi che si tiene a Nefta da alcuni anni, di solito tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre: l'edizione 2025, l'ottava, si è svolta dal 30 ottobre al 1° novembre. Il programma alterna incontri sul patrimonio musicale sufi a concerti serali all'aperto, con artisti tunisini e stranieri, cortei di gruppi locali e cerchi di dhikr. Le date dell'edizione successiva vanno verificate prima di partire, perché in quei giorni gli alloggi del Jerid si riempiono.

Escursioni nei dintorni

Come arrivare

L'aeroporto più vicino è quello internazionale di Tozeur-Nefta, tra le due città, con voli nazionali da Tunisi e collegamenti stagionali dall'estero: frequenze e rotte cambiano spesso e vanno verificate. Molti viaggiatori arrivano invece da Djerba, più servita dai voli internazionali, con un tour organizzato del sud o in auto. Da Tozeur i louage (taxi collettivi) per Nefta sono frequenti.

Come muoversi

La città vecchia, la Corbeille e il palmeto si visitano a piedi. Per Ong Jemel, Mos Espa e lo Chott el Gharsa servono un'auto o un fuoristrada con autista: le agenzie di Tozeur e di Nefta organizzano escursioni, spesso in combinazione con le oasi del Jerid. Mos Espa si raggiunge su strada; verso Ong Jemel e lo Chott el Gharsa l'ultimo tratto è su pista, percorribile con un'auto normale solo quando il terreno è asciutto. Evitate di guidare di notte fuori dalle strade principali.

Quando andare

Il periodo migliore va da ottobre ad aprile, con giornate tiepide e luminose; in inverno le notti sono fredde. L'autunno coincide con la raccolta dei datteri e, a fine ottobre, con il festival Rouhaniyet. L'estate è molto calda e conviene limitarsi alle prime ore del mattino e alla sera. Per idee sui mesi migliori vedete dove andare a novembre e dove andare a febbraio.

Dove dormire

Consigli pratici

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